"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


mercoledì 16 febbraio 2022

Una toccante testimonianza del compianto Luca Attanasio

Pubblichiamo una lettera inedita scritta nel 2000 a se stesso da Luca Attanasio, ambasciatore italiano ucciso in un agguato in Congo il 22 febbraio 2021. Il documento, scritto dall’allora 23enne durante un ritiro spirituale dell’oratorio, è contenuto nel libro  «Luca Attanasio, storia di un ambasciatore di pace», di Fabio Marchese Ragona , edizioni Piemme.

Caro Luca, come va?

Lo so. So che sei un bel po' stanco... il lavoro, il voler stare coi tuoi amici e far sempre tardi. Vabbe', avrai modo, forse un giorno, di riposare il corpo e la mente. Ma il tuo cuore? Dove ti sta portando? Verso dove viaggia? Te lo chiedo perché non mi sembra che tu abbia le idee chiare in merito. Ti vedo un po' perso e un po' frenetico. Stai diventando un uomo. Ma che uomo. Freddo e menefreghista? Sarà poi vero o è il momento? Lotta per ciò che vuoi. Non lo fai mai. Ti rassegni. Perché non ti accendi ed illumini chi ti sta intorno? Perché non ti lanci verso chi avrebbe realmente bisogno di qualche gesto di affetto? Non sei capace di fermarti, né di ascoltare, ascoltare te e gli altri. Mi sembra che tu vuoi essere sempre al centro dell'attenzione, forse un po' meno di qualche anno fa, ma sei ancora troppo preso da te stesso. Tant'è che non sai dar valore al bene fatto dagli altri. La tua riconoscenza spesso è insipida, passeggera, fatta solo di parole. Forse fai lo stesso anche con Gesù. Non provi ammirazione? Sì, ma a parole. Caspita! E poi ti fermi lì. Hai sempre un «sì, però...», pronto a farti passare sempre a qualche altra cosa. Ti distrai. E sono le cose meno serie, le più stupide a distrarti. Quanto sei preso dal tuo apparire, dal tuo essere un qualcosa che gli altri possano ammirare. Ma non ti fai schifo? Reciti per una ricompensa. Ma Gesù ha detto che non devi cercare la ricompensa delle tue azioni sulla terra. Nascondi, dietro l'umiltà, ogni tuo gesto di bontà. Fuggi dall'IPOCRISIA. Ma ami veramente il Signore? Sì? Cosa hai fatto per lui? A cosa hai rinunciato per lui? Sei un uomo che ha paura di solcare il mare in burrasca perché sei troppo attaccato alla tua vita, quella stessa vita che ti è stata data dalle mani di Dio. Sei troppo attaccato alle cose comode e belle. Alla vita comoda e bella che Dio ti ha regalato. Ma usa questa vita! Porta serena allegria. Forse per Dio non hai mai rinunciato a niente. O forse sì. In tal caso speriamo che LUI abbia una memoria (più grande) e migliore della tua e della mia. So che vuoi studiare, imparare e fare tanto bene agli altri. Ma devi capire bene in che modo. Tu credi di imparare a conoscere come ci si comporta in questo mondo e in particolare nel mondo degli affari per poi fare del bene immenso alle persone. Ma temo due cose: che ti attiri molto il guadagnare bene, l'essere ricco. Ma ancor di più l'essere ammirato ed apprezzato per il bene che fai. Chiedo scusa, chiedo perdono a Dio. Ma è così. Sappi che è così e vergognatene. Tu non ti accontenti di fare le cose in piccolo. Vuoi gratificarti per il successo di un qualcosa di grande. Vuoi creare una comunità, un'organizzazione o non so che altro per aiutare gli altri. Io spero che ce la farai. Spero soprattutto che ti resti la voglia di fare del bene. Non ti attaccare ai beni materiali. Non vanno molto d'accordo con le idee che hai di fratellanza. Sii strumento di pace. Fai del bene per gli altri. O meglio, vivi facendo del bene, sacrificando la tua comodità, per gli altri? No! E allora sei un chiacchierone. E Dio? Non entri realmente in contatto con lui. Egli è anche negli altri. Ma c'è anche lui. Dedicagli più tempo. Ama perché tutto ciò che fai per puro amore, con cuore disinteressato, è sicuramente giusto. Ama, senza riserve, dando il meglio di te. Dio ti ama. Dio ama e non giudica. Legge il tuo amore dalle labbra del tuo cuore. Impara a parlare d'amore. Impara ad ascoltare, anzitutto.Questo è il primo passo. Non ti affannare per voler apparire il migliore. Perché ti affanni? Certo, impegnati e dai il meglio di te in tutto. In tutto però. Non solo nelle cose che ti vengono più comode. Ti voglio bene.

Luca

Merate, 3 dicembre 2000

martedì 1 febbraio 2022

Nuove divise per il "Grosio" di Kisaro

 
La squadra di calcio della parrocchia di Kisaro in Rwanda, che da tre anni si chiama "Grosio", in segno di riconoscenza per la vicinanza dimostrata dalla comunità grosina,  sfoggia la nuova divisa, finalmente arrivata a destinazione. Maglie e palloni erano stati offerti dall'U.S. Grosio due anni fa, appena scoppiata la pandemia, e da allora non era più stato possibile organizzare una missione in Rwanda. Solo di recente la favorevole occasione di un viaggio in Italia di don Lucien, già parroco di Kisaro e fautore del gemellaggio sportivo, ha permesso di far arrivare il materiale sportivo a destinazione.  

lunedì 31 gennaio 2022

Mons. Catalan nuovo nunzio in Rwanda

Mons. Arnaldo Catalan
Il Papa ha nominato nunzio apostolico in Rwanda mons. Arnaldo Catalan, consigliere di nunziatura, elevandolo in pari tempo alla Sede titolare di Apollonia, con dignita' di arcivescovo.
Prenderà il posto di mons. Andrzej Jozwowicz, nominato nunzio in Iran nel giugno 2021. Mons. Catalan è nato a Manila il 18 settembre 1966. È stato ordinato sacerdote il 25 marzo 1994, incardinandosi nell’arcidiocesi metropolitana di Manila. È laureato in teologia e in diritto canonico. Entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° luglio 2001, ha prestato la propria opera nelle rappresentanze pontificie in Zambia, Kuwait, Messico, Honduras, Turchia, India, Argentina, Canada, Filippine e Cina (Taipei). Conosce l’italiano, l’inglese e lo spagnolo.  Al nuovo nunzio giungano i piu' fervidi auguri di buon lavoro nella nuova impegnativa missione da parte dell'Associazione Kwizera.