"Ad un mondo migliore si contribuisce soltanto facendo il bene adesso ed in prima persona, con passione e ovunque ce ne sia la possibilità".Benedetto XVI : Deus caritas est

lunedì 16 ottobre 2017

Il Presidente della FAO:creare le condizioni perchè i giovani possano vivere a casa loro

Riportiamo il discorso del presidente della FAO, José Graziano da Silva, in occasione dell'odierna Giornata mondiale dell'alimentazione 2017. 
Storicamente, una delle strategie più efficaci utilizzate dagli individui in cerca di un futuro migliore è stata quella di muoversi. Lasciandole alle spalle, nella maggior parte dei casi, impoveriscono le aree rurali in cerca di opportunità produttive.Infatti, la migrazione, fin dall'origine del tempo, è stata fondamentale per la storia umana: è la fonte di numerosi vantaggi economici e culturali. Ma quando le persone migrano per necessità, per disperazione e per disagio, è un'altra questione. La migrazione forzata ha le sue radici in conflitti, instabilità politica, povertà estrema, fame, degrado ambientale e impatti del cambiamento climatico. E la gente non ha altra scelta che partire. Lo slogan per la Giornata mondiale dell'alimentazione di quest'anno (16 ottobre), "Cambiare il futuro della migrazione. Investire nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale ", affronta le cause strutturali dei movimenti di popolazione su larga scala per regolare e ordinare flussi migratori sicuri. Questo tema è tanto più rilevante oggi, poiché il numero di vittime della malnutrizione nel mondo sta aumentando ancora una volta, dopo un arretramento nel passato. Secondo il rapporto "Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo nel 2017" (SOFI), 815 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2016, 38 milioni in più rispetto al 2015 (777 milioni). Ciò è in gran parte dovuto alla rinascita dei conflitti, delle siccità e delle inondazioni. I conflitti hanno portato il nord della Nigeria, la Somalia, il Sud Sudan e lo Yemen all'orlo della fame e hanno causato un'insicurezza acuta in Burundi, in Iraq e altrove. Circa 64 milioni di persone in tutto il mondo sono attualmente sfollate da conflitti e persecuzioni in tutto il mondo, un dato  senza precedenti dalla Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, a causa di un fenomeno di El Niño eccezionalmente forte, la siccità ha notevolmente ridotto l'accesso al cibo in gran parte dell'Africa. Le famiglie rurali sono generalmente le più penalizzate. La maggior parte dei poveri vive nelle zone rurali e molte giovani rurali, specialmente nell'Africa sub-sahariana, migrano in assenza di opportunità produttive.

domenica 15 ottobre 2017

Kagame: queste le componenti del successo del nuovo Rwanda


Valorizzazione del capitale umano, collaborazione privato/pubblico, ambiente favorevole al fare impresa e lotta alla corruzione sono le componenti che hanno favorito  la ripresa e l’affermarsi del Rwanda. Lo ha sostenuto il Presidente Paul Kagame intervenendo, in due successivi interventi, nella due giorni del Meeting annuale della Banca Mondiale a Washington DC.
Nel primo intervento il presidente ha dichiarato che l'investimento nel capitale umano è una condizione di crescita e prosperità ad alto reddito.“Investendo nella salute, nell'educazione e nella creatività, trasformiamo la nostra gente in individui che hanno la capacità di pensare e agire, non solo per sé ma anche a beneficio delle loro comunità "  così da riuscire a pervenire, con il tempo, all'eliminazione della povertà estrema per raggiungere prosperità e benessere per tutti. Per raggiungere tali finalità, il governo, oltre a garantire un ambiente sicuro e stabile, ha fatto importanti investimenti e sforzi per assicurare l'accesso a un'istruzione di qualità per tutti i cittadini, nonché una copertura sanitaria universale, così che oggi  oltre 90.000 ruandesi completano l'istruzione terziaria annualmente, mentre l'assistenza sanitaria nazionale copre quasi il 90% della popolazione.

sabato 14 ottobre 2017

Quattro nuove professioni presso le clarisse di Kamonyi


La comunità' delle clarisse di Kamonyi ha accolto la professione solenne di quattro nuove sorelle.Un momento che testimonia la fervida stagione di questa  Comunità, la cui storia abbiamo raccontato in precedenti post (clicca qui), che si appresta ad affrontare un nuovo grande impegno, come quello di dare vita a un nuovo convento sulla collina di Nyinawimana. Sono, infatti, in corso gli approfondimenti tecnici per pervenire alla scelta dell'impresa a cui affidare i lavori di costruzione, confidando poi che la campagna lanciata dall'associazione Kwizera - Non di solo pane vive l'uomo-  per la raccolta dei fondi necessari possa sortire qualche provvidenziale effetto.

mercoledì 11 ottobre 2017

Il Nunzio presenta le credenziali al presidente Kagame

 Il nuovo Nunzio Apostolico, Mons Andrzej Jozwowicz, già in Rwanda dal 28 giugno scorso, ha presentato ieri le proprie credenziali al presidente Paul Kagame, unitamente ad altri 10 colleghi, di cui  tre con residenza su Kigali: l'ambasciatore del Belgio, Benoît Ryelandt, quello dell'Uganda, signora Oliver Wonekha e Onoze Shuaibu Adamu della Nigeria. Secondo quanto riferisce The New Times, mons. Andrzej Jozwowicz  ha sottolineato l'impegno a consolidare il "nuovo capitolo" delle relazioni bilaterali che si sono aperte tra il Rwanda e la Chiesa cattolica a seguito  dell'incontro  del marzo scorso, a Roma, tra Papa Francesco e il presidente  Paul Kagame.Mons. Jozwowicz, in sintonia con l'apertura di una nuova stagione di collaborazione con  il governo del Rwanda ha assicurato il proprio impegno a "sostenere, con tutta la mia capacità, la chiesa locale per questa collaborazione, specialmente per la riconciliazione, e faremo tutto per aiutare nello sviluppo spirituale e materiale del paese ".  

domenica 8 ottobre 2017

Kagame presenzia al centenario delle prime ordinazioni di sacerdoti rwandesi



Kabagayi: la tribuna delle autorità (foto Village Urugwiro)
Si è celebrato ieri a Kabagayi il Giubileo della prima ordinazione di  sacerdoti del Rwanda, Gafuku Balthazar da Zaza e Donat Reberaho nativo di Salva, avvenuta il 7 ottobre del 1917, diciassette  anni dopo l’arrivo dei primi missionari. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Repubblica Paul Kagame e la First Lady Jeannette Kagame, unitamente a una folta delegazione di ministri del governo ruandese e altri ospiti provenienti da Tanzania, Burundi, Kenia. Erano presenti i vescovi rwandesi e il nunzio mons. Andrzej Józwowicz. Nell’occasione il presidente Kagame ha tenuto un importante discorso per sottolineare la preziosa eredità lasciata che quei primi sacerdoti, descrivendoli come pionieri nella registrazione e valorizzazione della cultura, della storia, del linguaggio ruandesi e della medicina tradizionale. Soprattutto è grazie a quei sacerdoti e ai loro confratelli che “possiamo ora conoscere la nostra storia scritta da ruandesi che lo fanno meglio degli stranieri” ha sottolineato Kagame. Ricordando il suo incontro con papa Francesco il 17 marzo scorso, il presidente rwandese ha detto che  "l'incontro si è rivelato un'opportunità per imparare dalla nostra storia. Questo ci ha aiutato a migliorare i rapporti tra la Chiesa cattolica e il Rwanda… Abbiamo in comune molte cose come  ruandesi e come persone lucide, oneste e degne che vedono lontano, anche nel nostro passato. Vogliamo una comunità ruandese che porti il segno e l'identità del proprio paese. Certamente, non voglio soffermarmi su quello che dobbiamo cambiare per andare avanti senza lasciare indietro nessun rwandese, completandosi e lavorando insieme ". Kagame ha inoltre ha riaffermato l’impegno a collaborare e lavorare con  gli uomini della Chiesa cattolica, per “soddisfare la volontà del Creatore che consiglia di utilizzare i talenti ricevuti a beneficio dei rwandesi”. Per questo raccomanderà ai ministri del governo di individuare i settori prioritari d’impegno della Chiesa cattolica in modo che il governo possa fornire il supporto necessario per conseguire i migliori risultati.

venerdì 6 ottobre 2017

Hilton entra in Rwanda in un settore turistico in continua crescita

Il Gruppo alberghiero Hilton fa il suo ingresso in Rwanda, assumendo  la gestione dell’Ubumwe Grande Hotel nel centro di Kigali, sotto l’insegna DoubleTree by Hilton.Il gruppo americano è l’ultimo arrivato sul promettente mercato turistico rwandese, essendo stato preceduto dalle catene Radisson Blu, Park Inn, Marriott, Serena Hotel e Golden Tulip. L'Ubumwe Grande Hotel, inaugurato nel settembre dello scorso anno, dispone di 153 camere, tra cui 19 appartamenti, sarà operativo da inizio 2018 dopo alcuni lavori di adattamento. L’immobile era di proprietà  di un consorzio di investitori, tra cui l'uomo d'affari nepalese Binod Chaudhary, il gruppo ugandese Mukwano e un imprenditore locale, Robert Bapfakurera. L’ingresso del Gruppo Hilton sul mercato rwandese è la conferma della forte attrattività che riscuote il settore dell'ospitalità del Rwanda in forte e continua crescita in questi ultimi anni, in linea con le scelte programmatorie del governo che ha decisamente puntato sul turismo, anche attraverso investimenti importanti per fare di Kigali un centro congressuale a livel
Il trend degli apporti del settore turismo (World Bank)
lo continentale
. In tal senso si colloca la realizzazione del nuovo Kigali Convention Center inaugurato nel luglio del  2016, che ha richiesto un investimento di 300 milioni di dollari da parte di un consorzio composto dalla statale Prime Holdings, dal Social Security Board Rwanda, da Crystal Ventures Limited e da Rwanda Investment Group. Le strutture includono l'auditorium principale, che può ospitare fino a 2.500 persone, più altre sale riunioni, nonché un parco uffici, cui si affianca  il Radisson Blu hotel a cinque stelle con 292 camere. 
Queste includono 209 camere standard, quattro sale accessibili, 68 sale business, cinque junior suite, cinque suite diplomatiche e una elegante suite reale. La strategia di un turismo congressuale -Meetings, Incentives, Conferences, Events and Exhibitions (MICE)- rivolto all’intero continente trova riscontro nei risultati economici che il settore turismo va segnando di anno in anno: per il 2017 si prevede un apporto di circa 444 milioni di dollari USA, in crescita rispetto all'anno precedente. Secondo l’ultimo report della World Bank, l’apporto del comparto turistico nel 2016 è stato stato di circa 390 milioni di dollari USA, rappresentando il 4,6% del PIL, superiore a quello dderivante dall’export di caffè, tè e minerali. Tale risultato beneficia di un  aumento del numero dei turisti che hanno visitato il Rwanda: nel 2016 sono stati  1,4 milioni, in crescita del 10% sul 2015.

lunedì 2 ottobre 2017

Il futuro del Rwanda passa per lo sviluppo del settore minerario

Cercatori d'oro nel nord del Rwanda
Secondo il Rwanda Economic Update rilasciato dalla Banca Mondiale nell'agosto scorso,  le esportazione dei minerali tradizionali dal Rwanda sono cresciute  da meno di $ 68 milioni nel 2004 a $ 226 milioni nel 2013, ma i prezzi in calo hanno  completamente invertito questa tendenza e nel 2016 le esportazioni di minerali hanno contribuito per soli 86 milioni di dollari all'export rwandese. Secondo la Banca Mondiale il settore minerario rwandese risente della scarsa produttività causata dai metodi rudimentali che caratterizzano il comparto, in cui operano realtà di dimensioni contenute con manodopera non qualificata. Finora il settore ha attirato bassi investimenti esteri rispetto ad altri settori: nel 2015 i FDI (foreign direct investment) al settore minerario hanno rappresentato il 9,6% del totale degli afflussi, rispetto al 30% andato all'agricoltura e il 40% per i servizi (ICT) e turismo. Il rapporto sottolinea altresì come oltre alle risorse finanziarie, i FDI portino nuove tecnologie, migliori metodi minerari  e competenze necessarie per aumentare la produttività del settore. Nonostante questa panoramica in chiaroscuro, le autorità rwandesi del comparto minerario hanno preannunciato ambiziosi programmi per il futuro del comparto.Attraverso investimenti  nella modernizzazione delle attività minerarie,  l'esplorazione di potenziali aree minerarie per stabilire la portata di risorse e riserve nazionali, in termini di quantità e qualità, la lavorazione dei minerali prima dell'esportazione per affrancarsi dall'oscillazione dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali, il nuovo governo rwandese, guidato da Edouard Ngirente,  si propone l'obiettivo di raddoppiare i ricavi attuali ( prendendo come base 200 milioni di dollari del 2013) ogni due anni per raggiungere l'obiettivo esportare minerali per 800 milioni di dollari entro il 2020 e per toccare  1,5 miliardi di dollari l'anno entro il 2024. Simili obiettivi possono essere perseguiti attraverso un superamento dell'attuale modello che vede il 75% delle attività minerarie del paese gestite in maniera artigianale, con un tasso di recupero dei minerali molto basso ed una scarsa o nulla meccanizzazione.Bisognerà favorire l'evoluzione del settore verso un approccio industriale, con il raggruppamento delle imprese artigiane in grandi cooperative che possano migliorare sia l'aspetto industriale dell'estrazione che la successiva commercializzazione.
Il Rwanda attualmente esporta principalmente quattro tipi di minerali:oro, cassiterite, coltan e tungsteno.