"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


sabato 30 agosto 2014

Il mistero dei cadaveri ritrovati sul lago Rweru

Nella ultime settimane, diversi cadaveri sono stati visti galleggiare sul lago Rweru, un lago tra il Burundi e il Rwanda, vicino al confine con la Tanzania. Le autorità della provincia del Burundi, dove sono stati visti i corpi, escludono che si tratti di cittadini del Burundi, affermando che i cadaveri proverrebero dal Rwanda, trasportati dal fiume Akagera. Altrettanto ha fatto la Polizia Nazionale del Rwanda negando che cittadini rwandesi risultino dispersi.I pescatori del posto sostengono di aver notato i cadaveri da un paio di settimane; in tutto sarebbero una quarantina i cadaveri visti galleggiare sulle acque del lago. Edouard Nduwimana, ministro degli interni del Burundi, ha detto a France-Presse : "Ci sono molti corpi, alcuni legati, galleggianti sul lago Rweru, anche se probabilmente la cifra di 40 segnalata dai pescatori è esagerata." Nduwimana ha detto che non è stato ancora possibile confermare la loro origine e quindi  " sono necessarie  indagini  per confermare o meno se questi corpi vengano dal Rwanda, o se siano stati gettati nel lago in Burundi".
 Come riferisce la BBC che ha raccolto la testimonianza di un funzionario burundese, alcuni corpi sono stati trovati   racchiusi in sacchi, altre testimonianze parlano di corpi  con  le mani legate dietro la schiena ; modalita' che farebbero pensare a delle esecuzioni.Di fronte al mistero di questi cadaveri figli di nessuno si e' levata la richiesta dei partiti dell'opposizione rwandese di dare avvio a un'inchiesta indipendente per  procedere all'identificazione dei cadaveri, sulla base delle impronte digitali disponibili per i cittadini rwandesi che dispongono della carta d'identita, per poter escludere  che si tratti di rwandesi di cui e' stata denunciata la scomparsa negli ultimi mesi.

giovedì 28 agosto 2014

I preziosi consigli di Tony Blair ai capi di stato suoi assistiti

l'articolo de la Repubblica
In un recente articolo il Telegraph mette sotto accusa l'ex premier britannico Tony Blair per la sua disinvolta attività di consulente, profumatamente remunerato, di diversi governi che non brillano per il loro grado di democraticità. Per illustrare in che cosa si sostanzi questa attività, il giornale inglese porta ad esempio una lettera che Blair ha inviato al suo cliente, il premier kazako Nazarbayev, in cui gli  spiega il modo per ripulire l'immagine dopo l'uccisione da parte della polizia di 14 operai dell'area petrolifera di Zhanaozen che protestavano per le condizioni di lavoro. Nella misssiva Blair scrive che quei morti   «non devono oscurare gli enormi progressi fatti dal Kazakhstan» e consiglia al suo cliente come deve rapportarsi con i media occidentali. Come scrive Repubblica nell'articolo riportato qui a fianco "allegata, c' è un' intera pagina di testo da aggiungere al discorso che il premier avrebbe dovuto tenere a  Cambridge. Blair propone a Nazarbayev quelle frasi spiegando che servono ad «affrontare la questione Zhanaozen» nel «modo migliore per i media occidentali », ovvero parlandone, ma aggiungendo, come dice l' allegato: «Ci sono problemi di democrazia e diritti umani essenziali da affrontare. Io comprendo e ascolto ciò che dicono i nostri critici. Ponete le vostre questioni, sarete ascoltati. Ma dateci credito per l' enorme cambiamento positivo che abbiamo compiuto nel nostro Paese. Dobbiamo andare avanti un passo alla volta». La lettera è un concentrato di trucchi da politici navigati: con quel discorso a Cambridge Nazarbayev si conquistò non pochi titoli dei giornali sul leader «visionario » che aveva migliorato il suo Paese."  Tony Blair è consulente anche del governo rwandese ( vedi precedente post). Anche per il presidente Paul Kagame, come per il suo omologo kazaco, Blair ha coniato l'immagne di leader "visionario", titolo che evidentemente non è coperto da copyright e di esclusiva per cui viene usato con molta larghezza per ogni cliente della Tony Blair Associates,  Per la cronaca  il Kazakhstan corrisponde alla Tony Blair Associates circa sette milioni di sterline l' anno, per consulenze governative sulle riforme. 
Non conosciamo se l'attività consulenziale a favore del governo rwandese, peraltro svolta sotto un'altra sigla, l'Africa Governance Initiative-AGI, preveda un corrispettivo diretto ed eventualmente a quanto ammonti.
L'AGI ha rilasciato nei mesi scorsi uno studio sul lavoro svolto a favore del governo rwandese dal titolo "Two steps at a time" consultabile cliccando qui.  

martedì 26 agosto 2014

Arresto di tre ufficiali: spia di un possibile malessere all'interno delle forze armate?

Con una certa cadenza, quasi stagionale, assistiamo a periodiche purghe all’interno delle forze armate con  messa in quiescenza forzata di ufficiali delle forze armate rwandesi, piuttosto che di veri e propri arresti a fronte di specifici atti d’accusa per attività volte alla destabilizzazione dell’ordine costitutito. Da ultimo è il caso di tre ufficiali arrestati nei giorni scorsi per presunto coinvolgimento in un complotto per minare la sicurezza dello Stato. Come riferisce la BBC, sulla base anche di notizie ufficiali date dalle Forze armate, si tratta dell’ex comandante della guardia presidenziale, colonnello Tom Byabagamba, oltre che del generale in pensione, Frank Rusagara, e del capitano David Kabuye. Questi sono gli ultimi casi; si devono però ricordare i casi dell'attuale capo dei servizi segreti stranieri, generale Karake Karenzi, posto agli arresti domiciliari per più di un anno e quello ben più importante dell'ex capo di stato maggiore delle forze armate, il tenente-generale Faustin Kanyumba Nyamwassa, con un certo seguito all'interno dell'esercito, accusato di complottare per rovesciare il regime di Kigali e costretto all'esilio in Sud Africa, dove è stato anche vittima di un attentato alla vita a cui è sopravvissuto dopo aver subito gravi ferite.

Sembra di assistere ad atti volti a tenere alto il livello d’attenzione all’interno delle forze armate,  dove potrebbero annidarsi veri e propri focolai di opposizione, allo stato dei fatti e delle forze in campo, l’unica veramente in grado di turbare agli attuali vertici del paese.