"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


venerdì 29 aprile 2022

Il Chandler Good Government Index una nuova conferma del Modello Rwanda

Il modello Rwanda trova una nuova conferma nel secondo Chandler Good Government Index , pubblicato giovedì 28 aprile dal Chandler Institute of Governance (CIG), istituzione senza scopo di lucro con sede a Singapore. In base a questo Indice, il Rwanda risulta avere  il governo più efficace tra i Paesi a basso reddito a livello globale e in tutta l'Africa continentale. 


L'indice, che  si basa su oltre 50 fonti di dati aperte, misura le capacità e i risultati del governo in 104 paesi (circa il 90% della popolazione mondiale) sulla base di sette pilastri: Leadership e Foresight (Lungimiranza); Leggi e politiche solide; Istituzioni forti; Amministrazione finanziaria; Mercato attraente; Influenza e reputazione globali; Aiuto alla crescita delle persone. Il Rwanda è emerso come il secondo Paese con le migliori prestazioni in Africa e il 55° a livello globale. Mauritius, classificata al 38° posto a livello mondiale, è in testa all'Africa. Il Botswana (60) completa la top tre dell'Africa, con Marocco (64), Sud Africa (70), Senegal (71), Tunisia (72), Egitto (73), Ghana (73) e Namibia (78) che fanno la top 10 dell'Africa. La Finlandia è in testa al mondo, seguita in quest'ordine da Svizzera, Singapore, Danimarca e Paesi Bassi. Norvegia, Svezia, Germania, Nuova Zelanda e Regno Unito completano la top 10.L'Italia si posiziona al 34° posto.

Il Rwanda ha ottenuto i risultati migliori nell'ambito del pilastro Leadership and Oversight, classificandosi al 17° posto a livello globale, ottenendo risultati relativamente elevati ( 28° posto) nella Capacità di fungere da mercato attraente. Ma ha avuto scarsi risultati su Global Influence and Reputation (91°), riflettendo generalmente la tendenza dell'Africa. Si è classificato 49° nella Gestione finanziaria , 57° in Leggi e politiche solide, 63° sotto il pilastro  Istituzioni forti e 79° nella sua capacità di Aiutare le persone a crescere.

mercoledì 27 aprile 2022

Cosa farà l'ENI in Rwanda?

E’ stato firmato ad inizio mese tra l’Eni e il Governo del Rwanda un memorandum d’intesa (MoU) per identificare opportunità congiunte negli ambiti dell’economia circolare, dell’agricoltura e della forestry, dell’innovazione e delle digital information technology. Nei termini del memorandum, le parti valuteranno la fattibilità di progetti di economia circolare incentrati sulla raccolta dell'olio da cucina esausto e degli oli di scarto, oltre che sulla valorizzazione e il riciclo nella gestione dei rifiuti. Altro ambito di interesse è l’agricoltura, con riferimento alla produzione di bio-feedstock e alla loro trasformazione in prodotti decarbonizzati. Il memorandum include inoltre iniziative legate alla forestry, in particolar modo alla conservazione delle foreste e generazione di crediti di carbonio attraverso una serie di attività come la riduzione delle emissioni di CO2 dalla catena del valore legna-combustibile e altre attività. Tra gli ambiti di cooperazione infine rientrano l’innovazione e le digital information technology indirizzate all’economia circolare, all’agricoltura, alla forestry, all’energia off-grid e ad altre aree di business, come la sostenibilità, la salute, la sicurezza e l’ambiente. Il memorandum è in linea con l’obiettivo del Rwanda di favorire lo sviluppo economico consentendo la crescita del settore privato e con l’impegno di Eni per contribuire ad aumentare l’efficienza energetica nei Paesi africani, facendo leva su progetti agro-industriali in un contesto sostenibile. Visto che nello sfruttamento delle risorse fossili, principale area di business della compagnia italiana, e nel fotovoltaico l’Eni è stata preceduta da altri investitori, come evidenziato nello stralcio, riportato qui di seguito, del capitolo dedicato all'energia ne  Il modello Rwanda,  gli ambiti di intervento si riducono di molto. Probabilmente ci potranno essere opportunità nell’ambito delle digital information technology, stante la particolare attenzione del Rwanda a tutto quanto riguarda l’informatizzazione nei più svariati ambiti, sia pubblici che privati, e nell’ambito della più ampia gestione dei rifiuti, a cui si fa riferimento nel Mou, a partire dall'annunciata volontà da parte delle autorità ruandesi di realizzare un termovalorizzatore a Kigali, lanciando indirettamente una sfida a Roma su chi riuscirà a tagliare per prima il traguardo di trarre elettricità dai rifiuti.

venerdì 15 aprile 2022

Dodici cose da sapere sull’accordo Rwanda-UK sui migranti.

Ecco dodici cose da sapere sull’accordo che è stato firmato ieri a Kigali tra il Rwanda ed il Regno Unito che prevede il trasferimento in Rwanda, dove riceveranno l’assistenza necessaria e il vaglio dei requisiti per ottenere l’asilo in quanto profughi o rifugiati, dei migranti entrati illegalmente in Gran Bretagna. L’accordo denominato “Partenariato per la migrazione e lo sviluppo economico” ha suscitato non poche polemiche da parte delle opposizioni britanniche, di diverse Ong e dell’ONU che però, forse, dimentica come nel 2019 la sua agenzia UNHCR abbia sottoscritto un accordo dai contenuti molto simili che prevedeva che il Rwanda si facesse carico del reinsediamento dei migranti bloccati nei campi di detenzione in Libia (vedi qui).
Per conoscere meglio i contenuti dell’accordo riportiamo qui alcuni chiarimenti ripresi dalla stampa ruandese sulla base delle informazioni fornite da esponenti del governo.