"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


Visualizzazione post con etichetta Missione 2018 II. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Missione 2018 II. Mostra tutti i post

mercoledì 25 luglio 2018

Iniziati i lavori per la realizzazione di un Posto di sanità a Kisaro

Inizio dei lavori
Sono iniziati oggi i lavori per la costruzione di un Posto di sanità nella parrocchia di Kisaro.Si tratta di un presidio sanitario, da costruirsi secondo gli standard governativi che ne prevedono le specifiche dimensionale ed architettoniche, che dovrebbe garantire un servizio di prima consultazione e un dispensario di medicinali ai quasi 4000 abitanti dei villaggi di Rutabo, Rusumo, Kebere e altri, facenti parte della parrocchia di Kisaro.
Posa della prima pietra da parte di Marinella Poggi
All'inizio dei lavori hanno assistito il parroco abbé Lucien Hakizimana, la dottoressa Marinella Poggi e i referenti locali dell'Ass. Kwizera. Era altresì presente un rappresentante del Distretto.La costruzione si svilupperà su un terreno di circa 800 mq acquisito dalla parrocchia con il contributo dell'associazione e sarà composta da 4 locali per una superficie di circa 70 mq, oltre a un locale esterno che ospita i servizi igenici. 
La parte edilizia richiederà un investimento di circa 15.000 euro, compresi i costi di allacciamento per portare l'energia elettrica e l'acqua.Ancora da valutare è l'impegno economico per dotare la struttura delle dotazioni di arredo e di attrezzature mediche necessarie. L'opera è finanziata dalla dottoressa Marinella Poggi in memoria del marito, Alfredo Perotti, recentemente scomparso. All'entrata in funzione, prevista ad inizio autunno, il Posto di sanità entrerà a far parte dei servizi  sanitari gestiti  dalla Diocesi.  

Missione Kwizera 2018 II: dai batwa

Visita medica sul campo

Dal 10 luglio è in missione in Rwanda per conto dell'Ass. Kwizera, la dottoressa Marinella Poggi. Dopo aver trascorso i primi giorni presso il Centro di sanità di Muhura, per prendere contatto con la realtà sanitaria ruandese, Marinella si è trasferita domenica a Byumba. Lunedì mattina, accompagnata dai nostri referenti locali, Bernard, Pascasia  e l'agronomo Jean Claude, si è recata presso la comunità batwa di Kibali per rendersi conto di persona della situazione sanitaria venutasi a creare a seguito di una infezione di tungiasi che aveva colpito diverse persone, soprattutto bambini, come riferito in un precedente post. La situazione si è rivelata meno drammatica del previsto, in quanto le autorità civili erano intervenute somministrando le cure necessarie per contrastare l'infezione, per il tramite del vicino presidio sanitario.

Mai più a piedi nudi
Dal contatto con le famiglie delle comunità e dalle informazioni assunte in una sorta di censimento effettuato dai nostri referenti con l'appoggio di Delphine, l'universitaria batwa di cui abbiamo riferito già in passato, è emersa la necessità di fornire ai  bambini qualche forma di protezione dei piedi, le parti del corpo più facilmente aggredibili dalla pulce che porta la tungiasi. Per questo si è provveduto alla distribuzione di oltre 80 paia di zoccoli in plastica a tutti i bambini della comunità. Per fare il punto su eventuali ulteriori interventi presso la stessa comunità si è tenuto anche un incontro con il responsabile locale della Croce rossa, Jean Damas. Dall'incontro si è avuta la conferma che la Croce rossa cesserà con l'anno in corso di prestare assistenza, compito fin qui svolto in maniera egregia, alle quattro comunità batwa esistenti nelle diocesi di Byumba, per questo siamo stati sollecitati a confermare il nostro impegno nell'assistenza ai progetti agricoli in essere a Kibali, dove opera già in via continuativa il nostro agronomo Jean Claude.