Un forte grido d'allarme e un invito alla responsabilità collettiva: è questo il senso del messaggio rivolto dal Vescovo di Byumba e responsabile della pastorale giovanile della Conferenza Episcopale del Ruanda, Mons. Papias Musengamana, ai giovani del Paese durante la Messa conclusiva del Forum Nazionale dei Giovani (tenutosi a Byumba), di cui riferisce l'Agenzia Fides.In lingua Kinyarwanda il termine ibyuma significa letteralmente "acciaio", ma nello slang giovanile viene ormai utilizzato per indicare gli alcolici illeciti prodotti in casa e, per estensione, tutte le sostanze stupefacenti.Mons. Musengamana ha invitato i ragazzi a combattere insieme la dipendenza e a non cadere nella trappola dei messaggi fuorvianti diffusi sui social media e dai cartelloni pubblicitari, dove spesso l'abuso di sostanze e l'immoralità vengono giustificati sotto la falsa bandiera del "mio diritto". Il presule ha sottolineato che il problema non riguarda soltanto i consumatori finali, ma chiama in causa l'intera società: dai produttori alle famiglie fino alle istituzioni ed alla stessa Chiesa. A seguito di una visita al centro di riabilitazione di Nyagatare, il Vescovo ha manifestato profonda preoccupazione per il futuro di ragazzini anche di 14 anni accolti nelle strutture e per i bambini nati da giovani donne tossicodipendenti, chiedendo tutela prioritaria per i neonati e percorsi di reale speranza.
Il quadro
sociale dipinto dai dati del National Rehabilitation Service (NRS) è
critico:
- Oltre 6.200 persone si
trovano nei quattro centri di riabilitazione del Paese per dipendenza da
droghe e più di 2.700 per grave alcolismo.
- L'abuso di sostanze ha causato
l'espulsione o l'abbandono scolastico di oltre 1.200 studenti e
la perdita del lavoro per circa 1.700 persone.
- Centinaia di nuclei familiari e
coppie si sono disgregati a causa delle dipendenze.
Sebbene il Rwanda resti un mercato marginale a livello globale, sta diventando sempre più un punto di transito per l'eroina (da Kenya e Tanzania) e soprattutto per la cannabis contrabbandata dai Paesi vicini (RDC, Uganda, Tanzania), che rappresenta la sostanza psicotropa più diffusa tra i giovani.