"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


domenica 22 marzo 2026

Quale futuro per il Posto di Sanità di Mubuga?

La situazione del Posto di sanità di Mubuga, "Alfredo Pierotti", più volte qui trattata,deve forse essere rivista alla luce di un articolo apparso recentemente su The New Times.Infatti, in esso vi si riportava la dichiarazione del Ministro della Salute, Dr. Sabin Nsanzimana,  secondo il quale circa 200 presidi sanitari in tutto il Paese sono risultati essere situati in posizioni inadeguate e le loro infrastrutture sono ora in fase di valutazione per un utilizzo alternativo. Il Ministro ha affermato che i presidi sanitari interessati rappresentano quasi il 10% di tutte le strutture di questo tipo a livello nazionale e sono stati per lo più istituiti in aree in cui la domanda di servizi è bassa."Questi presidi sanitari sono stati introdotti intorno al 2015, in un periodo in cui i distretti avevano degli obiettivi da raggiungere. Tuttavia, alcune considerazioni fondamentali sono state trascurate". Di conseguenza, “alcuni presidi sanitari sono stati costruiti lontano dai centri abitati, mentre altri sono stati allestiti troppo vicino a strutture sanitarie già esistenti, rendendoli di fatto superflui”.Conseguentemente, il  Ministero della Salute ha rivisto gli standard per l’apertura di nuovi presidi  sanitari ed evitare problemi simili in futuro.Lo stesso Ministro ha auspicato che per i presidi inutilizzati vengano trovate nuove destinazioni come: centri per la prima infanzia, centri giovanili o biblioteche, in modo che le infrastrutture non vadano sprecate. Per i presidi invece che faticano a garantire un’adeguata operatività per motivi finanziari o per carenza di personale non saranno eliminati ma saranno prese misure a sostegno come un più sollecito rimborso e la messa a disposizione di personale infermieristico neo diplomato.In questo contesto forse va rivista la gestione anche del Posto di Sanità di Mubuga, realizzato dall’Associazione Kwizera nel 2019, in memoria del compianto Alfredo Perotti, e da più di un anno praticamente chiuso per mancanza di personale. Se il Posto di Mubuga è da conderasi tra quelli che “faticano a garantire un’adeguata operatività per motivi finanziari o per carenza di personale”, l’Associazione Kwizera riafferma la propria disponibilità a garantire un supporto finanziario per garantire il pagamento dello stipendio di un infermiere. Diversamente, se il Posto rientra tra quelli “destinati ad un uso alternativo”, forse la soluzione migliore è che venga restituito alla Diocesi, proprietaria dell'immobile, e sia la stessa Diocesi a trovare una destinazione, tra le tante possibili, che vada a favore della popolazione locale dell'infrastruttura. Anche in questo caso l’Associazione Kwizera è disponibile a valutare un proprio  sostegno per garantire la valorizzazione di questa importante opera frutto del sostegno dei nostri benefattori.

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