"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


martedì 11 ottobre 2016

Reazioni alla risoluzione UE e alla riapertura delle indagini francesi sul 6 aprile 1994

Il Parlamento rwandese, nella seduta di ieri  10 ottobre, ha preso in esame  la risoluzione del  Parlamento UE, di cui abbiamo riferito in un precedente post, respingendola  in toto e sollecitando lo stesso  Parlamento europeo a ritirarla in quanto basata su false ricostruzioni dei fatti, oltretutto acquisiti  in occasione  di una visita di parlamentari europei in Rwanda avente ben diverso scopo.La  risoluzione, di cui allo stato non si conosce il testo definitivo,  essendo disponibile solo uno stringato comunicato sul sito del parlamento,  sarà presentata al Consiglio dell'UE, alla Commissione europea, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario generale dell'ONU, alle istituzioni dell'Unione africana, della Comunità dell'Africa orientale, l'ACP-UE Assemblea parlamentare paritetica , ai parlamenti degli Stati membri dell'Unione europea e per esortarli a non prendere in considerazione una tale risoluzione in quanto infondata, in contrasto con i fatti e basata esclusivamente su ragioni politiche.
Nel frattempo si preannunciano  nuove nuvole nei rapporti con la Francia, dopo che la magistratura francese ha deciso di riaprire l'indagine sull'abbattimento dell'aereo che ha  provocato la morte dell'ex presidente Juvénal Habyarimana e del suo omologo burundese il 6 aprile 1994, fatto scatenante la tragedia rwandese.
Secondo i media, la riapertura del caso, dopo che tutto sembrava concluso,  si baserebbe sulla necessità di raccogliere la testimonianza fornita dall'ex capo di stato maggiore dell'esercito rwandese, gen.  Kayumba Nyamwasa, già alto esponente del FPR  attualmente in esilio in Sud Africa dove è stato oggetto anche di un paio di attentati,  che ha sempre sostenuto in diverse dichiarazioni, non aventi però valenza testimoniale, la responsabilità di Kagame nell'organizzazione dell'attentato. Lo stesso presidente rwandese ha reagito con forza respingendo le accuse e dichiarando che "dovrebbe essere la Francia ad  essere processata per genocidio, non certo il Rwanda."

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