"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


domenica 8 luglio 2012

Gli anni cinquanta in Rwanda nei ricordi di un ex amministratore belga

In occasione del  50 ° anniversario dell'indipendenza del Rwanda, segnaliamo l'interessante intervista che Jambonews  TV ha fatto a Louis Jaspers, dal  1952 al 1959 amministratore territoriale belga in Rwanda. L'intervista in francese è una miniera di informazioni, curiosità e aneddoti che non mancheranno di suscitare discussioni e polemiche, ma che certo fornisce uno spaccato del periodo immediatamente precedente alla proclamazione dell'indipendenza, seppur dal punto di vista del tutto particolare dell'amministratore coloniale che si affaccia in un paese  totalmente nuovo per storia, cultura e abitudini e ci vive per diversi anni. Di particolare interesse, alla fine della seconda parte dell'intervista, è la testimonianza del signor Jaspers circa i rapporti intrattenuti con il Mwami Mutara III e il racconto degli ultimissimi giorni di vita dello stesso, prima della sua controversa morte avvenuta sabato 25 luglio 1959 a Bujumbura in Burundi .
Per visionare il video, suddiviso in due parti,  clicca  su Parte prima  e su    Parte seconda.
Un riassunto in francese  dei temi trattati si può leggere cliccando qui.

giovedì 5 luglio 2012

Il bilancio rwandese dipende ancora per il 46% dagli aiuti esteri

Le previsioni di spesa contenute nel bilancio previsionale del governo rwandese, per il periodo luglio 2012-giugno 2013,  prevede un aumento del 16% a oltre 1.380 miliardi di FRW  ( € 1,84 mld) rispetto all'esercio 2011/2012 che ha registrato un totale di  1.190 miliardi FRW (€ 1,58 mld).
Per il bilancio 2012/13,  il totale delle entrate nazionali dovrebbe aumentare del 28,2% a 724,4 miliardi RWF , da 565,1 miliardi nel 2011/2012. Come si deduce dai dati citati, il Rwanda è in grado di finanziare con entrate proprie solo il 52,4% della  spesa complessiva contro il 47,3% nel 2011/2012, dovendo quindi ricorrere 
  agli aiuti esteri per coprire la quota residua. Pur in presenza dei significativi sforzi delle autorita rwandesi a ridurre questa dipendenza dai  sussidi esteri, che negli ultimi 12 anni si sono ridotti dall' 85% al 46% del bilancio totale del 2012-2013,  quasi 700 milioni di dollari sono già in programma per il 2013-2014, il 18% in più in un biennio.
Anche se, come spesso sottolinea il presidente rwandese, Paul Kagame, la dignità nazionale ( "agaciro" in Kinyarwanda), impone quanto prima di affrancarsi da questa situazione, il problema della dipendenza da aiuti internazionali rimane. Se poi molti degli aiuti dei paesi stranieri  sono vincolati a spendere una parte di ciò che ricevono nei mercati dei paesi donatori, o che la cifra nominalmente stanziata, come nel caso dei  185 milioni di euro stanziati dagli USA nel 2011, è gestita direttamente da agenzie americane che possono assorbire fino al 60% del sostegno iniziale per le spese amministrative e degli eventuali costi aggiuntivi,  si capisce che il problema non è di immediata soluzione. Per questo il Rwanda ha chiesto, anche a nome dei paesi dell'Africa sub-sahariana, in occasione del Forum sull'efficacia degli aiuti, tenutasi nel novembre 2011 a Busan, Corea del Sud,  la fine della pratica di questa forma di aiuti vincolati, che hanno tanto il sapore di una certa forma di neocolonialsmo.

martedì 3 luglio 2012

Il Rwanda sui media

Segnaliamo l'ampio dossier che Jeune Afrique dedica al cinquantenario dell'independenza rwnadese, affrontando diversi aspetti, non solo politici. Per leggere il dossier clicca qui.
La Stampa di Torino ospita, sotto l'impegnativo titolo La verità sul Rwanda, un contributo del ministro degli esteri rwandese, signora  Louise Mushikiwabo, in cui  viene presentata la linea difensiva del governo di Kigali di fronte alle accuse sollevate a livello internazionale circa il coinvolgimento del Rwanda nelle vicende che stanno insanguinando il Nord Kivu.Strana la scelta del quotidiano torinese che propone ai propri lettori un contributo su una vicenda che, salvo errori da parte nostra,  non era mai stata trattata nelle settimane precedenti quando la situazione  del nord Kivu aveva tenuto banco sui media internazionali, con ampi dibattiti anche a livello ONU sfociati in un documento contenente circostanziate contestazioni al Rwanda leggibile cliccando qui.