Secondo il Rwanda Energy Group (REG) il 74,5% delle famiglie ruandesi hanno oggi accesso all'elettricità: il 50,9% delle famiglie è connesso alla rete nazionale, mentre il 23,6% utilizza soluzioni off-grid, tra cui sistemi solari autonomi e mini-grid.Con una media di cinque persone per famiglia, oggi circa 10 milioni di ruandesi hanno accesso all'elettricità. L'energia, e in particolare l'accesso all'elettricità, è la priorità chiave del governo. Dal 1937, quando REGIDESO è stata fondata in Rwanda e nel 1957 quando è stata costruita la prima centrale elettrica in Rwanda fino all'anno 2000, l'accesso all'elettricità è stato considerato un privilegio raro per chi viveva nelle città, con solo 46.000 famiglie collegate. Nel 2009 è stato introdotto un programma speciale per implementare l'accesso all'elettricità, soprattutto nelle aree rurali, per aumentare il tasso di accesso nella comunità ruandese. Secondo REG, a quel tempo, solo il 6% delle famiglie ruandesi aveva accesso all'elettricità di rete. Secondo Ron Weiss, amministratore delegato di REG, il Rwanda dovrebbe essere in grado di portare a termine l'attuale piano di elettrificazione che prevede l'accesso all'elettricità di tutte le famiglie ruandesi entro il 2024 quando il 70% delle famiglie sarà connesso alla rete mentre circa il 30% utilizzerà soluzioni off-grid.
"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI
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domenica 6 novembre 2022
giovedì 25 febbraio 2021
Il gas del lago Kivu arriverà anche nelle case dei ruandesi
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| Impianto di estrazione del gas Kivu-Watt |
Il Rwanda prosegue la valorizzazione da parte del Rwanda dei giacimenti di gas esistenti sotto le
acque del lago Kivu, in barba alle pretese degli ecologisti della domenica che vorrebbero bandire le fonti fossili per ottenere energia, anche per Paesi in via di sviluppo.Dopo che nel passato era stata realizzata una grande
centrale a metano ed è allo studio anche la possibilità di estrarre dal
metano fertilizzanti
per l’agricoltura, ora è la volta dell’uso domestico, automobilistico ed
industriale del gas. Nel febbraio 2019, il Rwanda aveva firmato un accordo da 400 milioni
di dollari con Gasmeth Energy , una società con capitali statunitensi, nigeriani e ruandesi, per una di concessione di 25 anni per
l'estrazione di gas naturale dal lago Kivu e la sua trasformazione in metano in
CNG.
giovedì 4 aprile 2019
La Cina investirà 214 milioni di dollari nella nuova centrale Nyabarongo II
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| Nyabarongo I |
Gli sforzi del Rwanda per
ottenere l'accesso universale all'elettricità entro il 2024 hanno ricevuto una
forte spinta dall’annuncio che la Cina SynoHydro investirà $ 214 milioni nella
centrale idroelettrica di Nyabarongo-II. L'impianto da 43,5 MW dovrebbe essere
operativo tra cinque anni. Secondo Energy Development Corporation Limited
(EDCL), una volta completato, il progetto contribuirà a oltre l'11,5%
dell'elettricità totale sulla rete nazionale, che nel 2014 dovrebbe avere una potenzialità di 400 MW. Attualmente circa il 42% delle
famiglie ruandesi ha accesso all'elettricità, con il 31% collegato alla rete
nazionale e l'11% ai sistemi off-grid. EDCL e SynoHydro Ltd hanno firmato un
emendamento al loro accordo del 6 giugno 2018 sulla progettazione, fornitura,
costruzione, installazione e messa in servizio dell'impianto.Oltre alla
produzione di elettricità, la prevista diga multiuso sarà utilizzata per il
controllo delle inondazioni e per alimentare i sistemi di irrigazione e
bonifica dei terreni per attività agricole a valle. A regime la nuova centrale dovrebbe
creare circa 900 opportunità di lavoro diretto e indiretto. La centrale Nyabarongo-II
andrà ad affiancarsi al progetto idroelettrico Nyabarongo I, realizzato in
collaborazione con l’indiana Angelique International Limited, costato 110
milioni di dollari e con una capacità di
28 MW .
sabato 8 aprile 2017
Metano e idroelettrico per il futuro energetico del Rwanda
| Elettrificazione rurale a Kiruri |
Il secondo accordo, siglato con Tanzania e Burundi, prevede la costruzione di una centrale idroelettrica sulle cascate Rusumo, al confine tra i tre paesi.Il progetto, finanziato dalla Banca Mondiale, dovrebbe permettere ai tre paesi vicini di condividere equamente 80 megawatt (MW) di energia elettrica.L'impianto prevede la realizzazione di mini-dighe sul fiume Kagera da parte di due consorzi, uno cinese e l'altro composto da aziende tedesche e indiane, per un investimento complessivo che dovrebbe aggirarsi attorno a 340 milioni di dollari.Ricordiamo che il Rwanda ospita anche il più grande insieme di pannelli solari ( 28.360 pannelli su 20 ettari) installati in Africa, al di fuori Sud Africa e Mauritius, che con una capacita' di 8,5 mega watt garantisce il soddisfacimento del 6% del fabbisogno nazionale.L'impianto è stato realizzato nel 2015 dalla società olandese Gigawatt Global, una multinazionale specializzata nello sviluppo e gestione di energia solare nei mercati emergenti, utilizzando pannelli prodotti dalla società israeliana Energiya Global.
giovedì 16 giugno 2016
Inaugurata mega centrale a metano sul lago Kivu
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| La stazione di pompaggio |
L’operazione KivuWatt ha richiesto un investimento di 200
milioni di $, provenienti da istituzioni internazionali, tramite prestiti allo
sviluppo, come la Banca Africana di
Sviluppo e da privati. La società
ContourGlobal realizzatrice dell’impianto ha in progetto la
realizzazione di altre tre piattaforme di pompaggio sul Lago Kivu, con la
possibilità di aumentare fino a 100 MW
la capacità della centrale da qui
al 2019.
mercoledì 11 maggio 2016
Dall'UE 177 milioni di euro al Rwanda per interventi in campo energetico
L'Unione europea ha sottoscritto con
il governo rwandese un accordo di
finanziamento del valore di 177 milioni di € (circa Frw 157 miliardi) per
sostenere il settore energetico del paese nei prossimi 5 anni. Il finanziamento consentirà
al governo di intervenire nel
miglioramento nella fornitura, trasmissione e distribuzione di energia
elettrica nel paese, consentendo l’accesso dei cittadini all’energia elettrica in
tutte le sue forme: energia elettrica, solare, biomassa. Il governo
rwandese si propone così di centrare l'obiettivo di consentire l’accesso
all’energia elettrica al 70% dei cittadini entro il 2018, rispetto all'attuale 23%. L’accordo
sottoscritto è in linea con il memorandum firmato dall'Unione europea con il
presidente Kagame a New York nel 2014 come parte dell'impegno dell'UE in campo energetico.Il finanziamento
rientra nel più ampio accordo, pari a 460 milioni di euro sottoscritto dall’UE a favore del Rwanda nel 2015, sotto forma di sostegno al bilancio, riguardante
anche il settore agricolo e la governance.
venerdì 8 agosto 2014
L'elettrificazione rurale avanza lentamente: solo ora arriva a Rwesero
Riceviamo un'email dal rettore del Piccolo seminario di Rwesero, l'abbé Paul Gahutu, in cui ci viene annunciata "Una notizia importante per il nostro seminario e la zona di Rwesero: abbiamo finalmente l'elettricità".Un fatto per noi scontato diventa avvenimento eccezionale per i villaggi extraurbani rwandesi, dove l'elettricità arriva molto lentamente. Basti pensare che Rwesero si trova a poca distanza dall'asse stradale che collega Kigali a Byumba, eppure ha dovuto attendere fino ad oggi per vedersi allacciato alla rete elettrica nazionale.Si immagini quali attese devono scontare i villaggi della campagna più profonda, lontani dalle principali reti distributive. Secondo quanto riferito recentemente nel proprio discorso d'insediamneto dal nuovo primo ministro, Anastase Murekezi, il Rwanda, uno tra i paesi di coda al mondo nel consumo pro capite di energia (leggi qui), ha attualmente una capacità produttiva di 119 MW, che dovranno aumentare fino a 563 MW, in pratica dovrebbe quintuplicarsi, entro il 2017 per poter soddisfare le esigenze della popolazione civile e del comparto industriale.La rete elettrica serve, ad oggi, solo il 18% della popolazione, senza raggiungere neppure tutti gli abitanti delle città che rappresentano il 28% dell'intera popolazione. Peraltro, dai dati forniti dallo stesso Murekezi sembrerebbe emergere l'intenzione del governo di concentrarsi primariamente sul soddisfacimento della popolazione urbana che, nel 2017, dovrebbe rappresentare il 30% dell'intera popolazione.Tale scelta potrebbe ritardare ulteriormente l'arrivo in campagna, specie nei villaggi più decentrati, dell'elettricità.Alla luce della difficoltà di arrivare nei villaggi con la rete distributiva tradizionale, si stanno percorrendo anche strade alternative come illustrato in un precedente post (leggi qui).
mercoledì 9 ottobre 2013
Rwanda: fra gli ultimi per il consumo pro capite d'energia
Parlando di problemi
energetici, un noto esperto della materia faceva questo riferimento al Rwanda “significa avere, quale modello di benessere, Burundi, Ruanda o Kenia,
tanto per citare alcuni tra i Paesi con minore uso pro-capite d’energia”.
Sembrava l’abusata citazione del Rwanda come
termine di paragone in negativo abbastanza invalso in certa stampa.
In realtà, andando a verificare lo specifico dato dell’uso pro capite d’energia, si scopre che la citazione era tutt’altro che inappropriata. Infatti, nella classifica mondiale, curata dal Index Mundi del CIA World Factbook al gennaio 2012, il Rwanda si colloca al 209 esimo posto, subito dopo il vicino Burundi, su 214 paesi con un consumo di elettricità pro capite di 20,26 kWh, meno della metà di quanto consuma un cittadino ugandese e meno di un terzo di un tanzaniano. Come si vede dalla classifica riportata qui sotto, diversi paesi africani, comunemente ritenuti molto meno sviluppati, sopravanzano il Rwanda in questo indicatore significativo del grado di sviluppo economico di un paese. Indubbiamente, un dato che dovrebbe far riflettere; tanto per rimanere in argomento, forse fermarsi alle luci di Kigali per giudicare il grado di sviluppo del Rwanda, come capita a molti giornalisti che visitano il paese, rischia di essere fuorviante.
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197
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58.2
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206
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29.41
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198
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46.9
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207
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29.05
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199
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39.97
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208
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25.9
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200
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39.57
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209
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20.26
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201
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38.3
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210
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9.83
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202
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36.95
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211
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8.47
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203
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36.81
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212
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7.6
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204
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31.53
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213
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0.01
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205
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29.42
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214
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0
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venerdì 8 marzo 2013
Per l'elettrificazione rurale, il Rwanda tenta nuove vie
Il Governo rwandese ha presentato ieri un nuovo piano per l’elettrificazione
dei villaggi rurali a livello nazionale che supera il precedente che prevedeva di
portare l’elettricità ad almeno il 70 per cento della popolazione entro il
2017, distribuendo l’elettricità attraverso le reti tradizionali. Poiche' uno studio condotto dal Ministero delle Infrastrutture
ha ormai accertato che, con l'attuale ritmo di elettrificazione, si sarebbe
raggiunto solo il 33 per cento dei rwandesi entro la data prevista, si e' deciso di cambiare totalmente prospettiva. Da qui in avanti si punterà tutto sui
pannelli solari, sullo sviluppo delle mini reti idroelettriche locali e sull’ulteriore
diffusione degli impianti di biogas. Sembra ripetersi per la distribuzione dell’energia
elettrica il modello positivamente sperimentato con la telefonia, quando si è bypassato il modello distributivo con la rete fissa passando direttamente al mobile.
La scelta è maturata anche alla luce della convenienza economica;
infatti, secondo i calcoli del governo, il progetto iniziale avrebbe comportato
un investimento dell’ordine di 800 milioni di dollari che, secondo le
previsioni dei tecnici governativi, dovrebbero ridursi a 621 milioni secondo il
nuovo approccio, pur con i significativi sostegni finanziari che il governo si
propone di offrire ai privati. Il nuovo piano prevede per i pannelli solari la distribuzione di
sistemi di base minimali, in grado di alimentare due lampadine e caricare un
telefono, dal costo unitario di US $ 70 (Rwf 44. 370), mentre un secondo impianto dal costo di US $ 200 (Rwf 126. 811) avrebbe una capacità
maggiore e potrebbe anche alimentare un televisore. L’ipotesi è quella di diffondere 1.200.000 impianti solari che potrebbero
consentire di risparmiare, in cinque anni, fino a 80 milioni di dollari sulle
importazioni di kerosene.
E’ prevista altresì la realizzazione 100.000 impianti di biogas, completamente sovvenzionati per circa 23.000
famiglie più povere, per una spesa di US $ 17,6 milioni, e agevolati tramite prestiti, per un onere di US
$ 2,1 milioni, per le altre 77.000.
Un’altra alternativa è quella delle mini rete idroelettriche alimentate da 192
siti già individuati, su cui evidetemente andranno realizzate delle mini
centrali di produzione, che dovranno fornire energia elettrica a comunità locali in cui dovranno confluire anche le famiglie finora lontane dai centri abitati.
martedì 19 febbraio 2013
Società italiana si aggiudica la progettazione di centraline idroelettriche in Rwanda
| Linea elettrica rurale a Kiruri realizzata dall'Ass. Kwizera |
Ad oggi, quasi il 20 per cento dei rwandesi è raggiunto dall’elettricità, contro il 6 per cento del 2008. Secondo dati della Banca Mondiale le connessioni sono aumentate, dal 2009 al 2012, da 110 000 a 332 000. Ad una lettura attenta dei dati si può comunque notare come il 20 per cento dei rwandesi sia un dato quasi uguale a coloro che vivono negli agglomerati urbani; l'elettricità è distribuita nelle città, a partire dalla capitale, ma stenta a raggiungere i villaggi della campagna rwandese, dove sono veramente rari i collegamenti alla rete elettrica, per la gran parte frutto di iniziative di donatori stranieri.Può essere che i progetti affidati alla società italiana mirino a distribuire sul territori delle piccole centrali preposte al servizio dei villaggi.
martedì 29 novembre 2011
L'elettricità arriva a Nyagahanga
“Un altro "piccolo miracolo" a Nyagahanga: da
questo pomeriggio il paese di Nyagahanga è illuminato con l'elettricità!!!Il Signore sia benedetto.”
Tre righe di e mail di
Don Paolo del 25 novembre, per annunciare una svolta in un
piccolo villaggio del Rwanda. Una cosa per noi ordinaria, della cui
esistenza ci accorgiamo nei rarissimi momenti in cui qualche fenomeno
atmosferico o di altro tipo ci priva dell’elettricità e del conseguente uso di tutta una serie di apparecchiature di uso quotidiano, diventa per una realtà della campagna
rwandese una svolta epocale. Cosa succederà ora? Come cambierà la vita degli
abitanti? Cosa significherà per il Centro Parrocchiale poter contare sull’elettricità? Tutte domande che troveranno risposta solo con il tempo; è infatti troppo forte e repentino il cambiamento per pretendere una risposta immediata. Cambiamento di cui forse, già a partire dalla prossima visita estiva, potremo percepire i primi segnali.
lunedì 13 giugno 2011
Il Rwanda apre al nucleare
In controtendenza a quanto fatto da altri parlamenti, in particolare occidentali, il parlamento rwandese ha adottato, nei giorni scorsi, un progetto di legge che autorizza l’uso dell’energia nucleare e che sarà promulgato entro tre mesi dal presidente. Non pensiamo certo che il Rwanda si metta a costruire centrali nucleari fer far fronte al proprio bisogno di elettricità; non ne avrebbe i mezzi finanziari necessari. La decisione, apparentemente sorprendente, è in realtà correlata alla ratifica del trattato dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) per l'uso civile dell'energia nucleare. Più prosaicamente è forse in tale ratifica che va ricercata la reale motivazione che ha mosso la decisione del parlamento; infatti l'adesione all'AIEA consente al Rwanda di accedere a un finanziamento di 70 milioni di dollari erogati dalla stessa Agenzia e che potranno essere utilizzati in investimenti anche al di fuori dello specifico ambito dell'energia.
venerdì 19 marzo 2010
Rwanda: solo il 10% della popolazione ha accesso all'elettricità.
Il fatto che l'allacciamento di 140 famiglie alla rete elettrica nazionale nella zona di Byumba diventi una notizia per il The New Times indica come il problema della distribuzione dell'energia elettrica, al di fuori della capitale e delle restanti città, sia uno dei problemi ancora da risolvere in Rwanda. Secondo le statistiche ufficiali la rete elettrica serve attualmente solo il 9,5 per cento della popolazione, percentuale significativamente analoga a quella dei rwandesi residenti in città. Il governo ha in progetto di portare tale percentuale al 16 per cento entro il 2012. La percentuale sembra seguire il trend del processo di urbanizzazione, lasciando praticamente esclusa gran parte della popolazione delle campagne, dove è oggettivamente molto oneroso creare l'infrastruttura distributiva dell'energia elettrica. D'altra parte lo sviluppo socio economico delle zone rurali del paese non può prescindere dall'accesso all'elettricità distribuita, essendo ancora eccessivamente oneroso il ricorso a forme autonome di produzione elettrica proveniente dai pannelli solari, che possono al massimo risolvere il problema di singole realtà come scuole, uffici pubblici. Nei villaggi resta l'alternativa di qualche raro elettrogeneratore funzionante a gasolio, che deve però scontare l'altissimo prezzo del combustibile che viaggia a livelli europei.
Ci piace ricordare che uno dei protagonisti dell'elettrificazione del Rwanda, per la parte di realizzazione delle linee elettriche, è stato l'amico Brunello Baldi che lavorò qui alla fine degli anni cinquanta, salvo ritornarci dopo il 2000 per seguire la distribuzione dell'elettricità nella città di Byumba e poi da volontario dell'Associazione Kwizera.
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