"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


domenica 8 agosto 2021

Il Rwanda invia militari in aiuto al Mozambico per combattere il terrorismo jihadista

Quasi un mese fa, il governo del Rwanda, su richiesta del governo del Mozambico, ha dispiegato 1.000 soldati a Cabo Delgado per aiutare a combattere gli estremisti armati legati allo Stato islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL), che dal 2017 hanno destabilizzato il nord del Paese. Le truppe ruandesi sono state inviate per lavorare a stretto contatto con le forze armate di difesa del Mozambico (FADM) e le forze della SADC, nella lotta al terrorismo a Cabo Delgado. Nell'ottobre 2017, i terroristi hanno lanciato un'insurrezione a Cabo Delgado, mentre  nell'agosto 2020 hanno sequestrato Mocimboa da Praia. Più di 50 persone sono state decapitate dai terroristi nella provincia nell'aprile 2020 e un numero simile nel novembre 2020. Nel settembre 2020, i ribelli dell'ISIL hanno catturato l'isola di Vamizi nell'Oceano Indiano. Il 24 marzo i militanti hanno sequestrato Palma, uccidendo dozzine di civili e sfollando oltre 35.000 dei 75.000 abitanti della città. In questi giorni le forze ruandesi e mozambicane stanno sferrando un offensiva, avanzando verso la città portuale strategica di Mocimboa da Praia da tre fronti, dopo aver liberato la città costiera di Afungi, sede di un aeroporto e di impianti di gas naturale liquefatto. Le forze mozambicane stanno avanzando dal sud della città situata lungo la costa dell'Oceano Indiano, mentre i  ruandesi si stanno muovendo dal nord e dall'ovest di questa grande città che, tra l'altro, ha un aeroporto e un porto.

venerdì 16 luglio 2021

Il Rwanda ripristina il lockdown per contrastare la nuova ondata di Covid

Da domani la città di Kigali e altri otto distretti tra cui Nyagatare, Rubavu, Rwamagana, Rustiro, Burera, Gicumbi, Kamonyi e Musanze saranno messi in lockdown per dieci giorni con l’intento di contrastare la nuova ondata della pandemia del Covid nella sua variante indiana. Nelle ultime settimane, infatti, l’andamento della pandemia ha subito un’improvvisa impennata, portando i morti da Covid sopra i 600, dopo che a marzo il numero dei morti era ancora sotto i 300 ed il Rwanda era tra i Paesi che meglio avevano affrontato l'emergenza Covid (leggi qui) . Così da domani  rimarranno in funzione solo i servizi essenziali: mercati e negozi che vendono prodotti alimentari, macellerie, negozi di latte e prodotti lattiero-caseari, servizi bancari essenziali e altri servizi finanziari e di denaro mobile, raccolta dei rifiuti e altri servizi sanitari essenziali, servizi doganali e fiscali, commercio di prodotti petroliferi e servizi di telecomunicazione.
Nella capitale sarà addirittura sospesa la consegna a domicilio dei pasti. Per tutto il periodo di blocco totale le attività commerciali saranno comunque chiuse dalle 17:00 alle 04:00. Continueranno ad operare solo le industrie dell'agro-trasformazione, quelle che producono  materiali da costruzione, prodotti sanitari, mascherine e attrezzature mediche e fabbriche che producono materiali da imballaggio. Nonostante la restrizione, si prevede che un certo numero di società sarà ancora autorizzato a continuare le operazioni. Per tutta la durata del lockdown il governo ha previsto la distribuzione di pacchi alimentari a circa 200.000 famiglie vulnerabili, garantendo altresì un sostegno d'emergenza ai residenti vulnerabili risultati positivi al Covid-19 e che sono in cura a domicilio. Come già avvenuto in precedenza, i pacchi saranno distribuiti con l'aiuto di giovani volontari e leader locali e saranno consegnati porta a porta nella quantità correlata al numero di persone presenti in casa.
Tutti i numeri riferiti alla pandemia da Covid sono riassunti nella tabella riportata qui accanto e aggiornata  a ieri. Si ricorda che gli abitanti del Rwanda superano di poco i 12 milioni.

martedì 15 giugno 2021

Rivoluzione verde per i mototaxi ruandesi: saranno presto elettrici

 Gli oltre 50.000 mototaxi che sfrecciano sulle vie di Kigali e lungo le varie arterie del Paese potrebbero presto essere coinvolti in una vera e propria rivoluzione verde. Infatti, il governo ruandese, particolarmente sensibile a tutto quanto riguarda la tutela dell'ambiente ( da diversi anni in Rwanda sono proibite le borse e i sacchetti di plastica) sta cercando modelli di mobilità compatibili con questa scelta ecologica che ha come obiettivo di essere carbon free entro il 2050. In quest'ottica, come riferisce il sito specializzato moto.it, ha avviato una collaborazione con un'azienda locale, la Rwandan Electric Mobility, per diffondere i veicoli elettrici nella capitale Kigali, anche attraverso la concessione di incentivi che favoriscano la conversione, comportante anche un significativo risparmio sui costi  al chilometro. Grazie a un sistema di battery swap diffuso nella capitale i "mototaxisti" possono caricare una batteria con meno di un dollaro e fare circa 60 km a fronte dei 40 km percorsi con un litro di benzina che costa $ 1,08. Inoltre la conversione all'elettrico allunga la vita dei veicoli e riduce drasticamente le spese di manutenzione.La Rwanda Environment Management Authority (REMA), ha firmato un accordo con la Rwandan Electric Mobility, una società specializzata nella conversione di moto a benzina in elettriche. Nella prima fase sperimentale si prevede di convertire già 30mila moto entro cinque anni con un costo di circa 150mila dollari.