"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


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lunedì 5 febbraio 2024

La Chiesa di Bugarama abbellita da una nuova Via Crucis

Il pomeriggio di venerdì ci siamo trasferiti a Bugarama per incontrare presso la Chiesa della Beata Vergine delle Grazie la comunità locale. ( clicca qui per conoscere la storia della chiesa). Oltre alla tradizionale santa messa per i benefattori dell'Associazione, quest'anno la nostra visita era caratterizzata dalla consegna di una Via Crucis, dipinta dal nostro Bernard, già realizzatore nel 2019 della statua della Madonna. La cerimonia è quindi iniziata proprio con la benedizione delle stazioni della Via Crucis che sono state quindi posizionate dove prima erano appese delle piccole croci in rame. 
La chiesa era stracolma, perché oltre ai fedeli della zona erano presenti moltissimi ragazzi delle scuole che affiancano la chiesa.
Al termine della cerimonia abbiamo avuto la piacevole sorpresa di incontrare il giovane Tiziano che ha voluto venire a salutarci.
Chi e' Tiziano e perché lo ricordiamo con tanta simpatia lo raccontiamo qui.

lunedì 22 gennaio 2024

Missione 2024 XVII

Inizierà martedì 30 gennaio la Missione Kwizera 2024. Oltre ai consueti appuntamenti con i bambini dell'Asilo Carlin di Kagera e quelli del Progetto Adozioni, anche quest'anno ci sarà la consueta distribuzione di viveri alle famiglie delle comunità Batwa di Kibali e di Miyowe. Altro appuntamento sarà con gli operatori del Posto di Sanità "Alfredo Pierotti" di Mubuga.Non mancherà la visita al Monastero delle Clarisse di Niynawimana che la nostra Associazione sostiene fin dalla fondazione nel 2019.  La Missione  2024 avrà come momento qualificante l'inaugurazione dell'Asilo che le suore della Fraternità del Buon Pastore hanno attivato nei locali della Casa di Catia e Rina nella parrocchia di Rwamiko. La tradizionale santa messa che, come nelle passate missioni, sarà celebrata nella chiesa di Bugarama sarà arricchita dalla consegna della nuova Via Crucis realizzata con maestria dal nostro Bernard. 

martedì 13 settembre 2022

Alla chiesa di Bugarama per ricordare don Renato e don Alessandro

Sabato pomeriggio, come avveniva negli anni passati, a conclusione della Missione associativa, ci si dà appuntamento alla chiesa di Bugarama, la Chiesa dell’Associazione Kwizera in Rwanda. Edificata nel 2008 in memoria dello storico sagrestano del santuario di Grosotto, Bernardo Trinca Colonel, è dedicata a Maria Vergine delle Grazie, come appunto il santuario grosottino. Si tratta di una chiesa di una Centrale della parrocchia di Nyagahanga, un’unità periferica in cui si suddividono le parrocchie ruandesi, dove alla domenica il catechista presiede la liturgia della Parola e dove solo ogni 2/3 mesi viene celebrata la santa messa. Quest’anno la celebrazione assumeva un significato particolare perché a presiederla era don Cleto, parroco di Nyagahanga da pochi giorni, che proprio per questo vedeva la chiesa per la prima volta. A questo proposito merita essere ricordato un aneddoto gustoso.  Nel trasferimento da Nyagahanga, dove siamo passati a prendere col pick up della Caritas don Cleto,  ci siamo accorti che nè don Cleto, ma neppure il direttore della Caritas, don Augustin, facente funzioni di autista, e neppure il terzo ruandese a bordo, non residente in zona, conosceva la strada per raggiungere la chiesa posta in cima alla collina. E’ toccato così al muzungu, estensero di queste note, dover indicare  ai ruandesi il percorso esatto per raggiungere la chiesa. 
All’arrivo ci attendeva il solito folto gruppo di fedeli. La santa messa quest’anno è stata celebrata in memoria di due amici dell’Associazione scomparsi negli ultimi due anni: don Renato Lanzetti e  don Alessandro Zubiani.   
La loro memoria  sopravviverà nella chiesa di Bugarama; due targhe, infatti, riportanti i  loro nomi incisi dal nostro bravo  collaboratore Bernard sulla pietra nera del Rwanda, sono state apposte sul piedestallo che regge la statua della Madonna, copia di quella di Grosotto, realizzato tre anni fa sempre dal nostro Bernard. Don Alessandro e don Renato si aggiungono agli altri sacerdoti locali che qui sono ricordati: Don Giovanni Rapella, Don Norberto Damiani, mons. Virgilio Levi e, da ultimo, don Agostino Salandi. In occassione di questa sua prima messa a Bugarama, il neo parroco don Cleto ha potuto annunciare ai fedeli che da quest’anno, grazie all’accordo con l’Associazione Kwizera,  che ha deciso di destinare a questa chiesa parte delle offerte che solitamente riceve per la celebrazione di sante messe, potranno beneficiare della santa messa ogni mese. Una forma per riconfermare come l’impegno associativo non riduca  il proprio orizzonte ai meri progetti di sviluppo sociale, come ben dimostra il nostro progetto “Non di solo pane…” rivolto alle clarisse di Nyinawimana.

giovedì 1 settembre 2022

Missione Kwizera 2022 XVI

Dopo una assenza di tre anni, causa i blocchi dovuti al Covid, si torna finalmente, per la sedicesimo volta in Rwanda, dopo quel primo viaggio del 2003. Sarà una Missione piuttosto breve, si concluderà il 12 settembre, ed in solitario causa l'impossibilità di altri amici di partecipare. Faremo comunque tutto il necessario per tener vivo il lavoro dell'Associazione Kwizera Odv. Già da domani, sbrigati gli immancabili preliminari a Kigali, faremo un sopralluogo a Rwamiko, alla Casa di Catia realizzata nel 2020 e mai visitata. Il giorno successivo andremo con don Paolo ed il nuovo parroco di Nyagahanga, all'asilo Carlin a Kagera per fare il punto dell'attività con le insegnanti  e per pianificare la sostituzione della cisterna da 10.000 litri che è scoppiata un paio di mesi fa. Trascorreremo sabato e domenica nella parrocchia di Mulindi guidata da don Paolo, incontrando gruppi locali impegnati in attività cooperative. Lunedì si andrà a Byumba per la ripresa dei contatti in diocesi e per fare il punto con Pascasia delle attività svolte in queste periodo di assenza . Martedì sarà dedicato al Progetto Adozioni, mentre mercoledì andremo a Nyinawimana presso il monastero delle Clarisse che sosteniamo con il Porgetto "Non di solo pane..". Giovedì sarà il Batwa Day con la visita alle comunità di Kibali e Miyowe. Nello stesso giorno visiteremo il Posto di Sanità di Mubuga, intitolato ad Alfredo Perotti. Venerdì sarà dedicato a qualche incontro, mentre sabato si tornerà a Nyaghanga per la celebrazione della messa presso la chiesa di Bugarama, la chiesa dell'Associazione.

lunedì 28 dicembre 2020

Venti anni di attività dell'Ass. Kwizera in Rwanda

Riportiamo qui di seguito tutte le iniziative e le realizzazioni portate a termine in venti anni dall'Associazione Kwizera in Rwanda.

Realizzazioni dal 2001 al 2020

 2001-2004

1) Acquisto di un terreno nei pressi dell'ospedale di Muhura, destinato alla costruzione di uno spaccio e di alloggi per infermieri e personale sanitario.

2) Acquisto di un terreno di circa due ettari con annessa una piantagione di banane, destinato alla produzione di alimenti per la scuola superiore di Cyeza.

3) Acquisto di due piccoli terreni adatti alla costruzione di abitazioni da destinare alle famiglie più bisognose, anche questi nella collina di Cyeza.

4) Acquisto del terreno dove ora sorge la fattoria di Cyeza.

5) Contributo per l'acquisto di un mezzo fuoristrada.

6) Finanziato la costruzione di un alloggio per i responsabili dei progetti.

7) Acquisto di un terreno di circa due ettari, destinato alla coltivazione di alimenti da distribuire alla mensa scolastica di Cyeza.

8) Costruzione di una fattoria di bestiame, nella collina di Cyeza.

9) Realizzato un progetto di apicoltura nella diocesi di Byumba.

10) Erogato un contributo economico per la spedizione di un container in Rwanda.

11) Realizzato i terrazzamenti radicali sulla collina di Nyinawimana.

12) Consegnato materiale didattico per i bambini dalla scuola di Kibali.

13) Realizzato un progetto moderno per l'allevamento di polli con l'incubatrice.

14) Inviate attrezzature didattiche (televisione, DVD, fotocopiatrice, computer, cancelleria ecc) alla scuola superiore di Cyeza.

15) Portato un contributo annuale alle missioni che ogni anno visitiamo.

16) Dal 2003 abbiamo iniziato un Progetto di adozioni a distanza, che prosegue con successo donando speranza ad un numero sempre maggiore di bambini.

17) Erogato un contributo in sostegno delle Missioni del Burkina Faso. 

mercoledì 8 aprile 2020

La scomparsa per Covid di don Renato Lanzetti, vicario episcopale della diocesi di Como e amico dell'ass. Kwizera

Mons. Renato Lanzetti
E’ morto oggi, vittima del Covid19, don Renato Lanzetti, 69 anni originario di Torre Santa Maria, vicario generale della Diocesi di Como. Ricoverato inizialmente al Valduce di Como, in condizioni non preoccupanti,  la sua situazione si era andata aggravando fino a richiedere il suo trasferimento al reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Vigevano. Mons Lanzetti era vicario generale dal primo settembre 2017, quando il vescovo monsignor Oscar Cantoni l’aveva chiamato a Como da Grosio, dove era parroco dal 2009, accompagnando la sua scelta con queste parole rivolte ai grosini: «Non è un motivo di amicizia o opportunità o di calcolo quello che mi ha portato a scegliere il vostro parroco: lo Spirito Santo, mentre mi chiarivo quali caratteristiche avrei cercato nel nuovo vicario generale, mi ha fatto giungere a Grosio e mi ha fatto trovare proprio ciò che cercavo. Sono grato a don Renato per aver accettato un incarico così gravoso, ma anche a voi grosini per avermi fatto trovare pronto e plasmato l’uomo che serviva a me e a tutta la nostra Diocesi».
Lo ricordiamo come persona riservata e di poche parole, ma guida sicura ed esemplare nella fede. Caratteristiche che hanno convinto il vescovo Oscar a chiamarlo al suo fianco come proprio vicario, in un ruolo che oltre le doti organizzative, che a don Renato non  mancavano certo, richiede riservatezza, indipendenza di giudizio e una spiccata carità cristiana. Tutte doti che don Renato ha saputo declinare innervandole  con uno spiccato spirito di umiltà. Lo vogliamo ricordare con le parole con cui si era accomiatato dalla comunità di Grosio, lasciando una sorta di testamento spirituale, quanto mai attuale: «Non è possibile rinunciare alla messa domenicale se si vuole essere autentici discepoli del Signore. Amate e custodite le vostre famiglie, diffondete e alimentate il dialogo sincero di coppia. Amate la vostra comunità arricchendola con la vostra attiva presenza di opere di bene a vantaggio di tutti. Nel giorno nel quale ho fatto il mio ingresso a Grosio ho detto che avevo il sogno che il Signore concedesse a questa comunità, come ad altre, qualche vocazione sacerdotale, missionaria. Questo sogno ce l’ho ancora, non si è spento. Vi chiedo di pregare per me perché il compito che il vescovo mi affida è delicato e impegnativo. Che io possa svolgerlo con fedeltà». Lo vogliamo ricordare qui anche come grande e discreto amico dell’ass. Kwizera, a cui, quando era parroco di Grosio non ha mai fatto mancare la sua simpatia e il sostegno materiale con significativi contributi annuali. Perdiamo un amico, la cui memoria ricorderemo in Rwanda nella Chiesa di Bugarama, accanto agli altri sacerdoti amici dell’associazione.   

domenica 10 febbraio 2019

Una copia della statua della Vergine di Grosotto collocata nelle chiesa di Bugarama in Rwanda

Il momento della benedizione della statua
Bernard all'opera
Lo avevamo promesso in occasione dell'ultima missione dell'Ass. Kwizera: la chiesa di Bugarama, edificata nel 2008 su una delle colline ruandesi in memoria del compianto Bernardo Trinca Colonel, per oltre sessanta anni apprezzato sagrestano del santuario di Grosotto, meritava una statua della Beata Vergine delle Grazie. E così è stato. Il nostro collaboratore in Rwanda, Bernard, con un passato di insegnante di materie artistiche e con una vena artistica testimoniata da diverse opere che si possono ammirare in loco, si è messo immediatamente all'opera per realizzare una copia della statua presente nel santuario valtellinese, lavorando sulla base delle fotografie ricevute dall'Italia. Man mano che l'opera procedeva se ne poteva apprezzare la fedeltà all'originale, con però una voluta piccola licenza: il colore della pelle della Madonna e del Bambino è ispirato a quello della statua della Madonna di Kibeho, realizzata sulla base delle testimonianze delle tre veggenti che, proprio a Kibeho un villaggio del Rwanda meridionale, ebbero delle apparizioni negli anni 80, le uniche riconosciute dalla Chiesa in Africa. Realizzata in cemento, causa la difficoltà di reperire in loco il più malleabile gesso, la statua è stata ultimata in tempo per essere consegnata ai fedeli di Bugarama in occasione della Missione Kwizera 2019. E così che domenica è stata disvelata dal parroco di Nyagahanga, don Deogratias, ai numerosissimi fedeli che riempivano la chiesa, dopo che il martedì precedente era stata posizionata su un piedistallo che fa da pendant a quello che regge il tabernacolo. Una targa in rame, apposta sul piedistallo, riporta il titolo in Kinyarwanda, la lingua locale ruandese, di Beata Vergine delle Grazie: Bikira Maria ugaba inema. Ora la chiesa di Bugarama può dirsi a pieno titolo gemella del santuario di Grosotto. 

venerdì 8 febbraio 2019

Inaugurato il Posto di sanità di Mubuga

Oggi a Mubuga, un piccolo centro della parrocchia di Kisaro, nella diocesi di Byumba in Rwanda, c'è stata la consegna alle autorità locali del Posto di sanità realizzato dall'associazione Kwizera. Costruito secondo standard governativi ( circa 70 mq con annessi servizi sanitari)  per un costo complessivo, comprensivo di terreno, arredi ed attriezzature, di circa 20 mila euro, il Posto di sanità di Mubuga  copre un bacino d'utenza di circa 5000 abitanti.
Il Posto dispone anche dell'allacciamento alla rete elettrica e a quello dell'acqua che alimenta anche una fontana che dovrebbe essere resa usufruibile per la popolazione; ambedue i servizi non sono scontati nelle campagne ruandesi. Quale struttura sanitaria di base che, secondo i piani ministeriali, dovrebbe raggiungere nel paese una distribuzione tale da poter essere usufruibile da tutta la popolazione con un tragitto percorribile a piedi in non più di 25 minuti, svolge le funzioni di primo soccorso e di prima interfaccia con il servizio sanitario. Ma le funzioni che il Posto è chiamato a svolgere, con i due infermieri che vi sono preposti,  includono anche: attività di screening e di check-up annuale sulla popolazione di riferimento, l'attuazione del programma di vaccinazioni obbligatorie, l'attività consultoriale per la pianificazione familiare, il follow-up domiciliare per la tbc ed ambulatoriale per le patologie croniche la cui terapia sia stata impostata e verificata in ambito ospedaliero. Il posto di sanità di Mubuga, donato alla diocesi di Byumba e gestito dal centro sanitario di Kisaro è stato intitolato ad Alfredo Pierotti, conosciuto gestore del Quadrifoglio in Sarita nella media Valle in provincia di Lucca, in questo modo la moglie e i tanti amici che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto hanno voluto mantenere vivo l'amore di cui Alfredo era portatore. La moglie Marinella, medico, che ha seguito da vicino la fase realizzativa del Posto di Sanità, unitamente al parroco di Kisaro don Lucien Hakizimana, è stata la madrina dell'inaugurazione. Ma il suo impegno non si ferma qui; infatti, quale volontaria dell'ass. Kwizera compatibilmente con le richieste autorizzazioni governative, intenderebbe prestare la propria attività professionale ( come ginecologa ed esperta di malattie tropicali) nell'affiancamento del personale operante nel Posto. In tale attesa, si sta dedicando con costanza all'apprendimento del Kinyarwanda, la lingua locale cui si aggiungono il francese e l'inglese prerogative di chi ha studiato.Con la realizzazione del Posto di sanità si completa l'ideale villaggio Kwizera che l'associazione è venuta realizzando in questi oltre tre lustri di attività in Rwanda.

sabato 19 gennaio 2019

Missione Kwizera 2019

La Missione Kwizera 2019 avrà inizio il prossimo 28 gennaio e si protrarrà fino al 12 febbraio. In questo periodo i volontari dell'Associazione faranno il punto dei vari progetti in essere in Rwanda, nella diocesi di Byumba. Il momento clou della Missione si avrà giovedì 31 gennaio, quando si procederà alla consegna alla comunità locale del nuovo Posto di Sanità realizzato da Kwizera nella parrocchia di Kisaro. Per il Progetto Mikan Baby, che prevede la consegna di una capra a ragazze madri riuniti in gruppi di 25 a livello parrocchiale, si darà l'avvio a nuovi gruppi, dopo la fase sperimentale attuata nella parrocchia di Kisaro. Ci sarà la tradizionale visita ai bambini dell'Asilo Carlin di Kagera, gestito dall'Associazione d'intesa con la parrocchia di Nyagahanga, e la successiva celebrazione della messa alla chiesa di Bugarama, con la cerimonia di consegna di una nuova statua della Madonna. Altri momenti qualificanti saranno: la verifica, con i referenti locali, Bernard e Pascasia, dello stato dei circa duecento bambini rientranti nel Progetto Adozioni. Non mancherà l'incontro con la comunità batwa di Kibali, per fare il punto del progetto agricolo in corso e per distribuire il consueto pacco di fagioli. Quest'anno faremo visita al nuovo monastero che le clarisse hanno realizzato a Nyinawimana, la cui realizzazione era stata sostenuta dall'Associazione con il Progetto "Non di solo pane". A questi momenti particolari se ne potranno aggiungere altri, di cui facciamo conto di raccontare in questo nostro blog.

venerdì 3 agosto 2018

Allarmismo fuori luogo circa la chiusura di chiese in Rwanda

La chiesa di Bugarama
L’Avvenire di ieri, come peraltro altri organi di stampa, riportava la notizia circa la chiusura di 8000 chiese da parte del governo del Rwanda, “per motivi di sicurezza”.Dall’articolo, che si puo’ leggere cliccando qui, si ricava la sensazione che sia in corso un attacco alla libertà religiosa nel paese. Nella realtà i fatti illustrati riguardano per la gran parte situazioni di locali adattati a luoghi di culto di “chiese” fai da te, promosse da pastori improvvisati, spesso più dediti ad estorcere denaro ai propri seguaci che a diffondere un messaggio religioso. L’operazione governativa era iniziata qualche mese fa con la chiusura nella capitale Kigali di ben 700 luoghi di culto, quasi esclusivamente del tipo richiamato, che oltre a non rispettare i livelli di sicurezza minimali, richiesti a locali aperti al pubblico, erano anche fonte di disturbo delle quiete pubblica quando, magari nelle ore serali, diffondevano suoni e canti. Già a giugno, il presidente ruandese Paul Kagame, interpellato dal settimanale Jeune Afrique se con tale iniziativa intendesse dichiarare una  guerra alla religione, rispondeva di no, affermando che “il problema è il seguente: in primo luogo, il numero. Anche se solo a Kigali sono stati chiusi 700 luoghi di culto, ce ne sono altri ancora aperti. Sono ovviamente troppi. La libertà di culto non dovrebbe portare a tale eccesso. Inoltre, vi sono continue lamentele da parte dei residenti circa l'inquinamento acustico proveniente da quelle chiese giorno e notte, nonché la questione della sicurezza per i residenti causata da chiese che non rispettano gli standard. Infine, numerosi casi di estorsione di fondi, racket, crisi familiari causate da attività di pastori estorsori. Era necessario mettere ordine in quella proliferazione di chiese e sostenere regole che regolassero il loro insediamento e funzionamento. Questo è quello che abbiamo fatto”. L’iniziativa si è poi allargata al resto del Paese fino ad arrivare alla chiusura delle richiamate 8000 “chiese”. Al riguardo nostre fonti, interne alla Chiesa cattolica, hanno confermato che i luoghi di culto cattolici e della Chiesa anglicana ruandese sono stati interessati solo in minima parte, là dove esistevano effettivi problemi di sicurezza degli edifici religiosi a cui si e' provveduto a porre rimedio. Chiunque conosca la realtà ruandese sa bene che i luoghi di culto della Chiesa, anche nelle campagne, sono ben costruiti e ben tenuti, così come le molte Case del regno dei testimoni di Geova e diverse moschee. Per questo motivo l’iniziativa governativa non ha turbato più di tanto le autorità ecclesiastiche, alle quali sembra non dispiacere totalmente che si proceda a una certa azione di vigilanza sul proliferare di troppe sette fai da te che chiunque può promuovere dal mattino alla sera. In questo senso, è arrivato anche un provvedimento governativo che prevede che in futuro, con una fase transitoria di 4 anni, i ministri e promotori di gruppi religiosi siano in possesso di una licenza in teologia.Quindi, nessuna guerra di religione. Per ora.

domenica 8 luglio 2018

Il lato artistico del nostro collaboratore ruandese Bernard

Bernard all'opera
Bernard, il nostro prezioso collaboratore che in Rwanda ci aiuta nel seguire le diverse iniziative associative, ci manda questa foto. Testimonia una faccia poco conosciuta del nostro Bernard: quella dell'artista. Nella foto, Bernard, che in passato è stato  insegnante di disegno e arte, è alle prese con i primi colpi di scalpello per la realizzazione di una scultura della Madonna con Bambino che troverà collocazione nella chiesa di Bugarama, dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, come il santuario gemello della Madonna di Grosotto (So). La statua sarà pronta per essere consegnata alla comunità di Bugarama in occasione della prossima missione dell'Ass. Kwizera, come era stato promesso a quella comunità nel febbraio scorso.Attendiamo quindi che Bernard proceda nel suo lavoro, certi che anche questa volta farà un buon lavoro, come dimostrano le diverse opere realizzate in passato nella diocesi di Byumba.

lunedì 19 febbraio 2018

Il coniglio di Tiziano

Tiziano e il suo coniglio all'esterno della chiesa
Al quattordicesimo viaggio in Rwanda ci è capitata una cosa sorprendentemente spiazzante.E' quanto abbiamo vissuto alla conclusione della santa Messa con la quale si conclude tradizionalmente la Missione Kwizera alla chiesa di Bugarama. Solitamente, la cerimonia religiosa si conclude con qualche indirizzo di saluto ai numerosi presenti. Anche questa volta il copione si è ripetuto con una piccola variante: qualcuno doveva consegnarci un regalo.Dal fondo della chiesa si è quindi mosso  un giovane che portava con sè un sacco,  non particolarmente rigonfio. A quel punto, ci siamo trovati ad immaginare che si trattasse di qualche prodotto agricolo, come capita di frequente. Giunto ai piedi dell'altare il giovane si è messo ad armeggiare affondando una mano nel sacco per estrarre un piccolo coniglio, tenendolo per le orecchie come anche noi avevamo imparato a fare da piccoli, e passandocelo accompagnandolo con uno smagliante sorriso, cui ha fatto da colonna sonora l'applauso dei moltissimi fedeli presenti.Non siamo riusciti a mascherare la sorpresa per  la particolarità del dono, che immaginavamo fosse frutto di una decisione della comunità. Per questo la nostra sorpresa è ulteriormente aumentata quando ci è stato raccontato che il tutto era frutto dell'iniziativa personale del giovane, il cui nome è Tiziano, che prima dell'inizio della Messa aveva fatto sapere al responsabile della comunità della centrale
periferica della parrocchia di Nyagahanga che avrebbe voluto regalare al muzungu, che sarebbe arrivato di lì a poco, uno dei suoi conigli.Un'iniziativa quindi del tutto personale, che, seppure le sue motivazioni profonde ci sfuggano, vi assicuriamo ci ha colpiti profondamente, come mai prima ci era capitato. Non potendolo portare con noi in Italia, e in attesa di trovargli un nome che ci faremo suggerire dalla nostre nipotine, il  coniglietto ha trovato accoglienza tra gli animali della fattoria del Petit Seminaire di Rwesero

mercoledì 25 gennaio 2017

Parte la Missione 2017 dell'ass. Kwizera in Rwanda

Parte domani giovedì 26 gennaio  la Missione 2017 dell’Associazione Kwizera onlus verso il Rwanda, dove l’associazione opera da 15 anni a favore delle popolazioni locali. Per quindici giorni, il rientro è previsto il 10 febbraio,  saranno valutati sul campo i diversi programmi in corso nelle diverse parrocchie della diocesi di Byumba; a tal fine si incontreranno i referenti locali, mentre lunedì trenta a Byumba è programmata una riunione con tutti i parroci della diocesi. In particolare sono già fissati alcuni appuntamenti come quello del 2 febbraio a Kiruri, dove verrà inaugurata una sala polivalente del locale campus scolastico, un sopralluogo al villaggio dei batwa di Kibali, l'inaugurazione a Nyagatare di un piccolo allevamento di capre promosso dalla locale parrocchia, la consueta visita all'asilo Carlin di Kagera e la tradizionale santa messa alla chiesa di Bugarama.
Pur rinnovandosi anno dopo anno, l’impegno di Kwizera rimane fermo a quella scelta iniziale di portare l’aiuto, nella misura consentitaci dalla generosità di tanti amici e benefattori, là dove queste persone bisognose vivono. Come ricordato  nella controcopertina del calendario Kwizera 2017, tale scelta trae ispirazione dal  costante magistero pontificio: quello di Benedetto XVI quando, nel  Messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2013,  scrive che “prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra, ripetendo con il santo Giovanni Paolo II che «diritto primario dell’uomo è di vivere nella propria patria: diritto che però diventa effettivo solo se si tengono costantemente sotto controllo i fattori che spingono all’emigrazione» e di  papa Francesco, quando, nello stesso Messaggio del 2016, chiede che milioni di africani possano “vivere con dignità, anzitutto esercitando il diritto a non emigrare per contribuire allo sviluppo del loro Paese ".
Soprattutto, andare in Africa significa raccogliere l’appello dei vescovi africani quando  esortano la loro gioventù a non lasciarsi attrarre dalle sirene di un inesistente posto di lavoro in occidente, ma ad impegnarsi  nei rispettivi paesi per il futuro del continente.
Per l’Associazione Kwizera, “Aiutiamoli a casa loro”, lungi dall’essere un abusato e strumentale slogan propagandistico, significa dare concretezza a questi auspici, rispondendo innanzitutto a un principio di equità e secondariamente a un efficace utilizzo delle scarse risorse finanziarie disponibili.
Compatibilmente con i collegamenti internet,  confidiamo di poter aggiornare il blog sugli sviluppi della missione. Per seguire la Missione 2017 clicca qui.

sabato 20 agosto 2016

Quattro presunti jihadisti uccisi in Rwanda dalla polizia negli ultimi giorni

Secondo quanto riferito dall'agenzia AFP, tre rwandesi sospettati di condurre una campagna di reclutamento jihadista sono stati uccisi in un conflitto a fuoco con la polizia del Rwanda,  venerdì nel sud-ovest del paese, nel settore Bugarama nel distretto di Rusizi.Tre altri sospetti, di cui uno è stato ferito, sono stati arrestati. Dai primi accertamenti, anche a seguito del materiale sequestrato, risulterebbe che   il gruppo stava conducendo una campagna di radicalizzazione per reclutare jihadisti. Stranamente dell'accaduto non ha dato alcuna notizia il  sito on line de The New Times, il principale organo di stampa del paese. 
Il fatto fa seguito ad analogo successo giovedì a  Kigali, dove un rwandese, descritto come un "sospetto terrorista", è stato ucciso nel corso di una sparatoria con la polizia. Già nel mese di gennaio, la polizia aveva ucciso a Kigali un vice iman di una delle moschee della capitale, sospettato di reclutare  giovani da avviare  nelle fila dello Stato islamico in Siria.La comunità musulmana rappresenta molto meno del 5% della popolazione rwandese, dietro i cattolici (43,7%) e iprotestanti (37,7%). Ad oggi, nessun attacco terroristico jihadista è stato condotto in Rwanda e i fatti descritti sembrerebbero indicare una forte volontà delle autorità rwandesi di tenere sotto stretto controllo il fenomeno, preservando il paese dal contagio jihadista.

lunedì 29 febbraio 2016

Nella chiesa di Bugarama vive la memoria di alcuni sacerdoti valtellinesi

L'interno della chiesa
In cima a una delle mille colline rwandesi, quella di Bugarama, nel nord del Rwanda, troviamo un angolo di Grosotto (So): su un lato del largo spazio su cui si affacciano le aule scolastiche del villaggio, dal 2008 fa bella mostra di sé una chiesa dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, la stessa denominazione della Madonna del santuario di Grosotto.
Lo conferma la piccola stampa affissa sulla parete posta alle spalle dell’altare, raffigurante appunto la Madonna delle Grazie, e una targa posta, all’interno, al di sopra della porta d’entrata riportante la scritta “In memoriam Bernardi Trinca Colonel”, lo storico sagrestano, per oltre sessanta anni, appunto del santuario grosottino.
Ma i richiami alla nostra provincia non finiscono qui. Infatti, sul basamento del piccolo altare, una targa ricorda tre sacerdoti della nostra terra: il tiranese don Norberto Damiani, il morbegnasco, ma per molti anni vicario di Grosotto, don Giovanni Rapella, e il valchiavennasco, mons Virgilio Levi, già vicedirettore de L’Osservatore romano.
Da quest’anno, è entrato a far parte di questa sorta di mausoleo valtellinese della memoria anche il grosino don Agostino Salandi, scomparso lo scorso novembre. Infatti, alla fine della santa messa che, come tutti gli anni, quest’anno l’Associazione Kwizera ha promosso nella chiesa della Beata Vergine delle Grazie, che dll’Associazione  è diventata la chiesa di riferimento in terra rwandese, è stata apposta sul basamento del piccolo tabernacolo, la cui realizzazione fu proprio promossa dallo stesso  don Agostino, una piccola targa in ricordo appunto di don Salandi.
L’appuntamento promosso dall’Associazione è una delle poche occasioni che i cristiani della collina hanno per assistere alla santa messa nel corso dell’anno, dovendosi accontentare, nelle rimanenti domeniche, della cerimonia guidata dal catechista che guida la liturgia della parola, seguita dalla distribuzione dell’eucarestia. Questo succede per la gran parte delle succursali in cui si articolano le estese e popolose parrocchie rwandesi.
Ben si comprende, quindi, la calda accoglienza che i cristiani ogni anno riservano ai volontari che si spingono fin sulla sommità della collina dopo una ripida salita. Salita, quest’anno, resa più ardua dalla strada, in terra rossa, resa particolarmente scivolosa dalle vere e proprie rogge d’acqua alimentate  da un classico acquazzone  da stagione delle piogge, che si è abbattuto sulla collina proprio durante la nostra salita con la jeep di don Paolo, che di queste strade conosce ogni segreto.
L’acquazzone ha parzialmente giustificato il nostro ritardo di ben due ore sull’orario previsto per la celebrazione della messa; i fedeli hanno atteso pazientemente perché qui il tempo ha scansioni ben diverse delle nostre e poi sanno benissimo che, a prescindere da ogni orario ufficiale, come ripete sempre don Paolo, per giustificare i cronici ritardi africani: la messa inizia quando arriva il sacerdote!

lunedì 8 febbraio 2016

Missione Kwizera 2016

Inizierà martedì 16 febbraio la Missione 2016 dell'Associazione Kwizera, composta da tre volontari Angelo B., Franco S. e Martino G.. La prima settimana sarà dedicata in particolare alla verifica della situazione dei bambini  inseriti nel Progetto Adozioni con incontri che si terranno da mercoledì a venerdì a Byumba e sabato a Nyinawimana. Nel pomeriggio di sabato a Rwesero potrà tenersi la cerimonia della consegna delle borse di studio del Progeto JMV, agli studenti meritevoli e bisognosi del Petit Seminaire di Rwesero. Domenica a Mutete ci sarà un incontro con il gruppo pilota del Progetto Mikan Pig per verificare lo stato del progetto.
 Lunedì mattina si terrà il consueto incontro con i parroci della diocesi di Byumba per confrontarsi sui possibili interventi che l'Associazione Kwizera potrà sostenere nel corso del 2016 alla luce delle istanze che saranno espresse dai responsabili delle comunità parrocchiali.
Mentre Angelo e Franco faranno ritorno in Italia nella serata di martedì 23 febbraio, Martino si tratterrà in Rwanda fino al primo marzo. Nella settimana è previsto un sopralluogo all'asilo Carlin di Kagera per definire al meglio il servizio di refezione ai bambini e alla Chiesa di Bugarama per fare il punto degli interventi manutentivi realizzati in corso d'anno. Se possibile sarà programmata una visita alla parrocchia di Matimba per un incontro con i gruppi locali inseriti nel Progetto Mikan. Altre iniziative sul territorio potranno essere definite durante la Missione.
Confidiamo di poter tenere un diario della missione sul blog e sul sito dell'Associazione, compatibilmente alla disponibilità dei collegamenti internet.  

martedì 18 febbraio 2014

Ritorno alla chiesa di Bugarama e poi a Nyagahanga

Non poteva mancare, pur in una missione breve come l’attuale, una tappa alla chiesa di Bugarama, la chiesa dell'Associazione Kwizera in Rwanda. Anche se preavvisati all’ultimo momento, i parrocchiani della collina si sono fatti trovare numerosi all’appuntamento di domenica mattina. Don Paolo e don Deogratias, il parroco della parrocchia di Nygahanga, hanno celebrato la messa, durante la quale sono stati amministrati anche sei battesimi ad altrettanti bambini. Quella dell’amministrazione dei battesimi, ogni volta che passa da queste parti una missione Kwizera,  sta diventando  una simpatica tradizione, tanto che nel saluto finale ci siamo permessi la battuta che l’Associazione può ritenersi padrina di tutti questi neo batezzati. Dopo la santa  messa non è mancata una visita al centro parrocchiale di Nyagahanga, particolarmente animato.Sul campo sportivo c’era in corso un incontro di pallone tra la squadra locale e quella di Ngarama; per la verità il livello del gioco era piuttosto scadente con un’impostazione che da noi si direbbe alla viva il parroco. Nei locali invece del centro era in atto una riunione di un folto gruppo di giovani per una giornata di formazione pastorale. Successivamente una riunione operativa ha passato in rassegna le attivita' chesi intendono promuovere a favore dell'asilo Carlin di Kagera, in particolare per quanto attiene un sostegno alimentare ai bambini che frequentano le tre classi su cui si articola l'attivita' della scuola materna.

lunedì 26 agosto 2013

Alla chiesa di Bugarama





L'accoglienza dei volontari e l'interno della chiesa
La santa messa nella Chiesa di Bugarama suggella tradizionalmente la fine della Missione Kwizera. E dal 2008, anno di costruzione di questa chiesa (vedi foto), che questo appuntamento si ripete ogni anno. Anche lunedì la popolazione della collina è accorsa numerosa riempiendo la piccola chiesa, non prima di aver accolto con molto calore i volontari sullo spiazzo antistante. La santa messa celebrata da Don Paolo Gahutu ha visto anche l’amministrazione di 14 battesimi a bambini del luogo, dando così ulteriore rilievo alla celebrazione. Sembra che quello di agosto sia l’appuntamento dell’anno per la comunità locale che può contare sulla celebrazione di una santa messa solo ogni mese e mezzo, dovendosi accontentare nelle altre domeniche della celebrazione della parola da parte dei catechisti e alla distribuzione dell’eucarestia. Con l’occasione, Don Paolo, sulla scia della recente consacrazione  alla famiglia del santuario di Grosotto in Valtellina, con cui la chiesa di Bugarama ha un legame strettissimo,(vedi qui la storia dell’origine di questo gemellaggio) ha voluto fare altrettanto dedicando  la chiesa in special modo alla pastorale della famiglia su cui la diocesi di Byumba è particolarmente impegnata, anche con il contributo dell’associazione Kwizera attraverso il Progetto Mikan.

lunedì 7 gennaio 2013

Il Villaggio Kwizera

La foto che riportiamo tenta di sintetizzare undici anni d’impegno e di realizzazioni dell’Associazione Kwizera. Mettendo in fila quanto fatto in questi anni, grazie all’impegno dei volontari, il sostegno dei benefattori e la continua vicinanza dei tanti amici, si fa una scoperta per certi versi sorprendente. Raggruppando in un unico luogo tutte le realizzazioni portate a termine in questi anni, l’Associazione avrebbe dato vita a una piccola città o, se preferite, a un grande villaggio. Ecco, forse, è meglio parlare di villaggio, il Villaggio Kwizera, il Villaggio della speranza. All’inizio ci sono state due fattorie: la prima a Cyeza e poi quella edificata sulla collina di Nyinawimana, dopo averne terrazzato diversi ettari. Proprio su questa collina potremmo raggruppare tutte le varie strutture che vanno a comporre il nostro Villaggio. Per cominciare, senza necessariamente rispettare la sequenza cronologica delle varie realizzazioni, vi troverebbero collocazione le 47 casette unifamiliari, edificate per dare un tetto ad altrettante famiglie, che sono andate a formare il villaggio della comunità batwa di Kibali. L’acquedotto e la linea elettrica realizzate a Kiruri garantirebbero l’immediata vivibilità delle casette. Appena preso possesso delle nuove case, bisogna pensare ai bambini: ecco allora pronto un asilo, quello di Kagera, e due edifici scolastici realizzati rispettivamente a Kibali e a Kiruri. In linea con i principi ispiratori dell’impegno associativo non poteva mancare una presenza cristiana all’interno della comunità, per questo si è pensato a tutto quanto serve a una comunità parrocchiale; per cominciare la Chiesa come quella di Bugarama, la canonica e la sala della comunità come quelle della parrocchia di Mutete, per finire con un vero e proprio centro parrocchiale come quello di Nyagahanga, con il suo oratorio, il campo di basket e le aule di formazione. Laboratori come quelli realizzati a Bungwe e ancora a Nyagahanga completano la dotazione del nostro Villaggio Kwizera. Senza dimenticare che la comunità di villaggio è fatta di famiglie e di bambini si è cercato di dare una risposta ai loro bisogni con il Progetto adozioni che, attraverso il sostegno a oltre 300 bambini, ha portato un vero aiuto ad altrettante famiglie e il Progetto Mikan che coinvolgendo oltre 1000 famiglie ha dato loro, attraverso il dono di una semplice capretta, un segno di vicinanza e di speranza. Ad essere pignoli al Villaggio Kwizera manca un presidio sanitario; in effetti in questi anni pur avendo fornito assistenza al centro sanitario di Bungwe, con aiuti in medicinali, l’associazione non ha avuto modo dare vita a una struttura sanitaria. Ecco una sfida per il futuro!

giovedì 11 ottobre 2012

Nyagahanga dal satellite

Ecco una visione dal satellite di Google earth, ripresa nel febbraio 2011 ma messa in rete da poco, che inquadra la casa parrocchiale di Nyagahanga e il Centro parrocchiale realizzato da Kwizera. Si distingue perfettamente tutto, anche i quattro gazebo che affiancano il Centro. Per completezza, va detto che Google eart ha anche inserito una nostra foto del Centro, visibile quindi da tutti i visitatori di Google eart. Anche la chiesa di Bugarama ha una sua foto su Google earth.Per chi volesse andare su Google earth a dare un'occhiata riportiamo qui di seguito le coordinate relative:
Nyagahanga:Longitudine: 30°13'14.82"E Latitudine1°37'13.88"S
Bugarama: Latitudine: 1°41'27.60"S Longitudine: 30°15'40.06"E