"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


lunedì 26 novembre 2012

Lettera pastorale dei vescovi rwandesi per l'Anno della Fede

Dalla Radio Vaticana. Un’esortazione a vivere una vita cristiana basata sulla vera fede: è questo, in sintesi, il contenuto della Lettera pastorale che la Conferenza episcopale del Rwanda ha diffuso in occasione dell’Anno della fede. La missiva sarà letta ufficialmente in tutte le Chiese del Paese il prossimo 2 dicembre, prima domenica di Avvento e data scelta dalle Conferenze episcopali dell’Africa Centrale come Giornata di preghiera per la pace nella regione dei Grandi Laghi. Dopo un’introduzione che ricorda il perché dell’Anno della fede, indetto da Benedetto XVI per celebrare i 50 anni dall’apertura del Concilio Vaticano II, la lettera pastorale esorta i cattolici a ravvivare la propria fede, a purificarla e proclamarla, affinché i prossimi mesi “diventino una bella occasione per confermarsi nella vita cristiana attraverso una vera conversione”. Dal punto di vista strutturale, il documento dei presuli è suddiviso in tre capitoli: il primo è dedicato al significato della fede cristiana, il secondo ai problemi che contrastano la fede stessa ed il terzo alle direttive specifiche che i vescovi offrono ai cattolici per l’Anno della fede. “Per i cristiani – si legge nella lettera – la fede è una virtù teologale che ci fa credere fermamente in Dio”. Di qui, l’invito dei presuli affinché i fedeli innanzitutto approfondiscano “i dogmi di fede contenuti nel Credo che sintetizza ciò che Gesù ha rivelato attraverso la sua Chiesa” e quindi “li credano e li vivano con convinzione, poiché essi costituiscono uno dei tratti caratteristici dei cristiani cattolici”. Riguardo ai problemi che contrastano la fede, inoltre, i vescovi ne rilevano numerosi, come “l’ateismo professato da alcune persone limitate dai progressi scientifici, tecnologici ed economici; le ideologie che combattono Cristo e la Chiesa con le armi e le idee distruttive o che si oppongono alla natura umana creata ad immagine e somiglianza di Dio, la quale deve, invece, essere rispettata dal concepimento fino alla morte naturale; o, ancora, le ideologie che vogliono distruggere la famiglia basata sull’unione tra uomo e donna o che vogliono condurre ad una vita senza Dio”. Quindi, la lettera pastorale offre alcune direttive per l’Anno della fede, tra cui l’invito ad accostarsi più frequentemente ai sacramenti, a studiare meglio i documenti del Concilio Vaticano II, a vivere maggiormente la fede all’interno del matrimonio e della famiglia, a promuovere la giustizia e la pace, eliminando tutte le cause dell’odio e della violenza legate alle etnie. Infine, la Chiesa del Rwanda esorta i fedeli a fare un pellegrinaggio a Kibeho, luogo delle apparizioni della Vergine Maria. 

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