"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


mercoledì 6 febbraio 2019

Progetto Mikan Baby: partito il gruppo di Bungwe

La consegna delle capre a Bungwe
Oggi, a Bungwe, un villaggio della campagna ruandese, c'è stata la consegna di 25 capre ad altrettanti giovani ragazze madri, inserite nel Progetto Mikan Baby dell'Associazione Kwizera Onlus.Dopo la positiva esperienza maturata in questi anni con il Progetto Mikan, che ha visto l'assegnazione di una capra, secondo una formula particolare, a 5.000 famiglie, è ora la volta, appunto, del Progetto Mikan Baby, espressamente rivolto alla ragazze madri, che numerose, nei villaggi, vivono situazioni di disagio ed emarginazione all’interno della comunità parrocchiali. Nella parrocchia che abbiamo visitato oggi se ne contano 600. Il Progetto Mikan Baby ha gli stessi meccanismi del progetto originario: donare a giovani ragazze madri una capra, con l’impegno di trasmettere il primo capretto a una nuova ragazza madre e così di seguito. Infatti, alla consegna odierna erano presenti oltre le beneficiarie, anche le altre 25 ragazze che attenderanno il loro capretto.Lo spirito è quello che ha animato Michele ed Anna, gli iniziatori, unitamente all'Ass. Kwizera, nell'ormai lontano 2009, del Progetto Mikan (MIchele-Kwizera-ANna) quando donarono le prime 25 capre a un gruppo di Nyagahanga. In quella occasione scrissero: “Non intendevamo inviare a queste famiglie dei semplici aiuti. Noi vogliamo aiutarle ad aiutarsi! Le nostre capre vogliono essere l'inizio della circolazione di conoscenza, di consapevolezza, di crescita attraverso il lavoro di squadra, appunto un "aiuto ad aiutarsi"”. E così è stato, se solo si ricorda la bella storia di una coppia di Nyagahanga, Jean Damascene e sua moglie Claudina, che a partire da quella prima capra ricevuta nel 2012 e dopo aver onorato l'impegno a riservare il frutto del primo parto al Progetto, si sono avviati attraverso un percorso virtuoso e fortunato, tutti i parti di quella prima capretta sono stati eccezionalmente trigemellari, a disporre di 7 capre. Dapprima ne hanno vendute 4 per acquistare le lamiere per sostituire i tetto di paglia della casupola in cui vivevano con quattro figli. I parti si susseguono, così come le vendite con cui prima la famiglia acquista un piccolo appezzamento di terreno e quindi una mucca e successivamente amplia la casa. Intanto conferisce qualche risparmio a una cooperativa, e quando arriva il suo turno nel poter richiedere un prestito si compera una seconda mucca, mantenendo anche un certo numero di capre. La vita nell’angusta capanna del passato è ormai un ricordo. Oggi la famiglia vive in una casetta in muratura, circondata da terreni di proprietà, con sul retro lo spazio riservato agli animali. Il tutto, partendo da quella piccola insignificante capretta ottenuta dal Progetto Mikan che altri, magari, si sono mangiata all’indomani dell’adempimento dell’obbligo del conferimento del primo capretto nato. Abbiamo ricordato questa storia anche oggi nel momento dell'avvio del gruppo di Bungwe, per sottolineare le potenzialità del Progetto che, nella versione Baby, potrebbe trovare ulteriore slancio dal fatto che le giovani madri saranno chiamate a promuovere iniziative in comune, mettendo insieme qualche loro risparmio e quei capretti che nasceranno in più rispetto ai venticinque necessari a soddisfare gli adempimenti del Progetto.E' con questo auspicio che abbiamo dato il via a questo nuovo Progetto, dopo la felice sperimentazione di un gruppo pilota presso la parrocchia di Kisaro, certi che le giovani madri sapranno trarne i migliori frutti, per sé e per i loro bimbi.

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