"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


giovedì 4 agosto 2022

E' morto improvvisamente don Roberto Esposito Mpazayino

Padre Robert
La notizia è arrivata improvvisa ieri pomeriggio dal Rwanda: con una chiamata su WhatsApp  Don Paolo Gahutu annunciava la morte improvvisa di padre  Jean Marie Robert Esposito Mpazayino, noto a tutti come Padre Robert. Il 57enne, parroco a Ceppaloni in provincia di Benevento sarebbe stato colto da un malore che avrebbe reso inutili i primi soccorsi. Lo conoscevamo dal 1994, all'indomani della tragica conclusione della guerra civile ruandese, che oltre a centinaia di migliaia di mori provocò anche migliaia di profughi nei vicini Paesi africani, ma anche in Europa.Padre Robert fu uno di loro. Arrivò in Italia proprio allora, grazie alla Croce Rossa, unitamente ad altri due seminaristi: Cirillo, Paolo.  Sul finire del 1994, tutti e tre furono ospiti della comunità parrocchiale di Grosio, dopo che erano venuti in contatto con ragazzi della parrocchia, in occasione di un campo estivo a cui avevano partecipato per cominciare a imparare l’italiano.  I rapporti con la comunità di Grosio si consolidarono negli anni di seminario trascorsi a Roma. Dopo le ordinazioni sacerdotali, a cui presenziarono anche diversi grosini,  don Cirillo e don Roberto rimasero in Italia, mentre don Paolo, con coraggio e non senza qualche rischio, fece ritorno in Rwanda. Don Roberto ha svolto il suo ministero sacerdotale nella diocesi di Benevento. Vogliamo ricordarlo qui con le parole di ringraziamento che gli sono state rivolte dal sindaco di Ceppaloni, il 12 luglio scorso, in occasione del 25° anniversario di ordinazione sacerdotale: "ringrazio Padre Robert per il suo essere un parroco sempre partecipe con gioia, pace e amore, collaborativo con la sua comunità, sempre accanto agli ultimi, agli umili, agli ammalati aurandogli di proseguire il suo lungo cammino con il Signore e con il popolo di San Giovanni". 

mercoledì 3 agosto 2022

Governo delibera importante aumento degli stipendi del personale della scuola

Il Governo ruandese ha deciso un significativo intervento sugli stipendi del personale scolastico, comportante importanti aumenti per tutti gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie. Per gli insegnanti della scuola primaria l'aumento sarà  fino all'88% a decorrere da questo mese. Gli insegnanti delle scuole primarie con certificati A2 riceveranno  un aumento di stipendio dell'88%: la paga netta passerà  da Rwf 57.639 a Rwf 108.488, (il cambio attuale è di 1 euro= 1050Frw) mentre gli insegnanti con  un certificato A1 passeranno da Rwf 136.895 a Rwf 191.811, con un aumento del 40%. I titolari di laurea (A0), per la gran parte  insegnanti di scuola secondaria,  riceveranno 246.384 Rwf rispetto agli attuali 176.189 Rwf.    Il governo ha anche rivisto gli stipendi dei presidi e del personale di supporto: i dirigenti delle scuole secondarie (compresi i centri TVET) riceveranno 314.850 Rwf di retribuzione mensile, mentre le loro controparti della scuola primaria riceveranno 152.525 Rwf dagli attuali 101.681 Rwf.. Il governo ha altresì finanziato con  5 miliardi di Rwf l'Umwalimu Sacco, la cooperativa di risparmio degli insegnanti, per contribuire ad aumentare l'accesso ai finanziamenti. L'intervento del governo intende rendere più appetibile l'insegnamento, tenuto conto che con gli stipendi attuali si era creata una certa disaffezione tra gli insegnanti che in gran numero, fino a 1.000 al mese, lasciavano l'insegnamento per ricercare altre occupazioni.Per far fronte a una certa carenza di insegnanti, il governo ruandese ha siglato un accordo con quello dello Zimbawe per reclutare fino a 500 insegnanti di quel Paese, la cui selezione e' in corso in questi giorni.

martedì 2 agosto 2022

Dall'assemblea della SECAM un appello dei Vescovi africani sulle migrazioni

Riportiamo la parte relativa alle migrazioni del Messaggio rilasciato dalla XIX Assemblea Plenaria delle Conferenze Episcopali dell'Africa e del Madagascar (SECAM), tenutasi ad Accra in Ghana, dal 25 luglio all'1 agosto. 

Esortiamo i leader e i decisori socio-politici a mettere in atto le strutture e le condizioni che scoraggino la migrazione irregolare: buon governo, opportunità di lavoro, sicurezza multiforme, inclusione politica e sociale, promozione della giustizia sociale. Esortiamo i paesi di transito e di accoglienza a rispettare i diritti e la dignità umana dei migranti.

A tutti coloro che sono intenzionati a migrare, in particolare ai giovani che cercano di esercitare il loro diritto a migrare, esortiamo a farlo in un modo che sia accettabile dal punto di vista amministrativo e con la piena consapevolezza delle sfide che li attendono. Incoraggiamo i nostri giovani a non perdere la speranza e ad aggrapparsi a Dio attraverso una vita di santità.

Esortiamo le comunità cristiane a sviluppare una pastorale attiva per le migrazioni, che si articola in quattro fasi di azione: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. 

Desideriamo esprimere il nostro dolore nel vedere i nostri giovani lasciare i nostri paesi, sapendo che soffriranno e forse perderanno la vita e ci lamentiamo della nostra incapacità di impedire loro di partire.

Ci impegniamo ad adottare misure che incoraggino la loro libera scelta e quelle che li coinvolgano nella costruzione dei loro paesi.