"Ad un mondo migliore si contribuisce soltanto facendo il bene adesso ed in prima persona, con passione e ovunque ce ne sia la possibilità".Benedetto XVI : Deus caritas est

mercoledì 16 agosto 2017

Non di solo pane vive l'uomo: parte la raccolta fondi

Il Progetto "Non di solo pane vive l'uomo.." lanciato dall'Associazione Kwizera onlus a sostegno dell'iniziativa delle  suore Clarisse di Kamonyi volta a edificare un nuovo monastero a Nyinawimana, nella diocesi rwandese di Byumba, che accolga le sempre più numerose vocazioni claustrali che fioriscono in Rwanda (clicca qui),  è entrata nella sua fase esecutiva con la prossima individuazione dell’impresa realizzatrice.
Le Clarisse di Kamonyi hanno quindi dato avvio alla raccolta fondi, aprendo un apposito conto corrente su una banca del Rwanda, le cui coordinate bancarie sono riportate qui di seguito:
 Monastère NYINAWIMANA
B.P 5 BYUMBA- RWANDA
N° de Compte: 00040 06945589 40 EUR
Bank of Kigali (BK) -  BKIGRWRWX
Titulaire du Compte: Ordre de Sainte Claire au Rwanda
Tenuto conto degli oneri bancari di trasferimento fondi a livello internazionale, ci permettiamo di segnalare anche le coordinate bancarie del conto dell’Associazione Kwizera onlus, su cui potranno essere accreditati gli importi meno importanti​​​ che saranno bonificati sul conto del monastero, in ununica e più economica soluzione, dando specifica informativa di ogni singolo versamento al Monastero stesso:
Associazione Kwizera onlus
Istituto bancario Credito Valtellinese
IBAN: IT 17 M0521652160000000092361 
Causale: Progetto Non di solo pane vive l’uomo
La proposta dell'Associazione Kwizera è rivolta primariamente ai numerosi operatori italiani ma anche stranieri attivi nella diocesi di Byumba; ad essi  si chiede di concorrere con una percentuale anche contenuta dei fondi destinati alle  loro iniziative- Kwizera destinerà al Progetto il 5% dei fondi destinati al Rwanda per il 2017 - così da poter dare corso, tutti insieme,  alla realizzazione di un progetto, finanziariamente impegnativo ma dall’alto profilo ideale, quale la costruzione del nuovo monastero.Naturalmente saranno ben accetti anche i contributi di singole persone che condividono lo spirito del progetto.Per eventuali contatti diretti con la priora della comunità di Kamonyi, Madre M. Letizia, si potrà ricorrere a: clarisseskamonyi@yahoo.fr​​​.

domenica 13 agosto 2017

Aiutiamoli a casa loro: quando la realtà dei numeri supera ogni ideologismo

Questo video, anche se un po' datato e riferito in particolare alla realtà americana, aiuta a riflettere, con logica stringente, sul fenomeno migratorio, avendo come riferimento la realtà fattuale piuttosto che fuorvianti approcci ideologici, di qualunque colore essi siano. 


venerdì 11 agosto 2017

L' iniziativa "Non di solo pane vive l'uomo..." su Avvenire



Riportiamo il ritaglio stampa dell'articolo, a firma Laura Baradocchi, apparso nell'edizione di ieri di Avvenire, in cui viene ripresa l'iniziativa " Non di solo pane vive l'uomo..." dell'Ass. Kwizera a sostegno delle clarisse di Kamonyi.

mercoledì 9 agosto 2017

Le sfide che attendono Kagame

Vinte le elezioni con un plebiscitario 98,63%, essendosi spartiti il resto dei voti i due altri contendenti nella competizione elettorale, il presidente Paul Kagame si appresta a iniziare un nuovo settennato di governo del Rwanda. Le sfide che lo attendono non sono poche e sono state tutte chiaramente evidenziate dalle più autorevoli testate internazionali in sede di presentazione della recente tornata elettorale. Ne ha fatto una sintesi realistica The Economist in un suo articolo impietosamente intitolato Many Africans see Kagame’s Rwanda as a model. They are wrong, ( Molti africani vedono il Rwanda di Kagame come un modello. Si sbagliano), in cui, dopo aver riconosciuto gli indubbi meriti della governance rwandese  a partire dal 1994, evidenzia le criticità in tema di diritti e libertà democratiche, concludendo con un brutale benservito a Paul Kagame: "Dopo le elezioni  l'uomo forte del Rwanda dovrebbe ritirarsi con grazia". 
Non crediamo che Kagame aderisca al duro diktat del settimanale britannico, e ne avrebbe buon motivo non essendoci, allo stato, un’altra figura in grado di garantire al Rwanda una continuità degli standard attuali di vita civile in termini di sicurezza e di trend di sviluppo economico. Sbaglierebbe comunque a sottovalutare e tacitare, sull’onda della schiacciante vittoria, le critiche avanzate da più parti, opponendo i successi a livello di sviluppo economico e di sicurezza. 

martedì 8 agosto 2017

Padre Albanese: in Rwanda segni di democratizzazione "dal basso"

Segnaliamo questa interessante analisi di padre Giulio Albanese, grande esperto d'Africa, apparsa su Avvenire di sabato, dedicata alla tornata elettorale africana in cui è contenuto anche questo passaggio dedicato al Rwanda. Un'analisi, tutta ancora da riscontrare nella realtà, che nella sua estrema sintesi offre  un elemento di speranza. 
" ....vi sono elementi di novità che non andrebbero sottovalutati. Ad esempio, in un paese come il Ruanda, nonostante la leadership ininterrotta (dal lontano 1994, anno del genocidio) del regime di Paul Kagame – personaggio controverso, feroce con i dissidenti e responsabile di pesanti ingerenze militari nel vicino ex Zaire – si sta affermando un graduale processo di democratizzazione "dal basso", frutto della lenta ma sicura maturazione di un’opinione pubblica interna sensibile alla cittadinanza e al superamento dell’etnocentrismo politico. Il fatto che il governo di Kigali continui a essere saldamente nelle mani del Fronte patriottico ruandese (Fpr), grazie anche ai successi delle politiche di modernizzazione messe in atto in questi anni dal regime, non esclude scenari inediti alla narrazione giornalistica internazionale.Esiste, infatti, una resistenza democratica locale fatta di piccole realtà rurali e cittadine, espressioni eloquenti della società civile, che, con impegno e determinazione, silenziosamente, contribuisce a modificare i meccanismi di relazioni interetniche, rafforzando il ruolo socioeconomico dei territori e delle comunità autoctone. Si tratta di reti di solidarietà che nascono soprattutto tra i giovani e le donne, nuove mentalità di gestione e innovative pratiche di management sociale; gruppi informali i cui attori mutano e si diversificano costantemente, con una coscienza accresciuta dei loro diritti di cittadinanza".

domenica 6 agosto 2017

Plebiscito per Kagame, riconfermato presidente fino al 2024

Al solo fine di fare memoria dell'evolversi istituzionale del Rwanda ricordiamo che la Commissione elettorale nazionale rwandese ha reso noti i risultati delle elezioni presidenziali che si sono tenute venerdì 4 agosto.
I votanti sono stati oltre 6,7 milioni di rwandesi e i tre candidati in lizza hanno ottenuto questi risultati:
il presidente uscente Paul Kagame ha avuto 6,650,722, pari al 98,63 per cento dei voti;
il candidato indipendente Phillippe Mpayimana ha ottenuto il secondo posto con 49,117 voti (0,73 per cento);
il candidato Frank Habineza del Partito verde democratico Rwanda ha ottenuto 31,633 voti (0,47 per cento).
Le elezioni si sono svolte in un clima tranquillo, e i perdenti hanno riconosiuto la sconfitta.
Paul Kagame sarà presidente per i prossimi sette anni, così come previsto dalla riforma costituzionale approvata nel dicembre scorso, e potrà concorrere ai due successivi mandati che avranno una durata di cinque. Potrà quindi rimanere teoricamente alla presidenze fino al 2034, quando avrà 77 anni.

mercoledì 2 agosto 2017

Il nuovo Nunzio: il Rwanda ha bisogno di sacerdoti santi

mons. Andrzej Józwowicz
In attesa di formalizzare la presentazione delle proprie credenziali alle autorità rwandesi, il nuovo Nunzio, mons. Andrzej Józwowicz, ha avuto occasione di presentarsi alla Chiesa rwandese in occasione della solenne cerimonia, tenutasi  a Kabgayi il 22 luglio scorso, in cui sono stati ordinati 63 novelli sacerdoti.  Si celebrava anche il centenario dell'ordinazione dei primi sacerdoti rwandesi, Padre Donat Reberaho e padre Balthazar Gafuku, avvenuta nel mese di ottobre 1917.
Nell'occasione, mons. Józwowicz ha rivolto ai numerosi presenti,  a partire "dall'impressionante numero dei candidati al sacerdozio... segno molto eloquente della benedizione di Dio per il popolo del Ruanda" un forte richiamo "a proclamare la Buona Novella a tutti, ma soprattutto agli emarginati, ai poveri e alla gente afflitta che vivono nella periferia della vita umana". Ricordando le parole del connazionale, san Giovanni Paolo II, ha poi sottolineato l'importanza del ministero della misericordia e della riconciliazione, richiamando gli stessi sacerdoti  a  ricorrere a loro volta regolarmente alla propria  confessione personale e a una direzione spirituale.