"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


domenica 11 maggio 2014

Errare humanum est, perserverare.....

Fulvio Beltrami, il giornalista freelance che da Kampala dipinge scenari sempre più cupi sulla situazione dei paesi dei Grandi Laghi, basti leggere l'ultimo suo pezzo sul blog African Voices, continua a parlare "della emittente radiofonica cattolica Amazing Grace Radio, finanziata dal Vaticano". In proposito, come sollecitato in un nostro precedente post, siamo sempre in attesa di conoscere su quali basi si fondi questa sua  affermazione. In assenza di una risposta,  dovremmo forse cominciare a leggere con un occhio diverso le sue corrispondenza da Kampala.

sabato 10 maggio 2014

Un nuovo socio entra nel capitale della CORAR


La Compagnia assicurativa di proprietà delle diocesi rwandesi (CORAR), dopo diversi tentativi ( vedi precedente post), ha finalmente raggiunto lo scopo di trovare un patner apportatore di nuovi capitali  per un rafforzamento patrimoniale che consentisse il rispetto dei parametri fissati dalla Banca Nazionale del Rwanda.  Si tratta del Gruppo marocchino Saham, un'holding presente nel settore della finanza e della salute, operante in Africa e nel Medio oriente, partecipapato a sua volta dalla Société Financière Internationale (SFI), emanazione della Banca Mondiale. L'Assemblea di CORAR del 21 aprile scorso ha deliberato l'entrata del gruppo Saham nel capitale sociale con un apporto di 5,5 milioni di dollari che gli consentono di acquisire il 66% del capitale sociale di CORAR, rimanendo il residuo 34% in capo ai vecchi soci, le diocesi rwandesi. Ai vecchi soci è stato, peraltro, riconosciuto il diritto di acquisire un ulteriore 15% del capitale entro i prossimi cinque anni, quando potranno arrivare gli auspicati dividendi frutto di una gestione   che potrebbe beneficiare dall'entrata del nuovo socio che, oltre ai denaro fresco, apporterà know-how e un nuovo sistema informativo per la gestione. 

lunedì 5 maggio 2014

Da sedici villaggi rwandesi 45 appelli a favore dei nostri marò

Una delle cisterne installate a Matimba
We won't leave our marines alone, Non lasciamo soli i nostri marò, un appello ripetuto 45 volte in sedici diversi villaggi del Rwanda. Tutto questo succede grazie al  Progetto Amazi promosso dall'Associazione Kwizera Onlus. Come illustrato nella foto della cisterna già installata presso la parrocchia di Matimba, un villaggio posto all'estremo nord-est del Rwanda sul confine con l'Uganda e la Tanzania, la cisterna riporta la scritta We won't leave our marines alone, Non lasciamo soli i nostri marò, che l'Associazione ha voluto apporre per ricordare i nostri due marò bloccati in India. Va detto che inizialmente era stato chiesto ai fornitori che la scritta fosse riportata solo sulle prime due cisterne, è stata quindi una piacevole sorpresa quando abbiamo appreso che i titolari indiani della Roto Tanks hanno deciso di personallizzare tutte le cisterne con l'appello a favore dei marò: un gesto molto apprezzato. Così da sedici diversi villaggi rwandesi, tanti sono i luoghi dove sono installate o in fase di installazione le cisterne del Progetto Amazi, si leva un appello a favore dei marò.