"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


venerdì 28 ottobre 2022

Il WJP Rule of Law Index promuove il Rwanda sullo stato di diritto

Secondo il WJP Rule of Law Index, la principale fonte mondiale di dati indipendenti sullo stato di diritto,  il Rwanda è al primo posto nell’Africa subsahariana e  42° a livello mondiale per rispetto dello stato di diritto. Tra i paesi a basso reddito, il Rwanda è al 1° posto su 17.In Africa precede: Mauritius (45° ), Namibia (46°), Botswana (51° ) e Sud Africa (54°).  Il WJP Rule of Law Index si basa su  sondaggi approfonditi su oltre 154.000 persone comuni e 3.600 legali professionisti ed esperti per misurare lo stato di diritto in base a otto fattori: poteri governativi limitati, assenza di corruzione, ordine e sicurezza, diritti fondamentali, governo aperto, applicazione delle normative, giustizia civile e giustizia penale. Il quadro riassuntivo delle performances del Rwanda sono consultabili cliccando qui. A livello globale, il paese al primo posto nell'Indice WJP Rule of Law 2022 è la Danimarca, seguito da Norvegia, Finlandia, Svezia e Paesi Bassi.  Il paese con il punteggio più basso è il Venezuela, poi Cambogia, Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo e Haiti. L’Italia si colloca al 32° posto.

mercoledì 26 ottobre 2022

Il fenomeno migratorio nel discorso d'insediamento del neo premier italiano

Riportiamo qui di seguito la parte dedicata al fenomeno migratorio dall'on. Meloni nel suo discorso d'insediamento come neo presidente del Condiglio dei ministri. Ognuno potra' valutarne la portata.A noi pare importante il richiamo a "rimuovere le cause che portano i migranti, soprattutto i più giovani, ad abbandonare la propria terra, le proprie radici culturali, la propria famiglia per cercare una vita migliore in Europa" e la proposta di dar vita, d'intesa con l'Unione Europea, a un "piano Mattei" per l'Africa.

"Sicurezza e legalità, certo, riguardano anche una corretta gestione dei flussi migratori. Secondo un principio semplice: in Italia, come in qualsiasi altro Stato serio, non si entra illegalmente, si entra solo attraverso i decreti flussi.In questi anni di terribile incapacità nel trovare le giuste soluzioni alle diverse crisi migratorie, troppi uomini e donne, e bambini, hanno trovato la morte in mare nel tentativo di arrivare in Italia. Troppe volte abbiamo detto “mai più”, per poi doverlo ripetere ancora e ancora. Questo governo vuole quindi perseguire una strada, poco percorsa fino ad oggi: fermare le partenze illegali, spezzando finalmente il traffico di esseri umani nel Mediterraneo. La nostra intenzione è sempre la stessa. Ma se non volete che si parli di blocco navale lo dirò così: è nostra intenzione recuperare la proposta originaria della missione navale Sophia dell’Unione Europea che nella terza fase prevista, anche se mai attuata, prevedeva proprio il blocco delle partenze dei barconi dal nord Africa. Intendiamo proporlo in sede europea e attuarlo in accordo con le autorità del nord Africa, accompagnato dalla creazione sui territori africani di hotspot, gestiti da organizzazioni internazionali, dove poter vagliare le richieste di asilo e distinguere chi ha diritto ad essere accolto in Europa da chi quel diritto non ce l’ha.Perché non intendiamo in alcun modo mettere in discussione il diritto d’asilo per chi fugge da guerre e persecuzioni. Il nostro obiettivo è impedire che sull’immigrazione l'italia continui a farsi fare la selezione in ingresso dagli scafisti.E allora mancherà un’ultima cosa da fare, forse la più importante: rimuovere le cause che portano i migranti, soprattutto i più giovani, ad abbandonare la propria terra, le proprie radici culturali, la propria famiglia per cercare una vita migliore in Europa. Il prossimo 27 ottobre ricorrerà il sessantesimo anniversario della morte di Enrico Mattei, un grande italiano che fu tra gli artefici della ricostruzione post bellica, capace di stringere accordi di reciproca convenienza con nazioni di tutto il Mondo. Ecco, credo che l’Italia debba farsi promotrice di un “piano Mattei” per l’Africa, un modello virtuoso di collaborazione e di crescita tra Unione Europea e nazioni africane, anche per contrastare il preoccupante dilagare del radicalismo islamista, soprattutto nell’area sub-sahariana. Ci piacerebbe così recuperare, dopo anni in cui si è preferito indietreggiare, il nostro ruolo strategico nel Mediterraneo."


lunedì 17 ottobre 2022

Ora è possibile visitare Kigali con Street View su Google Maps

 

Panoramica di Kigali

Google Maps ha rilasciato la funzione Street View per la città di Kigali. Il Rwanda è l'undicesimo paese africano ad essere rimappato tramite la nuova funzione di Google Street View , dopo Kenya, Sud Africa, Senegal ed i Paesi nordafricani. Secondo il Ministero delle TIC e dell'innovazione, Google sta raccogliendole immagini in tutta Kigali, per arrivare alla copertura dell’intera città, in attesa di veder confermata l’intenzione di continuare anche oltre Kigali. Un ulteriore tassello nella promozione del turismo internazionale, a partire da quello congressuale, una delle fonti principali che concorrono al PIL ruandese.  Clicca qui per iniziare il tuo tour di Kigali e andare a conoscere i ristoranti italiani,  partendo dal ristorante Brachetto del patron  Alessandro Merlo  per arrivare al Sole Luna del vicentino Dionigi.



martedì 4 ottobre 2022

Kagame: ecco come il Rwanda si è risollevato dalla tragedia del 1994

Riportiamo il testo della Lezione tenuta dal presidente Paul Kagame  alla  Nanyang Technological University di Singapore il 30 settembre scorso. In essa il presidente ricorda alcuni dei fattori di successo, in un mix tra innovazione e continuità, che hanno consentito al Rwanda di risollevarsi dalla tragedia del 1994. Tutti fattori che trovate ampiamente trattati nel nostro "Aiutiamoli a casa loro Il modello Rwanda".   

"Nel 1994, il Ruanda aveva praticamente cessato di esistere come nazione. Un milione di persone giacevano morte, su una popolazione di circa sette milioni, a causa di un'ideologia genocida perversa. Altri milioni erano rifugiati. Ogni istituzione pubblica era stata distrutta e il tesoro nazionale era stato saccheggiato. Per la maggior parte degli osservatori, tutto ciò a cui i ruandesi potevano aspirare, nella generazione che seguì quella tragedia, era semplicemente sopravvivere. Tracciare un percorso verso la prosperità sembrava un sogno assurdo. Abbiamo ancora molta strada da fare, ma il nostro Paese è stato fondamentalmente trasformato in meglio. Abbiamo trovato la nostra strada attraverso l'innovazione attraverso soluzioni coltivate in casa in tre aree chiave. Lascia che ti dia alcuni esempi di ciascuno. Innanzitutto c'era la necessità di innovare intorno all'unità nazionale e alla coesione sociale. Abbiamo iniziato creando sicurezza, perché questa è la base perché qualsiasi altra cosa accada. Abbiamo anche avviato immediatamente il processo di fusione dell'esercito di liberazione con l'esercito sconfitto del precedente governo. Un Paese senza un'identità nazionale condivisa non ha futuro. L'unità storica del Ruanda era stata progressivamente corrotta dai precedenti governi coloniali e post-indipendenza. Abbiamo ripristinato una pratica tradizionale (umuganda) in cui un servizio comunitario mensile ha riunito tutti i cittadini per migliorare i loro quartieri. Abbiamo rilasciato i sospettati di genocidio nelle loro comunità, dove sono stati giudicati attraverso un processo chiamato Gacaca, incentrato sia sulla punizione che sul portare alla luce la verità.