"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


lunedì 28 novembre 2022

Oggi la Chiesa ricorda le apparizioni della Vergine a Kibeho

Oggi la Chiesa ricorda le apparizioni della Vergine a Kibeho (28 novembre 1981 – 28 novembre 1989) le prime, verificatesi in terra d’Africa, su cui la Chiesa ha espresso il suo riconoscimento, giudicandole autentiche, al termine di una lunga inchiesta e di un rigoroso processo canonico. Tratta dal libro "Dentro il Rwanda", proponiamo, qui di seguito, la storia delle apparizioni di Kibeho. 

La Madonna di Kibeho

Pochi sanno che il piccolo e tragico Rwanda, purtroppo assurto a esempio di quali livelli possa raggiungere la barbarie umana, può fregiarsi del privilegio di essere stato teatro dell’unica apparizione mariana riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa in Africa. Titolo di cui neppure le ben più famose apparizioni di Medjugorie si possono ancora fregiare. Allo scettico che si accosta all’argomento con indifferenza e distacco proponiamo di soffermarsi per un attimo su questa frase “un fiume di sangue, persone che si uccidevano a vicenda, cadaveri abbandonati senza che nessuno si curasse di seppellirli, un abisso spalancato, un mostro spaventoso, teste mozzate” e poi tornare con la memoria alle immagini trasmesse dai network internazionali in quel tragico 1994.Gli sembrerà la didascalia di quanto scorreva sul teleschermo di casa. Si tratta invece di quanto riferito da tre giovani studentesse del collegio di Kibeho dopo un’apparizione della Madonna del 15 agosto del 1982, ben dodici anni prima che quelle visioni trovassero la loro tragica concretizzazione. Era solo una delle numerose apparizioni della Madonna a Kibeho, un piccolo villaggio del Sud del Rwanda, avvenute tra il Novembre 1981 e il Dicembre 1983. E proprio a Kibeho quella profezia ebbe una tragica appendice nell'aprile dell'anno successivo, nel 1995, quando un sanguinoso intervento di repressione dell'esercito ruandese in un campo profughi procurò più di 4.000 morti.Tutto è iniziato il 28 Novembre 1981 quando una giovane studentessa del collegio di Kibeho, Alphonsine Mumureke, afferma di aver visto una signora di incomparabile bellezza che si presenta con il titolo di " Nyina wa Jambo " vale a dire, " Madre del Verbo ". Nel corso dei mesi successivi la Madonna apparve anche ad altre due ragazze Nathalie Mukamazjmpaka e Marie Claire Mukangango. Le apparizioni furono ufficialmente riconosciute tali dalla Chiesa il 29 giugno 2001 al termine di una lunga inchiesta e un rigoroso processo grazie alla preziosa e appassionata opera del compianto vescovo di Gikongoro, mons Augustin Misago.Delle tre veggenti Alphonsine Mumureke si è fatta suora e vive nel monastero delle clarisse cappuccine di Cotonou in Benin, Marie Claire Mukangango è stata uccisa con il marito durante il genocidio del 1994, mentre Nathalie Mukamazjmpaka vive a Kibeho come testimone di questi avvenimenti miracolosi. Proprio a Kibeho, sul piazzale retrostante la basilica, il 7 Agosto 2012 in occasione della Missione Kwizera, abbiamo avuto il privilegio di avere un commovente incontro con una delle testimoni di quelle apparizioni, Nathalie Mukamazimpaka, e incrociare quegli occhi che hanno visto la Vergine. Esperienza rivissuta, con altrettanta commozione, nel febbraio del 2017.Ad oggi il santuario di Kibeho costruito sui luoghi delle apparizioni, raggiungibile scendendo da Kigali fino a Butare e poi percorrendo un’ampia strada sterrata per una trentina di kilometri, non è particolarmente frequentato. Chi vi arriva per la prima volta, in un giorno feriale, rimane sorpreso di trovare il più famoso santuario africano pressoché deserto. Quando ci siamo stati, abbiamo incontrato qualche ragazzo sull’ampio sagrato, un paio di gruppetti di pellegrini bianchi e tutto intorno un silenzio surreale e un panorama in cui colline appena accennate, ben diverse da quelle che caratterizzano il Nord Rwanda, si stendono a perdita d’occhio soprattutto nelle parte sud che degrada verso il Burundi. Il governo ruandese, sempre attento ad ogni possibile fonte di entrate, intende però farne un possibile polo per lo sviluppo di un turismo religioso sensibile al richiamo di un luogo testimone dell'apparizione della Madonna, analogamente a quanto avviene in numerosi santuari mariani del vecchio continente. Per gli operatori turistici Kibeho potrebbe diventare un ulteriore polo di richiamo da affiancare alle destinazioni ormai affermate a livello mondiale come i gorilla del parco dei Virunga, piuttosto che la foresta di Nyunge o il parco savana dell’Akagera, peraltro piuttosto modesto rispetto agli altri parchi africani. Dopo il lancio ufficiale, ai turisti che arriveranno in Rwanda per visitare le richiamate attrazioni turistiche verrà offerta la possibilità anche di questo nuovo itinerario religioso, fornendo loro informazioni sugli eventi degli anni ottanta, sul successivo processo di riconoscimento formale delle apparizioni, consentendo soprattutto una pausa religiosa nell’accogliente santuario mariano, con le annesse prime strutture ricettive, che non attende altro che ospitare un numero sempre maggiore di pellegrini alla ricerca di una pausa di spiritualità nella casa della Nostra Signora dei dolori, come è conosciuta la Madonna di Kibeho.

lunedì 21 novembre 2022

Lettera aperta al prof. Melazzini neo direttore generale dell'Ospedale E. Morelli sul Progetto Italia-Africa-Italia

Illustre prof. Melazzini, 

anche noi, piccola associazione che opera in Africa, condividiamo l'entusiasmo con cui l'intera comunità locale ha accolto la sua  nomina a futuro direttore generale dell'Ospedale Morelli di Sondalo. Il nostro entusiasmo, che accompagniamo con i più fervidi voti augurali di buon lavoro per il suo impegnativo e sfidante incarico, nasconde un piccolo conflitto d'interessi che veniamo subito a rivelarLe. Dopo che avrà preso pieno possesso dei vari dossiers giacenti sulla sua scrivania e ne avrà individuate e avviate le soluzioni, Le chiediamo di trarre da qualche cassetto, dove giace da qualche anno, il Progetto Italia-Africa-Italia, Stage professionalizzante per giovani medici africani, Progetto pilota per il Rwanda, da noi presentato nel lontano 2017 e aggiornato nel 2021. In estrema sintesi si tratta di un Stage professionalizzante in area medica per un numero massimo di trenta giovani medici africani, provenienti dal Rwanda. Lo stage, della durata di sei mesi presso la struttura ospedaliera E. Morelli di Sondalo, si propone di offrire ai giovani medici neolaureati l’approfondimento a livello pratico, in una struttura ospedaliera di livello, delle nozioni apprese nel corso degli studi in medicina, oltre che l'opportunità di acquisire competenze formative da utilizzare al rientro per la preparazione di personale infermieristico. Lo stage potrà altresì prevedere momenti di approfondimento su specifiche specializzazioni, con particolare riferimento al trattamento della tubercolosi, specializzazione storica del Morelli, di cui si avverte la recrudescenza nei paesi africani, Rwanda compreso.

domenica 6 novembre 2022

L'elettricità arriva al 75% delle famiglie ruandesi

Secondo il Rwanda Energy Group (REG) il 74,5% delle famiglie ruandesi hanno oggi accesso all'elettricità: il 50,9% delle famiglie è connesso alla rete nazionale, mentre il 23,6% utilizza soluzioni off-grid, tra cui sistemi solari autonomi e mini-grid.Con una media di cinque persone per famiglia, oggi circa 10 milioni di ruandesi hanno accesso all'elettricità. L'energia, e in particolare l'accesso all'elettricità, è la priorità chiave del governo. Dal 1937, quando REGIDESO è stata fondata in Rwanda e nel 1957 quando è stata costruita la prima centrale elettrica in Rwanda fino all'anno 2000, l'accesso all'elettricità è stato considerato un privilegio raro per chi viveva nelle città, con solo 46.000 famiglie collegate. Nel 2009 è stato introdotto un programma speciale per implementare l'accesso all'elettricità, soprattutto nelle aree rurali, per aumentare il tasso di accesso nella comunità ruandese. Secondo REG, a quel tempo, solo il 6% delle famiglie ruandesi aveva accesso all'elettricità di rete. Secondo Ron Weiss, amministratore delegato di REG, il Rwanda dovrebbe essere in grado di portare a termine l'attuale piano di elettrificazione che prevede l'accesso all'elettricità di tutte le famiglie ruandesi  entro il 2024 quando il 70% delle famiglie sarà connesso alla rete mentre circa il 30% utilizzerà soluzioni off-grid.