"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


domenica 5 novembre 2017

Rwanda creerà impianto per il trattamento del tantalio, componente del coltan

Con un accordo sottoscritto con PLG Plc - una società di origine slovena esperta nella gestione di materiali metallici  con sede a Malta, il Rwanda, attraverso il Rwanda Development Board, la Rwanda Mines e  il Petroleum and Gas Board, si propone di realizzare  uno stabilimento di trattamento del tantalio, uno dei componenti del coltan.Entro 12 mesi il Rwanda, il più grande esportatore mondiale di tantalio in grado di soddisfare il 50% del fabbisogno del mercato mondiale, dovrebbe essere in grado di esportare prodotti raffinati di tantalio sul mercato globale. La creazione dell’impinto richiede un investimento di 16 milioni di dollari. All'inizio, l'impianto avrà una capacità produttiva di 10 tonnellate al mese e crescerà fino a  60 tonnellate. L'impianto utilizzerà una nuova tecnologia di trattamento ecologica, economica ed efficiente per produrre polvere di tantalio metallurgico e ossido di niobio. Il nuovo impianto di tantalio sarà situato nel nuovo parco industriale della provincia di Bugesera-Est, mentre i suoi siti minerari sono ubicati nel distretto di Gatumba-Ngororero, nella provincia occidentale. Oltre che per recuperare efficienza nell'estrazione del tantalio di cui si perderebbe, secondo i responsabili rwandesi, circa il 70% in fase di estrazione a causa della carenza di tecnologie, il nuovo impianto dovrebbe consentire al Rwanda di esportare un minerale raffinato che si sottrae all'andamento dei prezzi di mercato per i minerali grezzi che ha molto penalizzato i ricavi del 2016, scesi a 86 milioni di dollari rispetto ai 203,2 milioni di dollari del 2014.  
I prodotti del tantalio sono usati nell'elettronica moderna, compresi. telefoni cellulari, computer, elettronica automobilistica, componenti del motore a getto e reattori nucleari. Il niobio è usato in acciai ad alta resistenza e basso legame, ampiamente usato strutturalmente nelle automobili moderne.

venerdì 3 novembre 2017

"Aiutiamoli a casa loro significa solo scaricare il problema": uno slogan infelice!

Rwanda 1994: Campo profughi (foto Salgado)
"Dire “aiutiamoli a casa loro significa solo scaricare il problema”. Occorre invece dare a tutti la possibilità di decidere". Così si legge nell’homepage del sito della  Campagna della Cei “Liberi di partire, liberi di restare”, attivato nei giorni scorsi. Fatichiamo a condividere la sicurezza di don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio degli interventi caritativi della CEI a favore dei Paesi del Terzo Mondo, propugnatore di tale slogan che,  a nostro avviso, è un vero e proprio vulnus a una iniziativa meritoria della Chiesa italiana, di cui fanno parte anche tanti cattolici che in Africa ci vanno di persona ad aiutarli a casa loro. Perché  partire costretti “a lasciare la propria terra, per le ragioni più diverse: mancanza di cibo, di acqua, di lavoro, della povertà estrema, delle guerre, dei disastri naturali, delle conseguenze dei cambiamenti climatici o del degrado ambientale” non è una scelta libera, ma appunto una costrizione. Perché lasciare che tutte le cause richiamate scatenino i loro effetti senza che chi può intervenga, appunto aiutandoli a casa loro, significa proprio “scaricare il problema” sulle spalle di quei disgraziati ai quali diciamo: se avete mezzi e possibilità di sfuggire alle vostre tragiche condizioni, noi siamo qui  in attesa di accogliervi a casa nostra. Poichè anche il migliore degli slogan ha bisogno di un riscontro fattuale per dimostrare la propria efficacia, proviamo a dare applicazione a quell'improvvido "Dire “aiutiamoli a casa loro significa solo scaricare il problema”   in un preciso contesto storico.  Rwanda 1994: dopo una guerra civile che si consuma con la tragedia finale del genocidio, con centinaia di migliaia di morti, tutto doveva essere ricostruito, dalla convivenza civile lacerata all'apparato statuale, dalle infrastrutture, uscite seriamente danneggiate dal conflitto, all'economia, tutto in una situazione di instabilità interna e regionale. Secondo la logica sottostante all’infelice slogan “Dire “aiutiamoli a casa loro significa solo scaricare il problema”, la comunità internazionale avrebbe dovuto accontentarsi di essere pronta ad accogliere quelli che erano “ liberi di partire”. Ma ammettiamo per un attimo che si fosse agevolata quella libertà di partire creando qualche ponte aereo, come quelli attuati al tempo da Maria Pia Fanfani, esauriti i primi sgomberi, la comunità internazionale avrebbe dovuto chiudere la pratica Rwanda ed abbandonare quelli che erano rimasti al loro destino. Perchè don Leonardo non rinfacciasse che il loro impegno ad andare in Rwanda ad “aiutarli a casa loro” e ridare  una ragione di vita a milioni di rwandesi “significava solo scaricare il problema”. Su chi?

mercoledì 1 novembre 2017

Rwanda secondo paese africano e 41° al mondo dove è più facile fare impresa

Tempo richiesto in giorni per un trasferimento di proprietà
Il Doing Business 2018 rilasciato ieri dalla Banca Mondiale riconosce al Rwanda gli ulteriori progressi fatti per creare un ambiente favorevole alla creazione e alla conduzione delle imprese, assegandogli la 41° posizione al mondo, in miglioramento  di 15 posizioni rispetto alla classifica dell’anno precedente. Il Rwanda è al secondo posto in Africa dietro a Mauritius e davanti  a  Kenya (80° al mondo) e Botswana (81 °). Il progresso del Rwanda è frutto dei miglioramenti conseguiti nel corso dell'ultimo anno, quando il Rwanda ha realizzato cinque riforme, rendendo più facile l'attività economica, soprattutto per le piccole e medie imprese. In particolare, sono migliorati i tempi di rilascio delle autorizzazioni a costruire  attraverso l’esistente sistema informatico  che consente altresì ai richiedenti di monitorare il progresso delle loro applicazioni online, tramite SMS e posta elettronica; sono altresì aumentati i controlli durante la costruzione introducendo ispezioni basate sul rischio Un'altra grande riforma che ha contribuito a migliorare la classifica del Rwanda è stato quello di facilitare il pagamento delle imposte istituendo un sistema di pagamenti online.Il miglioramento della registrazione della proprietà, attraverso l'attuazione di servizi online e il completamento in tutto il paese delle registrazioni catastali dei terreni,  ha anche facilitato il progresso del Rwanda, collocandolo al secondo posto al mondo dopo la Nuova Zelanda e davanti all'Italia 23°. Nuove riforme hanno migliorato le tutele  per gli investitori di minoranza, attraverso una maggiore trasparenza aziendale  e maggiori poteri di controllo degli azionisti sugli amministratori.L'indicatore dei contratti di esecuzione, che misura i tempi e i costi per risolvere una controversia commerciale attraverso un tribunale locale di primo grado e la qualità dell'indice dei processi giudiziari, è migliorato anche perché le decisioni prese a tutti i livelli nei casi commerciali sono ora rese disponibili al pubblico attraverso il sito web della giustizia. Nel complesso, per migliorare ulteriormente la già buona posizione del Rwanda, secondo gli stessi responsabili rwandesi, bisognerebbe lavorare per introdurre tariffe elettriche preferenziali per le imprese,  costrette oggi a  pagare gli stessi prezzi degli altri consumatori : le grandi industrie pagano Rwf83 per kilowatt, le industrie medie Rwf90 per kilowatt, mentre le piccole industrie pagano Rwf126 per kilowatt.