"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


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mercoledì 3 agosto 2022

Governo delibera importante aumento degli stipendi del personale della scuola

Il Governo ruandese ha deciso un significativo intervento sugli stipendi del personale scolastico, comportante importanti aumenti per tutti gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie. Per gli insegnanti della scuola primaria l'aumento sarà  fino all'88% a decorrere da questo mese. Gli insegnanti delle scuole primarie con certificati A2 riceveranno  un aumento di stipendio dell'88%: la paga netta passerà  da Rwf 57.639 a Rwf 108.488, (il cambio attuale è di 1 euro= 1050Frw) mentre gli insegnanti con  un certificato A1 passeranno da Rwf 136.895 a Rwf 191.811, con un aumento del 40%. I titolari di laurea (A0), per la gran parte  insegnanti di scuola secondaria,  riceveranno 246.384 Rwf rispetto agli attuali 176.189 Rwf.    Il governo ha anche rivisto gli stipendi dei presidi e del personale di supporto: i dirigenti delle scuole secondarie (compresi i centri TVET) riceveranno 314.850 Rwf di retribuzione mensile, mentre le loro controparti della scuola primaria riceveranno 152.525 Rwf dagli attuali 101.681 Rwf.. Il governo ha altresì finanziato con  5 miliardi di Rwf l'Umwalimu Sacco, la cooperativa di risparmio degli insegnanti, per contribuire ad aumentare l'accesso ai finanziamenti. L'intervento del governo intende rendere più appetibile l'insegnamento, tenuto conto che con gli stipendi attuali si era creata una certa disaffezione tra gli insegnanti che in gran numero, fino a 1.000 al mese, lasciavano l'insegnamento per ricercare altre occupazioni.Per far fronte a una certa carenza di insegnanti, il governo ruandese ha siglato un accordo con quello dello Zimbawe per reclutare fino a 500 insegnanti di quel Paese, la cui selezione e' in corso in questi giorni.

lunedì 19 aprile 2021

Gli insegnanti ruandesi saranno dotati di un pc

Il Rwanda Basic Education Board (REB) ha avviato la distribuzione di laptop, in comodato d’uso, aa tutti gli insegnanti delle scuole pubbliche nell'ambito dell'iniziativa "One Laptop per Teacher". La distribuzione dei laptop ha avuto inizio  il 16 aprile a partire da  cinque scuole secondarie del distretto di Gatsibo. Il programma interesserà gli insegnanti di tutte le scuole elementari e secondarie del Paese. Secondo le ultime statistiche sull'istruzione disponibili sul sito web del ministero dell'Istruzione, sono 6.931 i docenti nelle scuole materne, di cui il 10,9% nelle scuole pubbliche, il 32% nelle scuole sovvenzionate dal governo e il 57% nelle scuole private. Ci sono 43.878 insegnanti nella scuola primaria, di cui il 28,1% nelle scuole pubbliche, il 61% nelle scuole sovvenzionate dal governo e l'11% nelle scuole private. Nelle scuole secondarie, ci sono 23.565 docenti, di cui il 51% sono scuole sovvenzionate dal governo, il 31% nelle scuole pubbliche e il 17,7% nelle scuole private.

sabato 17 novembre 2018

Sempre più giovani ruandesi studiano negli USA


Il Rwanda è tra i primi 5 paesi nell'Africa orientale e meridionale ad inviare propri studenti in America, secondo il rapporto Open Doors del 2018 sui dati di Scambio educativo internazionale rilasciato questa settimana.Negli ultimi 10 anni il numero di studenti ruandesi che studiano negli Stati Uniti è decisamente aumentato passando dai 465 studenti nell'anno scolastico 2011/12 ai 1.232 studenti nell'anno scolastico 2017/18.
Gli Stati Uniti sono in cima alla lista dei 5 paesi che ricevono la maggior parte degli studenti ruandesi, seguiti rispettivamente da Repubblica Democratica del Congo, India, Francia e Sudafrica, senza dimenticare come a fine 2017 erano 1.100 gli studenti ruandesi che studiavano nella sola Cina. 
Tratta dal libro Aiutiamoli a casa loro Il modello Rwanda, riportiamo qui di seguito  la parte dedicata all'istruzione universitaria in Rwanda.
A conclusione di dodici anni di studio e dopo aver superato l’esame finale, si può accedere all’istruzione terziaria universitaria, basata su un sistema di accumulazione di crediti e di un sistema modulare (CAMS) e su 7 livelli di diplomi: Livello 1 Certificato di istruzione; Livello 2 Diploma nell'istruzione superiore; Livello 3 Diploma Avanzato nell'istruzione superiore; Livello 4 Grado Ordinario; Livello 5 Laurea triennale con onore; Livello 6 Masters Degree e Livello 7 Dottorato. Gli studenti iscritti alle istituzioni terziarie ruandesi ammontavano nel 2016 a 90.803, pari a 787 studenti ogni 100.000 abitanti. Di questi il 43 per cento era iscritto alle sei facoltà statali, articolate su diversi rami di specializzazione, i cui centri di istruzione sono distribuiti sull’intero territorio nazionale. L’accesso all’università pubblica è supportata da un importante sostegno statale che arriva a garantire borse di studio al 76 per cento degli iscritti, anche se la scelta dei beneficiari non si sottrae a qualche rilievo critico circa certi favoritismi che tendono a privilegiare gli esponenti del nuovo gruppo dirigente del paese. La prima università istituita nel Paese, per opera dei padri domenicani, è stata l’Università Nazionale del Rwanda (NUR) attiva in Butare dal 1963, all’indomani dell’indipendenza. A fronte dei circa 1.800 laureati sfornati dalla NUR nei primi trent’anni di attività, nel solo anno accademico 2015/16 erano 8.473 gli studenti che concludevano il proprio corso di studi nelle sole università pubbliche, senza contare quelli che preferiscono le più accreditate università ugandesi di Kampala o quelle francofone di Goma, nel vicino Congo.

martedì 9 gennaio 2018

Test antidroga per i giovani rwandesi che vanno a studiare all'estero

Una nuova direttiva del Ministero dell'Istruzione rwandese richiede che tutti gli studenti in procinto di andare all’estero per motivi di studio,  con una borsa di studio governativa, si sottopongano a un test antidroga in un ospedale autorizzato.Prima della partenza gli studenti dovranno esibire un certificato medico che attesti che non facciano uso  di droga. La  decisione di introdurre il nuovo test si basa sul fatto che l'uso di droghe si sta diffondendo tra i giovani, anche in Rwanda. Oltre al test prima della partenza,  il governo prevede che tutte le ambasciate ruandesi in tutto il mondo seguano  gli studenti nella loro vita scolastica. Sarà anche  approntato un apposito database aggiornato degli studenti ruandesi, soprattutto quelli che vivono all'estero, al fine di sostenerli continuamente. La decisione trae spunto anche da recenti casi di scarso rendimento e di espulsione dalle università di studenti  per abuso di droghe. La direttiva riguarda tutti gli studenti ruandesi che studiano o coloro che intendono studiare all'estero su sponsorizzazioni governative, borse di studio o sponsorizzazioni private. Sono circa 150 gli studenti che annualmente vengono inviati in università estere con il sostegno del governo, mentre circa 50 studiano con  borse di studio della cooperazione internazionale.

venerdì 20 maggio 2016

Le scuole cattoliche rwandesi di fronte alla sfida della modernità

“Educazione cattolica in Rwanda, 50 anni dopo ‘Gravissimum Educationis’: problematiche, sfide e prospettive” è il titolo dell'incontro svoltosi dal 10 al 12 maggio  a Kigali, al Centro Pastorale San Paolo, con l’obiettivo di approfondire la missione dell’educazione cattolica nel paese, per rispondere ai segni dei tempi con competenza e nella consapevolezza della specifica missione educativa nella società rwandese. L’incontro è stato organizzato dal Segretariato Nazionale dell’Insegnamento Cattolico (Snec) e dalla Chiesa cattolica e vi hanno preso parte rappresentanti dalle diverse diocesi del Paese, rettori di istituti cattolici, direttori di scuole, esponenti di varie confessioni religiose, studenti, genitori, responsabili di commissioni episcopali, vescovi e il nunzio mons. Luciano Russo. All’ordine del giorno le sfide dell’etica, la qualità dell’insegnamento, i finanziamenti, l’uso delle nuove tecnologie e la pastorale nelle scuole.
Necessaria un’educazione di qualità per lo sviluppo del Paese
I relatori intervenuti hanno sottolineato la necessità di un’educazione di qualità per lo sviluppo socio-economico del Paese in cui particolare importanza riveste l’impegno della Chiesa cattolica. Mons. Philippe Rukamba, vescovo di Butare e presidente della Conferenza episcopale, ha affermato che missione principale di una scuola cattolica è “offrire uno spazio di crescita intellettuale, di formazione professionale e di sviluppo culturale di qualità, alla luce del Vangelo”.
Libertà religiosa nelle scuole, assistenza per gli studenti e personale formato
Nelle risoluzioni pubblicate sul portale della Conferenza episcopale ruandese, viene evidenziata la necessità di garantire la liberà religiosa nelle scuole, di coinvolgere la Caritas in ogni sede scolastica e di creare collaborazioni tra le amministrazioni scolastiche e i genitori. Viene richiamata l’attenzione, poi, sulle minacce delle correnti della postmodernità ed incoraggiata l’educazione ai valori umani e cristiani, della libertà e dell’amore. Nelle scuole cattoliche si consiglia inoltre la presenza di operatori pastorali formati e si chiede di rendere visibili i segni della stessa identità cattolica. Sulla qualità dell’educazione si raccomanda di rafforzare le istituzioni pre-primarie, di organizzare servizi di counselling, di consolidare le cappellanie nelle scuole, di creare istituti tecnici e professionali, di combattere l’abbandono scolastico sensibilizzando i genitori, accompagnando i bambini e collaborando con le autorità pubbliche.
Attenzione per i disagiati e gli indigenti
Tra gli obiettivi di quanti operano nell’educazione anche una migliore organizzazione dei centri di alfabetizzazione per adulti, la promozione di una formazione permanente per il personale scolastico e un’attenzione specifica per i più vulnerabili e i più poveri. Tra le altre raccomandazioni l’invito alle scuole alla cooperazione e agli scambi, e l’auspicio di una maggiore collaborazione tra Chiesa e Stato perché vengano approntati strumenti adatti ad un’educazione inclusiva. Infine nelle scuole cattoliche si prevede il finanziamento di fondi di solidarietà.
Le scuole nel Rwanda oggi e l’identità delle scuole cattoliche
Oggi in Rwanda la Chiesa cattolica gestisce o partecipa alla gestione di oltre la metà di tutte le scuole, con 1.381 scuole frequentate da 1.175.369 allievi e studenti di cui 770 nelle scuole primarie. C’è da aggiungere anche la gestione di 9 istituti superiori. Molte infrastrutture dovrebbero essere ammodernate e sarebbero necessari nuovi edifici scolastici. I partecipanti al colloquio di Kigali hanno comunque concluso che l’identità di una scuola cattolica deve essere definita da tre elementi: l’essere un luogo in cui si vive la fede in Cristo e tutto sia improntato sul Vangelo; l’essere una comunità di vita condivisa in uno spirito di solidarietà e di comunione fraterna; l’aprire le porte a tutti, senza esclusione alcuna, e offrire ai più poveri, ai meno abbienti e ai più disagiati una formazione umana e cristiana.
 ( da Radio Vaticana)

mercoledì 18 maggio 2016

Stage da 100.000 Frw mensili snobbato da neolaureati in veterinaria e agronomia

In un precedente post del 24 gennaio avevamo dato notizia dell’avvio di una selezione di un veterinario e di un agronomo per la creazione  di una sorta di cattedra agricola ambulante che garantisse alle diverse comunità di villaggio, per il tramite delle parrocchie, assistenza, formazione e consulenza in ambito agricolo, per le diverse tipologie di colture e allevamento esistenti sul territorio.In occasione della Missione Kwizera 2016 il progetto era stato illustrato a tutti i parroci della diocesi che erano poi stati sollecitati di portare a conoscenza dei  giovani delle rispettive parrocchie, laureati in veterinaria e agronomia, il bando per la selezione di un agronomo e di un veterinario. Incredibile a dirsi, alla scadenza dei termini per la presentazione delle candidature sono pervenute due, dicasi due, sole candidature: quella di un veterinario, peraltro non ancora laureato se non nella  prossima sessione di giugno, e quella di una diplomata (Technical Secondary Education A2) in agronomia. Il futuro veterinario, l’unico candidato avente il requisito richiesto della laurea, non riteneva peraltro congruo il compenso proposto di Frw 100.000 mensili per un contratto annuale da stagiaire. Alla luce di tali risultanze non resta che mettere in stand by il progetto in attesa di tempi migliori, mentre i relativi fondi stanziati saranno indirizzati sul Progetto Mikan pig  e su quello di assistenza agricola alla comunità batwa di Kibali.
L'esito della ricerca lascia qualche perplessità, le stesse che avevamo espresso in un post del luglio 2010, Lettera a un neolaureato rwandese, che conserva, purtroppo, tutta la sua attualità. 
Sarebbe interessante ricevere dai nostri amici rwandesi qualche considerazione al riguardo, potrebbero aiutarci a meglio comprendere certe dinamiche dei giovani rwandesi, che evidentemente ci sfuggono.

giovedì 5 maggio 2016

Petits Seminaires al bivio: seminari e/o scuole d'ispirazione cattolica?

Riproponiamo questo post dell'agosto 2013 che sembra conservare tutta la sua attualità, anche alla luce  del dibattito sui possibili  scenari futuri che attendono i Petits Seminaires per rispondere alle attese della Chiesa e della società rwandese.

A cento anni dalla fondazione a Kabgayi del primo degli attuali otto Petits Seminaires, uno per ognuna delle diocesi rwandesi con la sola esclusione della diocesi di Gikongoro, queste istituzioni si trovano a interrogarsi sul proprio futuro. Nati per avviare al sacerdozio giovani aspiranti, fin dall’origine hanno svolto la funzione di fornire un’istruzione superiore anche a un più largo strato della popolazione giovanile rwandese concorrendo in tal modo a formare  una buona parte del ceto dirigente del paese nei diversi campi della vita civile . Oggi queste istituzioni, uno dei  titoli di orgoglio della giovane Chiesa locale, devono scontare, per assurdo, il loro stesso successo. Infatti, le posizioni  di  vertice che annualmente i Petits Seminaires occupano nelle speciali classifiche che riconoscono la qualità didattica delle diverse scuole sulla base della preparazione dei rispettivi studenti, è un forte richiamo per nuovi studenti. Soprattutto le famiglie della nascente borghesia cittadina rwandese, fatta di commercianti, operatori economici, alta burocrazia statale e ceto politico, trovano particolarmente attrattive  queste scuole, dalla dichiarata ispirazione religiosa, che garantiscono un ottimo livello didattico,  in un contesto di vita comunitaria più affidabile di altre realtà scolastiche cittadine non esenti da quelle criticità che cominciano a  far capolino anche tra le giovani generazioni rwandesi, e, fattore non secondario, scontano rette scolastiche inferiori a quelle delle molte scuole private presenti soprattutto nella capitale. Tutti questi fattori hanno portato i vari Petits Seminaires, seppure in maniera differenziata, a veder lievitare i propri alunni,  frequentanti le tre classi dell’ultimo ciclo delle primarie e le  tre classi delle secondarie.

martedì 28 ottobre 2014

Fatica a decollare il programma di alimentazione scolastica

Gli scolari bisognosi di Nyagahanga consumano
un pasto grazie al sostegno dell'Associazione Kwizera
Le autorità rwandesi hanno messo in campo, con l’inizio del nuovo anno scolastico, un programma di alimentazione scolastica rivolto agli alunni del ciclo base dei 12 anni (12YBE). Nelle intenzioni del governo il programma dovrebbe vedere il coinvolgimento anche dei genitori secondo tre diverse opzioni. La prima prevede che i genitori contribuiscano con un importo fisso di denaro nell’ordine di 200-300 Frw  al giorno per alunno; la seconda che i bambini si portino da casa il cibo da consumare a scuola, mentre la terza opzione  permette ai genitori che non possono permettersi le prime due opzioni di  lavorare come braccianti occasionali presso la stessa scuola che si farebbe quindi carico di fornire il cibo ai loro figli. Il Ministero della Pubblica Istruzione, pur riconoscendo la complessità della questione, si sta prodigando nel sensibilizzazione i leader locali nel sostegno dell’iniziativa e per ottenere il coinvolgimento di tutti i genitori interessati affinchè a nessun scolaro manchi un pasto. Purtroppo il percorso del nuovo programma è tutt’altro che facile, dovendo scontare un certo scetticismo dei genitori, molti dei quali dichiarano apertamente di non disporre dei soldi necessari, soprattutto quando, come capita spesso, i figli coinvolti siano due o addirittura tre: in  quel caso per pagare le rette se ne va il salario mensile di un agricoltore.  Capita così, come riferisce The New Times, che i bambini i cui genitori non hanno versato il costo del pranzo  debbano assistere in disparte al pranzo dei loro compagni. Di fronte alle sollecitazioni che vengono dalle autorità di governo e dai responsabili locali molti  dirigenti scolastici ricorrono all’aiuto delle numerose ong che operano sul territorio  rwandese.Al riguardo merita di essere ricordata l'esperienza dell'Associazione Kwizera che da diversi anni garantisce l'erogazione di una settantina di pasti giornalieri ai bambini bisognosi della scuola primaria di Nyagahanga.  Nonostante le buone intenzioni, il programma fatica a decollare e da più parti si sollecita un intervento diretto del governo per fornire i mezzi necessari a garantire a tutti l’accesso a un pasto durante l’orario scolastico. Lo stesso Ministro per la scuola  primaria e secondaria,Olivier Rwamukwaya, ha ammesso che il programma di alimentazione scolastica ha bisogno di essere rivisitato, “almeno per poter aiutare i bambini provenienti da famiglie povere” che, nelle campagne, sono piuttosto numerosi. Anche l’opzione che prevede il coinvolgimento dei genitori in lavori a favore della scuola non sembra incontrare un particolare successo: gli insegnanti dicono che sia troppo difficile insistere nel richiamare i genitori al rispetto di questo loro impegno.

domenica 18 agosto 2013

Quale futuro per i Petits Seminaires rwandesi?

A cento anni dalla fondazione a Kabgayi del primo degli attuali 0tt0 Petits Seminaires, uno per ognuna delle diocesi rwandesi con la sola esclusione della diocesi di Gikongoro, queste istituzioni si trovano a interrogarsi sul proprio futuro. Nati per avviare al sacerdozio giovani aspiranti, fin dall’origine hanno svolto la funzione di fornire un’istruzione superiore anche a un più largo strato della popolazione giovanile rwandese concorrendo in tal modo a formare  una buona parte del ceto dirigente del paese nei diversi campi della vita civile . Oggi queste istituzioni, uno dei  titoli di orgoglio della giovane Chiesa locale, devono scontare, per assurdo, il loro stesso successo. Infatti, le posizioni  di  vertice che annualmente i Petits Seminaires occupano nelle speciali classifiche che riconoscono la qualità didattica delle diverse scuole sulla base della preparazione dei rispettivi studenti, è un forte richiamo per nuovi studenti. Soprattutto le famiglie della nascente borghesia cittadina rwandese, fatta di commercianti, operatori economici, alta burocrazia statale e ceto politico, trovano particolarmente attrattive  queste scuole, dalla dichiarata ispirazione religiosa, che garantiscono un ottimo livello didattico,  in un contesto di vita comunitaria più affidabile di altre realtà scolastiche cittadine non esenti da quelle criticità che cominciano a  far capolino anche tra le giovani generazioni rwandesi, e, fattore non secondario, scontano rette scolastiche inferiori a quelle delle molte scuole private presenti soprattutto nella capitale. Tutti questi fattori hanno portato i vari Petits Seminaires, seppure in maniera differenziata, a veder lievitare i propri alunni,  frequentanti le tre classi dell’ultimo ciclo delle primarie e le  tre classi delle secondarie.

sabato 9 marzo 2013

Eccellono gli studenti delle scuole cattoliche rwandesi

I dati forniti  dal  Ministero dell'Istruzione relativi all’andamento dei risultati scolastici conseguiti dagli studenti che si sono sottoposti agli esami al termine del ciclo scolastico secondario, come già nel passato, evidenziano come gli studenti delle scuole cattoliche eccellano nelle diverse classifiche.
In particolare si sono fatti onore gli studenti dei diversi  Petits Séminaires operanti in Rwanda, quelli di  Rwesero, di Nkumba, di Nyundo,di Kabgayi e di  Karubanda, ma anche quelli  di altre scuole tenute da religiosi come Groupe Scolaire San Giuseppe Kabgayi, Groupe Scolaire St. André, Ecole de Sciences de Byimana, Groupe officiel de Butare. Anche le studentesse della scuola femminile GS St Bernadette de Save-Huye sono segnalate tra quelle con i punteggi più alti. Lo stesso Ministro della Pubblica Istruzione, Vincent Biruta, ha riconosciuto questa leadership educativa delle scuole cattoliche, sottolineando  come "Le scuole cristiane come quelle guidate da suore e religiosi hanno sempre a cuore i propri studenti, sono dotate di un'ottima struttura gestionale e organizzativa, dedicano tempo importante agli studenti e pregano sempre per loro".
Per spiegare il segreto di  questa performance delle scuole cattoliche, The New Times ha visitato la Byimana Science School, (ex Ecole de Science de Byimana), fondata nel lontano 1952 e gestita dai Fratelli Maristi a Ruhango nella provincia meridionale, che ha piazzato ben quattro dei suoi studenti fra i primi dieci nelle materie scientifiche. Secondo il cronista, già entrando nella scuola, non si può non notare la serenità e il silenzio e come tutti gli studenti siano in classe ad ascoltare i loro insegnanti. Sottolineatura quanto mai opportuna visto che in altre scuole  capita spesso di imbattersi in studenti che bighellonano all’esterno delle aule  durante l’orario delle lezioni. Secondo il preside,  fratel Alphonse Gahima, il successo dipende da vari fattori tra cui essere una scuola emanazione della chiesa che richiede un certo livello di impegno religioso tra gli studenti, avere livelli elevati di disciplina tra gli studenti e  un efficiente sistema di gestione della scuola.E’ la vocazione educativa della Chiesa  come completamento di quella primaria di predicazione del Vangelo, la vera discriminante che fa la vera differenza, secondo  Hahima, rispetto alle altre scuole. C’è poi da sottolineare la particolare attenzione al rispetto delle regole e della  disciplina a cui sono chiamati tutti gli studenti, l’attenta gestione del corpo insegnanti e l’organizzazione didattica ed extra didattica che impegnano completamente gli studenti, ai quali viene anche inculcata una particolare attenzione alla lettura .
Come si vede un buon modello a cui ispirarsi, anche per alcune scuole cattoliche che con il tempo hanno perso un po’ dello smalto iniziale,  quando a partire dagli inizi del periodo coloniale  furono pioniere nell’istruzione del popolo rwandese. Quante strutture anche importanti sparpagliate sul territorio rwandese potrebbero essere rilanciate, anche ripensando i contenuti didattici per renderli più spendibili anche sul mercato del lavoro locale, dove a fianco delle tradizionali attività riconducibili all’agricoltura se ne stanno affacciando di totalmente nuove. Un discorso a parte meritano i numerosi Petits Séminaires; magari ne riparleremo in futuro.

giovedì 13 dicembre 2012

Il taglio degli aiuti internazionali comincia a farsi sentire

Comincia a farsi sentire il taglio che molti paesi donatori hanno attuato sugli aiuti destinati al Rwanda, nella convizione che il governo di Kibali sia coinvolto nel sostegno dei ribelli congolesi dell’M23.Al poco più che simbolico taglio in aiuti militari di $ 200.000 degli USA, sempre molto comprensivi verso l’amico Kagame, hanno fatto seguito i tagli dei donatori europei tra cui i Paesi Bassi, Germania, Svezia, Gran Bretagna, oltre che l’UE. Il venir meno di tali aiuti , che il ministro delle Finanze, John Rwangombwa, quantifica in circa il 12% del bilancio nazionale, ( nell'anno fiscale 2012-2013, gli aiuti esteri hanno rappresentato complessivamente il 46% del bilancio dello Stato), potrebbe avere delle conseguenze significative oltre che sul trend di sviluppo del paese anche sull’ordinaria amministrazione, tanto che lo stesso ministro si è premurato di smentire la voce che potessero esserci problemi per il pagamento degli stipendi pubblici.Quotidianamente si leggono sulla stampa rwandese interventi per stigmatizzare il comportamento dei donatori esteri le cui decisioni si ripercuoterebbero in toto sulla incolpevole popolazione. In proposito, l’agenzia Syfia, in una recente inchiesta, riferisce che per molti rwandesi, il ritiro dei donatori è già evidente nella diminuzione degli acquisti, nell’aumento dei prezzi e nella stretta che le banche hanno applicato sui prestiti.  In una specie di spending review il governo ha invitato i funzionari statali a risparmiare dove è possibile: spendere meno in spese di rappresentanza durante le missioni, lavorare di più , fare un uso accorto delle auto di stato. Come riferisce Syfia , il Segretario di Stato per i Trasporti, Alexis Nzahabwanimana, ha richiamato tutti a evitare un uso privato delle auto blu, come portare a scuola i figli piuttosto che partecipare a matrimoni, pena severe sanzioni che possono arrivare fino al licenziamento.Le preoccupazioni sul futuro stanno comunque montando, nonostante i richiami del presidente rwandese all’orgoglio nazionale che ha portato anche alla costituzione del famoso Fondo Agaciro “dignità in lingua Kinyarwanda” in cui, un po’ spontaneamente e un po’ spintaneamente, tutti i rwandesi dell’interno e della diaspora hanno fatto confluire ad oggi circa 32 milioni di euro, pari all’1,8% del bilancio nazionale stimato in 1,722 miliardi di euro.
L'auspicio del ministro degli  esteri, Louise Mushikiwabo, è che la situazione attuale, che sconta anche la grave crisi economica dei paesi donatori, possa presto evolvere verso una soluzione  favorevole per il Rwanda perchè " il Rwanda non perde i suoi alleati. Siamo in presenza di una contingenza temporanea, perchè in politica non ci sono nè amici nè nemici per sempre".
 

venerdì 23 novembre 2012

Distribuite 250 divise scolastiche nella scuola di Kintu nella parrocchia di Nyagahanga


Gli alunni e le alunne della scuola primaria di Kintu, nella parrocchia di Nyagahanga, posano dopo aver ricevuto le divise scolastiche realizzate dal laboratorio di cucito del Centro parrocchiale. Grazie al contributo dell'Associazione Kwizera sono state distribuite complessivamente 250 divise.
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lunedì 23 gennaio 2012

Le scuole confessionali primeggiano su quelle pubbliche

 Venerdì scorso sono stati resi pubblici i  risultati degli esami tenutesi nelle  scuole primarie del paese. Come per il passato è stata l’occasione per stilare una specie di classifica sul livello qualitativo delle varie scuole. Dalla verifica di tali risultati sono emersi due dati molto chiari che evidenziano come le scuole rurali siano mediamente migliori delle più blasonate scuole della capitale e come le scuole emanazione della varie confessioni presenti nel paese, con un menzione particolare per i Piccoli seminari di varie diocesi cattoliche, siano ai primi posti di tali classifiche. I due fenomeni hanno richiamato l’attenzione dei media, tanto che su The New Times di oggi viene dedicato un approfondito commento sul decadimento che ha interessato, nell’ultimo decennio, le scuole della capitale rispetto a quelle rurali, pur potendo contare  su mezzi  decisamente superiori rispetto alle scuole di villaggio e su alunni provenienti da ceti sociali con tenori di vita più elevati rispetto a quelli della campagna. Il commentatore mette poi in rilievo il livello delle scuole di emanazione della Chiesa che riescono a piazzare i loro alunni nelle prime posizioni delle varie classifiche.  Analizzando le possibili cause di questa eccellenza, viene messa in evidenza come le scuole confessionali siano ancora caratterizzate  da buoni  livelli di impegno e disciplina che sembrano mancare nelle scuole pubbliche, specie quelle della capitale dove, oltretutto, fanno la loro comparsa fenomeni negativi  quali la diffusione della droga e dell’alcool. La conclusione del commentatore suona come particolarmente elogiativa per le scuole confessionali: “Forse è giunto il momento per i responsabili politici di considerare la possibilità che  gli stessi valori che abbiamo visto nelle scuole confessionali vengano diffusi  in tutte le scuole pubbliche.  I vantaggi di una tale decisione sembrano di gran lunga superare qualunque possibile  conseguenza negativa che potrebbe conseguire”. Questo riconoscimento dovrebbe essere di stimolo per le autorità ecclesiastiche per rafforzare il loro impegno nel sistema educativo del paese, in particolare nelle scuole superiori e nelle università, per arrivare a formare dei laici capaci di recitare un ruolo significativo nella vita economica e sociale del paese.

lunedì 27 giugno 2011

Metà della scuola rwandese è gestita dalle chiese cristiane

La tabella che pubblichiamo riporta la situazione delle scuole rwandesi facenti capo alla Chiesa cattolica, suddivise per diocesi.  Come si vede si tratta di una significativa presenza nel mondo dell'istruzione, a cui vanno aggiute 467 scuole materne con 52.854 alunni, su un totale di 1369 asili presenti in Rwanda  con 97mila bambini. Non bisogna altresì dimenticare l'altrettanto importante presenza delle scuole emanazione delle varie confessioni protestanti: 547 scuole primarie con 470 mila scolari e 203 scuole secondarie con 56mila allievi. Complessivamente, a fine 2010, in Rwanda esistevano 2510 scuole primarie,  con 2,300 milioni di scolari,  e 1399 scuole secondarie frequentate da oltre 425mila studenti.Sulla base di questi dati, risulta che la metà del sistema scolastico rwandese, a livello di ciclo primario e secondario, è gestito dalle chiese cristiane.A livello universitario la situazione è ancora in fase evolutiva; i circa sessantaduemila studenti universitari  sono per metà iscritti a uno dei diciassette istituti universitari statali, essendo l'altra metà iscritta agli altri 13  istituti privati,  in cui la presenza delle università espressione delle chiese è ancora limitata. 

Diocesi
Primarie senza 9 YBE
Primarie
con 9 YBE
Scuole secondarie classiche
Totale Secondarie
KABGAYI
106
63
13
76
GIKONGORO
62
37
5
42
BUTARE
80
46
26
72
CYANGUGU
69
38
10
48
NYUNDO
160
80
17
94
RUHENGERI
71
40
11
51
BYUMBA
87
19
18
37
KIGALI
93
24
13
37
KIBUNGO
41
43
10
53
TOTALE
769
390
123
513