"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


martedì 4 ottobre 2022

Kagame: ecco come il Rwanda si è risollevato dalla tragedia del 1994

Riportiamo il testo della Lezione tenuta dal presidente Paul Kagame  alla  Nanyang Technological University di Singapore il 30 settembre scorso. In essa il presidente ricorda alcuni dei fattori di successo, in un mix tra innovazione e continuità, che hanno consentito al Rwanda di risollevarsi dalla tragedia del 1994. Tutti fattori che trovate ampiamente trattati nel nostro "Aiutiamoli a casa loro Il modello Rwanda".   

"Nel 1994, il Ruanda aveva praticamente cessato di esistere come nazione. Un milione di persone giacevano morte, su una popolazione di circa sette milioni, a causa di un'ideologia genocida perversa. Altri milioni erano rifugiati. Ogni istituzione pubblica era stata distrutta e il tesoro nazionale era stato saccheggiato. Per la maggior parte degli osservatori, tutto ciò a cui i ruandesi potevano aspirare, nella generazione che seguì quella tragedia, era semplicemente sopravvivere. Tracciare un percorso verso la prosperità sembrava un sogno assurdo. Abbiamo ancora molta strada da fare, ma il nostro Paese è stato fondamentalmente trasformato in meglio. Abbiamo trovato la nostra strada attraverso l'innovazione attraverso soluzioni coltivate in casa in tre aree chiave. Lascia che ti dia alcuni esempi di ciascuno. Innanzitutto c'era la necessità di innovare intorno all'unità nazionale e alla coesione sociale. Abbiamo iniziato creando sicurezza, perché questa è la base perché qualsiasi altra cosa accada. Abbiamo anche avviato immediatamente il processo di fusione dell'esercito di liberazione con l'esercito sconfitto del precedente governo. Un Paese senza un'identità nazionale condivisa non ha futuro. L'unità storica del Ruanda era stata progressivamente corrotta dai precedenti governi coloniali e post-indipendenza. Abbiamo ripristinato una pratica tradizionale (umuganda) in cui un servizio comunitario mensile ha riunito tutti i cittadini per migliorare i loro quartieri. Abbiamo rilasciato i sospettati di genocidio nelle loro comunità, dove sono stati giudicati attraverso un processo chiamato Gacaca, incentrato sia sulla punizione che sul portare alla luce la verità. 

mercoledì 21 settembre 2022

In Rwanda, l'ascolto di Radio Maria giova alla salute fisica e spirituale

Riportiamo qui di seguito le interessanti Conclusioni di un contributo dell'Abbé Lucien Hakizimana, docente di Antropologia presso l’Université de Technologie et des Arts de Byumba (UTAB), apparso sulla rivista Communio - edizione in francese per il Rwanda, dal titolo "Impatto antropo-spirituale di Radio Maria sugli ascoltatori in Rwanda: dalla crisi alla speranza".

In conclusione, nel corso di questa ricerca, abbiamo discusso dell'impatto antropo-spirituale di Radio Maria sul suo pubblico in Rwanda e su come abbia aiutato le persone a passare  dalla crisi alla speranza. I risultati hanno confermato l'effetto antropo-spirituale, come i casi di: crescita progressiva della speranza 88%,  riduzione della tentazione di divorzio 73%, crescita della preoccupazione per la famiglia e i bambini 71%, diminuzione della depressione 88%, così come una integrazione spirituale 91%. Questi risultati sono ugualmente confermati  dalle fonti citate, come vari articoli di riviste e libri scientifici. Ecco le strategie suggerite per un efficace benessere antropo-spirituale in stato di crisi: l'80% dei pazienti ha affermato che l'educazione preventiva dovrebbe aiutare i pazienti, in ospedale o a casa, ad affidarsi a Dio attraverso l'ascolto di musica sacra e altri programmi che aiutino lo spirito ad avvicinarsi a Dio. In diverse occasioni,  persone abilitate e leader religiosi dovrebbero aiutare i pazienti ad accrescere la loro speranza, poiché senza di essa, come ha dimostrato la scienza, l'uomo muore a poco a poco sia spiritualmente che fisicamente. Il 91% dei malati ha affermato che i responsabili dovrebbero includere nei programmi dei servizi sanitari il ruolo degli assistenti religiosi. Il diritto alla salute sicura dello spirito come del corpo deve essere incluso nei programmi al fine di sradicare la disperazione e la depressione che perseguitano molti pazienti, soprattutto in punto di morte. Infatti, la letteratura e i dati raccolti tra i pazienti e nelle loro famiglie conferma l'ipotesi secondo la quale Radio Maria può avere un impatto antropo-spirituale sul suo pubblico in Rwanda, aumentando la speranza di quelli che sono in crisi. Radio Maria promuove i percorsi di incontro con Dio favorendo un equilibrio spirituale e somatico.

martedì 13 settembre 2022

Non di solo pane… al monastero di Nyinawimana

La nuova chiesa
Quando  le clarisse ruandesi del monastero di Kamonyi decisero di dar vita ad una nuova comunità sulla collina di Nyinawimana (leggi qui la storia), l’Associazione Kwizera aderì con entusiasmo, pur nella limitatezza dei propri mezzi,  al progetto della costruzione del monastero e successivamente finanziando la realizzazione, sugli ampi terreni di cui dispone il monastero, di una stalla, dotandola anche di 25 capre. Oggi che il monastero fa bella mostra di sé sulla collina, arricchito nell’ultimo anno anche di una bellissima chiesa, l’Associazione Kwizera continua la sua opera di sostegno alla piccola comunità monastica, in tutto sette monache guidate da suor Marie Regine, garantendo un piccolo contributo mensile in denaro che va ad arricchire le entrate in natura revenienti dalla fattoria. Per toccare con mano quanto fatto in questi ormai tre anni di assenza, unitamente alla fidata Pascasia, abbiamo fatto visita alla comunità nella giornata di mercoledì. Purtroppo una giornata di pioggia non ci ha permesso di apprezzare appieno  tutto il lavoro svolto sui terreni della fattoria, come avrebbe voluto suor Marie Regine, giustamente orgogliosa di quanto fin qui realizzato. Vi abbiamo comunque rimediato, quando domenica prima d’intraprendere il viaggio verso Kigali per il ritorno a casa, abbiamo fatto tappa appunto a Nyinawimana, colmando le lacune del mercoledì precedente. Col sole la fattoria sembra vivere: con le sue mucche( tre mucche e due vitelli) e la sua ventina di capre, in attesa prossimamente di un pollaio di galline e le sue diverse coltivazioni, non manca neppure un campo di fragole, e le venti piante di avocado, che le sorelle identificano con un proprio nome, come per altro succede per gli animali. Sulla bellezza e sulla bontà dei grossi avocado della fattoria ne potrà dare testimonianza  anche chi ne ha potuto gustare qualcuno al nostro ritorno a casa. La giornata di mercoledì è stata anche l’occasione per licenziare le lettere che l’Associazione invia alle famiglie italiane che aderiscono al Progetto Adozioni.Infatti, ci siamo avvalsi della buona conoscenza della lingua italiana che ha Suor Marie Regine, appresa durante la sua permanenza in Italia, per affidare a lei la traduzione delle brevi letterine che i bambini indirizzano nella propria lingua, il Kinyarwanda, ai loro benefattori.
Divine con mamma, nonna e suor Marie Regine
A proposito di Adozioni, la nostra presenza a Nyinawimana a richiamato al monastero i quattro assistiti che vivono in zona, tra cui, Alphonse, un handicappato grave che vive nella vicina comunità Inzere, ma soprattutto la piccola Divine. 
Una bimba che, a suo tempo, suor Marie Regine ci aveva segnalata perchè abbandonata dalla madre che se ne era andata a Kigali. E proprio mercoledì abbiamo avuto la gradita sorpresa di apprendere che la mamma della piccola Divine era tornata a casa. Infatti, all'incontro era presente la mamma di Divine, oltre che la nonna che in questo tempo di lontananza della mamma si era presa cura della piccola.