"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


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sabato 10 febbraio 2018

Missione Kwizera 2018: si inizia con le adozioni a distanza

M. Christine
Ha avuto inizio la Missione 2018 dell’Associazione Kwizera in Rwanda; un’occasione per fare il punto sui progetti in essere e raccogliere sul terreno dai diretti interessati i bisogni delle comunità visitate. Dopo il solito viaggio Milano-Bruxelles-Kigali, caratterizzato dall’unica novità dell’abolizione del visto di entrata da parte delle autorità rwandesi e con l’inaspettata ulteriore accelerazione delle pratiche di disbrigo delle formalità d’ingresso,  la prima giornata si è consumata a Kigali per le solite operazioni di cambio valute, dal  nostro cambista di fiducia, Gregoire, l’acquisto delle schede telefoniche rwandesi e altri generi vari, prima di portarsi in quel di Byumba. Giovedì è la giornata dedicata a passare in rassegna lo stato delle adozioni. Con i fidati Pascasia e Bernard, che conoscono uno per uno tutti i circa 200 bambini e ragazzi inseriti nel Progetto Adozioni, si passa in rassegna ogni nominativo, arrivando a decretare la fine dell’accompagnamento per quei nominativi che sono arrivati alla maggiore età e al completamento del ciclo scolastico secondario per i più bravi. Nel frattempo si individuano nuovi candidati, tra i bambini più bisognosi segnalati dai nostri fiduciari in loco, da assegnare alle famiglie che con la modesta quota di 115 euro, a tanto ammonta l’importo annuo richiesto dall’Associazione Kwizera,  intendono adottarli, fornendo loro un significativo sostegno per affacciarsi alla vita. Durante questa operazione capita di essere latori di lettere o piccolo ricordi da recapitare a qualcuno di questi bambini. Allora si assiste all’immancabile scambio di saluti, foto e video, tramite WhatsApp, tra i piccoli africani e, solitamente, i bambini delle famiglie italiane adottanti. Come è stato nel caso della piccola Marie Christine di Kisaro, una parrocchia nel circondario di Byumba,  che, accompagnata dalla mamma, ha voluto mandare i propri auguri di buon compleanno alla quasi coetanea Alice di Tirano in Valtellina che, proprio giovedì, compiva otto anni. Per l’occasione, i soldi destinati ai soliti regali per la festa di compleanno erano stati utilizzati per un’adozione a distanza, proprio quella della piccola Marie Christine, il cui video ha portato un tocco particolare a quella che poteva essere una festa di compleanno come tante altre. E invece….

mercoledì 8 marzo 2017

Festa della donna: l'esempio della giovane batwa Delphine

 Delphine NYIRAMINANI
Quella di  Delphine NYIRAMINANI è una piccola storia di riscatto sociale che ben si presta alla celebrazione della Festa della donna. Delphine è, infatti,  una giovane batwa della comunità di Kibali che, partendo da una situazione di grave degrado, quale quella in cui si trovava e, purtroppo si trova ancora a vivere l'intera sua comunità, è riuscita con impegno e dedizione a raggiungere un diploma di scuola secondaria in Costruzioni, una sorta di  diploma di geometra. Nata nel 1995, in una famiglia numerosa cui è venuto a mancare il padre, ha potuto seguire prima la scuola primaria di Kibali, quindi, anche grazie al sostegno dell'Ass. Kwizera, attraverso il programma adozioni, e della Croce rossa rwandese ha proseguito gli studi nella scuola secondaria di Byumba e Rukozo, dove l'anno scorso si è diplomata in Costruzioni, con grande soddisfazione della mamma Maria Goretti. Abbiamo incontrato Delphine in occasione della recente missione Kwizera, scoprendo una ragazza sveglia e volitiva che non nasconde l'aspirazione ad accedere all'università, cosa che potrebbe  concretizzarsi grazie a una borsa di studio dello stato. Nel frattempo le abbiamo offerto qualche giornata di lavoro impegnandola, unitamente al fido Bernard, in una ricognizione sulla sistemazione e sull'utilizzo delle cisterne distribuite, nell'ambito del Progetto Amazi, in diverse parrocchie e comunità religiose della diocesi di Byumba. Successivamente Delphine è stata assunta dall’impresa realizzatrice dell’acquedotto Rubaya-Kabugo dove ha dato prova di capacità e dedizione. Appena l’acquedotto entrerà in funzione, a Delphine è stato demandato il compito di coordinare i comitati di gestione delle singole fontane esistenti. Nel frattempo però per Delphine è arrivata un'altra bella sorpresa: le hano assegnato una borsa di studio per poter frequentare l'università a Ruhengeri.

venerdì 17 febbraio 2017

Sara e Nicole: l'adozione a distanza nell'era di WhatsApp

Nicole con i saluti di Sara
Nicole, una bimbetta rwandese di neanche sei anni, ci si è parata davanti, improvvisamente e tutta sola, mentre, nel bar del centro Fiat di Byumba, eravamo impegnati con i nostri collaboratori locali, Pascasia e Bernard, a fare il punto sui programmi della missione. Era stata convocata proprio da madame Pascasia, il nostro angelo custode delle adozioni, perchè partendo da Grosio eravamo stati incaricati di recapitarle una letterina, un paio di foto e una bambola. Mittente del tutto era la piccola Sara, la "sorellina" grosina che nel giorno del suo quinto compleanno, al posto dei soliti regali, aveva ricevuto da mamma Silvia e papà Marcello un pensiero del tutto particolare: le avevano trovato, ricorrendo al progetto adozioni a distanza dell'ass. Kwizera, una sorellina rwandese, appunto la vispa Nicole. Nella prima lettera ricevuta dal Rwanda, Sara aveva appreso che Nicole aveva la sua stessa età e anche lei frequentava l'asilo. Purtroppo però le analogie si fermavano qui. Infatti, la vita per la piccola Nicole, rimasta orfana del padre di recente, non è per niente facile, potendo contare unitamente al fratellino che frequenta la terza elementare, solo su qualche lavoro saltuario di mamma Marie Claudine. Per questo è stata inserita nel programma adozioni che le consente di integrare il povero bilancio familiare con un aiuto pari a tre mesi di salario di un lavorante agricolo. A quella prima lettera, Sara ha voluto rispondere con qualche pensierino, scritto da mamma Silvia, una sua foto in mezzo alla neve e da quella di papà e mamma. Il tutto accompagnato da una bambola in pezza, dai capelli biondi proprio come quelli di Sara. Nicole ha ricevuto il tutto dalle nostre mani con molta naturalezza, quasi senza far caso che era un muzungu, un uomo bianco, il postino che faceva la consegna. Nell'epoca di WhatsApp le comunicazione assumono però una dinamica impensabile fino a qualche tempo fa: così Nicole aperta la busta, presa in braccio la bambola e data un'occhiata alle foto,  non ci pensa due volte a concedersi per un saluto video alla sua "sorellina" grosina, che verrà recapitato in tempo reale a migliaia di kilometri di distanza, sorprendendo Sara per l'inaspettato saluto di quella bimbetta con quella "strana gonna che sembra un sacco", ma che è in realtà la divisa della sua scuola, come si usa in Rwanda.Adesso che la conoscenza reciproca è perfezionata potrà iniziare un percorso che, snodandosi negli anni,  vedrà Sara e Nicole percorrere un tratto comune di strada, almeno fino alla maggiore età, tanto dura il programma adozioni a distanza, condividendo se lo vorranno, magari tramite WhatsApp, un po' delle loro storie.  

mercoledì 3 settembre 2014

I tre gemelli di Bumgwe crescono



Sandrine, Sarah e Cedric i tre gemelli di Bungwe dei quali abbiamo raccontato la storia, a partire dalla loro nascita nel novembre del 2011 (leggi qui ) quando si sono aggiunti ai cinque fratelli già presenti in famiglia, crescono sereni con i loro genitori. Lo dimostra questa fotografia, ricevuta dalla benefettrice italiana che, a fronte dell'appello che avevamo lanciato alla loro nascita, li ha adottati nell'ambito del programma adozioni dell'Associazione Kwizera. Alla nascita, presso l'ospedale di Byumba, i tre piccoli, come dimostra la foto qui accanto, erano veramente tre frugoletti che pesavano rispettivamente 1,5 e  1,3 kilogrammi le bambine e  1,6 kilogrammi il bambino.La mamma, Tanasia Nyirabarimwabo,  evidentemente ha fatto fin qui un buon lavoro.


lunedì 13 agosto 2012

Ecco i tre gemelli di Bungwe

Il programma odierno della Missione Kwizera prevedeva la visita a Bungwe dove, oltre a dare l'avvio a due gruppi del Progetto Mikan, si è proceduto alla verifica delle adozioni esistenti in loco e alla consegna di una consistente scorta di materiale per la prima infanzia, messa a disposizione dalla Farmacia Novelli di Lucca, al locale centro di Sanità. Inutile nascondere che il clou della visita è stato l’incontro con Tanasia Nyirabarimwabo, una donna di 33 anni già madre di cinque bambine, che nel novembre scorso aveva dato alla luce altri tre gemelli, due femminucce e un maschietto, presso l’ospedale di Byumba, come da noi riferito in un post in cui compare anche la foto dei neonati con la mamma. Per venire incontro alla esigenze della numerosa prole si era prontamente trovata una benefattrice che ha permesso l’inserimento della famiglia di Tanasia nel programma adozioni di Kwizera. E’ stato quindi particolarmente emozionante veder arrivare all’incontro Tanasia, accompagnata dal marito e da una delle figlie grandi, con i suoi tre piccoli: due li portava la madre, uno in braccio e l’altro sulle spalle, mentre il terzo era sulle spalle della sorella. I bimbi, che hanno appena compiuto nove mesi, erano particolarmente vispi e si sono prestati di buon grado a essere immortalati nelle immancabili foto. Nell’occasione abbiamo appreso anche il loro nome: Sandrine e Sarah le bimbe e Cedric il maschietto.

domenica 13 novembre 2011

Madre di cinque bambini partorisce tre gemelli; aiutiamola

Tanasia Nyirabarimwabo con i tre figli
da:The Sunday Times / F. Ndoli
The Sunday Times di questa mattina, in una corrispondenza da Byumba a firma di Fred Ndoli, dà notizia che Tanasia Nyirabarimwabo, una donna di 33 anni già madre di cinque bambini, ha dato alla luce altri tre gemelli, due femminucce e un maschietto, presso l’ospedale di Byumba. Purtroppo la famiglia della donna si trova in una situazione particolarmente disagiata, non potendo contare su alcun reddito essendo il marito disoccupato. Per ora sarà l’ospedale a farsi carico della puerpera e dei neonati, ma fra un mese qualcuno dovrà pensare come aiutare questa coraggiosa donna che ha portato a termine la propria gravidanza con determinazione, anche se nell’articolo si parla di un possibile intervento delle autorità distrettuali. Di fronte a questo evento, abbiamo già trovato il sostegno per garantire l’inserimento della famiglia, nel suo insieme, nel programma Adozioni dell’Associazione Kwizera. Auspichiamo nel frattempo che le autorità locali possano farsi carico della ricerca di un posto di lavoro per il padre. Siamo certi che in tal senso anche il parroco di Bungwe, la parrocchia di origine della famiglia e in cui l’Associazione Kwizera già opera, farà la propria parte.Per la cronaca, i neonati di cui non conosciamo ancora i nomi, pesavano alla nasciata rispettivamente 1,5kg e  1,3kg le bambine e  1,6kg il bambino.