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giovedì 15 febbraio 2018

Consegnato alla popolazione locale il nuovo acquedotto di Rubaya




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Un nuovo acquedotto realizzato dall'Associazione Kwizera è stato inaugurato mercoledì nel settore di Rubaya,  sulla linea di confine tra il Rwanda e l’Uganda. Pur di non mancare alla consegna del nuovo acquedotto alla popolazione locale, il responsabile del Distretto di Byumba, Juvenal Mudaheranwa , si è visto costretto a spostare almeno un paio di volte l’appuntamento rinunciando, cosa abbastanza rara tra i politici, anche  al consueto bagno di folla che solitamente garantiscono questi momenti inaugurali. Così, con una sobria cerimonia, alla presenza dei rappresentanti  dell’Associazione   e del responsabile amministrativo del Settore, il responsabile del Distretto di Byumba ha consegnato al comitato di gestione locale un opera che l’Associazione Kwizera ha realizzato in memoria di Lia e Rita Accorsini. L’acquedotto ha richiesto la posa di 10 kilometri di tubazioni, la costruzione di 4 nuove cisterne da 10.000 litri e 2 da 15.000 litri che alimentano 10 nuove fontane. I nuovi lavori, eseguiti dall'impresa Falide di Byumba, hanno comportato anche il recupero di   3 vecchie cisterne da 10.000 litri e 2 da 15.000 litri, oltre che 12 vecchie fontane. Sono questi i numeri dell’acquedotto Rubaya-Kagugu, che dopo alcuni mesi di lavoro, ha finalmente portato acqua bevibile alle tante famiglie che finora si vedevano  costrette a percorrere kilometri per attingere acqua potabile o accontentarsi di utilizzare l’acqua stagnante dell’area umida di fondo valle dove viene coltivato il the.Ne beneficiano le due comunità di Rubaya e di Kagugo. Rubaya  è un villaggio di circa 749 famiglie raccolte attorno alla Chiesa cattolica, alla scuola, al centro di sanità, agli uffici della comunità civile, al mercato e al macello. Kagugo è una comunità di 150 famiglie dotata di una scuola materna, di una chiesa cattolica e di una protestante.L'acqua arriverà anche ai 2.200 alunni delle scuole locali. Ora, come sottolineato dal capo del Distretto nei suoi interventi, si spera che l’accesso a un’acqua pulita consenta, oltre ad evitare i disagi del passato, anche una maggior sicurezza sanitaria, soprattutto dei bambini,  derivante anche da una maggiore igiene personale. Una raccomandazione particolare è stata rivolta al comitato di gestione perché il nuovo servizio idrico abbia una sua sostenibilità economica che ne consenta una futura manutenzione attenta e continua. Per questo, sarà necessario richiedere un pagamento, seppur minimo dell’acqua attinta alle fontane, così come avviene  comunemente in Rwanda, dove spesso la gestione dell’approvvigionamento idrico è gestito da privati. Il possibile prezzo per una tanica da 20 litri è stato quantificato in 10 centesimi  in moneta locale pari a un centesimo di euro. A proposito di costi, merita essere ricordato anche quello dell’intera realizzazione dell’acquedotto. L’ammontare complessivo, che come ricordato è stato reso disponibile dalla famiglia Accorsini di Camporgiano, piccolo comune della Garfagnana, è stato, ai cambi attuali, di circa 18.000 euro, pari al costo che l’Italia si accolla per l’accoglienza, per poco meno di un anno e mezzo, di un solo migrante che ammonta, appunto, a 12.775 euro all'anno. Questo anche per dare un’idea del diverso valore e utilizzo che le scarse risorse economiche possono avere in un contesto come quello africano.

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