"Ad un mondo migliore si contribuisce soltanto facendo il bene adesso ed in prima persona, con passione e ovunque ce ne sia la possibilità".Benedetto XVI : Deus caritas est

venerdì 28 novembre 2014

Oggi la Chiesa ricorda le apparizioni della Vergine a Kibeho

Il santuario della Madonna di Kibeho
Oggi la Chiesa ricorda le apparizioni della Vergine a Kibeho (28 novembre 1981 – 28 novembre 1989) le prime, verificatesi in terra d’Africa, su cui la Chiesa ha espresso il suo riconoscimento, giudicandole autentiche, al termine di una lunga inchiesta e di un rigoroso processo canonico.Si raggiunge Kibeho, situato nel sud ovest del Rwanda, scendendo da Kigali a Butare e poi percorrendo un’ampia strada sterrata per una trentina di kilometri. Chi vi arriva per la prima volta, in un giorno feriale, rimane sorpreso di trovare il più famoso santuario africano pressoché deserto: qualche ragazzo sull’ampio sagrato, un paio di gruppetti di pellegrini bianchi e tutto intorno un silenzio surreale e un panorama in cui colline appena accennate, ben diverse da quelle che caratterizzano il nord Rwanda, si stendono a perdita d’occhio soprattutto nelle parte sud che degrada verso il Burundi. Un luogo così sperduto e isolato è stato però testimone di un ciclo di apparizione della Madonna a tre giovani studentesse di una scuola secondario del luogo a partire dagli inizi degli anni ottanta.Tutto è iniziato il giorno del 28 nov 1981 quando una giovane studentessa del collegio di Kibeho, Alphonsine Mumureke, afferma di aver visto una signora di incomparabile bellezza che si presenta con il titolo di " Nyina wa Jambo " vale a dire, " Madre del Verbo ". Nel corso dei mesi successivi la Madonna apparve anche ad altre due ragazze Nathalie Mukamazjmpaka e Marie Claire Mukangango. Le apparizioni furono ufficialmente riconosciute tali dalla Chiesa il 29 giugno 2001 al termine di una lunga inchiesta e un rigoroso processo. Tra le numerose visioni a cui assistettero le tre giovani veggenti, particolarmente sconvolgente e profetica fu quella del 15 agosto del 1982, descritta con queste parole: “un fiume di sangue, persone che si uccidevano a vicenda, cadaveri abbandonati senza che nessuno si curasse di seppellirli, un abisso spalancato, un mostro spaventoso, teste mozzate”. Le stesse immagini che dodici anni dopo, nel 1994, scorrevano sugli schermi di tutto il mondo a testimonianza dell’immane tragedia che stava sconvolgendo il popolo rwandese e che ebbero una tragica appendice nell'aprile dell'anno successivo proprio a Kibeho,  quando un  sanguinoso intervento dell'esercito rwandese in un campo profughi procurò più di 4000 morti.
Delle tre veggenti Alphonsine Mumureke si è fatta suora e vive nel monastero delle clarisse cappuccine di Cotonou in Benin, Marie Claire Mukangango è stata uccisa con il marito durante il genocidio del 1994, mentre Nathalie Mukamazjmpaka vive a Kibeho come testimone di questi avvenimenti miracolosi.Più volte abbiamo riferito in questo nostro blog delle apparizioni mariane di Kibeho, in particolare in questo post   del 4 settembre 2012 ( leggi qui), testimonianza di un'intensa esperienza personale che ci ha portato a Kibeho e vivere un commovente incontro con una delle testimoni di quelle apparizioni, Nathalie Mukamazimpaka, e incrociare quegli occhi che hanno visto la Vergine.
A ricordo di quel breve incontro ci piace segnalare questa intervista , come se quelle parole fossero rivolte a noi, che la stessa veggente rilasciò il 2 giugno 2003 a padre passionista Gianni Sgreva autore del libro: "Le apparizioni della Madonna in Africa: Kibeho"Ed. Shalom, 2004.
Per saperne di più sulle apparizioni di Kibeho segnaliamo questa  sintesi in italiano (clicca qui), e questa  ricostruzione più ampia in francese ( clicca qui). Proponiamo altresì la trascrizione della conversazione tenuta da Diego Manetti  su Radio Maria nel luglio 2014, relativa al santuario di Kibeho e alla storia delle apparizioni mariane in terra rwandese.

Per vedere i luoghi e i protagonisti  guarda il video.


mercoledì 26 novembre 2014

Nomina del nuovo vescovo di Gikongoro

Il neo vescovo mons. Célestin Kakizimana
Il Santo Padre Francesco ha nominato Vescovo della diocesi di Gikongoro (Rwanda) il Rev.do Célestin Hazikimana, del clero di Kigali, Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Rwanda. Il Rev.do Célestin Hazikimana è nato il 14 agosto 1963, nella parrocchia della Sacra Famiglia dell’arcidiocesi di Kigali. Ha frequentato le scuole secondarie nel Seminario minore St Vincent di Rulindo (1977-1983) e poi in quello di Ndera (1983-1984). Nel 1985 è entrato nel Seminario propedeutico di Rulindo e ha completato gli studi di filosofia e di teologia presso il Seminario maggiore Interdiocesano di Nyakibanda, a Butare.È stato ordinato sacerdote il 21 luglio 1991.Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti incarichi: 1991-1992: Vicario parrocchiale a Rutongo; 1992-1994: Rappresentante diocesano per l’educazione cattolica; 1994-1996: Direttore del Centro nazionale San Paolo di Kigali; 1997-1998: Rappresentante diocesano per l’Educazione Cattolica; 1998-2003: Direttore di GEMECA-Rwanda; 2003-2010: Studi superiori di Teologia a Napoli, dove ha conseguito un Dottorato in Teologia Dogmatica presso la Facoltà di San Tommaso.Dal 2011 è Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Rwanda.

martedì 25 novembre 2014

Il contributo del Rwanda al VII Congresso mondiale della Pastorale dei Migranti

Si è concluso con un'udienza con papa Francesco il VII Congresso Mondiale della Pastorale dei Migranti. Il Papa ha rivolto ai quasi 300 partecipanti, tra cui delegati delle Conferenze episcopali, di commissioni, strutture ecclesiali e organismi di cooperazione, provenienti da 90 Paesi, un discorso consultabile cliccando qui.




In attesa di conoscere le considerazioni e le conclusioni del Congresso che saranno presto pubblicate, presentiamo l'interessante contributo presentato dal segretario della Commissione episcopale per i migranti, don Paolo Gahutu, per conto della Conferenza episcopale rwandese. Il contributo è consultabile cliccando qui.


sabato 22 novembre 2014

Prosegue con successo il Progetto Mikan: tutti i nuovi numeri

Un momento del trasferimento delle capre 
  A fine ottobre erano 34 i gruppi attivi nell'ambito del Progetto Mikan, una storia di successo  dell'attività dell'Associazione Kwizera in Rwanda, come documentato dai numerosi post che gli abbiamo dedicato ( clicca qui). Dall'avvio nell'aprile del 2009  sono così 2.850 le famiglie che, grazie alla particolare dinamica che regola il progetto, hanno beneficiato dell'assegnazione di una capra. Il Progetto Mikan che s'inserisce nel contesto della pastorale familiare ha coinvolto ben 15 delle 18 parrocchie della diocesi di Byumba. Il traguardo delle 3000 famiglie è  ormai a portata di mano; l'appuntamento con la tremillesima coppia che riceve in dotazione una capretta potrebbe scattare quindi agli inizi del nuovo anno, in occasione di una probabile missione dei volontari dell'associazione.Ricordiamo che proprio un anno fa il progetto aveva celebrato il traguardo delle duemila coppie.  

sabato 15 novembre 2014

Inizia lunedì il VII Congresso Mondiale per la pastorale dei migranti

Cooperazione e sviluppo nella pastorale delle migrazioni” è il tema scelto per il VII Congresso Mondiale per la pastorale dei migranti che vedrà riuniti quasi trecento esperti del settore, provenienti da 93 Paesi dei 5 continenti, dal  17 al 21 novembre presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma.Un confronto internazionale sulle strategie già in atto e ancora da attuare, nei riguardi di un fenomeno, quello delle migrazioni lavorative, in continua crescita. Anche quest’anno, come ogni cinque anni, l’evento è promosso e organizzato dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. I lavori si apriranno lunedì 17 novembre alle ore 17.30 con l’intervento del card. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio, che solleciterà i partecipanti a dare risposte adeguate alle problematiche che la migrazione lavorativa comporta, e si concluderanno venerdì 21 novembre alle 12.00 con l’Udienza con papa Francesco.Un incontro per dare risposte adeguate al fenomeno della migrazione economica e per promuovere il potenziale sociale che i popoli in movimento portano alla Chiesa e all’intera comunita'. Sara' presente anche una delegazione del Rwanda di cui farà parte don Paolo Gahutu.

mercoledì 12 novembre 2014

Parte a Kigali la telefonia di quarta generazione 4G LTE

Attiva da ieri a Kigali la connessione internet più veloce che ci sia, la 4G LTE, che abbina la Long Term Evolution-LTE,la  tecnologia che supera GSM (seconda generazione) e UMTS (terza generazione) con 4G, lo standard di telefonia cellulare di quarta generazione. Lo sviluppo è il frutto di una joint venture tra il governo rwandese e Korea Telecom (KT), il più grande fornitore di servizi di telecomunicazione in Corea del Sud, che ha portato alla creazione di Olleh Rwanda Network società che si propone  la distribuzione di una rete a banda larga 4G ad alta velocità per coprire il 95 per cento della popolazione ruandese in tre anni.  KT oltre che portare il know how ha investito 140 milioni dollari, mentre il governo ha messo a disposizione 3000 km di cavo in fibra ottica già posati sul territorio nazionale. Per ora, 4G LTE è accessibile solo nella capitale Kigali, a prezzi piuttosto alti secondo un primo riscontro dei consumatori, anche se confida molto sulla concorrenza tra gli operatori già attivi sul mercato rwandese: MTN, Airtel e Tigo. Con il lancio del 4G internet il settore  ICT , che ha attirato circa il 45 per cento di tutti gli investimenti diretti esteri in Rwanda riceverà ulteriore slancio che avrà favorevoli risvolti sul PIL con un apporto stimato nel  4 per cento per l'anno prossimo.

martedì 11 novembre 2014

Si terrà la prossima settimana a Byumba il 13° Forum dei giovani cattolici

Dal 19 al 23 novembre si terrà a Byumba il 13° Forum Nazionale dei Giovani del Rwanda a cura della Commissione Episcopale per la Pastorale dei Giovani. Il Forum inizierà il pomeriggio di mercoledì 19 con la santa Messa di benvenuto celebrata dal vescovo di Byumba, mons. Servillien Nzakamwita. Giovedì la santa Messa sarà celebrata dal Nunzio apostolico, mons. Luciano Russo, mentre mons. Antoine Kambanda, vescovo di Kibungo, terrà una conversazione su “Famiglia, scuola della fede ed esperienza dei giovani”. Venerdì sarà la volta di mons. Smaradge Mbonyintege, vescovo di Kabgayi e presidente della Conferenza episcopale del Rwanda,  a  intrattenere i giovani su “La croce di Cristo, nostra speranza”. Ci sarà spazio anche per approfondire, nei Carrefour previsti, problemi che si affacciano all’orizzonte dei giovani come la lotta contro l’Aids, la preparazione al matrimonio, la piaga dell’aborto, senza dimenticare la scoperta della vocazione di ciascuno all’interno della Chiesa. Il noto imprenditore Gerard Sina, che i nostri lettori già conoscono, cercherà di trasmettere ai giovani quello spirito d’intrapredenza che lo ha portato, partendo da ragazzo di strada, a diventare il principale imprenditore privato del Rwanda. La mattinata di sabato sarà dedicata all’Umuganda, i lavori comunitari nel solco della tradizione rwandese. Il Forum si concluderà domenica mattina con la celebrazione della santa Messa, concelebrata dai vescovi presenti, con l’intervento anche delle autorità civili. L’auspicio che in questa occasione possa trovare diffusione tra i giovani partecipanti al Forum la Synthèse du Compendium de la Doctrine sociale de l’Eglise, il manualetto edito a inizio anno dall’Ass. Kwizera.

domenica 9 novembre 2014

Kagame: la costituzione può essere modificata solo dal popolo


Ieri, il presidente Paul Kagame, in occasione di un dibattito tenutosi nell'ambito dell'African Leadership Network 2014 tenutosi a Kigali, è intervenuto  sulla situazione creatasi nel Burkina Faso dove il presidente Blaise Compaoré è stato recentemente costretto a ritirarsi dopo il suo tentativo di modificare la costituzione per ottenere un altro mandato. Rispondendo a una specifica domanda, il presidente Kagame ha detto che "quanto successo in Burkina Faso non sarebbe dovuto accadere, e non credo che nessun paese possa trarre beneficio dal caos. La gente del Burkina Faso dovrebbero essere in grado di risolvere i propri problemi allo stesso modo di qualsiasi altro paese. " Riguardo all'argomento specifico delle modifiche costituzionali Kagame ha poi affermato che " spetta al popolo redigere la costituzione o cambiarla, non al presidente. Non si tratta di persone che manifestano, la gente è libera di fare qualsiasi cosa, alla fine della giornata è il popolo a decidere ". 

venerdì 7 novembre 2014

Il musicista Kizito Mihigo si dichiara colpevole

Il famoso musicista rwandese, Kizito Mihigo, arrestato lo scorso mese di aprile con la pesante accusa di cospirazione contro le istituzioni e complicità in atti di terrorismo (vedi precedente post), alla prima udienza del suo processo iniziato ieri si è dichiarato colpevole di tutte le accuse a lui ascritte e ha chiesto la clemenza della corte. Secondo quanto riferisce RFI, Mihigo ha tenuto a dichiarare che " contrariamente a quanto si dice, nessuno lo ha spinto a confessare". Chissà se anche in questo caso vale il vecchio adagio excusatio non petita.....
Diversamente,  i suoi tre coimputati, un ex militare, un giornalista di una radio di emanazione di un gruppo religioso protestante (vedi precedente post) e uno dei leader del RNC, un partito di opposizione in esilio, si sono dichiarati non colpevoli. Secondo la polizia Mihigo ha ammesso di aver intrattenuto rapporti via internet anche con esponenti delle Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR). Secondo l'accusa Mihigo avrebbe anche compilato una lista di "persone da uccidere", che comprendeva il presidente Paul Kagame e ministri di alto livello.

domenica 2 novembre 2014

Il Burkina Faso visto da Kigali

I recenti avvenimenti che hanno interessato il Burkina Faso, di cui ha ripercorso le dinamiche l'africanista Anna Bono in un artitolo apparso su La Bussola quotidiana  che proponiamo ai nostri lettori ( clicca qui), all'apparenza non sembrano aver prodotto echi particolari in Rwanda.Probabilmente la ragione di un atteggiamento così distaccato da quanto sta succedendo in Burkina Faso è riassunto nell’intervento odierno dell’editorialista de The New Times,  Ken Agutamba, che a conclusione di una sua analisi sulla parabola che ha interessato il presidente dimissionario Blaise Compaore, vittima dei suoi errori e forse dell'abbandono delle potenze occidentali che lo avevano sostenuto in passato ora pronti a promuovere una nuova stagione politica, così conclude." Credo che il problema dell'Africa non sia il numero dei mandati di un  leader; il problema è ciò che  i leader fanno mentre sono al potere. Guardiamo ll voto dei cittadini come se avessimo a che fare con gli  azionisti di una società quotata in borsa e il  leader come il CEO dell'azienda. Gli azionisti non lascerebbero mai andare in pensione un eccellente amministratore delegato la cui leadership   ha fatto loro guadagnare enormi  dividendi; farebbero di tutto per farlo rimanere in modo da continuare a incassare i benefici.  In realtà, se le persone sono felici, economicamente progredite, sane e sicure e con cibo a sufficienza sulle loro tavole, la politica è sempre l'ultima delle loro preoccupazioni. La buona politica che si caratterizza per il buon governo è molto rara e nei paesi in cui le persone godono di buon capi supremi se li tengono stretti, anche se i dirigenti vorrebbero  lasciare il potere. Naturalmente è vero anche il contrario”.L'ostentato distacco con cui l'establishment rwandese vive la "primavera nera" del Burkina Faso sta tutto, quindi,  nella convinzione che il Rwanda Inc. e il suo Ceo, Paul Kagame,  abbiano finora presentato  bilanci in utile con il conseguente riconoscimento a tutti i propri "azionisti" dei relativi dividendi.Naturalmente il ragionamento regge fino a quando  sarà accettata l'equiparazione di una realtà statuale   a un'azienda, fino a quando cioè lo status di azionista con il relativo dividendo sarà preferito a quello di cittadino con i relativi diritti.

sabato 1 novembre 2014

La banca interdiocesana RIM premiata come migliore operatore di microfinanza

La banca emanazione dell’episcopato rwandese, Reseau interdiocésain de Microfinance (Rim), si è aggiudicata il premio promosso dall'Associazione delle istituzioni di microfinanza in Rwanda (AMIR), quale miglior operatore finanziario nel settore appunto della microfinanza. La scelta si è basata sul raggiungimento degli obiettivi di settore, l’erogazione dei servizi, la responsabilità e la cura del cliente. Soddisfazione per il riconoscimento è stata espressa dall’amministratore delegato di RIM, signora Diana Uwimbabazi, che ha affermato che  "la vittoria è per noi una sfida a fare di più e continuare ad esercitare la disciplina finanziaria".