Riproponiamo il documento "LE DÉVELOPPEMENT AU SENS CHRÉTIEN À LA LUMIÈRE DE "CARITAS IN VERITATE",LA PLACE DU LAÏCAT redatto dall'Abbé Emmanuel MUGABO e presentato a Byumba il 16 agosto 2012 ad una riunione di parroci indetta dall’Ass. Kwizera, dove si propone una riflessione sulla gestione dei progetti di sviluppo pastorale alla luce dell'enciclica di Papa Benedetto XVI "Caritas in veritate".Il documento, pur datato, conserva una stringente attualità, confermata dalle difficoltà che spesso accompagnano l’attuazione dei progetti e, soprattutto, la loro gestione nel tempo.L'intervento mira a promuovere una maggiore consapevolezza ed efficacia, sottolineando l'importanza della collaborazione con i laici, che costituiscono la maggioranza dei benefattori.
Il testo è
strutturato in tre sezioni principali:
- Il senso cristiano
dello sviluppo secondo "Caritas in veritate":
* Perché ispirarsi a questo documento? L'enciclica è scelta
come fonte d'ispirazione perché è recente, attuale e affronta situazioni che
fanno parte della quotidianità. Aiuta a riesaminare documenti precedenti del
Magistero e ad affrontare le difficoltà attuali. Il documento individua
problemi e cause, proponendo azioni concrete per superare le sfide del
ministero, come vivere la carità nella verità, promuovere la giustizia e
rispettare il bene comune.
- Se il nostro
sviluppo non è cristiano... Un cristianesimo di carità senza verità rischia
di cadere nel sentimentalismo e di avere un'incidenza marginale, escludendo Dio
dal mondo. Ogni azione cristiana deve portare un'impronta cristiana,
manifestata nella solidarietà, collaborazione, correzione e comprensione
reciproca. L'esclusione di questi aspetti porta al fallimento dei progetti
pastorali. Viene evidenziato il ruolo cruciale dei laici, la cui negligenza può
portare al declino della parrocchia e all'offuscamento dell'immagine della
comunità cristiana.
- La messa in pratica
dei principi dello sviluppo in senso cristiano:
* Obiettivi iniziali: che tipo di sviluppo si
intende? Per quale scopo? Il vero sviluppo mira al bene comune di tutti gli
individui, famiglie e gruppi intermedi che formano la comunità sociale, non è
un fine a sé stesso. L'entusiasmo iniziale deve essere accompagnato da una
pianificazione seria, esecuzione rigorosa e intensa collaborazione con
benefattori e beneficiari. Si sottolinea il pericolo di concepire progetti solo
per ottenere fondi, piuttosto che per il bene della comunità.
* Gestione delle risorse: La gestione intelligente
delle risorse è la prima sfida. Il dirottamento dei fondi per scopi diversi da
quelli previsti è un errore fatale che porta al fallimento. È fondamentale una
sana cogestione e collaborazione per prevenire illusioni e truffe programmate.
* Modalità di esecuzione dei progetti: Le principali
insidie nell'esecuzione sono la distrazione e la dispersione. È cruciale non
trascurare il monitoraggio dei lavori e non farsi assorbire eccessivamente dal
progetto. La presenza di collaboratori affidabili è indispensabile, ma anche
essi possono essere soggetti a debolezze. Una stretta collaborazione è
necessaria per prevenire rallentamenti e falsificazioni. Si evidenzia come gli
interessi personali possano subentrare nel tempo, compromettendo l'interazione
etica necessaria per un vero sviluppo umano. La fiducia dei benefattori è
fondamentale e deluderla compromette il futuro dei progetti.
- Lezioni da imparare:
* Perché cadere ripetutamente negli stessi errori?
Gli insuccessi ripetuti devono indurre a riflettere sul proprio modo di agire.
Non è ragionevole accumulare progetti incompiuti e continuarne a concepirne di
nuovi. Una commissione, che includa laici esperti, dovrebbe approvare i
progetti e sorvegliarne l'esecuzione per garantire il successo e prevenire
fallimenti dovuti a cambi di attori. La mancanza di documentazione sui progetti
e l'assenza di un adeguato passaggio di consegne tra i responsabili sono cause
significative di fallimento. La mancanza di fraternità tra gli uomini è una
delle cause più profonde del sottosviluppo.
* Perché gli altri riescono e noi no? È necessario
interrogarsi sul perché altri riescano con gli stessi mezzi e condizioni in cui
noi falliamo, prima di richiedere finanziamenti. Questa consapevolezza deve
spingere a mettere in campo tutte le potenzialità per non disonorare l'istituzione.
* Con il nostro impegno possiamo avere successo: È
necessaria una buona preparazione dei progetti, pur riconoscendo che un
sacerdote non è necessariamente uno specialista. Il ruolo dei laici competenti
è cruciale nella scelta dei consulenti. Sincerità e onestà sono indispensabili,
evitando di falsare i dati per ottenere maggiori benefici dai benefattori, il
che porta al fallimento e alla rottura delle relazioni. È fondamentale una
collaborazione sana ed efficace con i collaboratori e i beneficiari. La
comunicazione regolare con i benefattori è vitale; il silenzio è dannoso e può
portare alla perdita di fiducia. L'esperienza degli altri, sia successi che
fallimenti, è una fonte di apprendimento per evitare errori. I benefattori, che
investono tempo ed energie per procurare i fondi, devono poter rendicontare e
non accettano sprechi. Le risorse non sono illimitate nel tempo e sono
finalizzate all'autonomia.
In conclusione, il documento sottolinea che i progetti di sviluppo sono un dono prezioso da valorizzare. La collaborazione efficace con i laici è imprescindibile per prevenire errori nella concezione e realizzazione. Le idee dell'enciclica "Caritas in veritate", sebbene applicabili su scala globale, possono essere adattate a contesti più ristretti. Si insiste sull'abbandono della tradizione orale in favore di una documentazione scritta ("verba volant, scripta manent") per garantire la continuità nella gestione, la valutazione dell'impegno e l'eliminazione delle cause di fallimento.