"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


lunedì 23 novembre 2015

La giustizia rwandese apre il dossier sui nove spagnoli assassinati venti anni fa

Con la pubblicazione su The New Times dell’articolo comparso sul giornale spagnolo El Mundo, a firma della giornalista Marisa Recuero, il dossier sulle  uccisioni di due sacerdoti, quattro membri dei Fratelli Maristi e tre operatori umanitari, tutti   cittadini spagnoli, avvenute in Rwanda e nella vicina Rep. Dem. del Congo tra il 1994  e il 1997, viene definitivamente sdoganato a livello giornalistico, essendo nel frattempo diventato materia  di indagine della giustizia rwandese. Riferisce, infatti, l’articolo, che secondo quanto comunicato alle autorità spagnole dal procuratore rwandese, Richard Muhumuza, la polizia giudiziaria rwandese  ha avviato indagini in Rwanda su ciascuno degli omicidi, per uno solo dei quali, quello del  prete basco Isidro Uzcudum, ad oggi, è stato individuato un colpevole condannato a 20 anni di carcere dalla Corte di Gitarama.  I presunti responsabili della morte di altri otto spagnoli restano in libertà. 

domenica 22 novembre 2015

Arrivano le carte prepagate

Fanno il loro ingresso sul mercato rwandese degli strumenti di pagamento le carte prepagate,  grazie al lancio della prepagata Visa CashXpress, emessa da Ecobank .Lo strumento sarà a disposizione della clientela tradizionale bancaria,    studenti, impiegati, uomini d'affari e viaggiatori, come servizio aggiuntivo, ma potrà rivelarsi anche un primo strumento di bancarizzazione dei cittadini privi di conto corrente bancario che avranno così la possibilità di avere una carta  su cui accreditare eventuali disponibilità, anche provenienti da rimesse e trasferimenti da terzi. In questo modo i genitori della borghesia cittadina potranno anche mettere in mano ai propri figli un agile strumento per piccole spese.
La diffusione delle carte prepagate deve confrontarsi con il limitato numero di ATM ancora disponibili in Rwanda e al numero di POS, strumenti collocati presso i  punti vendita (negozi, ristoranti, alberghi),attualmente limitato 1.057, peraltro in forte aumento.
Bisognerà verificare in loco se con l’attivazione del nuovo servizio anche le prepagate italiane saranno accettate presso i POS e gli ATM: un nostro esperimento effettuato nel passato non aveva, infatti, dato esito positivo. Se la situazione fosse mutata, ne uscirebbero  agevolati i trasferimenti di importi contenuti da qui ai referenti locali che potrebbero essere dotati di prepagate italiane.

lunedì 16 novembre 2015

Ministro fa la "predica" ai leader religiosi troppo attenti ai bisogni della gente

"In quanto leader religiosi, da voi ci si aspetterebbe un esempio di integrità verso il vostro popolo, invece alcuni di voi si sono persi in dispute su benefici materiali, il che è assurdo. Dovreste essere un modello di cristianità”. E questa la “predica” che Francois  Kaboneka, ministro per il governo locale,  ha rivolto, sfidando il senso del ridicolo, ai  leader religiosi, non prima di averli sbrigativamente sollecitati a desistere da inutili dispute. Materia del contendere è stata la richiesta formulata al governo dai leader religiosi di prendere in considerazione l'introduzione di premi individuali per il pagamento dell’assicurazione sanitaria, Mutuelle de Santé, finora  pagata sulla base del nucleo familiare.
I rappresentanti delle varie confessioni religiose, cattoliche protestanti e musulmane, avevano sollevato la questione nel corso di una riunione consultiva con il ministro per il governo locale, sottolineando come l’attuale sistema imposto dal governo, che prevede  che l’assicurazione non scatti se non dopo che tutti i componenti della famiglia hanno saldato il premio, non consenta l’intervento delle varie realtà assistenziale a favore dei più bisognosi, perché alcuni membri delle rispettive famiglie non hanno pagato. Lo ha chiarito bene  mons. Smaragde Mbonyintege,  presidente della Conferenza episcopale della Chiesa cattolica, affermando che “abbiamo un grande problema per cui paghiamo i soldi per le persone più vulnerabili nelle famiglie, ma non ci è permesso di ottenere carte di assicurazione perché gli altri membri della famiglia non hanno ancora pagato. Questa norma dovrebbe essere rivista per garantire che coloro i cui premi sono stati pagati possano accedere a servizi medici ". Analogamente si sono espressi anche i rappresentanti delle altre confessioni. Da qui era originata l'inopinata esternazione del ministro che aveva anche sollecitato i rappresentanti religiosi a farsi parte diligente per sollecitare la popolazione a pagare l'assicurazione.
E dire che l'incontro, a cui  hanno partecipato anche i dirigenti distrettuali e i governatori delle province, si proponeva di ricercare modi per migliorare il coordinamento tra i leader religiosi e governo per favorire la crescita  in settori come la sanità, l'istruzione, la riconciliazione, la sicurezza e l'eliminazione della povertà.Comunque sembra che un possibile compromesso possa essere preso in considerazione dalle autorità, consentendo alle famiglie di accedere  ai servizi sanitari una volta che  almeno la metà dei membri ha pagato la Mutuelle de Santé .