"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


sabato 2 novembre 2013

A rischio la collaborazione tra i paesi della Comunità dell'Africa Orientale - EAC

La crisi che sta interessando il Kivu, che negli ultimi giorni vede le forze governative riprendere diverse zone precedentemente in mano ai ribelli del movimento ribelle M23, sembra rimettere in discussione anche i rapporti in seno ai paesi che fanno parte della comunita' dell'Africa orientale (EAC), che sulla vicenda del Kivu hanno posizioni non sempre collimanti. In particolare recenti prese di posizione della Tanzania hanno creato una vera e propria frattura con il Rwanda; dapprima il presidente tanzaniano Jakaya Kikwete aveva richiesto che il Rwanda, nel quadro dei colloqui di pace  avviati tra le diverse parti coinvolte nella crisi del  Kivu, aprisse trattative con il FDLR e successivamente aveva decretato l'espulsione di alcune migliaia di rwandesi residente in Tanzania. Nei fatti la Tanzania  si e' venuta a trovare in una situazione di progressivo isolamento all'interno dell'EAC di cui hanno approfittato gli altri tre paesi piu' importanti della comunita'. Nei giorni scorsi, infatti, Kenia, Rwanda e Uganda, con il coinvolgimento anche della nuova realta' politica del Sud Sudan, sono arrivati a formalizzare accordi di carattere economico che comportano a una sostanziale esclusione della Tanzania dai loro traffici commerciali. Le decisioni assunte prevedono, infatti, che tutti flussi commerciali gravitanti sul porto tanzaniano di Dar es Salam vengano dirottati su quello kenyano di Mombasa e tutto il traffico su strada bypassi la Tanzania. A corollario di tali intese è stato anche raggiunto l'accordo, che dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2014, in cui basterà un unico visto per l’ingresso nei tre paesi. In prospettiva si mira a una più forte integrazione economica tra i tre paesi a cui potrebbe fare seguito una futura federazione politica.La Tanzania non si è però fatta cogliere impreparata dalla formalizzazione di questa intesa trilaterale e ha immediatamente dato avvio a colloqui con la Repubblica Democratica del Congo e con il Burundi, anche quest’ultimo paese escluso dall’accordo a tre pur facendo parte dell’EAC, per creare un nuovo blocco commerciale ed economico, che riconosca il porto tanzaniano di Dar es Salam come punto di transito delle merci da e per il Burundi e per l'est del Congo, con cui collegarsi attraverso una nuova linea ferroviaria. Se tali approcci arrivassero a concretizzarsi non è escluso l'uscita della Tanzania e di conseguenza del Burundi  dalla stessa EAC.

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