"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


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sabato 1 settembre 2012

Rassegna stampa

                                                    Da il Settimanale della Diocesi di Como

 
da Centro valle
 

mercoledì 22 agosto 2012

In corso il censimento della popolazione rwandese

Durante la Missione 2012 è capitato d'imbattersi sulle strade rwandesi in  coppie, prevalentemente di giovani, che per comportamenti e abbigliamento erano facilmente confondibili con i testimoni di Geova, se non fosse che per un badge con tanto di foto e nome portata al collo. Erano gli addetti al censimento generale della popolazione rwandese indetto proprio nel mese di agosto.
Oltre 24 mila addetti, per la precisione 24.422, sono stati sguinzagliati nelle città fino al più remoto  dei villaggi per  incontrare le famiglie e sottoporre loro le domande degli oltre 2,7 milioni di questionari predisposti per il censimento.  Ogni operatore aveva il compito di contattare 16 famiglie al giorno, previamente allertate via telefonino, almeno per quelle che ne erano in possesso, oppure lasciando un biglietto e dandosi appuntamento nel fine settimana. Noi stessi abbiamo ricevuto sull'utenza telefonica rwandese un avviso in proposito. Le operazioni hanno richiesto due settimane di rilevazione, dopo di che si cominceranno ad elaborare i dati raccolti, di cui si avranno le prime informazioni verso il mese di dicembre. L'ultimo censimento era stato condotto nel 2002, quando la popolazione censita ammontava a 8.128.553, mentre  ad oggi, secondo recenti stime, dovrebbe aver superato gli 11 milioni. Anche i rwandesi all'estero sono stati censiti dalle ambasciate del Rwanda nei rispttivi paesi ospitanti. Il censimento ha un costo stimato di Rwf 16 miliardi. 

martedì 21 agosto 2012

Don Paolo Gahutu nominato rettore del Piccolo seminario di Rwesero

Don Paolo Gahutu
Don Paolo Gahutu è stato nominato dal vescovo di Byumba, mons Servilien Nzakamwita, nuovo rettore del Piccolo Seminario di Rwesero. Lascia la parrocchia di Nyagahanga al nuovo parroco Don Deogratias, attuale vicario a Mutete, che conosce la parrocchia per avervi già trascorso da seminarista qualche mese  di tiriocinio. Il Piccolo Seminario di Rwesero, così come i Piccoli seminari delle altre diocesi rwandesi, è una scuola superiore dove, dopo la scuola dell'obbligo, accedono ragazzi aspiranti al sacerdozio, ma anche altri alla ricerca di una scuola qualificata. I Piccoli seminari godono, infatti, di un alta considerazione, essendo soliti aggiudicarsi i primi posti nelle graduatorie di merito che annualmente vengono stilate dalle autorità scolastiche rwandesi. I corsi di studio sono quelli propri di una scuola superiore, cui si affianca un percorso spirituale che dovrà portare, a fine corso, a selezionare un massimo di dieci studenti, tale è il numero dei posti riconosciuti ad ogni diocesi rwandese, che verranno ammessi al Seminario maggiore per arrivare al sacerdozio. Frequentano il Piccolo Seminario di Rwesero circa 450 studenti, molti provenienti anche dalla capitale, che per frequentare il Piccolo seminario devono prevedere il pagamento di una retta annua di circa 240.000 Frw ( poco più di 300 euro) un po' superiore a quelle richieste dalle scuole secondarie statali, tutte a pagamento. La sfida che attende Don Paolo è dunque particolarmente stimolante: saper individuare candidati meritevoli di accedere al sacerdozio, ma anche di formare laici capaci di farsi portatori di valori cristiani nella società civile.

lunedì 20 agosto 2012

Progetto Mikan a 1000


Le famiglie di Rebero alla consegna della millesima capretta 
Quel piccolo seme gettato nel 2009 da  una giovane coppia italiana, Michele e Anna, che in occasione del matrimonio decide di destinare la somma stanziata per le tradizionali  bomboniere all’acquisto di 25 caprette da assegnare ad altrettante giovani coppie  rwandesi con l'impegno delle stesse a destinare il primo capretto che nascerà ad altrettante coppie, ha dato i suoi frutti. Il Progetto Mikan, costruito dall'Associazione Kwizera su quell'idea iniziale, ha festeggiato sabato scorso a Rebero, una sottoparrocchia di Nyagahanga, la consegna a una coppia del luogo della millesima capra. In tre anni mille famiglie, inserite nel percorso  di pastorale familiare delle parrocchie della diocesi di Byumba,  sono state coinvolte nel Progetto, previa un'adeguata formazione sullo spirito del progetto e sull'allevamento delle capre, supportata da un apposito libretto di istruzione. Attualmente sono attivi 21 gruppi di 25 coppie ciascuno, distribuiti su 8 parrocchie, affiancate da altrettante famiglie in attesa del loro capretto. Gradualmente il Progetto andrà a interessare l'intera diocesi di Byumba.
 Michele e Anna, dai quali è partita questa bella storia, hanno vissuto così questa tappa del Progetto Mikan: E’ con immensa gioia che accogliamo la notizia che le nostre caprette ora sono arrivate a mille!!
E’ gioia sincera per tutte le famiglie che stanno beneficiando delle caprette, ma non è solo questo…
E’ la piacevole conferma che può ancora esistere una realtà diversa…una realtà migliore.
Perché la riuscita del nostro progetto è la dimostrazione che si può tornare a concetti semplici ma profondi come la Persona, come il Condividere, come l’Attenzione per le cose, la Cura dei propri beni, l’Imparare e il Trasmettere, la Fatica e l’Impegno, il Sudore per qualcosa di concreto.
Insomma, il lavoro come lo intendevano i nostri nonni.
Oggi le parole d’ordine purtroppo sono diventate guadagno, utile, capitale, transazione,  fallimenti, sperequazioni, indici di borsa, tassi d’interesse e altre bestemmie affini.
I numeri prima delle persone, i soldi prima del bene comune.
Il Progetto Mikan non vuole essere una risposta alla crisi finanziaria, ma un monito a un ritorno ad un sistema diverso.
Un pezzettino minuscolo minuscolo di mondo ce l’ha fatta.
Forse non è niente o  forse è un inizio…
Non è facile, non sarà facile, ma tutto sembra difficile prima di diventare facile….

sabato 18 agosto 2012

Kiruri

Linea elettrica


 Venerdì la Missione Kwizera 2012 ha fatto tappa a Kiruri.Qui è stata ufficialmente consegnata la linea di 1300 metri, con tre derivazioni da 300 metri cadauna, per una lunghezza totale di 2.200 metri, che permette di portare l’elettricità a più di 100 famiglie dell’agglomerato di Rubanda presso Kiruri. I lavori, coordinati da un Comitato locale, sono stati finanziati per metà con i contributi derivanti dal 5 per mille e per l'altra metà grazie a un contributo della Fondazione Cassa
di Risparmio di Lucca.

Sacche scolastiche
Nell'occasione sono state consegnate alla locale scuola primarie 400 sacche scolastiche che verranno distribuite agli alunni della terza classe all'inizio dell'anno scolastico. Un analogo quantitativo è stato reso disponibile alla scuola primaria di Kibali. Le sacche sono state confezionate dai laboratori di cucito delle poarrocchie di Nyagahanga e di Rushaki. Il Progetto, che prosegue interessando anche altre scuole, è sostenuto dalla Fondazione Credito Valtellinese.

venerdì 17 agosto 2012

Kwizera incontra i parroci della diocesi di Byumba


Foto di gruppo dei partecipanti all'incontro
Giovedì mattina,  si è tenuto, in una sala della diocesi di Byumba alla presenza del vescovo mons. Servilien Nzakamwita, un incontro tra i responsabili dell'Associazione Kwizera, impegnati nella Missione 2012, con i parroci della diocesi,  per fare il punto sulla situazione dei progetti in corso, per raccogliere proposte di appoggio su nuovi progetti, ma principalmente per definire le migliori pratiche per la gestione dei complessi e delicati rapporti che intercorrono tra i portatori di fondi e i beneficiari. A questo proposito particolarmente illuminante è stata la relazione introdutiva svolta da don Emmanuel Mugabo, professore di teologia  morale al seminario maggiore di Nyakibanda, che ha trattato il tema a partire dalla Caritas in veritate, dando particolare risalto al ruolo che, in questo ambito, devono avere i laici cristiani senza tacere tutti i rischi che si possono incontrare nella gestione dei progetti quando l'impegno delle persone coinvolte, laici o sacerdoti che siano, non sono adeguatamente supportati da un'ispirazione etica e dalle imprescindibili conoscenze tecniche.Lo spessore della relazione ne ha consigliato una sua maggior diffusione; così, appena il relatore licenzierà il testo definitivo, provvederemo a renderla disponibile anche sul blog. Ha fatto seguito una testimonianza di Don Paolo Gahutu sull'esperienza di Kwizera in Rwanda e si è quindi aperto un confronto franco e aperto tra i presenti che ha consentito al Vescovo di poter trarre utili spunti per impostare la collaborazione futura, tra Kwizera e diocesi, su basi meglio definite per rimuovere ogni criticità nella gestione dei progetti e nella comunicazione tra i protagonisti. Un incontro che ha raccolto l'apprezzamento convinto di tutti gli intervenuti e che sarà sicuramente un'ottima base per rilanciare la collaborazione tra Kwizera e diocesi che, come riconosciuto da mons Servilien, ha dato in questi anni frutti copiosi come, da ultimo, la casa parrocchiale di Mutete e il supporto alla pastorale familiare attraverso il Progetto Mikan.  
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Cina-Africa: massimi sistemi e una sacca scolastica

 Come la realizzazione in Rwanda di una semplice sacca scolastica possa spiegare meglio di tante teorizzazioni il problema dell’incidenza cinese sullo sviluppo dell’Africa. Volendo realizzare delle sacche scolastiche in tessuto,  da distribuire agli scolari di alcune scuole primarie del nord Rwanda, l’Associazione Kwizera ha approntato un modello, il più semplice possibile, da realizzare in loco presso due piccoli laboratori parrocchiali. Nel definire i costi di realizzazione si perveniva a un costo finale nell’ordine di circa 900 Frw.di cui 850 Frw  per materiali e solo 50 Frw per la manodopera. Naturalmente in tale prezzo non era compreso alcun margine di guadagno. Certo, acquistando quantitativi più significativi di tessuto e legacci si sarebbe potuto limare i prezzi anche in maniera significativa, non certo però per competere con la sacca molto più sofisticata, realizzata in Cina con materiale artificiale, che in Italia abbiamo trovato su una bancarella a un euro, comprensivo del giusto guadagno di chi ce lo vendeva, cioè a 750 Frw, al cambio corrente. Domanda: continuiamo a confezionare le nostre sacche in Rwanda o ci affidiamo al fornitore cinese?Il dilemma è tutto qui, per chi fa del volontariato la risposta dovrebbe essere sì; non siamo però certi che lo sia anche per chi distribuisce le sacche per profitto. Conclusione: le lavoranti del laboratorio rwandese dovranno quindi tornare a zappare i campi, fino quando i cinesi arriveranno anche lì, coma peraltro capita nelle grandi costruzioni promosse direttamente dai cinesi nei vari paesi africani.

Mutete

La nuova casa parrocchiale di Mutete
Per la giornata di ferragosto l’appuntamento è fissato a Mutete per l’avvio di due gruppi del Progetto Mikan, con alcune capre donate dal Gruppo San Matteo in Nave (Lu), e per l’inaugurazione della nuova casa parrocchiale finanziata dall’Associazione Kwizera. Dopo che l’anno scorso, sempre grazie al sostegno di Kwizera, era stata realizzata la sala della comunità, quest’anno, finalmente,  i due sacerdoti preposti, il parroco don Nacisse e il suo vicario don Deogratias,  si trovano a poter disporre di un’ampia e moderna costruzione dove hanno voluto ricavare anche una piccola cappella. Fra qualche giorno, dopo le ultime rifiniture , potranno prenderne pieno possesso lasciando, dopo sette anni, gli angusti locali dove avevano trovato una  sistemazione a dir poco disagiata. La festa di Mutete è stata allietata da una grande esibizione di percussionisti di tamburo, con  a capo il maestro artigiano di Ruhengeri, Anicete Kimanuka, che oltre a costruire tamburi tradizionali, li sa far vibrare, con fare istrionico, come pochi, come dimostra il filmato sottostante.

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lunedì 13 agosto 2012

Ecco i tre gemelli di Bungwe

Il programma odierno della Missione Kwizera prevedeva la visita a Bungwe dove, oltre a dare l'avvio a due gruppi del Progetto Mikan, si è proceduto alla verifica delle adozioni esistenti in loco e alla consegna di una consistente scorta di materiale per la prima infanzia, messa a disposizione dalla Farmacia Novelli di Lucca, al locale centro di Sanità. Inutile nascondere che il clou della visita è stato l’incontro con Tanasia Nyirabarimwabo, una donna di 33 anni già madre di cinque bambine, che nel novembre scorso aveva dato alla luce altri tre gemelli, due femminucce e un maschietto, presso l’ospedale di Byumba, come da noi riferito in un post in cui compare anche la foto dei neonati con la mamma. Per venire incontro alla esigenze della numerosa prole si era prontamente trovata una benefattrice che ha permesso l’inserimento della famiglia di Tanasia nel programma adozioni di Kwizera. E’ stato quindi particolarmente emozionante veder arrivare all’incontro Tanasia, accompagnata dal marito e da una delle figlie grandi, con i suoi tre piccoli: due li portava la madre, uno in braccio e l’altro sulle spalle, mentre il terzo era sulle spalle della sorella. I bimbi, che hanno appena compiuto nove mesi, erano particolarmente vispi e si sono prestati di buon grado a essere immortalati nelle immancabili foto. Nell’occasione abbiamo appreso anche il loro nome: Sandrine e Sarah le bimbe e Cedric il maschietto.

domenica 12 agosto 2012

Adozioni a.......contatto diretto

 
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Durante l'annuale Missione, i volontari di Kwizera incontrano, uno per uno, gli oltre trecento bambini e ragazzi inseriti nel programma di adozioni a distanza. E' una maniera di verificare che tutto proceda per il meglio ed, eventualmente, rimuovere e risolvere possibili problemi che dovessero essere insorti nel corso dell'anno. Luca e Mariuccia hanno fatto di più.Avendo adottato a distanza tramite l'Ass. Kwizera, due bambini, Oliva di otto anni e Innocent oggi quattordicenne, e non potendoli incontrare nel giorno programmato, martedì della prossima settimana, causa il loro rientro in Italia anticipato rispetto agli altri volontari Kwizera, non hanno voluto mancare l'occasione di conoscerli personalmente, dopo averne fatta la conoscenza per fotografia e tramite le consuete letterine. Così, con qualche giorno di anticipo hanno fissato, con i buoni uffici di Bernard, uno dei referenti locali di Kwizera, un incontro sulla strada che da Nyagahanga conduce a Kigali, proprio nella mattina della partenza per l'Italia. Ieri, sulla strada per l'aeroporto, al bivio per Nyinawimana, hanno così trovato ad attenderli i due bambini accompagnati dalle rispettive mamme. Come documentato dalla foto, l'incontro è stato particolarmente intenso, solo provvidenziali occhiali da sole hanno nascosto, nelle foto ufficiali, qualche lacrima di commozione della mamma italiana.

sabato 11 agosto 2012

Rwanda al femminile: una donna a capo di un campo prigionieri


Prigionieri impegnati in un cantiere TIG

E' noto come le donne rwandesi abbiano conquistato diverse posizioni nell'amministrazione pubblica e siano arrivate ad avere la maggioranza in parlamento. Il ruolo ricoperto da una giovane rwandese che abbiamo incontrato in questi giorni, nei pressi di Nyagahanga, è uno di quelli che non ti aspetteresti affidato a una donna  Leocadie H., ma non è questo il suo vero nome, sovraintende a circa un centinaio di prigionieri impegnati  nei Travaux d’Intérêt Général –TIG, Lavori d’interesse generale.Forte di una passata esperienza militare, sembra non avere problemi a gestire questi lavoratori che vivono, praticamente liberi, in accampamenti composti da ampli tendoni arancione,  che si spostano sul territorio impegnati nella realizzazione di opere di interesse pubblico. Proprio uno di questi campi ha portato a termine l'amplimento della strada che da Rukomo va verso Nyagahanga e ora è alle prese con l'amplamento della strada verso Kagejo. La grintosa e prestante Leocadie non sembra avere problemi a gestire questi prigionieri, in maggioranza condannati per i crimini commessi nelle vicende del 1994 che, dopo aver confessato le proprie colpe, scontano metà della loro pena appunto lavorando in questi cantieri. Questi campi sono diffusi in diverse distretti del Rwanda; i prigionieri, gestiti dalle autorità del distretto che si fanno carico anche del loro mantenimento, sono solitamente adibiti alla realizzazione di opere pubbliche di interesse locale. Nelle intenzioni delle autorità questa esperienza dovrebbe favorire un reinserimento di questi prigionieri pentiti nella società, dopo un percorso di recupero e di riconciliazione.
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giovedì 9 agosto 2012

L'asilo di Kagera intitolato a Carlin

Quando nel 2010, da presidente dell’Azione cattolica di Grosio, decise di inviare un cospicuo contributo, frutto delle donazioni periodiche degli associati, all’amico Don Paolo Gahutu  in Rwanda, mai Carlo Rodolfi, per tutti da sempre semplicemente Carlin, avrebbe potuto immaginare la giornata odierna. Quel contributo unitamente a quello della comunità di Barga (Lu), cui si aggiunsero per il tramite dell’Associazione Kwizera, quelli della parrocchia di Sagnino di Como e del Gruppo San Matteo di Nave-Lucca, servì a Don Paolo per realizzare una scuola materna a Kagera, in una delle zone più povere della sua estesa parrocchia.Oggi, nell’anniversario dell’inaugurazione avvenuta proprio il 9 agosto di un anno fa e a poche mesi dall’improvvisa scomparsa di Carlo Rodolfi, l’asilo di Kagera è stato intitolato, su proposta della sezione valtellinese dell’Associazione Kwizera  prontamente condivisa da Don Paolo, proprio a lui, il compianto Carlin.La targa con l’inconfondibile immagine di Carlin è stata, infatti, apposta oggi dai volontari di Kwizera  sulla facciata dell'asilo, durante una semplice ma intensa cerimonia, allietata dalla partecipata e composta presenza di una folta rappresentanza  dei 174 bambini che durante l’anno scolastico frequentano l’asilo,  assistiti dalle tre maestre: Jeanne Espérance, Liberata e Leocadie. Vedere quei bambini gioiosi fare festa sotto lo sguardo buono di Carlin, durante la distribuzione  di capi di vestiario che è seguita alla cerimonia, è stata una dei momenti, forse più toccanti, per i volontari grosini partecipanti alla Missione Kwizera 2012 che, al loro rientro, siamo certi sapranno condividere questa emozione con l’intera comunità grosina che ha già ha fatto avere il suo sostegno, tramite la parrocchia, per affrontare le spese del primo anno di asilo.
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martedì 7 agosto 2012

Pronti....e via

 
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In centro a Kigali ecco un semaforo che riporta i secondi residui di durata di ogni segnale, sia per il rosso che per il verde. Allo stop quindi tutti pronti a scattare allo scadere dei secondi del rosso, quasi come in una gara di formula 1.

domenica 5 agosto 2012

Battesimi a Bugarama

 La Santa messa domenicale, come da tradizione della  Missione Kwizera, si è tenuta nella chiesa di Bugarama, dedicata alla Beata Vergine delle Grazie in gemellaggio con l'omonimo santuario di Grosotto (So).Dopo che l'anno scorso si erano tenute le prime comunioni della comunità di quella sottoparrocchia di Nyagahanga, quest'anno Don Paolo ha voluto arricchire la cerimonia con l'amministrazione di sei battesimi. Nella foto un momento della cerimonia battesimale.  
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Il caffè


Sulla collina di Bugarama i contadini si dedicano alla coltura del caffè, una delle principali voci dell'export rwandese unitamente al the. Nelle foto in senso orario: un campo di caffè, il frutto ancora sulla pianta, la fase "sbucciatura" del frutto e infine, dopo l'essicamento, i chicchi vengono insacchettati per la consegna ai centri di raccolta. 
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sabato 4 agosto 2012

Abazungu al lavoro




Abazungu alle prese con alcuni lavori di rifinitura delle sacche scolastiche, predisposte dalle lavoranti di Nyaghanga, che saranno distribuite nelle scuole fra qualche giorno, alla ripresa delle lezioni. Il Progetto sacche scolastiche ha beneficiato di un contributo della Fondazione Credito Valtellinese.
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giovedì 2 agosto 2012

Progetto Mikan verso quota mille

Mercoledì l’appuntamento è alla parrocchia di Gituza per l’avvio di un nuovo gruppo del Progetto Mikan, di cui i nostri quattro lettori conoscono ormai tutta la storia. Per chi, invece, l’avesse persa, può sempre cliccare qui per recuperare le puntate precedenti. Si tratta del ventinovesimo gruppo attivato in diocesi. Nei prossimi giorni ne partiranno  altri cinque, un altro nella stessa parrocchia di Gituza e due rispettivamente  nelle parrocchie di Mutete e di Bungwe. Altri cinque  gruppi riceveranno, nella seconda settimana di agosto, le caprette da altrettanti gruppi che hanno concluso la loro esperienza nel Progetto. Il clou si avrà sabato 18 agosto, quando a Rebero, una sottoparrocchia di Nyagahanga, ci sarà  il passaggio a un altro gruppo col quale il Progetto Mikan toccherà le mille famiglie coinvolte. Affidiamo alla testimonianza  di Luca e Mariuccia, impegnati in Italia nella pastorale familiare, il compito di raccontare l’esperienza di ieri a Gituza.

Incredibile come venti euro, per noi poca cosa ma per loro una mensilità di un agricoltore, bastino per far felice una famiglia e far si che la solidarietà passi di casa in casa. Anche l’esperienza vissuta oggi è stata una lezione di vita che, vista in un contesto occidentale, farebbe sorridere, ma vissuta sul posto assume una valenza diversa: si capisce il valore di una semplice capretta per il sostentamento di una famiglia. Come al solito, al nostro arrivo siamo stati accolti con tutti gli onori; chi poteva, piccolo e adulto,  aveva indossato l’abito delle grandi occasioni. Mentre le venticinque caprette, pronte per la consegna,  erano provvisoriamente affidate alla cura di altrettanti bambini, le coppie hanno partecipato a un ultimo momento formativo in cui il responsabile del Progetto, signor Damasceno, ha loro fatto le ultime raccomandazioni, ripassando la precedente formazione, sulle modalità di gestire il dono che avrebbero ricevuto. La grande serietà dell’evento, accompagnata dalla dignità di ogni coppia, da cui peraltro traspariva la trepidazione dell’attesa, ci ha sbalorditi. Ma la cosa più sorprendente è stata la solidarietà tra le famiglie che  questo progetto include in sé; concetto più volte richiamato e sottolineato dal parroco di Gituza, don Donat Nsabimana,  e da don Paolo.Si respirava un’aria di felicità, il tutto accompagnato dalle preghiere e dai soliti bellisimi canti, in questo caso di ringraziamento e riconoscenza. Grazie Rwanda, grazie don Paolo, grazie Kwizera. Luca e Mariuccia

mercoledì 1 agosto 2012

Passata la festa...

 
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Dopo due giorni di festa, una visita all’asilo di Kagera ha permesso a Luca e Mariuccia un primissimo impatto con la dura realtà della profonda campagna rwandese. Lasciati alle spalle i colori, i suoni e le gioie della festa, questi bambini e queste donne testimoniano dell’esistenza di una quotidianità fatta di stenti e di disagio sociale. che neppure il sorriso e la gioia dei bambini riescono ad attenuare, anzi.emmai ce ne fosse bisogno non fanno che aumentare l’intensità delle emozioni vissute dai visitatori.

Il Padre bianco di Aosta

Padre Luigi Costa con il neosacerdote Don Noel e Don Paolo
Posted by PicasaAlla celebrazione della prima messa dell’abbè Noel era presente anche padre Luigi Costa, un missionario di Aosta dal 1974 in Rwanda con i Padri Bianchi. E’ stato l’ultimo parroco di Nyagahanga prima che la parrocchia passasse alla diocesi e fosse affidata a Don Paolo Gahutu. Attualmente, in attesa di ritornare in Italia per il meritato riposo, cura l’economato dei Padri bianchi a Kigali. Purtroppo la necessità di fare rientro a Kigali per le incombenze di fine mese, non ci ha permesso di intrattenerci, come avremmo voluto, con un testimone che ha vissuto in prima persona,gli ultimi travagliati decenni della vita ruandese. Siamo confidenti che quando rientrerà definitivamente in Italia possa  trasfondere i suoi ricordi in un bel libro; chissà quante cose avrà da raccontare

L'ordinazione sacerdotale

La prima santa messa dell'Abbé Noel
Questo è il periodo in cui si svolgono le ordinazioni sacerdotali nella diocesi di Byumba: Quest’anno sono sette i novelli sacerdoti. Domenica abbiamo assistito all’ordinazione dell’abbé Noel Ngabonziza, una vocazione adulta originaria di Ruhondo, una centrale della parrocchia di Nyagahanga, mentre oggi c’è stata la celebrazione della prima messa nel villaggio d’origine. Due cerimonie durate circa sei ore ognuna, con una grande partecipazione di fedeli e di gran parte dei sacerdoti della diocesi. L’ordinazione, officiata dal vescovo di Byumba, mons Servillien, si è svolta nel campo sportivo di Nyagahanga con una grande  partecipazione degli abitanti della zona, con rappresentanti delle istituzioni ai massimi livelli regionali e una delegazione di persone originarie di Nyagahanga ma da anni trasferiti nella capitale.La cerimonia religiosa ha avuto come contorno le consuete danze tradizionali, gli interminabili e numerosi discorsi, il tutto coordinato da un protocollo perfetto nel muovere la complessa organizzazione. Non è mancata la consegna dei doni al nuovo sacerdote, con una lunga fila di persone di ogni età pronta a presentare il proprio presente e ricevere la benedizione. Naturale conclusione della cerimonia, a pomeriggio ormai inoltrato, con un pranzo servito all’esterno del Centro parrocchiale, con l’immancabile contorno di bottiglie di  birra che in queste festa scorre abbondante. Il lunedì si è avuta una replica, con  la celebrazione dell’abbé Noel della prima santa messa presso la sua comunità d’origine a Ruhondo. Stesso intenso cerimoniale, forse con una partecipazione ancor più intensa da parte dei fedeli, per molti dei quali Noel era il vecchio compagno di giochi o di scuola, l’amico di gioventù, il parente. Anche la festa che ne è seguita ha risentito di questo particolare clima;  infatti i festeggiamenti iniziati nei locali della  centrale si sono poi protratti  nei pressi della casa dell’Abbé Noel, per concludersi, dopo una classica notte ruandese, alle due del mattino di martedì: qui ha fatto la sua comparsa, a fianco della birra industriale  e delle altre bibite, anche la birra tradizionale di sorgo bevuta dalle classiche zucche.
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