"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


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giovedì 30 gennaio 2025

Anche questa volta si parte dall'asilo Carlin

Accompagnati da don Paolo e da don Cleto, il parroco di Nyagahanga, oggi ci siamo portati a Kagera, un pugno di case nel profondo della campagna ruandese, dove sorge dal lontano 2012 l’asilo Carlin di cui qui trovate tutta la storiaAd accoglierci le tre maestre, Esperance, Leocodie e Liberata, che da anni prestano qui il loro servizio, alle dipendenze della parrocchia a cui l’associazione Kwizera garantisce la corresponsione dell’intero onere retributivo oltre alle altre spese di gestione dell’asilo. C’era anche il capo della Centrale, la struttura di base su cui si articolano le parrocchie ruandesi, nonché il direttore del vicino Centro scolastico, sotto la cui sorveglianza il nostro asilo si appresta a finire dopo che ne sono stati verificati positivamente i requisiti richiesti dalle autorità civili per strutture del genere. C’erano ovviamente i bambini, circa una settantina, in numero inferiore rispetto al passato, quando superavano il centinaio, in conseguenza dell’apertura in zona di altro centro per l’infanzia.L’incontro è servito a verificare i bisogni della struttura che annualmente necessita di manutenzione: quest’anno è emersa la necessità di dotarsi, su richiesta delle autorità civili, di due servizi igienici per portatori di handicap che provvederemo a realizzare a breve. Va inoltre rifatta la targa con la foto di Carlin, in quanto ormai consunta, e programmare una recinzione della zona giochi per preservare le attrezzature che senza protezione sono soggette ad un veloce deterioramento.

Come l’anno scorso, le maestre hanno voluto riservarci un piccolo e simpatico segno di riconoscenza:25 uova, che abbiamo provveduto a consegnare alla cuoca della parrocchia di Mulindi, retta da don Paolo, dove siamo ospiti. Da parte nostra avevamo portato ai bambini dei dolci, che hanno golosamente consumato insieme alla bevanda a base di farina di sorgo che quotidianamente viene loro data a metà mattinata, ed alle maestre l’annuncio di un piccolo aumento del loro stipendio. Rileggendo le cronache del passato sembra il ripetersi delle solite scene, ma a ben pensarci è invece il perpetuarsi di una bella storia di solidarietà che vede la comunità grosina vicina e partecipe alla vita di una realtà lontana  e meno fortunata.


domenica 4 febbraio 2024

All'asilo Carlin

Il primo appuntamento della Missione 2024 ci porta all'Asilo Carlin di Kagera, che raggiungiamo la nuova strada ampia ed asfaltata che collega Rukomo a Nyaghanga. Sono lontani i tempi in cui la strada sterrata era un susseguirsi di buche ed avvallamenti che rendevano il viaggio un vero e proprio percorso si guerra. Ci accolgono le tre maestre, Esperance, Leocodie e Liberata, con i loro circa cento bambini. 
Ci viene confermato che la frequenza media, nel corso dell'anno, si attesta sulla novantina di bambini. Accompagnati dal parroco di Nyagahanga, don Cleto, e da don Paolo che di questa iniziativa è stato il promotore nel lontano 2010, ci intratteniamo con le maestre che ci aggiornano sulle esigenze dell'Asilo, in particolare sulla necessità di alcuni interventi manutentivi per mantenere la struttura pienamente efficiente. Le tre maestre ci esprimono il loro ringraziamento per la visita e la continua vicinanza con un piccolo segno di riconoscenza: un cesto colmo dei famosi ubunyobwa , una sorta di arachide locale, che porteremo con piacere a Grosio.


 

lunedì 3 aprile 2023

Grosio per l'asilo Carlin e per la missione di don Filippo in Mozambico

Anche questa volta, come l'anno scorso, la comunità di Grosio ha risposto con generosità alla chiamata da parte dell'Azione Cattolica locale che ha lanciato una raccolta fondi, attraverso una pesca benefica, a favore dell'Asilo Carlin, gestito in Rwanda dall'Associazione Kwizera odv, e di don Filippo, già vicario di Grosio, ora fidei donum in Mozambico. In totale sono stati raccolti 3.800 euro ( l'anno scorso erano stati 3.900 ) che saranno equamente divisi tra i due beneficiari. Non resta che ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in questa iniziativa che ha richiesto tempo per raccogliere gli oltre 450 regali messi in palio e per il  confezionamento dei relativi sacchetti. Ai partecipanti più generosi è stata regalata anche una copia del nostro libro "Dentro il Rwanda".

venerdì 9 settembre 2022

All'asilo Carlin

 Venerdì è dedicato alla visita all'Asilo Carlin, non prima di essere passati dalla casa parrocchiale di Nyagahanga dove incontriamo il nuovo parroco, don Cleto, una nostra vecchia conoscenza dai tempi in cui per le nostre missioni facevamo base al Petit Seminaire di Rwesero, dove appunto don Cleto insegnava. Per arrivare a 
Nyagahanga abbiamo percorso una strada ampia ed asfaltata, salvo alcuni tratti in via di ultimazione, lontano ricordo di quella pista sconnessa e piena di buche percorsa tante volte in passato. Anche la chiesa parrocchiale ha subito un restyling in vista del recente giubileo  in cui si è celebrato il 75° di fondazione della parrocchia. Abbiamo visitato il Centro parrocchiale, una realizzazione dell'Associazione nel lontano 2008, trovandolo ben tenuto. A Kagera abbiamo trovato la solita entusiastica accoglienza: anche se in pieno periodo di vacanze, le tre insegnanti hanno radunato ben 153 bambini e molti genitori. Un'accoglienza che non ha però fatto passare in secondo piano alcuni problemi che sono emersi recentemente nella gestione dell'Asilo. A partire dallo scoppio, qualche settimana fa, probabilmente causa il caldo, della cisterna da 10.000 litri che garantiva l'acqua igienico sanitaria per i bambini. Per arrivare al danneggiamento della recinzione dell'Otilia Park e della rottura delle altalene, causa la non eccelsa qualità dei materiali usati, di cui abbiamo interessato il costruttore e vedremo cosa potremo ottenere. Anche alla luce di questi fatti, forse evitabili con una più una attenta cura e vigilanza, abbiamo richiesto un maggior coinvolgimento dei genitori che dovrebbero garantire, nell'arco dell'anno 2/3 giornate ciascuno come vigilanti e manutentori, salvo che si accollino una piccolissima sorta di retta mensile per la frequenza di 300 Frw ( meno di mezzo euro). Con don Cleto abbiamo affrontato questi problemi e siamo certi che vi porremo rimedio perchè l'Asilo continui ad essere uno strumento efficace al servizio della comunità locale che, ricordiamolo, vive in uno dei contesti più difficili della realtà ruandese, quella delle campagne più profonde. 

giovedì 21 gennaio 2021

All'asilo Carlin si affianca il parco giochi Otilia Park

Lunedì ha riaperto, dopo un lunga chiusura dovuta al lockdown, l'asilo Carlin di Kagera. Gli 83  bambini, che si sono presentati di primo mattino alla riapertura, hanno avuto la sorpresa di trovare un asilo nuovo. Infatti, il periodo di chiusura è servito per una manutenzione completa della struttura, oltre che per apportare delle implementazioni significative. Innanzitutto, sono stati realizzati due nuovi servizi igienici, visto che i vecchi, di tipo tradizionale africano ( una buca in terra), erano piuttosto fatiscenti e scarsamente comodi per i bambini, proteggendoli con una cinta muraria.
La realizzazione dei nuovi servizi è stata richiesta anche per adeguare la struttura alle norme igieniche richieste dalle autorità per contrastare la pandemia da Covid che, seppure meno mortale che da noi ( sono, ad oggi, solo 148 i morti da covid in tutto il Rwanda, su 12 milioni di abitanti), ha richiesto misure di contrasto non meno drastiche delle nostre: da due settimane sono diventate ancora più restrittive, raggiungendo limiti come nelle nostre zone rosse. 
Ma la sorpresa più importante per i bambini è stato il parco giochi che è stato realizzato a fianco dell'asilo. Dopo aver delimitato lo spazio dedicato ad area giochi, con una recinzione in legno, sono state installati: una doppia altalena a quattro posti, un doppio mini scivolo, un'altalena basculante e una sabbionaia. E' solo l'inizio di quello che  l'Associazione Kwizera ha voluto battezzare Otilia Park, in ricordo della maestra Otilia Muscetti Rodigari, munifica benefattrice delle attività associative in Rwanda. Così nel villaggio di Kagera, nella profonda e povera  campagna ruandese, la presenza di Grosio diventa sempre più visibile: a fianco dell'asilo Carlin adesso abbiamo l'Otilia Park, segni di una vicinanza che la comunità grosina mai ha fatto venir meno nel tempo, a partire dall'edificazione dell'asilo nel 2011, permettendo all'Asilo Carlin di svolgere un'importante funzione sociale ed educativa in quella comunità. Basti pensare che, per stessa ammissione delle autorità civili del settore (unità amministrativa di base) i bambini che hanno frequentato l'asilo sono tra i migliori quando passano a frequentare la vicina scuola elementare.  

martedì 5 febbraio 2019

All'asilo Carlin

Il responsabile Educazione del Distretto intrattiene i genitori
Le tre insegnanti con i volontari di Kwizera
All'arrivo a Kagera, l'ampio prato antistante l'asilo era animato come non mai: c'erano numerosissimi bambini, non solo quelli dell'asilo, ma anche moltissimi adulti. L'arcano ci è stato prontamente chiarito, quando si è presentato il responsabile dell'Educazione del distretto di Gatsibo, comunicandoci che quelli che vedevamo seduti sul prato erano i genitori dei frequentanti l'asilo. Si trattava di una sorta di comitato di accoglienza per salutare il nostro arrivo, ma anche un momento d'incontro per confrontarsi sul funzionamento dell'asilo e dei suoi bisogni. Infatti, mentre i 162 bambini presenti all'asilo gustavano i pan dolci locali, che come di consueto avevamo portato loro,  questa volta accompagnati da brik di latte forniti dalle autorità statali, sulla prato di è tenuta una sorta di assemblea pubblica sull'asilo. Il rappresentante del distretto, nel ringraziare l'Associazione Kwizera per la realizzazione e la gestione dell'asilo, né ha sottolineato l'importanza educativa, confermando come i bambini usciti dall'Asilo Carlin si distinguano, rispetto agli altri alunni, quando passano alla vicina scuola elementare. Un bel riconoscimento per le tre maestre che prestano con dedizione la loro opera; basti pensare che una delle tre era in servizio portando sulle spalle l'ultimo figlio, nato appena due settimane fa. Anche accogliendo una nostra proposta formulata l'anno scorso, i genitori hanno anche formato un comitato di gestione, a cui il rappresentante del distretto ha raccomandato un fattivo impegno nel vigilare sui bisogni dell'asilo: per esempio avendo cura di segnalare gli interventi manutentivi necessari a garantire efficienza alla struttura. E qualche cosa in tal senso andrà indubbiamente fatto, se si vuole che l'asilo Carlin garantisca un buon servizio. In questo non mancherà il supporto della comunità di Grosio (So), che mai in questi anni ha fatto mancare il proprio appoggio con contributi economici, anche in occasione della diffusione del calendario 2019 dedicato proprio alll'Asilo Carlin, e materiali, come i vestitini per bambini che abbiamo potuto portare anche quest'anno.

giovedì 3 gennaio 2019

Il calendario 2019 dell'Ass. Kwizera dedicato all'Asilo Carlin

Ha riscosso molto interesse, soprattutto nella comunità di Grosio, il calendario 2019 dell'Associazione Kwizera, dedicato quest'anno all'Asilo Carlin di Kagera nella parrocchia di Nyagahanga. I mesi sono scanditi dalle immagini della vita quotidiana dell'asilo, ormai frequentato ogni giorno da più di 100 bambini, con punte che arrivano anche oltre i 120. Come in occasione dell'ultima missione 2018, quando, ad attenderci, oltre alle tre maestre, c'erano ben 128 bambini. Per l'accoglienza, sempre molto festosa e vociante, si erano radunati in una delle tre aule di cui è composto l'asilo. Qui abbiamo consegnato un po' di materiale didattico, oltre che alcune attrezzature per qualche piccolo lavoro agricolo. Come l'anno scorso, abbiamo anche recapitato un certo numero di capi di abbigliamento per bambini, raccolti tra le mamme di Grosio, successivamente distribuiti dalle maestre ai bambini più bisognosi.Un gesto che  conferma come questa iniziativa, a suo tempo promossa dal compianto Carlin Rodolfi, sia entrata nel cuore dei grosini che non fanno mancare il loro sostegno, nel corso dell'anno, così da permettere all'Ass. Kwizera di pagare gli stipendi alle tre maestre, oltre che offrire ai bambini a mezza mattina una tazza di latte, piuttosto che una banana o una sorta di pane dolce. Questo spuntino di mezza mattina consente di  contrastare i casi più gravi di malnutrizione che, nelle campagne più isolate, come è il caso di Kagera,  ancora purtroppo fanno capolino, soprattutto tra i più piccoli.In occasione della nostra visita abbiamo portato oltre a  una dolcetto, anche qualche pannocchia che, come testimonia una delle foto del calendario, ha raccolto  un certo apprezzamento tra i bambini. Alla fine della nostra visita, poichè l'asilo si tiene solo al mattino,quando ormai si era a mezzogiorno, le maestre hanno dato il via libera per il ritorno a casa. Tutti si sono incamminati verso casa, che non era proprio dietro l'asilo, sobbarcandosi anche lunghi tragitti tra i campi della zona.Anche questo momento è stato immortalato in una foto che illustra il calendario. 

giovedì 22 febbraio 2018

All'asilo Carlin di Kagera


E' sempre una bella festa tornare all'Asilo Carlin di Kagera. Questa volta, ad attenderci, oltre alle tre maestre, c'erano ben 128 bambini. Per l'accoglienza, sempre molto festosa e vociante, si sono radunati in una delle tre aule di cui è composto l'asilo. Qui abbiamo consegnato un po' di materiale didattico, oltre che alcune attrezzature per qualche piccolo lavoro agricolo. Come l'anno scorso, abbiamo anche recapitato un certo numero di capi di abbigliamento per bambini, raccolti tra le mamme di Grosio, che verrano poi distribuiti dalle maestre ai bambini più bisognosi.
Un gesto che  conferma come questa iniziativa, a suo tempo promossa dal compianto Carlin Rodolfi, sia entrata nel cuore dei grosini che non fanno mancare il loro sostegno, nel corso dell'anno, così da permettere all'Ass. Kwizera di pagare gli stipendi alle tre maestre, oltre che offrire ai bambini a mezza mattina una tazza di latte, piuttosto che una banana o una sorta di pane dolce. Questo spuntino di mezza mattina consente di  contrastare i casi più gravi di malnutrizione che, nelle campagne più isolate, come è il caso di Kagera,  ancora purtroppo fanno capolino, soprattutto tra i più piccoli.In occasione della nostra visita abbiamo portato una dolcetto, che, come testimonia la foto qui a fianco, ha raccolto  un certo apprezzamento tra i bambini.Alla fine della nostra visita, poichè l'asilo si tiene solo al mattino,quando ormai si era a mezzogiorno, le maestre hanno dato il via libera per il ritorno a casa. Tutti si sono incamminati verso casa, che non era proprio dietro l'asilo, sobbarcandosi anche lunghi tragitti tra i campi della zona 



domenica 5 febbraio 2017

All'asilo Carlin il ricordo di Claudia

Venerdì giornata dedicata alla visita all’asilo Carlin di Kagera. Raggiungerlo è stato difficoltoso perché l’inizio della stagione delle piogge ha reso il viaggio sulle piste sterrate della campagna rwandese; anche se sono lontani i tempi in cui  più che di piste si doveva parlare di tracciati, in cui l’acqua piovana defluente dalle colline lasciava profondi solchi in cui inevitabilmente le ruote della jeep si andavano ad impantanare. Anche un improvvisato ponte fatto di tronchi, che al villaggio davano pericolante, non è riuscito a interrompere la  marcia di avvicinamento a Kagera. Qui, si era ormai alle undici , ci accoglieva un  pallido sole che l’aveva avuta vinta sui nuvoloni del mattino, e  i bambini dell’asilo intenti nelle loro attività sotto gli occhi attenti delle due maestre, essendo la terza assente per gravidanza. Oggi sono arrivati in 103, ci sono giorni però che sono anche solo un’ottantina.L’accoglienza è come al solito festosa: sanno che riserviamo sempre anche qualche sorpresa per loro. Oggi, oltre al pan dolce che prendono solitamente, abbiamo loro portato delle pannocchie cotte che avevamo acquistato da un contadino lungo il percorso. Da Grosio abbiamo portato anche una grande valigia di indumenti, raccolti dalle giovani mamme grosine, che le insegnanti si premureranno di distribuire loro nei prossimi giorni secondo necessità. Un po’ di materiale scolastico e qualche gioco completava la piccola fornitura.
Nell’occasione abbiamo anche voluto ricordare la giovane Claudia Bordoni, la mamma grosina tragicamente scomparsa nel corso del 2016 con le due gemelline che portava in grembo, alla cui memoria i suoi coscritti hanno voluto elargire un cospicuo sostegno all’asilo Carlin. Una foto della giovane mamma è stata appesa al di sopra del grande cartello di ringraziamento alla comunità di Grosio, da sempre vicina all’asilo che porta il nome del grosino Carlin Rodolfi, che compare in una delle  tre aule dell’asilo. Da oggi  sarà l’aula di Claudia.

mercoledì 25 maggio 2016

I bambini dell'asilo Carlin danno il loro addio a Claudia


Il saluto dei bambini dell'asilo Carlin di Kagera a Claudia, la giovane mamma morta in gravidanza unitamente alle due gemelline che portava in grembo. I suoi coscritti hanno voluto ricordarla destinando una somma significativa a sostegno dell'asilo Carlin.

sabato 14 maggio 2016

Il sorriso di Claudia rivive in quello dei bambini dell'asilo Carlin

Il sorriso solare di Claudia Bordoni, la giovane mamma di Grosio morta tragicamente in gravidanza, unitamente alle due gemelline che portava in grembo da sei mesi, rivivrà nel sorriso dei bambini dell’asilo Carlin di Kagera. 
Infatti, dopo il caloroso saluto che la comunità grosina ha voluto riservare alla giovane mamma nel giorno dei funerali (leggi qui), i suoi coscritti della classe 1979 hanno destinato una cospicua somma appunto all’asilo che la comunità grosina sostiene da qualche anno in Rwanda, per il tramite dell’Associazione Kwizera Onlus. 
 Nel sorriso dei bambini che frequentano l’asilo, mamma Adele e papà Giuliano, unitamente al fratello Giuliano, potranno, forse, rivivere quello della loro cara Claudia e quello delle due piccole creature che tragiche negligenze e superficialità non hanno permesso di sbocciare.
 La speranza è che quando i genitori di Claudia incroceranno quei sorrisi, pur lontani,  il loro dolore possa, anche  per un breve momento, trovare conforto nella gioia di questi bambini che, anche grazie a Claudia, si affacciano al mondo con rinnovata speranza.

giovedì 25 febbraio 2016

Dai bambini dell'asilo di Kagera un grazie a una persona speciale

Una chiusa stanza di Tiolo, frazione di Grosio, e un asilo sperduto nelle campagne rwandesi oggi hanno vissuto un momento di vicinanza. Seppur a oltre 9000 km di distanza, l’eco di quel “Grazie Chiara”, scandito dai piccoli bimbi che frequentano l’asilo Carlin di Kagera, deve per forza essere arrivata alle orecchie sempre attente di Chiara Ghilotti, la quarantaquattrenne grosina immobilizzata a letto dall’età di 23 anni, quando un grave incidente stradale la privò di tutte le facoltà motorie rendendola praticamente paralizzata. Di Chiara, gli amici che la frequentano conoscono la vivacità intellettuale e la profonda umanità, gli altri ne hanno potuto gustare le qualità artistiche che trasfonde nei bei disegni che lei tratteggia con il solo uso della bocca.
In occasione dell’annuale missione Kwizera un appuntamento d’obbligo è appunto all’asilo intitolato al grosino Carlo Rodolfi, dove un centinaio di bambini, sotto la vigilanza di tre maestre, quest’oggi ci hanno accolto  unitamente al parroco di Nyagahanga, don Deogratias, e don Paolo Gahutu, che tanti grosini conoscono e che di  Chiara è amico.
Proprio in forza di questa amicizia e della vicinanza di Chiara all’asilo Carlin, che ha voluto sostenere anche recentemente,   proprio in onore di Chiara abbiamo fatto una piccola sorpresa agli ospiti dell’asilo portando a ciascuno di loro un piccolo dolce. Al nostro arrivo, tutti i bambini hanno interrotto i giochi che stavano svolgendo sul prato antistante l’asilo per precipitarsi verso le jeep  degli ospiti. C’è voluta tutta la capacità e la pazienza delle tre maestre, due delle quali si portavano sulla schiena alla maniera africana un figlio piccolo, per riportare un po’ d’ordine e iniziare le cerimonie di saluto agli ospiti e successivamente procedere alla distribuzione dei dolce, non prima di aver intonato diversi “Grazie Chiara”, che abbiamo prontamente inviato a Chiara, ma che non siamo certi lei abbia ricevuto, visto il luogo da dove partiva il messaggio.
Nella successiva visita alle aule abbiamo però fatto una strana scoperta: un piccolo piagnucolante si nascondeva fra i banchi  e non c’era verso di farlo uscire.Il motivo? Aveva paura di quel  essere mai visto prima con la pelle bianca e i peli sulle braccia. Sì non aveva mai visto l’umuzungu, come i rwandesi chiamano noi bianchi.

martedì 23 febbraio 2016

Lettera aperta a un amico di AC sulle migrazioni

Domenica prossima a Sondrio si terrà l’assemblea diocesana dell’Azione Cattolica dal titolo “Mille volti un Volto” sul tema delle migrazioni. Su questo appuntamento abbiamo inviato questa lettera al presidente della sezione parrocchiale del nostro paese.
 Carissimo,
sicuramente non mancherai all’assemblea diocesana incentrata sul problema migratorio, con particolare riguardo all’accoglienza dei migranti. Al riguardo, visto che nel programma si sollecitano testimonianze su esperienze di accoglienza nelle parrocchie, vorrei offrirti uno spunto di riflessione che, se vorrai, potrai portare all’attenzione degli associati. L’accoglienza di cui ti voglio parlare è quella che bisognerebbe riservare anche a questo  grido “Non fatevi ingannare dall’illusione di lasciare i vostri Paesi alla ricerca di impieghi inesistenti in Europa e in America” lanciato da Mons. Nicolas Djomo,Vescovo di Tshumbe e Presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, nel discorso di apertura della riunione della Gioventù Cattolica Panafricana che si tenuta a Kinshasa dal 21 al 25 agosto 2015. “Utilizzate i vostri talenti e le altre risorse a vostra disposizione per rinnovare e trasformare il nostro continente e per la promozione della giustizia, della pace e della riconciliazione durature in Africa…..Voi siete il tesoro dell’Africa. La Chiesa conta su di voi, il vostro continente ha bisogno di voi” ha rimarcato il Vescovo.
Parole chiare, che non avendo avuto, purtroppo, modo di leggere nè su Avvenire né sul nostro settimanale diocesano,  saranno  sconosciute a te come  alla gran parte dei presenti all’assemblea e che vanno ad aggiungersi a precedenti prese di posizione dell'episcopato africano in materia di migrazioni e che hanno anticipato di qualche mese queste altre, che nel solco del magistero della Chiesa, sono contenute nel Messaggio per l’ultima Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato  di papa Francesco: "La Chiesa affianca tutti coloro che si sforzano per difendere il diritto di ciascuno a vivere con dignita', anzitutto esercitando il diritto a non emigrare per contribuire allo sviluppo del Paese d'origine".
Queste parole sono incarnate nei volti delle persone che ho incontrato in questi giorni in cui, con altri due volontari dell’Associazione Kwizera, mi trovo per una breve missione di due settimane in Rwanda. Volti che, come ci siamo più volte ripetuto in questi giorni anche con sacerdoti rwandesi, non sono più quelli di una quindicina di anni fa, all’inizio delle nostre attività associative in questo paese africane. Perché nel frattempo questo paese, mettendo a frutto, con una gestione corretta, gli aiuti ricevuti da istituzioni e privati, da cui peraltro si sta progressivamente affrancando, ha orgogliosamente intrapreso un grande percorso per creare un’organizzazione statuale e uno stato sociale idonei a creare le condizioni perché il diritto a rimanere non sia un vuoto slogan, ma una reale alternativa, e la tentazione di migrare non faccia breccia nei giovani rwandesi che, in effetti, non sono tra i migranti che sbarcano dai barconi. Nonostante la riconosciuta abilità e gli effettivi meriti della governance uscita dalla tragedia del 1994, credo che l’attuale situazione del Rwanda, un’Africa in sedicesimo, si alimenti anche di ragioni più profonde. Il Rwanda, in cui il Vangelo è arrivato all’inizio del secolo scorso, è forse il paese africano con la maggiore percentuale di cristiani ( cattolici e protestanti rappresentano circa il 90% della popolazione) ed è anche il paese in cui l’annuncio evangelico portato dai missionari, facendo breccia nell’originario animismo, è arrivato a permeare l’intera società che ha saputo esprimere un clero locale ormai autosufficiente e alimentare opere sociali ( scuole, centri di sanità ecc) che sono le salde fondamenta su cui si è costruito il Rwanda a partire dall’indipendenza.
Concludo. Quale alternativa  proponiamo a quel 99,7%, del miliardo e 150 milioni circa di africani che abitano il continente, che decide di esercitare il proprio diritto a vivere dignitosamente nella propria terra d’origine?
Recidere le proprie radici per imbarcarsi in un viaggio della speranza, a cui la migliore delle accoglienza nulla può garantire se non  una poco onorevole sopravvivenza ai margini della società occidentale, o aiutare gli altri paesi a mutuare, magari migliorandolo ulteriormente, il modello  del Rwanda, traendo, la ove esiste, ispirazione e slancio da una cultura permeata dall’annuncio evangelico? 
E noi come possiamo porci di fronte alla sfida delle migrazioni: aspettare sul bagnasciuga i nuovi arrivi in una pastorale dell’accoglienza che sembra dimenticare chi quel mare non vuole attraversare, o muoversi verso quelli che restano quaggiù, da dove ti scrivo, dove il tuo predecessore alla presidenza dell’AC parrocchiale, Carlin Rodolfi, ha lasciato il segno del fare azione cattolica, promuovendo la costruzione dell’asilo che oggi porta il suo nome.
Tuo m.g.

lunedì 8 febbraio 2016

Missione Kwizera 2016

Inizierà martedì 16 febbraio la Missione 2016 dell'Associazione Kwizera, composta da tre volontari Angelo B., Franco S. e Martino G.. La prima settimana sarà dedicata in particolare alla verifica della situazione dei bambini  inseriti nel Progetto Adozioni con incontri che si terranno da mercoledì a venerdì a Byumba e sabato a Nyinawimana. Nel pomeriggio di sabato a Rwesero potrà tenersi la cerimonia della consegna delle borse di studio del Progeto JMV, agli studenti meritevoli e bisognosi del Petit Seminaire di Rwesero. Domenica a Mutete ci sarà un incontro con il gruppo pilota del Progetto Mikan Pig per verificare lo stato del progetto.
 Lunedì mattina si terrà il consueto incontro con i parroci della diocesi di Byumba per confrontarsi sui possibili interventi che l'Associazione Kwizera potrà sostenere nel corso del 2016 alla luce delle istanze che saranno espresse dai responsabili delle comunità parrocchiali.
Mentre Angelo e Franco faranno ritorno in Italia nella serata di martedì 23 febbraio, Martino si tratterrà in Rwanda fino al primo marzo. Nella settimana è previsto un sopralluogo all'asilo Carlin di Kagera per definire al meglio il servizio di refezione ai bambini e alla Chiesa di Bugarama per fare il punto degli interventi manutentivi realizzati in corso d'anno. Se possibile sarà programmata una visita alla parrocchia di Matimba per un incontro con i gruppi locali inseriti nel Progetto Mikan. Altre iniziative sul territorio potranno essere definite durante la Missione.
Confidiamo di poter tenere un diario della missione sul blog e sul sito dell'Associazione, compatibilmente alla disponibilità dei collegamenti internet.  

lunedì 22 giugno 2015

Una tazza di latte per i piccoli ospiti dell'asilo di Kagera


Primo giorno di distribuzione di una tazza di latte ai piccoli frequentatori dell'asilo Carlin di Kagera.  C'è voluto molto tempo; purtroppo questi sono i tempi africani anche per un piccolo servizio  come questo. Alla fine però, dopo aver valutato diverse ipotesi, ha preso corpo questo piccolo intervento: fornire a mezza mattina una tazza di latte ai circa centocinquanta bambini che frequentano l'asilo di Kagera. Giornalmente un adetto porta in bicicletta dalla parrocchia di Nyagahanga fino a Kagera, a oltre mezzora di viaggio, un paio di contenitori di latte, così da consentirne la distribuzione ai piccoli frequentatori dell'asilo che quando, a fine mattinata, fanno ritorno a casa non sempre hanno la  certezza di trovare in tavola qualcosa da mangiare. Al latte, durante la settimana, potrà alternarsi la distribuzione di frutta o una specie di focaccia.L'esperimento andrà avanti fino alla fine del corrente anno scolastico, poi sulla base delle risultanze si valuterà se riproporlo e in quali forme, eventualmente anche con il coinvolgimento, in qualche forma, dei genitori. 

venerdì 19 giugno 2015

Il piccolo Joel potrà restare in Belgio ancora per un anno

Il Piccolo Joel potrà rimanere in Belgio ancora per un anno per curarsi.L'Ufficio Stranieri belga ha, infatti,  deciso di concedere un permesso di soggiorno di un anno al piccolo Joel Munezero  e a sua madre. E' andata a buon fine la petizione promossa dai genitori dei compagni di scuola del piccolo Joel. Crediamo che anche l'appello degli amici dell'asilo Carlin fatto alla regina madre Paola abbia concorso a questo risultato positivo.Avevamo avuto, infatti, assicurazioni che la Regina avrebbe preso a cuore il caso, dopo che  un dossier sulla vicenda era stato richiesto dalla segreteria della sovrana. Il tutto è avvenuto grazie ai buoni uffici dell'amico Bruno Ciapponi, "ambasciatore" in Valtellina della Sovrana.Per questo siamo sinceramente grati a S.A.R. la regina madre Paola.
Murakoze cyane!

mercoledì 3 giugno 2015

Appello per il piccolo Joel

A Sua Maestà Paola Ruffo di Calabria

L'asilo Carlin
In questi giorni un bimbo rwandese di cinque anni, Joel Munezero, affetto di una grave e rara malattia, ha ricevuto, unitamente alla mamma Peace, un ordine di lasciare il Belgio dove risiede dall’età di un anno per essere sottoposto a cure mediche. 
Ci uniamo alla petizione avanzata dai  genitori della scuola comunale JJ Michel, Saint-Gilles, Bruxelles, frequentata da  Joel, perché gli sia consentito  di proseguire nelle cure,  che ha fin qui ricevuto presso l'Ospedale Universitario  Regina Fabiola per bambini a Bruxelles, il cui venir meno metterebbe a repentaglio la vita stessa del piccolo Joel. 
Maestà, questo appello giunge da Grosio, paese che Lei conosce e di cui sarà graditissima ospite il prossimo settembre, da un gruppo di amici del Rwanda. Nel paese delle mille colline la comunità grosina sostiene una scuola materna, l’Asilo Carlin di Kagera, frequentato da tanti  piccoli Joel. 
Per questo facciamo appello alla Sua materna sensibilità perché il piccolo Joel possa restare in Belgio e proseguire le sue cure.
La preghiano di accogliere, Maestà , l’espressione del nostro profondo rispetto.

Gli amici grosini dell’Asilo Carlin di Kagera-Rwanda



POUR LA REGULARISATION DE JOEL, 5 ANS, GRAVEMENT MALADE, ET SA MAMAN, MENACES D'EXPULSION VERS LE RWANDA !

Catégorie : Droits de l'Homme

Nederlandse versie hieronder - OBJECTIF: 10.000 signatures d'ici mardi 2 juin au soir ! Faites circuler sans compter!
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Nous, parents de l'école communale JJ Michel, à Saint-Gilles, Bruxelles, avons appris que Joël et sa maman, Peace, ont reçu un ordre de quitter le territoire. Rwandais, ils sont arrivés en 2010 en Belgique, grâce à un visa médical, pour faire soigner Joël alors âgé d'un an. Atteint d'une maladie rare et grave – la dysplasie osseuse, Joël a déjà subi de nombreux traitements : le port d'un corset plâtré jour et nuit, une opération de la colonne et tout récemment, une intervention chirurgicale de rallongement d’une des deux jambes à l'Hôpital Universitaire Des Enfants Reine Fabiola à Bruxelles. Les médecins belges estiment que s'il retourne au Rwanda, Joël risque un décès précoce, causé par une insuffisance respiratoire, les soins spécialisés n'y étant pas disponibles. La maman de Joël a donc fait une demande de titre de séjour. Mais l'Office des Etrangers refuse de tenir compte de l’avis des médecins qui suivent Joël et a décidé de le renvoyer avec sa maman dans leur pays d’origine. 

martedì 18 febbraio 2014

Ritorno alla chiesa di Bugarama e poi a Nyagahanga

Non poteva mancare, pur in una missione breve come l’attuale, una tappa alla chiesa di Bugarama, la chiesa dell'Associazione Kwizera in Rwanda. Anche se preavvisati all’ultimo momento, i parrocchiani della collina si sono fatti trovare numerosi all’appuntamento di domenica mattina. Don Paolo e don Deogratias, il parroco della parrocchia di Nygahanga, hanno celebrato la messa, durante la quale sono stati amministrati anche sei battesimi ad altrettanti bambini. Quella dell’amministrazione dei battesimi, ogni volta che passa da queste parti una missione Kwizera,  sta diventando  una simpatica tradizione, tanto che nel saluto finale ci siamo permessi la battuta che l’Associazione può ritenersi padrina di tutti questi neo batezzati. Dopo la santa  messa non è mancata una visita al centro parrocchiale di Nyagahanga, particolarmente animato.Sul campo sportivo c’era in corso un incontro di pallone tra la squadra locale e quella di Ngarama; per la verità il livello del gioco era piuttosto scadente con un’impostazione che da noi si direbbe alla viva il parroco. Nei locali invece del centro era in atto una riunione di un folto gruppo di giovani per una giornata di formazione pastorale. Successivamente una riunione operativa ha passato in rassegna le attivita' chesi intendono promuovere a favore dell'asilo Carlin di Kagera, in particolare per quanto attiene un sostegno alimentare ai bambini che frequentano le tre classi su cui si articola l'attivita' della scuola materna.

lunedì 9 dicembre 2013

La comunità di Grosio rinnova il proprio sostegno all’asilo Carlin di Kagera

L'asilo Carlin
L’asilo di Kagera in Rwanda, intitolato a Carlin, il compianto Carlo Rodolfi, ha trovato nella comunità grosina uno sponsor   generoso che, dopo averne sostenuto, unitamente ad altri benefattori coordinati dall'Associazione Kwizera, la realizzazione, lo ha nei fatti adottato facendosi  carico degli oneri della sua gestione, che la parrocchia di Nyagahanga, a cui fa capo l’asilo, non sarebbe in grado di sostenere. Già dallo scorso anno, infatti, grazie alla generosità dei grosini, l’asilo ha potuto disporre dei fondi necessari per il suo funzionamento. In particolare, è stato garantito lo stipendio   delle tre maestre che hanno in carico i 109    bambini che frequentano l’asilo; si tratta di uno stipendio pro capite che ammonta a poco più di venti euro mensili, quanto guadagna un agricoltore. Anche per il nuovo anno scolastico che inizierà a gennaio, l’asilo Carlin potrà contare sul sostegno grosino. Infatti, con la bancarella organizzata dai ragazzi dell’Azione cattolica grosina, il giorno dell’Immacolata,   sono stati raccolti fondi sufficienti  a garantire lo stipendio alle brave maestre e di mettere in campo anche altre iniziative.  La risposta generosa dei grosini permette, infatti, di realizzare un auspicio espresso da don Paolo Gahutu, promotore di questa splendida iniziativa quando era parroco di Nyaghanga,  in occasione dell’ultima missione estiva dei volontari dell’associazione Kwizera, quando, aderendo alla sollecitazione dei genitori, aveva avanzato la proposta di fornire ai bambini un  pasto a  mezzogiorno. Usualmente nelle campagne si mangia qualcosa al mattino e un pranzo a base di riso, fagioli e verdure alla sera, quindi il pranzo di mezzogiorno non è previsto; il problema è che molti di quei bambini spesso non trovano una cena adeguata nelle rispettive famiglie. Kagera si trova, infatti, nel profondo della campagna del Rwanda, zone dove capita ancora di imbattersi in qualche caso di denutrizione, evidenziato dalle pance gonfie dei bambini. Per questo motivo, Don Paolo si propone di fornire una scodella di una specie di semolino, fatto di farina di soia, sorgo e mais, con un buon   valore nutrizionale, a ciascuno di questi bambini. Si rende quindi   necessario approntare anche un posto di cottura e acquistare il materiale necessario: pentolame e tazze. I fondi che avanzeranno potranno servire per  la realizzazione di qualche divisa scolastica per i bambini, piuttosto che per gli interventi di minuto mantenimento della struttura, affinchè  si mantenga nel tempo resistendo, non tanto alle intemperie, quanto piuttosto all’inevitabile usura prodotta dalle cento piccole pesti che la frequentano quotidianamente.