"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


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domenica 6 novembre 2022

L'elettricità arriva al 75% delle famiglie ruandesi

Secondo il Rwanda Energy Group (REG) il 74,5% delle famiglie ruandesi hanno oggi accesso all'elettricità: il 50,9% delle famiglie è connesso alla rete nazionale, mentre il 23,6% utilizza soluzioni off-grid, tra cui sistemi solari autonomi e mini-grid.Con una media di cinque persone per famiglia, oggi circa 10 milioni di ruandesi hanno accesso all'elettricità. L'energia, e in particolare l'accesso all'elettricità, è la priorità chiave del governo. Dal 1937, quando REGIDESO è stata fondata in Rwanda e nel 1957 quando è stata costruita la prima centrale elettrica in Rwanda fino all'anno 2000, l'accesso all'elettricità è stato considerato un privilegio raro per chi viveva nelle città, con solo 46.000 famiglie collegate. Nel 2009 è stato introdotto un programma speciale per implementare l'accesso all'elettricità, soprattutto nelle aree rurali, per aumentare il tasso di accesso nella comunità ruandese. Secondo REG, a quel tempo, solo il 6% delle famiglie ruandesi aveva accesso all'elettricità di rete. Secondo Ron Weiss, amministratore delegato di REG, il Rwanda dovrebbe essere in grado di portare a termine l'attuale piano di elettrificazione che prevede l'accesso all'elettricità di tutte le famiglie ruandesi  entro il 2024 quando il 70% delle famiglie sarà connesso alla rete mentre circa il 30% utilizzerà soluzioni off-grid.

giovedì 25 febbraio 2021

Il gas del lago Kivu arriverà anche nelle case dei ruandesi

Impianto di estrazione del gas Kivu-Watt

Il Rwanda prosegue la valorizzazione da parte del Rwanda dei giacimenti di gas esistenti sotto le acque del lago Kivu, in barba alle pretese degli ecologisti della domenica che vorrebbero bandire le fonti fossili per ottenere energia, anche per Paesi in via di sviluppo.Dopo che nel passato era stata realizzata una grande centrale a metano ed è allo studio anche la possibilità di estrarre dal metano fertilizzanti per l’agricoltura, ora è la volta dell’uso domestico, automobilistico ed industriale del gas. Nel febbraio 2019, il Rwanda aveva firmato un accordo da 400 milioni di dollari con Gasmeth Energy , una società con capitali statunitensi, nigeriani e ruandesi, per una di concessione di 25 anni per l'estrazione di gas naturale dal lago Kivu e la sua trasformazione in metano in CNG.

giovedì 4 aprile 2019

La Cina investirà 214 milioni di dollari nella nuova centrale Nyabarongo II

Nyabarongo I
Gli sforzi del Rwanda per ottenere l'accesso universale all'elettricità entro il 2024 hanno ricevuto una forte spinta dall’annuncio che la Cina SynoHydro investirà $ 214 milioni nella centrale idroelettrica di Nyabarongo-II. L'impianto da 43,5 MW dovrebbe essere operativo tra cinque anni. Secondo Energy Development Corporation Limited (EDCL), una volta completato, il progetto contribuirà a oltre l'11,5% dell'elettricità totale sulla rete nazionale, che nel 2014 dovrebbe avere una potenzialità di  400 MW. Attualmente circa il 42% delle famiglie ruandesi ha accesso all'elettricità, con il 31% collegato alla rete nazionale e l'11% ai sistemi off-grid. EDCL e SynoHydro Ltd hanno firmato un emendamento al loro accordo del 6 giugno 2018 sulla progettazione, fornitura, costruzione, installazione e messa in servizio dell'impianto.Oltre alla produzione di elettricità, la prevista diga multiuso sarà utilizzata per il controllo delle inondazioni e per alimentare i sistemi di irrigazione e bonifica dei terreni per attività agricole a valle. A regime la nuova centrale dovrebbe creare circa 900 opportunità di lavoro diretto e indiretto. La centrale Nyabarongo-II andrà ad affiancarsi al progetto idroelettrico Nyabarongo I, realizzato in collaborazione con l’indiana Angelique International Limited, costato 110 milioni di dollari e  con una capacità di 28 MW .

sabato 8 aprile 2017

Metano e idroelettrico per il futuro energetico del Rwanda

Elettrificazione rurale a Kiruri
Nell'ultima settimana il Rwanda ha siglato due importanti accordi funzionali a garantire il soddisfacimento del fabbisogno energetico del paese nell'immediato futuro.Il primo accordo ha visto come controparte la Repubblica Democratica del Congo e come oggetto la prospezione dei fondali del lago Kivu che i due paesi condividono. In caso di prevedibili ritrovamenti, l'accordo prevede lo sfruttamento  in comune dei giacimenti individuati. Già ora, il Rwanda estrae dai fondali del lago gas metano che viene utilizzato per l'alimentazione di una centrale elettrica.
Il secondo accordo, siglato con Tanzania e Burundi, prevede la costruzione di una centrale idroelettrica sulle cascate Rusumo, al confine tra i tre paesi.Il progetto, finanziato dalla Banca Mondiale, dovrebbe permettere ai tre paesi vicini di condividere equamente 80 megawatt (MW) di energia elettrica.L'impianto prevede la realizzazione di mini-dighe sul fiume Kagera da parte  di due consorzi, uno cinese e l'altro composto da aziende tedesche e indiane, per un investimento complessivo che dovrebbe aggirarsi attorno a 340 milioni di dollari.Ricordiamo che il Rwanda ospita anche il più grande insieme di pannelli solari ( 28.360 pannelli su 20 ettari) installati in Africa, al di fuori Sud Africa e Mauritius, che con una capacita' di 8,5 mega watt garantisce il soddisfacimento del 6% del fabbisogno nazionale.L'impianto è stato realizzato nel 2015 dalla società olandese Gigawatt Global una multinazionale specializzata nello sviluppo e gestione di energia solare nei mercati emergenti, utilizzando pannelli prodotti dalla società israeliana Energiya Global.

giovedì 16 giugno 2016

Inaugurata mega centrale a metano sul lago Kivu

La stazione di pompaggio
E’ stata inaugurata a Kibuye,  sulla sponda orientale del lago Kivu, la centrale elettrica KivuWatt, alimentata a metano. Questa struttura, unica al mondo, è stato realizzata dalla società americana ContourGlobal a partire dal 2008, ed è in grado di fornire 26 MW, che si aggiungono  ai 160 MW già disponibili nel paese. KivuWatt è una operazione che  consente di estrarre e valorizzare il metano naturale presente in quantità consistenti, circa 60 miliardi di metri cubi di metano e 300 miliardi di metri cubi di anidride carbonica, nel lago Kivu. In particolare, un sistema di estrazione tramite una piattaforma di pompaggio, galleggiante a 13 chilometri dalla costa, consente di recuperare i gas a oltre 300 metri di profondità. Separato dall'acqua e dal CO2, il metano viene quindi instradato alla centrale attraverso una tubazione. Il CO2 viene a sua volta di nuovo rimesso nel sottofondo del lago per  stabilizzarlo. Oltre a fornire un grande apporto economico ed energetico per il Rwanda, l'attività della centrale KivuWatt risolve anche un problema di sicurezza connesso all’emergere del gas mortali dal sottosuolo, come successo in analoghi ambienti lacustri in Camerun.
L’operazione KivuWatt ha richiesto un investimento di 200 milioni di $, provenienti da istituzioni internazionali, tramite prestiti allo sviluppo, come  la Banca Africana di Sviluppo e da privati. La società  ContourGlobal realizzatrice dell’impianto ha in progetto la realizzazione di altre tre piattaforme di pompaggio sul Lago Kivu, con la possibilità di  aumentare fino a 100 MW la capacità della centrale  da qui al  2019.

mercoledì 11 maggio 2016

Dall'UE 177 milioni di euro al Rwanda per interventi in campo energetico

 L'Unione europea ha sottoscritto con il governo rwandese  un accordo di finanziamento del valore di 177 milioni di € (circa Frw 157 miliardi) per sostenere il settore energetico del paese  nei prossimi 5 anni. Il finanziamento consentirà al governo di intervenire  nel miglioramento nella fornitura, trasmissione e distribuzione di energia elettrica nel paese, consentendo l’accesso dei cittadini all’energia elettrica in tutte le sue forme: energia elettrica, solare, biomassa.  Il governo rwandese si propone così di centrare l'obiettivo di  consentire l’accesso all’energia elettrica al 70% dei cittadini entro il 2018, rispetto all'attuale 23%. L’accordo sottoscritto è in linea con il memorandum firmato dall'Unione europea con il presidente Kagame a New York nel 2014 come parte dell'impegno dell'UE  in campo energetico.Il finanziamento rientra  nel più ampio accordo, pari a  460 milioni di euro sottoscritto dall’UE a favore del Rwanda nel 2015, sotto forma di sostegno al bilancio, riguardante anche il settore agricolo e la governance.

venerdì 8 agosto 2014

L'elettrificazione rurale avanza lentamente: solo ora arriva a Rwesero

Riceviamo un'email dal rettore del Piccolo seminario di Rwesero, l'abbé Paul Gahutu, in cui ci viene annunciata "Una notizia importante per il nostro seminario e la zona di Rwesero: abbiamo finalmente l'elettricità".Un fatto per noi scontato diventa avvenimento  eccezionale per i villaggi extraurbani rwandesi, dove l'elettricità arriva molto lentamente. Basti pensare che Rwesero si trova a poca distanza dall'asse stradale che collega Kigali a Byumba, eppure ha dovuto attendere fino ad oggi per vedersi allacciato alla rete elettrica nazionale.Si immagini quali attese devono scontare i villaggi della campagna più profonda, lontani dalle principali reti distributive. Secondo quanto riferito recentemente nel proprio discorso d'insediamneto dal nuovo primo ministro, Anastase Murekezi, il Rwanda, uno tra i paesi di coda al mondo nel consumo pro capite di energia (leggi qui), ha attualmente una capacità produttiva di 119 MW, che dovranno aumentare fino a 563 MW, in pratica dovrebbe quintuplicarsi, entro il 2017 per poter soddisfare le esigenze della popolazione civile e del comparto industriale.La rete elettrica serve, ad oggi,  solo il 18% della popolazione, senza raggiungere neppure tutti gli abitanti delle città che rappresentano il 28% dell'intera popolazione.  Peraltro,  dai dati forniti dallo stesso Murekezi sembrerebbe emergere l'intenzione del governo di concentrarsi primariamente sul soddisfacimento della popolazione urbana che, nel 2017, dovrebbe rappresentare il 30% dell'intera popolazione.Tale scelta potrebbe ritardare ulteriormente l'arrivo in campagna, specie nei villaggi più decentrati, dell'elettricità.Alla luce della difficoltà di arrivare nei villaggi con la rete distributiva tradizionale, si stanno percorrendo anche strade alternative come illustrato in un precedente post (leggi qui).

mercoledì 9 ottobre 2013

Rwanda: fra gli ultimi per il consumo pro capite d'energia


Parlando di problemi energetici, un noto esperto della materia faceva questo riferimento al Rwanda “significa avere, quale modello di benessere, Burundi, Ruanda o Kenia, tanto per citare alcuni tra i Paesi con minore uso pro-capite d’energia”. Sembrava l’abusata citazione   del Rwanda come termine di paragone in negativo abbastanza invalso in certa stampa.
In realtà, andando a verificare lo specifico dato dell’uso pro capite d’energia, si scopre che la citazione era tutt’altro che inappropriata. Infatti, nella classifica mondiale, curata dal  Index Mundi del CIA World Factbook al gennaio 2012,  il Rwanda si colloca al 209 esimo posto, subito dopo il vicino Burundi, su 214 paesi con un consumo di elettricità pro capite di 20,26 kWh, meno della metà di quanto consuma un cittadino ugandese e meno di un terzo di un tanzaniano. Come si vede dalla classifica riportata qui sotto, diversi paesi  africani, comunemente ritenuti molto meno sviluppati, sopravanzano il Rwanda in questo indicatore significativo del grado di sviluppo economico di un paese. Indubbiamente, un dato che dovrebbe far riflettere; tanto per rimanere in argomento, forse fermarsi alle luci di Kigali per giudicare il grado di sviluppo del Rwanda, come capita a molti giornalisti che visitano il paese, rischia di essere  fuorviante. 

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venerdì 8 marzo 2013

Per l'elettrificazione rurale, il Rwanda tenta nuove vie

Il Governo rwandese ha presentato ieri un nuovo piano per l’elettrificazione dei villaggi rurali a livello nazionale che supera il precedente che prevedeva di portare l’elettricità ad almeno il 70 per cento della popolazione entro il 2017, distribuendo l’elettricità attraverso le reti tradizionali. Poiche' uno studio condotto dal Ministero delle Infrastrutture ha ormai accertato che, con l'attuale ritmo di elettrificazione, si sarebbe raggiunto solo il 33 per cento dei rwandesi entro la data prevista, si e' deciso di cambiare totalmente prospettiva. Da qui in avanti si punterà tutto sui pannelli solari, sullo sviluppo delle mini reti idroelettriche locali e sull’ulteriore diffusione degli impianti di biogas. Sembra ripetersi per la distribuzione dell’energia elettrica il modello positivamente sperimentato con la telefonia, quando si è bypassato il modello distributivo con la rete fissa passando direttamente al mobile.
La scelta è maturata anche alla luce della convenienza economica; infatti, secondo i calcoli del governo, il progetto iniziale avrebbe comportato un investimento dell’ordine di 800 milioni di dollari che, secondo le previsioni dei tecnici governativi, dovrebbero ridursi a 621 milioni secondo il nuovo approccio, pur con i significativi sostegni finanziari che il governo si propone di offrire ai privati. Il nuovo piano prevede per i pannelli solari la distribuzione di sistemi di base minimali, in grado di alimentare due lampadine e caricare un telefono, dal costo unitario di US $ 70 (Rwf 44. 370),  mentre un secondo impianto dal costo di  US $ 200 (Rwf 126. 811) avrebbe una capacità maggiore e potrebbe anche alimentare un televisore. L’ipotesi è quella  di diffondere 1.200.000 impianti solari che potrebbero consentire di risparmiare, in cinque anni,  fino a 80 milioni di dollari sulle  importazioni di kerosene.
E’ prevista altresì la realizzazione 100.000 impianti di  biogas, completamente sovvenzionati per circa 23.000 famiglie più povere, per una spesa di US $ 17,6 milioni, e agevolati tramite prestiti, per un onere di US $ 2,1 milioni, per le altre 77.000.
Un’altra alternativa è quella delle mini rete idroelettriche alimentate  da 192  siti già individuati, su cui evidetemente andranno realizzate delle mini centrali di produzione, che dovranno fornire energia elettrica a comunità locali in cui dovranno confluire anche le  famiglie finora lontane dai centri abitati.

martedì 19 febbraio 2013

Società italiana si aggiudica la progettazione di centraline idroelettriche in Rwanda

Linea elettrica rurale a Kiruri
 realizzata dall'Ass. Kwizera
L'EWSA (Energy, Water and Sanitation Authority), l'autorità  rwandese preposta al settore dell'energia ha conferito alla compagine italiana EPF Energy, in partnership con SG Studio Galli (Padova) e SC Senbenelli (Milano), l'incarico di  progettazione del primo di 5 lotti  per la  realizzazione di 69 centrali idroelettriche in Rwanda. Il primo lotto è costituito da 6 centrali con potenza che va dai 90 kw ad 1 MW. Il gruppo di lavoro ha effettuato nelle scorse settimane un sopralluogo tecnico nelle regioni settentrionali del paese interessate dagli interventi.
Ad oggi, quasi il 20 per cento dei rwandesi è raggiunto dall’elettricità, contro il 6 per cento del 2008. Secondo dati della Banca Mondiale  le connessioni sono aumentate, dal  2009 al 2012, da 110 000 a 332 000. Ad una lettura attenta dei dati si può comunque notare come il 20 per cento dei rwandesi sia  un dato quasi uguale a coloro che vivono negli agglomerati urbani; l'elettricità è distribuita nelle città, a partire dalla capitale, ma stenta a raggiungere i villaggi della campagna rwandese, dove sono veramente rari i collegamenti alla rete elettrica, per la gran parte frutto di iniziative di donatori stranieri.Può essere che i progetti affidati alla società italiana mirino a distribuire sul territori delle piccole centrali preposte al servizio dei villaggi.

martedì 29 novembre 2011

L'elettricità arriva a Nyagahanga

“Un altro "piccolo miracolo" a Nyagahanga: da questo pomeriggio il paese di Nyagahanga è illuminato con l'elettricità!!!Il Signore sia benedetto.”
 Tre righe di e mail di Don Paolo del 25 novembre, per annunciare una svolta in un  piccolo villaggio del Rwanda. Una cosa per noi ordinaria, della cui esistenza ci accorgiamo nei rarissimi momenti in cui qualche fenomeno atmosferico o di altro tipo ci priva dell’elettricità e del conseguente uso di tutta una serie di apparecchiature di uso quotidiano, diventa per una realtà della campagna rwandese una svolta epocale. Cosa succederà ora? Come cambierà la vita degli abitanti? Cosa significherà per il Centro Parrocchiale poter contare sull’elettricità? Tutte domande che troveranno risposta solo con il tempo; è infatti  troppo forte e repentino il cambiamento per pretendere una risposta immediata. Cambiamento di cui forse, già a partire dalla prossima visita estiva, potremo percepire  i primi segnali.

lunedì 13 giugno 2011

Il Rwanda apre al nucleare

In controtendenza a quanto fatto da altri parlamenti, in particolare occidentali, il parlamento rwandese ha adottato, nei giorni scorsi, un progetto di legge che autorizza l’uso dell’energia nucleare e che sarà promulgato entro tre mesi dal presidente. Non pensiamo certo che il Rwanda si metta a costruire centrali nucleari fer far fronte al proprio bisogno di elettricità; non ne avrebbe i mezzi finanziari necessari. La decisione, apparentemente sorprendente,  è in realtà correlata alla ratifica del trattato dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) per l'uso civile dell'energia nucleare. Più prosaicamente è forse in tale ratifica che va ricercata la reale motivazione che ha mosso la decisione del parlamento; infatti l'adesione all'AIEA consente al Rwanda di accedere a un finanziamento di 70 milioni di dollari erogati dalla stessa Agenzia e che potranno essere utilizzati in investimenti anche al di fuori dello specifico ambito dell'energia.

venerdì 19 marzo 2010

Rwanda: solo il 10% della popolazione ha accesso all'elettricità.

Il fatto che l'allacciamento di 140 famiglie alla rete elettrica nazionale nella zona di Byumba   diventi una notizia per il The New Times indica come il problema della distribuzione dell'energia elettrica, al di fuori della capitale e delle restanti città, sia uno dei problemi ancora da risolvere in Rwanda. Secondo le statistiche ufficiali la rete elettrica serve attualmente  solo il  9,5 per cento della popolazione, percentuale significativamente analoga  a quella dei rwandesi residenti in città. Il governo ha in progetto di portare tale percentuale al 16 per cento entro il 2012. La percentuale sembra seguire il trend del processo di urbanizzazione, lasciando praticamente esclusa gran parte della popolazione delle campagne, dove è oggettivamente molto oneroso creare l'infrastruttura distributiva dell'energia elettrica.  D'altra parte lo sviluppo socio economico delle zone rurali del paese non può prescindere dall'accesso all'elettricità distribuita, essendo ancora eccessivamente oneroso il ricorso a forme autonome di produzione elettrica proveniente dai pannelli solari, che possono al massimo risolvere il problema di singole realtà come scuole, uffici pubblici. Nei villaggi resta l'alternativa di qualche raro elettrogeneratore funzionante a gasolio, che deve però scontare l'altissimo prezzo del combustibile che viaggia a livelli europei.  

Ci piace ricordare che uno dei protagonisti dell'elettrificazione  del Rwanda, per la parte di realizzazione delle linee elettriche, è stato l'amico Brunello Baldi che lavorò qui alla fine degli anni cinquanta, salvo ritornarci dopo il 2000 per seguire la distribuzione dell'elettricità nella città di Byumba e poi da volontario dell'Associazione Kwizera.