"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


venerdì 7 ottobre 2016

Il Parlamento Europeo a favore di V. Ingabire e del rispetto dei diritti umani in Rwanda

Il Parlamento europeo ha approvato nella sessione plenaria di ieri una risoluzione  sul Rwanda, e sul caso Ingabire in particolare, in cui si esprime profonda preoccupazione per lo stato dei diritti civili nel paese e, come riferisce un comunicato del Parlamento,  per il rifiuto della Corte suprema rwandese di accogliere l'appello e la conseguente condanna di Victoire Ingabire a 15 anni di reclusione e per il peggioramento delle condizioni della sua detenzione. In data 30 ottobre 2012, la signora Ingabire, Presidente delle forze democratiche unificate (UDF), è stata accusata di cospirazione per danneggiare le autorità con atti di terrorismo e di minimizzare il genocidio del 1994.Le autorità del Rwanda dovrebbero garantire che processo di appello di Victoire Ingabire sia giusto, dice il testo. I deputati condannano ogni atto di intimidazione, arresto, detenzione dei leader, iscritti e militanti del partito di opposizione, così come dei giornalisti e delle altre persone percepite come  critici del governo rwandese, solo per aver espresso le proprie opinioni.Riconoscendo che il Rwanda è uno dei pochi paesi africani che giocano un ruolo di primo piano nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, i deputati sollecitano il governo ad estendere questi risultati economici e sociali al campo dei diritti umani, al fine di completare la transizione verso una democrazia moderna e inclusiva.
Di seguito sono riportate le conclusioni della risoluzione, consultabile cliccando qui.

giovedì 6 ottobre 2016

Il nuovo libro del cardinale africano Robert Sarah

E’ uscito in questi giorni il nuovo libro del card. Robert Sarah, prefetto della Congregazione vaticana per il Culto Divino: "La force du silence", La forza del silenzio, curato come il precedente, Dieu ou rien", Dio o niente: 335 mila copie vendute in tredici lingue, dal giornalista Nicolas Diat. Attendiamo di poter disporre dell'edizione italiana che presto uscirà per i tipi di Cantagalli. Nel frattempo, proponiamo ai nostri lettori qualche stralcio del libro disponibile in rete.
Ricordiamo che una delle ultime uscite pubbliche del card. Sarah è stata in terra rwandese, in occasione della sua partecipazione, a metà settembre a Kigali, all'incontro promosso dalla Commissione Episcopale per la Famiglia sul tema "La famiglia in Africa e le sfide della modernità". In quella sede il cardinale  invitato i partecipanti ad approfondire "tutte le sfide, tutta la strategia globale che tendono a distruggere il rapporto tra uomo e donna, di travisare la relazione sessuale, per distruggere la famiglia ". Ha anche sollecitato un ritorno all'insegnamento di Dio, alla catechesi di Giovanni Paolo II e della rivelazione, come armi che possono consentire di affrontare il "mondo di oggi che è anti-Cristo, anti-Chiesa e anti-Dio". L'Africa deve attenersi alla sua concezione di una famiglia e difenderla."Vogliate proteggere la concezione divina della famiglia, nonostante l'emergenza distruttrice dell'Occidente" ha insistito. Per lui, l'Africa ha una grande ricchezza "la nostra famiglia", che è importante, centrale e preziosa.  "Una strategia strutturata in tutto il mondo tende ad opporre la donna all'uomo, liberandola della maternità, mentre la maternità è l'elemento più appagante delle donne. Esso si realizza pienamente quando in generosità, dà la vita ", ha sottolineato il cardinale. Eppure, "la Famiglia, ha aggiunto, deve essere rispettata nella sua originalità. Precede le strutture statuali e la politica ". Il cardinale Sarah ha poi chiesto ai partecipanti di non lasciare sparire "la catechesi di Giovanni Paolo II sul corpo umano, l'amore e la famiglia." Per questo la catechesi è in grado di aiutarci "per far fronte a questa strategia contro la donna e il rapporto di coppia." E' chiaro che distruggendo la famiglia si ha lo scopo di "distruggere Dio e la Chiesa". 

 Ecco alcuni passaggi del nuovo libro; ne segnaliamo uno particolarmente curioso, provenendo da un  cardinale africano:"in certe regioni dell'Africa deploro le processioni di offerta, lunghe e rumorose, fatte di danze interminabili....." che forse creerà qualche disorientamento presso i nostri amici rwandesi, ma che, vista la fonte, dovrebbe semmai  suggerire qualche riflessione.

domenica 2 ottobre 2016

Vigilare sul buon uso degli aiuti all'Africa sarebbe possibile

L’ottima Anna Bono, in successivi articoli sul sito on line La Nuova Bussola Quotidiana, ha richiamato l’attenzione dei lettori sul fondato rischio che gli aiuti che i paesi sostenitori indirizzano verso i paesi africani finiscano per la gran parte nelle tasche dei numerosi  governanti corrotti, spesso pure incapaci, che allignano nel continente africano.Pur con qualche lodevole eccezione, purtroppo la realtà non si discosta di molto dal fosco scenario prospettato. Non possiamo però rassegnarci a questo triste destino come paventato dalla Bono, pur convinti che la stessa studiosa auspichi qualche modo per superare questa sorta d'impasse, per due ordini di ragioni.
La prima: se togliamo ai paesi africani la possibilità di contare sugli aiuti esteri, li priviamo dell’unica vera e reale occasione di crescita delle loro economia  e dello sviluppo delle rispettive società che ne potrebbe conseguire, lasciando come unica alternativa quella di incentivare le migrazioni verso l’Europa alla ricerca di nuove prospettive di vita. A quel punto il problema graverebbe in toto sull’Europa, cui spetterebbe dare risposte al fenomeno migratorio, senza peraltro poter contare sulla leva dell’aiutiamoli a casa loro, intesa nella migliore delle sue accezioni, che, allo stato, rimane l’unica reale alternativa all’accoglienza incondizionata con tutte le ricadute da tutti conosciute.