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martedì 8 agosto 2017

Padre Albanese: in Rwanda segni di democratizzazione "dal basso"

Segnaliamo questa interessante analisi di padre Giulio Albanese, grande esperto d'Africa, apparsa su Avvenire di sabato, dedicata alla tornata elettorale africana in cui è contenuto anche questo passaggio dedicato al Rwanda. Un'analisi, tutta ancora da riscontrare nella realtà, che nella sua estrema sintesi offre  un elemento di speranza. 
" ....vi sono elementi di novità che non andrebbero sottovalutati. Ad esempio, in un paese come il Ruanda, nonostante la leadership ininterrotta (dal lontano 1994, anno del genocidio) del regime di Paul Kagame – personaggio controverso, feroce con i dissidenti e responsabile di pesanti ingerenze militari nel vicino ex Zaire – si sta affermando un graduale processo di democratizzazione "dal basso", frutto della lenta ma sicura maturazione di un’opinione pubblica interna sensibile alla cittadinanza e al superamento dell’etnocentrismo politico. Il fatto che il governo di Kigali continui a essere saldamente nelle mani del Fronte patriottico ruandese (Fpr), grazie anche ai successi delle politiche di modernizzazione messe in atto in questi anni dal regime, non esclude scenari inediti alla narrazione giornalistica internazionale.Esiste, infatti, una resistenza democratica locale fatta di piccole realtà rurali e cittadine, espressioni eloquenti della società civile, che, con impegno e determinazione, silenziosamente, contribuisce a modificare i meccanismi di relazioni interetniche, rafforzando il ruolo socioeconomico dei territori e delle comunità autoctone. Si tratta di reti di solidarietà che nascono soprattutto tra i giovani e le donne, nuove mentalità di gestione e innovative pratiche di management sociale; gruppi informali i cui attori mutano e si diversificano costantemente, con una coscienza accresciuta dei loro diritti di cittadinanza".

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