"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


giovedì 22 febbraio 2024

Spigolature ruandesi

 Il telefonino ed il rubinetto

Mentre si fa un gran parlare dei progetti di sviluppo per l'Africa, argomento tornato all'ordine del giorno anche grazie alle discussioni nate attorno al Piano Mattei per l'Africa lanciato dal governo italiano, a volte è la quotidianità che ci costringe a misurarci con la realtà. E' quello che ci suggerisce quanto ci è capitato nel nostro primo giorno di missione. Nella capitale Kigali siamo riusciti a farci aggiustare in uno dei laboratori, on the road dove lavorano giovani e bravi tecnici, un telefonino portato dall'Italia che aveva perso il suono dopo qualche settimana dall'acquisto. In compenso nella struttura d'accoglienza, recentemente ammodernata, dove avevamo trascorso la notte i sanitari erano equipaggiati con rubinetteria di scarsa qualità e di pessima installazione: ad oggi nei nostri numerosi viaggi ruandesi non abbiamo mai trovato un rubinetto che non si muovesse. Altrettanto si può dire dell'impiantistica elettrica: le prese sono sempre in posizioni improbabili e per niente funzionali. Ecco, forse il problema dello sviluppo dell'Africa non è tanto di carenza di tecnici informatici, ma di idraulici ed elettricisti.

Kigali città sicura

Che Kigali sia una delle città più sicure al mondo è un dato riconosciuto e sperimentato. Ma quello che ci è capitato ad inizio missione testimonia anche di un senso civico dei suoi cittadini di cui la pulizia della città è uno solo dei tanti indicatori. Avevamo appena risposto nella tasca della nostra sahariana una coppia di chiavi appena duplicate in uno dei tanti negozietto tuttofare che s'incontrano in città, quando, fatti pochi metri, siamo stati avvicinati da dietro da un ragazzo che ci mostrava in una mano una chiave: una delle nostre che era fuoriuscita da un buco che si era creato nella tasca dove erano state riposte. Provate ad immaginare analogo comportamento in una delle nostre città italiane, dove il menefreghismo è elevato a sistema.



mercoledì 21 febbraio 2024

Il piccolo asilo di Gatonde

Su invito del direttore della Caritas diocesana, l’abbé Augustin, abbiamo visitato, alla vigilia della partenza, un piccolo asilo che lo stesso sacerdote ha realizzato nel suo villaggio d’origine, Gatonde, lontano 7 Km dalle scuole parrocchiali di Rushaki. Per evitare che anche gli scolari delle primarie debbano sottoporsi a sette kilometri di strada per andare a scuola, l'abbé Augustin sta realizzando anche le aule per la scuola primaria. Naturalmente la visita era finalizzata ad avere un qualche sostegno da parte nostra; in proposito l'abbé ha accolto con favore la disponibilità espressa a valutare la possibilità di farci carico come associazione del salario dell’insegnante preposta all'asilo, pari a 45.000 frw mensili, per un impegno complessivo annuo contenuto in 500 euro.

martedì 13 febbraio 2024

Incontro con i bambini delle Adozioni...e con Alphonse

Nella mattinata di lunedì abbiamo incontrato una folta rappresentanza dei 32 bambini e ragazzi che beneficiano del Progetto Adozione dell'Associazione. Erano stati convocati dalla nostra madame Pascasie, responsabile solerte e sensibile del Progetto che cura i rapporti  con questi bambini, essendo sempre aggiornata sulle rispettive situazioni familiari, spesso difficili. Con molti di questi bambini, di quelli almeno che conoscevamo direttamente i  genitori adottivi, abbiamo fatto un selfie da mandare via whatsapp in Italia, avendo entusiastici riscontri in tempo reale dai destinatari. Tra i beneficiari del Progetto c'era anche Alphonse che assistiamo anche se ormai adulto perchè handicappato grave, privo di gambe e con braccia ridotte a tronconi con un unico dito, il pollice alle mani, che vive nella comunità Inzere di Niynawimana. E' stata una vera sorpresa vederlo venire su un moto taxi, discendere senza alcun aiuto dalla moto, entrare in ufficio montare sulla sedia e sedersi di fronte a Pascasia, sempre senza nessun aiuto, dopo che gentilmente ci aveva fatto capire che non c'era bisogno che ci scomodassimo, dopo che istintivamente c'eravamo mossi verso di lui per dargli una mano. Ancor più sorprendente vederlo armeggiare nel suo portafogli o con il suo telefonino con una facilità disarmante. Alla fine dell'incontro, dopo la foto ( è l'ultimo a sinistra), con altrettanta naturalezza è risalito da solo sul moto taxi, si è messo il casco ed ha fatto ritorno a Niynawimana., lasciando a noi un forte messaggio di vitalità.