"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


giovedì 25 ottobre 2012

Niente Rwanda per Gupta, ma solo due anni di carcere

La proposta di sobbarcarsi un periodo di volontariato in Rwanda come pena alternativa al carcere avanzata da Rajat Gupta, l'ex capo della società di consulenza McKinsey e membro del consiglio di Goldman Sachs e Procter & Gamble, accusato di insider trading davanti alla corte federale di New York, non gli ha evitato la prigione ma un bello sconto di pena sì ( vedi post di venerdì scorso). Infatti, Gupta e' stato condannato ieri  a due soli anni di carcere, un anno di libertà vigilata e  5 milioni di dollari di multa, a fronte degli otto anni minimi richiesti dalla pubblica accusa.La proposta di pena alternativa non aveva riscosso particolare apprezzamento presso la stampa americana, affatto benevola verso i reati di questo tipo. Non  ha fatto del tutto breccia neppure presso il giudice chiamato ad esprimere il verdetto, il giudice Rakoff, che ha respinto la proposta, sottolineando che non avrebbe dissuaso altri truffatori dal tenere comportamenti analoghi. Secondo qualcuno, il mancato accoglimento della richiesta di pena alternativa ha fatto perdere un'occasione, se non al Rwanda dove forse più che ai contadini dei villaggi il lavoro di Gupta avrebbe fatto comodo alle autorità di Kigali, al governo degli Stati Uniti che avrebbe potuto usare  gratis il talento di Gupta per programmi educativi sull'etica negli affari da tenere ai giovani rampanti delle business schools americane, così come fatto in passato con colleghi di Gupta condannati per crimini da colletti bianchi.

 

lunedì 22 ottobre 2012

Rwanda da Google earth: Nyinawimana

 
Il segno di Kwizera in terra rwandese: il terrazzamento
 e la fattoria sulla collina di Nyinawimana
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venerdì 19 ottobre 2012

Finanziere americano che rischia dieci anni di carcere:mandatemi volontario in Rwanda

Rajat K. Gupta
 L'americano di origine indiana, Rajat K. Gupta, è stato un tempo uno degli uomini d'affari più importanti del mondo presente in diversi consigli di amministrazione, già ai vertici della società di consulenza McKinsey e della Goldman Sachs. Il suo presente è però quello di un imputato in un tribunale di  New York con l’accusa di insider trading, per aver passato notizie riservate a un gestore di hedge fund suo amico, Raj Rajaratnam, già condannato l’anno scorso a 11 anni di prigione. Di fronte alla richiesta dei pubblici ministeri di condannare Gupta fino  a dieci anni di prigione, gli avvocati difensori  se ne sono usciti con una proposta che ha destato non poche perplessità anche nella stampa americana: concedere al loro assistito, già in passato impegnato in attività filantropiche, anche in qualità di  fiduciario presso la Fondazione Rockefeller e di consigliere di filantropia del presidente Bill Clinton, di scontare la pena proposta nella forma alternativa di un servizio di volontariato da espletare in Rwanda.  Secondo gli avvocati, il governo ruandese sarebbe ben lieto di dare il proprio sostegno  a un programma di servizio in cui Gupta sarebbe impegnato nei distretti rurali per  promuovere e seguire programmi di contrasto all’HIV, alla malaria, alla povertà,   magari, ma questa  è una nostra malignità, con qualche capatina a Kigali per un brunch con il presidente per un briefing su finanza e umanità varia. Gupta spera che il giudice Jed S. Rakoff,  che emetterà la  propria sentenza il 24 ottobre p.v., si lasci convincere della bontà della sua richiesta, concedendo la pena alternativa, da un appello presentato da più di  400 autorevolissimi sostenitori, tra cui  Bill Gates e l'ex segretario generale  delle Nazioni Unite,  Kofi Annan. Non abbiamo che da aspettare mercoledì prossimo per vedere se il giudice accetterà la proposta e, nel caso, quanti anni mister Gupta dovrà passare in Rwanda per non trascorrerne  dieci in una  prigione americana. Chissà se ci si vede laggiù?