"Ad un mondo migliore si contribuisce soltanto facendo il bene adesso ed in prima persona, con passione e ovunque ce ne sia la possibilità".Benedetto XVI : Deus caritas est

sabato 19 gennaio 2019

Missione Kwizera 2019

La Missione Kwizera 2019 avrà inizio il prossimo 28 gennaio e si protrarrà fino al 12 febbraio. In questo periodo i volontari dell'Associazione faranno il punto dei vari progetti in essere in Rwanda, nella diocesi di Byumba. Il momento clou della Missione si avrà giovedì 31 gennaio, quando si procederà alla consegna alla comunità locale del nuovo Posto di Sanità realizzato da Kwizera nella parrocchia di Kisaro. Per il Progetto Mikan Baby, che prevede la consegna di una capra a ragazze madri riuniti in gruppi di 25 a livello parrocchiale, si darà l'avvio a nuovi gruppi, dopo la fase sperimentale attuata nella parrocchia di Kisaro. Ci sarà la tradizionale visita ai bambini dell'Asilo Carlin di Kagera, gestito dall'Associazione d'intesa con la parrocchia di Nyagahanga, e la successiva celebrazione della messa alla chiesa di Bugarama, con la cerimonia di consegna di una nuova statua della Madonna. Altri momenti qualificanti saranno: la verifica, con i referenti locali, Bernard e Pascasia, dello stato dei circa duecento bambini rientranti nel Progetto Adozioni. Non mancherà l'incontro con la comunità batwa di Kibali, per fare il punto del progetto agricolo in corso e per distribuire il consueto pacco di fagioli. Quest'anno faremo visita al nuovo monastero che le clarisse hanno realizzato a Nyinawimana, la cui realizzazione era stata sostenuta dall'Associazione con il Progetto "Non di solo pane". A questi momenti particolari se ne potranno aggiungere altri, di cui facciamo conto di raccontare in questo nostro blog.

martedì 8 gennaio 2019

Rwanda: nel 2018 due miliardi di dollari di nuovi investimenti


Secondo gli ultimi dati forniti dal Rwanda Development Board, nel 2018 sono stati registrati nel Paese investimenti per un ammontare di 2,006 miliardi di dollari, in significativa crescita rispetto ai  1,675 miliardi di dollari del 2017 e in linea con le previsioni di 2 miliardi. Negli ultimi 10 anni, gli investimenti registrati in Rwanda sono più che raddoppiati, tenuto conto che nel 2007 ammontavano a 800 milioni di dollari.
Nel corso dell'ultimo anno, la maggior parte degli investimenti (49%) è stata di origine domestica, a fronte di un 47%  di provenienza estera, rispetto agli anni precedenti in cui gli investimenti diretti esteri erano prevalenti. I comparti maggiormente interessati hanno riguardato  la produzione, l'estrazione mineraria, l'agricoltura e l'agro-trasformazione.Alcuni dei maggiori investitori nel 2018, con oltre $ 70 milioni, includono Emerald Park ltd; Millennial Construction Ltd, Rwanda Innovation Fund, Jali Transport e Mara Phones.  Altri importanti investimenti meritano di essere segnalati nel comparto minerario con una prima raffineria di Coltan / tantalio della macedone  PRG, una società per la fusione di minerali e un laminatoio di acciaio dell'indiana MasterSteel.A questi si sono aggiunti la realizzazione di un impianto di miscelazione di fertilizzanti da parte della marocchina OCP e nuovi investimenti da parte della ruandese Bralirwa per la produzione di birra con marchio Heineken.  Senza dimenticare l'importante investimento in uno stabilimento di assemblaggio della Volkswagen come riferito in un precedente post.

giovedì 3 gennaio 2019

Il calendario 2019 dell'Ass. Kwizera dedicato all'Asilo Carlin

Ha riscosso molto interesse, soprattutto nella comunità di Grosio, il calendario 2019 dell'Associazione Kwizera, dedicato quest'anno all'Asilo Carlin di Kagera nella parrocchia di Nyagahanga. I mesi sono scanditi dalle immagini della vita quotidiana dell'asilo, ormai frequentato ogni giorno da più di 100 bambini, con punte che arrivano anche oltre i 120. Come in occasione dell'ultima missione 2018, quando, ad attenderci, oltre alle tre maestre, c'erano ben 128 bambini. Per l'accoglienza, sempre molto festosa e vociante, si erano radunati in una delle tre aule di cui è composto l'asilo. Qui abbiamo consegnato un po' di materiale didattico, oltre che alcune attrezzature per qualche piccolo lavoro agricolo. Come l'anno scorso, abbiamo anche recapitato un certo numero di capi di abbigliamento per bambini, raccolti tra le mamme di Grosio, successivamente distribuiti dalle maestre ai bambini più bisognosi.Un gesto che  conferma come questa iniziativa, a suo tempo promossa dal compianto Carlin Rodolfi, sia entrata nel cuore dei grosini che non fanno mancare il loro sostegno, nel corso dell'anno, così da permettere all'Ass. Kwizera di pagare gli stipendi alle tre maestre, oltre che offrire ai bambini a mezza mattina una tazza di latte, piuttosto che una banana o una sorta di pane dolce. Questo spuntino di mezza mattina consente di  contrastare i casi più gravi di malnutrizione che, nelle campagne più isolate, come è il caso di Kagera,  ancora purtroppo fanno capolino, soprattutto tra i più piccoli.In occasione della nostra visita abbiamo portato oltre a  una dolcetto, anche qualche pannocchia che, come testimonia una delle foto del calendario, ha raccolto  un certo apprezzamento tra i bambini. Alla fine della nostra visita, poichè l'asilo si tiene solo al mattino,quando ormai si era a mezzogiorno, le maestre hanno dato il via libera per il ritorno a casa. Tutti si sono incamminati verso casa, che non era proprio dietro l'asilo, sobbarcandosi anche lunghi tragitti tra i campi della zona.Anche questo momento è stato immortalato in una foto che illustra il calendario. 

domenica 23 dicembre 2018

Inaugurato il nuovo monastero delle clarisse a Nyinawimana

Interno del nuovo monastero
Il  20 dicembre, sette suore della comunita' delle clarisse di Kamonji hanno preso possesso, come suore fondatrici, del nuovo monastero realizzato a Nyinawimana, nella diocesi di Byumba. Dopo poco piu' di un anno dall'avvio del Progetto "Non di solo pane.." ( clicca qui per conoscere tutta la storia del progetto), infatti, i lavori di costruzione del nuovo monastero, iniziati nel settembre scorso, si sono conclusi felicemente, con risultati che, a giudicare dalle prime foto che ci sono pervenute, sono decisamente interessanti.La nuova comunita', che nasce alla vigilia di Natale, non poteva avere avvio migliore. Ricordiamo che questo è solo il primo passo. Infatti, a fianco della struttura appena ultimata, nel tempo e man mano che si renderanno disponibili i fondi, nascerà una nuova struttura destinata al vero e proprio monastero, mentre l'edificio appena ultimato dovrebbe essere destinato a foresteria per le persone che  desiderano trascorrere qualche momento di preghiera e raccoglimento in una realtà claustrale.            

mercoledì 19 dicembre 2018

Auguri



Auguri di un sereno Natale e un felice 2019

Noheli nziza n’Umwaka mushya muhire 2019

sabato 8 dicembre 2018

Kagame: l'Europa investa in Africa le grandi somme destinate all'accoglienza

In margine all’incontro con il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, che era in visita ufficiale in Rwanda, il presidente Paul Kagame, presidente anche dell’Unione Africana, ha parlato della cooperazione Europa-Africa, con particolare riferimento al problema migratorio.Come riferisce The New Times, dopo aver ricordato i molti africani che hanno perso la vita nei loro viaggi e dei molti ancora bloccati ai punti di confine, Kagame si è posto il problema di come il fenomeno migratorio “possa essere gestito correttamente anche se  avremmo dovuto farlo molto tempo fa, ma non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta”. Ha detto che l'immigrazione è aumentata perché alcuni africani sentono che il loro continente non ha le condizioni di base per vivere una vita dignitosa.Per questo, "la partnership tra Europa e Africa dovrebbe mirare a creare un ambiente per mantenere i nostri giovani e garantire loro che stare nel proprio continente o paese è meglio per loro potendo trovare sicurezza e lavoro".Purtroppo, secondo Kagame, andando all’origine del fenomeno, la crisi dell'immigrazione è peggiorata, in parte, da quando a causa dell'invito e dell'istigazione, prima della crisi, di una parte di alcuni Paesi europei agli immigrati africani ad andare in Europa, promettendo loro una vita migliore."Se si guarda alla storia di questa migrazione, da molto tempo, l'Europa incita o invita le persone ad andare in Europa. Il messaggio era "i tuoi paesi africani sono governati male e tu dovresti venire da noi". L'impressione è stata che se hai un problema nel tuo paese, sia esso falso o vero, vieni nel nostro paradiso. E la gente è venuta. Al punto che le persone non possono più avere immigranti ", ha detto il presidente. Nel tempo, ha detto, l'Europa è stata travolta dall'ondata di immigrati. Andando avanti, ha aggiunto, i due continenti dovrebbero concentrarsi sulle opportunità disponibili per ridurre la necessità per gli africani di cercare opportunità altrove. Creando le opportunità ed eliminando la necessità dell'immigrazione, ha spiegato, le due parti spenderanno meno fondi:"Il tipo di investimento effettuato per gli immigrati è così grande che se investito in Africa, potremmo creare industrie. Il problema non è l'Europa, abbiamo la nostra giusta parte della colpa che dobbiamo assumere ", ha concluso Kagame.

domenica 2 dicembre 2018

Le misure di contrasto ai flussi finanziari illeciti dall'Africa

Ieri, il presidente Paul Kagame, intervenendo al Summit del G20 a Buenos Aires ha chiesto, nella sua qualità di presidente dell'Unione Africana, ai leaders presenti di includere l'Africa nei meccanismi per combattere a livello mondiale i flussi finanziari illeciti che costano al continente circa 50 miliardi di dollari all'anno. Sull'argomento, proponiamo un estratto tratto dal libro Aiutiamoli a casa loro Il modello Rwanda.

Come vigilare sul buon uso degli aiuti all'Africa
Uno dei rischi che accompagnano la cooperazione internazionale è che gli aiuti che i paesi sostenitori indirizzano verso i paesi africani finiscano per la gran parte nelle tasche dei numerosi governanti corrotti, spesso pure incapaci, che allignano nel continente africano. Simili malversazioni non possono però mettere discussione la politica degli aiuti, per due ordini di ragioni. La prima: se togliamo ai paesi africani la possibilità di contare sugli aiuti esteri, li priviamo dell’unica vera e reale occasione di crescita delle loro economia e dello sviluppo delle rispettive società che ne potrebbe conseguire, lasciando come unica alternativa quella di incentivare le migrazioni verso l’Europa alla ricerca di nuove prospettive di vita. A quel punto il problema graverebbe in toto sull’Europa, cui spetterebbe dare risposte al fenomeno migratorio, senza peraltro poter contare sulla leva dell’aiutiamoli a casa loro, intesa nella migliore delle sue accezioni, che, allo stato, rimane l’unica reale alternativa all'accoglienza incondizionata, con tutte le ricadute da tutti conosciute.