La proposta di sobbarcarsi un
periodo di volontariato in Rwanda come pena alternativa al carcere avanzata da
Rajat Gupta, l'ex capo della società di consulenza McKinsey e membro del
consiglio di Goldman Sachs e Procter & Gamble, accusato di insider trading
davanti alla corte federale di New York, non gli ha evitato la prigione ma un
bello sconto di pena sì ( vedi post di venerdì scorso). Infatti, Gupta e' stato
condannato ieri a due soli anni di
carcere, un anno di libertà vigilata e 5 milioni di dollari di multa, a fronte degli otto anni minimi
richiesti dalla pubblica accusa.La proposta di pena alternativa non aveva
riscosso particolare apprezzamento presso la stampa americana, affatto benevola
verso i reati di questo tipo. Non ha
fatto del tutto breccia neppure presso il giudice chiamato ad esprimere il
verdetto, il giudice Rakoff, che ha respinto la proposta, sottolineando che non
avrebbe dissuaso altri truffatori dal tenere comportamenti analoghi. Secondo
qualcuno, il mancato accoglimento della richiesta di pena alternativa ha fatto
perdere un'occasione, se non al Rwanda dove forse più che ai contadini dei
villaggi il lavoro di Gupta avrebbe fatto comodo alle autorità di Kigali, al
governo degli Stati Uniti che avrebbe potuto usare gratis il talento di Gupta
per programmi educativi sull'etica negli affari da tenere ai giovani rampanti
delle business schools americane, così come fatto in passato con colleghi di Gupta condannati per crimini da colletti bianchi.
"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI
giovedì 25 ottobre 2012
lunedì 22 ottobre 2012
venerdì 19 ottobre 2012
Finanziere americano che rischia dieci anni di carcere:mandatemi volontario in Rwanda
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| Rajat K. Gupta |
L'americano di origine indiana, Rajat K. Gupta, è stato un tempo uno degli
uomini d'affari più importanti del mondo presente in diversi consigli di
amministrazione, già ai vertici della società di consulenza McKinsey e della
Goldman Sachs. Il suo presente è però quello di un imputato in un tribunale di New York con l’accusa di insider
trading, per aver passato notizie riservate a un gestore di hedge fund suo
amico, Raj Rajaratnam, già condannato l’anno scorso a 11 anni di prigione. Di
fronte alla richiesta dei pubblici ministeri di condannare Gupta fino a dieci anni di prigione, gli avvocati
difensori se ne sono usciti con una
proposta che ha destato non poche perplessità anche nella stampa americana: concedere al loro
assistito, già in passato impegnato in attività filantropiche, anche in qualità di
fiduciario presso la Fondazione Rockefeller e di consigliere di filantropia del presidente
Bill Clinton, di scontare la pena proposta nella forma alternativa di un servizio di volontariato da espletare in Rwanda. Secondo gli avvocati, il governo ruandese sarebbe ben lieto di dare il proprio sostegno a un programma di servizio in cui Gupta sarebbe impegnato
nei distretti rurali per promuovere e
seguire programmi di contrasto all’HIV, alla malaria, alla povertà, magari, ma questa è una nostra malignità, con qualche capatina a Kigali per un brunch con il presidente per un briefing su finanza e umanità varia. Gupta spera
che il giudice Jed S. Rakoff, che emetterà
la propria sentenza il 24 ottobre p.v., si lasci convincere della bontà della sua richiesta, concedendo la pena alternativa, da un appello
presentato da più di 400
autorevolissimi sostenitori, tra cui Bill Gates e l'ex segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi
Annan. Non abbiamo che da aspettare mercoledì prossimo per vedere se il giudice
accetterà la proposta e, nel caso, quanti anni mister Gupta dovrà passare in
Rwanda per non trascorrerne dieci
in una prigione americana. Chissà se ci si vede laggiù?
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