"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


martedì 15 giugno 2021

Rivoluzione verde per i mototaxi ruandesi: saranno presto elettrici

 Gli oltre 50.000 mototaxi che sfrecciano sulle vie di Kigali e lungo le varie arterie del Paese potrebbero presto essere coinvolti in una vera e propria rivoluzione verde. Infatti, il governo ruandese, particolarmente sensibile a tutto quanto riguarda la tutela dell'ambiente ( da diversi anni in Rwanda sono proibite le borse e i sacchetti di plastica) sta cercando modelli di mobilità compatibili con questa scelta ecologica che ha come obiettivo di essere carbon free entro il 2050. In quest'ottica, come riferisce il sito specializzato moto.it, ha avviato una collaborazione con un'azienda locale, la Rwandan Electric Mobility, per diffondere i veicoli elettrici nella capitale Kigali, anche attraverso la concessione di incentivi che favoriscano la conversione, comportante anche un significativo risparmio sui costi  al chilometro. Grazie a un sistema di battery swap diffuso nella capitale i "mototaxisti" possono caricare una batteria con meno di un dollaro e fare circa 60 km a fronte dei 40 km percorsi con un litro di benzina che costa $ 1,08. Inoltre la conversione all'elettrico allunga la vita dei veicoli e riduce drasticamente le spese di manutenzione.La Rwanda Environment Management Authority (REMA), ha firmato un accordo con la Rwandan Electric Mobility, una società specializzata nella conversione di moto a benzina in elettriche. Nella prima fase sperimentale si prevede di convertire già 30mila moto entro cinque anni con un costo di circa 150mila dollari.

mercoledì 26 maggio 2021

Segretario ONU: risorse minerarie fonte di crescita economica e riduzione della povertà per 63 Paesi in via di sviluppo

Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, intervenendo a una tavola rotonda virtuale sulla trasformazione delle industrie estrattive per lo sviluppo sostenibile ha ricordato come  "dei 72 paesi del mondo a basso o medio reddito, 63 hanno aumentato la loro dipendenza dalle industrie estrattive negli ultimi due decenni. Queste industrie generano grandi quantità di entrate in valuta estera, investimenti esteri diretti e entrate governative. Hanno il potenziale per guidare crescita economica e riduzione della povertà ". Senza dimenticare come  le industrie estrattive siano anche potenzialmente fattori di diversi mali, quali:  corruzione, sfruttamento, colonialismo e razzismo, degrado ambientale, conflitti armati, sfollamento della popolazione, danni culturali e diritti umani violazioni " rimane pur sempre la "necessità di migliorare la governance delle risorse estrattive attraverso regole e un'applicazione più efficaci relative alla sostenibilità ambientale, alla trasparenza, al processo decisionale inclusivo, alla responsabilità, all'accesso alle informazioni e al rispetto e alla protezione dei diritti umani affinchè  i benefici delle risorse minerarie raggiungano tutte le persone nella società, non solo le élite".

venerdì 14 maggio 2021

Ammonta a 3,2 miliardi di euro il bilancio previsionale 2021/22 del Rwanda

Il governo ruandese ha presentate al Parlamento il bilancio di previsione per l’anno fiscale 2021/22 che prevede un totale di spesa di 3.807 miliardi di Rwf, pari a Euro 3,172 miliardi di euro ai cambi attuali, in aumento del 9,8% rispetto al precedente esercizio. Le politiche e le strategie pianificate nell'anno fiscale 2021/22 e nel medio termine sono guidate dalla Strategia nazionale per la trasformazione (NST1), un programma di sviluppo di sette anni che durerà fino al 2024, nonché dagli sforzi per guidare la ripresa economica dalla pandemia di Covid-19. Il bilancio proposto dovrebbe essere finanziato per il 67% da entrate nazionali, stimate in Rwf 2,543,3 miliardi, di cui 1,717,2 miliardi da gettito fiscale,  mentre i restanti Rwf 1,263,7 miliardi dovrebbero coperti da fonti esterne, per  612,2 miliardi di Rwf , pari a 510 milioni di euro, equivalenti al 16%, in aiuti esteri e per 651,5 miliardi di Rwf  pari al 17% dell'intero bilancio, in prestiti. Sul fronte della spesa il governo propone di destinare 1.872,7 miliardi di Rwf, ovvero il 49,2% del budget totale, per spese ricorrenti, destinando il resto a investimenti per lo sviluppo.Il settore sanitario ha ricevuto oltre Rwf 383,7 miliardi (319,75 milioni di euro), pari al 10% del bilancio.  All'educazione sono destinati Rwf 422,4 miliardi (352 milioni di euro), più dell'11% dell'intero budget, il più grande rispetto ad altri settori.