"Ad un mondo migliore si contribuisce soltanto facendo il bene adesso ed in prima persona, con passione e ovunque ce ne sia la possibilità".Benedetto XVI : Deus caritas est

lunedì 29 giugno 2009

Missione 2009: una tappa a Muhura

In occasione della prossima missione in Rwanda, una tappa dovrebbe essere prevista a Muhura, un centro non lontano da Nyagahanga, dove opera con diverse iniziative la ong lodigiana Movimento per la Fame nel Mondo.
In particolare, merita d'essere visionato il progetto che stanno conducendo in campo informatico con l'allestimento di aule informatiche per la formazione degli studenti e il collegamento internet, anche quale strumento per l'insegnamento a distanza. Da lì potremmo attingere qualche utile spunto per iniziative da avviare a Nyagahanga per avvicinare i ragazzi all'informatica e per attivare un internet point presso il Centro parocchiale.
La visita consentirà anche di consegnare all'ospedale locale, gestito dalle suore oblate di Lucca, una piccola fornitura di varie tipologie di siringhe ad uso medicale.

giovedì 25 giugno 2009

A proposito della concorrenza sul 5 per mille

Sull'ultimo numero del settimanale del terzo settore Vita viene ripreso tra le lettere al direttore il post del 28 maggio u.s. in cui si trattava dell'invadenza di certi organismi finanziari nel campo della raccolta delle adesioni al 5 per mille.Il direttore del settimanale Riccardo Bonacina liquida così il problema:
"Credo che uno dei valori fondanti il 5 per mille stia nella possibilità di indirizzare la quota Irpef affidata alla libera scelta dei cittadini. Ogni cittadino valuterà a chi destinare il suo 5 per mille. Se la può consolare tutte le ricerche dicono che la decisione è orientata, per una quota superiore al 60%, da conoscenza diretta delle organizzazioni e degli enti. Solo il 16% sceglie in base a messaggi pubblicitari".

Capisco che non si debbano urtare gli inserzionisti ( dalla lettera significativamente è scomparso il riferimento al Progetto Malawi di Banca Intesa pubblicizzato anche su Vita) però, francamente, mi sembra che la risposta non affronti il problema!

mercoledì 24 giugno 2009

Progetto MIkAN: parte il secondo gruppo

Con l'assegnazione di 25 caprette ad altrettante famiglie di una sottoparrocchia della parrocchia di Nyagahanga è partito il secondo gruppo partecipante al Progetto MIkAN, progetto che, come noto, prevede l'assegnazione di una capretta a una famiglia, tra quelle che hanno partecipato a momenti di formazione familiare in ambito parrocchiale, con la previsione di destinare il frutto del primo parto a un'altra famiglia. La famiglia futura destinataria è già individuata in questa fase iniziale, così da poter affiancare da subito la famiglia assegnataria della capretta. Complessivamente sono così 100 le famiglie interessate a questo programma. L'avvio di altri gruppi è previsto nei prossimi mesi.

domenica 21 giugno 2009

Paolo Nutini su Il Giornale

Segnaliamo il bell'articolo dedicato oggi da Il Giornale a Paolo Nutini, la pop star italo scozzese, originario di Barga e amico dei Lake Angels, al quale è già stato dedicato un post nei mesi scorsi. Noi confidiamo sempre che un giorno il bravo Paolo possa diventare amico anche del Rwanda.
Si può leggere l'articolo cliccando qui.

sabato 20 giugno 2009

Cinafrica. Pechino alla conquista del continente nero

Michel Beuret, Serge Michel, Paolo Woods, Cinafrica, edizioni Il Saggiatore 2009 (Euro 19,50)

Un reportage dall’Africa sulle tracce di quella Cina che, silenziosa e instancabile, sta sostituendo l'Occidente nei rapporti internazionali del continente nero.In cerca di petrolio e materie prime per nutrire un'espansione inarrestabile, Pechino si è lanciata alla conquista dell'Africa, che attendeva da troppo tempo una rinascita postcoloniale. E per i cinquecentomila cinesi che vi si sono riversati il continente nero è la promessa di un Far West del ventunesimo secolo. Alcuni hanno già fatto fortuna, altri vendono ancora paccottiglia ai bordi delle strade infuocate dei paesi più poveri del mondo. Per gli africani è forse l'evento più importante dei loro quarant'anni d'indipendenza. I cinesi non assomigliano agli ex coloni. Seducono i popoli perché costruiscono strade, dighe e ospedali, e i dittatori perché non parlano di democrazia o trasparenza. Lungo le ferrovie dell'Angola, nelle foreste del Congo e nei karaoke in Nigeria, Serge Michel e Michel Beuret, insieme al fotografo Paolo Woods, hanno percorso quindici paesi sulle tracce dei cinesi arrivati in Africa e di un nuovo mondo abitato da imprenditori pionieri e lavoratori sfruttati, da progresso e contraddizioni. Dalle campagne impoverite nel cuore della Cina alle poltrone in cuoio dei ministri africani, gli autori ci raccontano l'avventura dei cinesi partiti per costruire, produrre e investire in una terra che per l'Occidente è ormai condannata a ricevere solo aiuti umanitari. ( ripreso dalla scheda editoriale).

Su questo saggio merita di essere letta la lunga e articolata recensione apparsa su Il Foglio ( clicca qui).

In Rwanda i cinesi non hanno ancora una presenza particolarmente visibile. A Kigali tutti conosciamo il grande emporio tenuto da cinesi al centro della città, dove ci si può approvvigionare di tutto a prezzi estremamente competitivi, mentre sul resto del territorio è difficile imbattersi nella loro presenza. Forse la scarsità di materie prime del sottosuolo rwandese è una spiegazione di questo minor interesse cinese per il paese delle mille colline. Per altro, si nota anche una certa propensione del governo ad allacciare rapporti con altri paesi asiatici, forse meno ingombranti, come la Corea del sud con cui più intensi sono i rapporti per instaurare partenership economiche.

venerdì 19 giugno 2009

Benedetto XVI ai sacerdoti di tutto il mondo

Memori del ritardo con cui arrivano in certi paesi africani i documenti papali, ci piace oggi segnalare ai nostri amici sacerdoti rwandesi la lettera inviata a tutti i sacerdoti del mondo da S.S. Benedetto XVI in occasione dell'indizione dell'anno sacerdotale.Il Papa ha scritto ai preti di tutto il mondo tracciando l’identikit del sacerdote, modellato sulla figura del curato d’Ars. Un prete umile ma consapevole del suo grande compito, che cerca di uniformarsi in tutto a Cristo e aspira alla santità di vita; uomo di preghiera profonda ma presente tra la gente; ricco per dare agli altri e povero per se stesso; attento nella celebrazione della messa, capace di mostrare a tutti il volto misericordioso di Dio nella confessione, casto e fedele all’impegno del celibato.
Che le esortazioni papali possano essere di conforto e sprone per tutti coloro che vivono nella fedeltà al proprio ministero, in particolare per chi in questi giorni deve misurarsi con prove difficili.

martedì 16 giugno 2009

L'industria della solidarietà

Riprendiamo questa intervista, comparsa su Vanity Fair, alla giornalista olandese Linda Polman, autrice de L’industria della solidarietà (Bruno Mondadori, pagg. 224, € 16). L'autrice, che ha vissuto per anni tra Ruanda, Somalia e Sierra Leone, parlando con gli operatori delle organizzazioni non governative (Ong) e governative, e con chi gli aiuti umanitari li riceve, svela in questo libro contraddizioni, scandali e interessi economici che si nascondo dietro e dentro la gigantesca industria degli aiuti.

Che cosa non ci raccontano?

Che gli aiuti spesso vengono usati come strumenti di guerra: i soldati e i ribelli mangiano il cibo destinato alle popolazioni, i regimi rubano i soldi e ci comprano armi. In Etiopia, il governo provoca periodicamente delle carestie per attirare le organizzazioni: così dà da mangiare ai soldati.

Le associazioni che possono fare?
Andarsene da quei Paesi dove vengono sfruttate. Sembra una scelta terribile, lo so, ma le ricordo che in questo momento ci sono 61 guerre in corso, e noi interveniamo solo in 10 o 12. Di fatto, diciamo “no” alle vittime continuamente.

Quante sono le organizzazioni umanitarie? E quanti soldi gestiscono?
Secondo l’Onu, 37 mila quelle internazionali, a cui vanno aggiunte le locali. Ogni anno i Paesi donatori dell’Ocse stanziano circa 120 miliardi di dollari per la cooperazione allo sviluppo e 6 miliardi per gli aiuti umanitari, cioè il pronto soccorso in caso di guerre e catastrofi. In più ci sono le collette di chiese e associazioni. le campagne via sms, che portano altri centinaia di milioni. La Johns Hopkins University calcola che tutte insieme, in termini di giro d’affari, le Ong rappresentano la quinta economia mondiale.

Un gran business. C’è competizione o cooperazione tra di loro?
Una competizione durissima, In ogni zona di crisi intervengono in media300 organizzazioni: non si distribuiscono il lavoro prima di recarsi lì, ma ci vanno e poi cercano di aggiudicarsi l’appalto.

Quanto guadagnano gli operatori umanitari?
Si va dai 2 mila ai 5 mila euro, più bonus ed extra variabili a seconda dei rischi che si corrono: il lavoro del cooperante è al quinto posto tra i dieci più pericolosi, dopo il taglialegna, il pilota, il pescatore e l’operaio metalmeccanico. lo ho conosciuto persone che lavorano per l’Unione Europea – il secondo maggior donatore dopo gli Usa – che in Africa arrivavano, a prendere anche 17 mila euro al mese.

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Non è il caso dei volontari di una piccola associazione come Kwizera Onlus che non gravano sui fondi raccolti neppure per le spese di viaggio.
Per il resto qualche dubbio ci era sorto vedendo certe cose e incrociando certi operatori.


Sull'argomento si può leggere anche l'intervista all'autrice del libro, comparsa nell'edizione odierna de Il Giornale. ( clicca qui )

lunedì 15 giugno 2009

Il Primo Ministro rwandese visita la fattoria di Nyinawimana

Apprendiamo dalla lettura mattutina di The New Times che il Primo Ministro del Rwanda, Bernard Makuza, accompagnato da una folta delegazione comprensiva anche di altri ministri, in occasione di un tour sul territorio per incentivare presso la popolazione un uso intelligente del territorio e la pratica di moderni metodi di allevamento del bestiame ha visitato, venerdì scorso, la fattoria di Nyinawimana realizzata negli anni dall'Associazione Kwizera Onlus. Nell'occasione ha invitato i residenti a proteggere l'ambiente attraverso la costruzione di terrazze e la piantagione di alberi. A Nyinawimana, alla presenza anche del vescovo di Byumba, il Primo Ministro, oltre naturalmente ad apprezzare i terrazzamenti, ha potuto rendersi conto delle colture di grano e di patate. Nell'occasione sono state anche consegnate, come dono della diocesi, delle vacche alla cooperativa.

Attendiamo dal parroco di Nyinawimana una cronaca più dettagliata dell'importante visita.

domenica 14 giugno 2009

Benedetto XVI: assicurare a tutti alimenti fondamentali e una vita dignitosa

Nell’odierno intervento all’Angelus, Benedetto XVI, rivolgendosi ai partecipanti alla Conferenza delle Nazioni Unite che si terrà a New York a fine mese sulla crisi economica e finanziaria ed il suo impatto sullo sviluppo, ha invocato su di loro “come pure sui responsabili della cosa pubblica e delle sorti del pianeta, lo spirito di sapienza e di umana solidarietà, affinché l’attuale crisi si trasformi in opportunità, capace di favorire una maggiore attenzione alla dignità di ogni persona umana e promuovere un’equa distribuzione del potere decisionale e delle risorse, con particolare attenzione al numero, purtroppo sempre crescente, dei poveri".
Il Papa ha poi ricordatole centinaia di milioni di persone che soffrono la fame. E’ una realtà assolutamente inaccettabile, che stenta a ridimensionarsi malgrado gli sforzi degli ultimi decenni. Auspico, dunque, che in occasione della prossima Conferenza ONU e in sede delle istituzioni internazionali siano assunti provvedimenti condivisi dall’intera comunità internazionale e vengano compiute quelle scelte strategiche, talvolta non facili da accettare, che sono necessarie per assicurare a tutti, nel presente e nel futuro, gli alimenti fondamentali e una vita dignitosa”. L’auspicio è che, almeno nei paesi dove la disponibilità di terra e il clima lo consentono, questo fenomeno non si verifichi e ogni famiglia possa disporre di un pezzo di terra da coltivare per ottenere i frutti necessari a garantire un’alimentazione sufficiente.

mercoledì 10 giugno 2009

Nyagahanga: nuovi lavori al Centro

Il dinamico Don Paolo non si ferma mai. Visto l'interesse che il nuovo Centro Parrocchiale di Nyagahanga sta riscuotendo tra la popolazione come luogo d'incontro e di aggregazione, in particolare per il mondo giovanile, Don Paolo ha pensato di creare altri spazi che favoriscano momenti d'incontro tra i frequentatori dei locali dell'oratorio. 
Nel terreno antistante i locali del Centro sono in fase di realizzazione tre gazebi che, una volta ultimati con la copertura del tetto con paglia del tipo utilizzato per la siepe che delimita il Centro, potranno ulteriormente arricchire la struttura offrendo ulteriori spazi di accoglienza. Con la struttura che si trova, disponendo di una bella cucina, di un refettorio, di un bar e di questi ulteriori spazi ricettivi, non ci meraviglieremmo se un giorno Don Paolo aprisse il Centro anche per accogliere qualche festa di matrimonio: la Chiesa è a due passi, le donne di madame Astérie sono pronte per fornire il catering e la scarsa economia locale ne trae qualche beneficio.  

Attenzione ai sacchetti di plastica quando si arriva a Kigali

La settimana scorsa, il Presidente Paul Kagame ha firmato la nuova legge nazionale che limita la fabbricazione, l'uso, l'importazione e la vendita di sacchetti di polietilene in Rwanda. L'uso di sacchetti di polietilene da parte delle imprese nelle loro operazioni commerciali è permessa solo su  autorizzazione scritta dell’Autorità che sovrintende alla gestione dell’Ambiente (REMA). Le imprese autorizzate all’utilizzo dei sacchetti di plastica  dovranno garantire la gestione del relativo smaltimento.Gravi  sanzioni sono previste per le società commerciali e per le persone trovate in possesso di sacchetti di polietilene vietati senza la prescritta autorizzazione: è prevista una reclusione da sei a dodici mesi o una multa tra 100.000 e 500.000 Rwf ( da 1500 a 7000 euro circa). Analogamente sono previste sanzioni per chi vende senza autorizzazione tali sacchetti. La nuova legge aggiorna la normativa in vigore fin dal 2006, che vietava in maniera drastica i sacchetti di plastica inferiori a 100 micron di spessore e che aveva sollevato qualche perplessità in particolare fra i commercianti. Attenzione quindi quando si sbarca a Kigali a non portarsi al seguito i soliti sacchetti di plastica da duty  free. 

martedì 9 giugno 2009

Autorità rwandesi: rilanciamo l'apicoltura locale

In un articolo comparso nell’edizione odierna de The New Times, le autorità rwandesi  del settore agricolo sottolineano le grandi potenzialità, non ancora sfruttate, che potrebbe avere la produzione locale di miele.Purtroppo il miele attualmente prodotto dagli allevatori rwandesi è ancora insufficiente sia per quantità che per qualità per consentirne un commercializzazione anche sui mercati internazionali, in particolare sui mercati del Medio Oriente.Per poter aspirare a fare del miele una produzione economicamente redditizia è necessario, secondo il Dr. Theogene Rutagwenda direttore generale dell’Autorità per lo sviluppo delle risorse animali (RARDA),  riorganizzare in chiave moderna il settore, passando dai metodi di allevamento tradizionale  a tecniche più moderne; basti pensare che un alveare tradizionale produce 7 kg di miele , mentre uno moderno ne produce 45 kg.Naturalmente per favorire un simile sviluppo sono necessarie azioni formative degli allevatori e l’introduzione di nuove tecniche di allevamento e di nuove attrezzature che consentano di affrontare una domanda nazionale di miele che dovrebbe passare da 1.625 tonnellate nel 2006 a 13.789 tonnellate entro il 2020.

La notizia dovrebbe servire da stimolo per un forte rilancio del progetto api  che l’Ass. Kwizera ha avviato nel recente passato a Nyinawimana. Pensiamo a una distribuzione sul territorio di parte degli alveari disponibili e programmiamo corsi di formazione per gli agricoltori interessati.

lunedì 8 giugno 2009

Nyagahanga: parte il corso di cucito

Inizierà nei prossimi giorni un corso di cucito organizzato dal Centro Sociale A.G. di Nyagahanga in collaborazione con l’Ass. Kwizera Onlus. Per 5 giorni alla settimana e per la durata di tre mesi, due gruppi di 10 giovani ciascuno si alterneranno su due turni giornalieri, mattino e pomeriggio, per apprendere da un maestro locale le nozioni base del cucito e del taglio. Le lezioni si terranno nei locali del laboratorio del Centro Parrocchiale attrezzati con 4 macchine per cucire. All’esito del corso, alcuni potranno entrare a far parte della costituenda cooperativa di cucito, mentre altri potranno svolgere l’attività di cucito nei rispettivi villaggi, riuscendo così a raccogliere qualche entrata che vada a rimpinguare gli scarsissimi bilanci familiari. Particolarità che balza immediatamente agli occhi, come evidenziato dalla foto,  è che metà dei partecipanti sono ragazzi. E' per altro abbastanza frequente, transitando nei villaggi, imbattersi sulla via in uomini alle  prese con la macchina per cucire.

A Nyinawimana arrivano i francesi

Nyinawimana ha attirato l'interesse anche dell'organizzazione di volontariato francese "Amahoro Paix" originaria di una cittadina, Sainte Hélène, del dipartimento della Gironda vicino a Bordeaux.
Con la parrocchia retta da Don Jean Marie sono in corso dei contatti che potranno portare a qualche aiuto. In questa pagina web che riporta alcune foto dell'accoglienza riservata ai volontari francesi appaiono anche alcune facce a noi note.  

domenica 7 giugno 2009

Missione Kwizera 2009

Fervono i preparativi per  l'annuale missione in Rwanda dell'Ass. Kwizera Onlus. Per il viaggio che si terrà dal 4 al 18 agosto, la delegazione, tradizionalmente formata dal Presidente Franco Simonini e dal segretario Angelo Bertolucci, si arricchirà della presenza dei coniugi Alessandro e Nicoletta, in rappresentanza del gruppo dei Lake Angels di Barga. Il vostro blogger anticiperà di una settimana gli amici di Kwizera, mentre il 18 agosto dovrebbe poi arrivare in Rwanda anche l'infaticabile Brunello Baldi che, senza denotare minimamente il peso  delle oltre 70 primavere che si porta sulle spalle, non manca mai di sobbarcarsi un paio di viaggi all'anno per dare , alla luce della sua pluriennale  esperienza africana, un supporto tecnico ai vari progetti esistenti sul campo.  La Missione 2009 dovrebbe vedere il completamento e quindi l'inaugurazione dell'acquedotto di Kiruri e del laboratorio di Bungwe, il definitivo lancio, anche in nuove parrocchie oltre quella di Nyagahanga, del Progetto MIkAN, la consueta verifica dello stato delle adozioni a distanza, senza dimenticare un sopraluogo ai vecchi progetti come la fattoria di Nyinawimana, il villaggio dei Twa e il Centro Parrocchiale di Nyagahanga  per valutare eventuali interventi necessari a valorizzarne ulteriormente tutte le potenzialità. Sul tappeto rimangono poi  altre idee che potrebbero trovare concretizzazione a Nyagahanga, come il Progetto jatropha, l'avvio di esperienze di cooperazione e di corsi di formazione professionale.

lunedì 1 giugno 2009

Clinton: nel 1994 avrei potuto salvare migliaia di vite

L’ex presidente americano Bill Clinton, in occasione di un incontro/dibattito con l’altro ex presidente George W. Bush tenutosi nei giorni scorsi a Toronto, ha fatto un sentito mea culpa sul Rwanda, accusandosi di essere stato incapace di bloccare il genocidio nel 1994, e riconoscendo di non avere alcuna attenuante. "E' uno dei due o tre rimpianti della mia presidenza", ha detto Clinton, spiegando che se avesse mandato ventimila soldati in loco, forse si sarebbero salvate fino a 400 mila vite. Purtroppo la sincerità dell’ex presidente non servirà a restituire tante vite, è comunque un contributo storico per mettere a nudo le colpe di cui si sono macchiati diversi protagonisti della politica internazionale che per ignavia o per inconfessabili interessi hanno assistito da spettatori al consumarsi del sacrificio di centinaia di migliaia di rwandesi.