"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


martedì 3 agosto 2010

Rendiamo mutuabile il Malarone per il volontariato

Fra le tante precauzioni da prendersi prima di un viaggio   c'è quello delle profilassi  contro i rischi delle malattie che si potrebbero contrarre nei paesi  di destinazione. Lo sanno bene anche i volontari che recandosi in determinati paesi, particolarmente quelli dell'area equatoriale, devono sottoporsi ai trattamenti antimalarici. I farmaci che rispondono alla bisogna sono il Lariam e il Malarone. La differenza fra i due farmaci è che il  primo va assunto una volta alla settimana, a partire da una settimana prima della partenza e fino a quattro settimane dopo il rientro, mentre il secondo prevede l'assunzione di una compressa al giorno, a partire da 1-2 giorni prima di entrare nella zona a rischio e continuando per una settimana al ritorno dal viaggio. Ma a parte la comodità di assumere una pastiglia alla settimana piuttosto che una tutti i giorni, la differenza sostanziale sta nei diversi effetti collaterali che i due trattamenti riservano:  il Malarone  ha effetti decisamente inferiori a quelli del Lariam, ritenuti dagli esperti piuttosto "pesanti".
Il discrimine vero è pero nel prezzo con il Lariam che costa € 26,21 per una confezione da 8 compresse e il Malarone € 55,90 per una  confezione da 12 compresse. Dal che si deduce che il costo del trattamento per 20 giorni di missione  è di 26,21 euro per il Lariam e di  139,75 euro per il Malarone. Con una ulteriore differenza di non poco conto, il Lariam è mutuabile, mentre il Malarone no e quindi dovrete pagare l'intero prezzo. Conclusione, il volontario se vuole avere un minimo di riguardo per il proprio fegato deve sobbarcarsi una spesa non proprio ininfluente perchè il servizio sanitario nazionale non ha inserito il Malarone tra i farmaci mutuabili. Non si potrebbe rendere mutuabile il Malarone,  almeno per chi va all'estero non per turismo ma  per volontariato?

lunedì 2 agosto 2010

In Rwanda con don Paolo

Dal Bollettino parrocchiale di Grosio.
La prima volta che sentii parlare del Rwanda fu, come per molti, nella primavera del 1994 quando giunse a conclusione, nella maniera più tragica, la feroce guerra civile che, da anni, insanguinava quel piccolo stato africano. Di quel periodo ricordo le immagini che venivano trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo: corpi, sfigurati dai colpi di machete, abbandonati sui cigli delle strade o trascinati dalle correnti dei fiumi, colonne di profughi che scappavano dagli orrori di simile carneficina. Purtroppo, l’Africa riesce a fare notizia solo con le sue tragedie. Proprio allora arrivarono in Italia, grazie alla Croce Rossa, tre di quei profughi: Cirillo, Paolo e Roberto, tre seminaristi sfuggiti a tale scempio.Sul finire del 1994, tutti e tre furono ospiti della comunità parrocchiale di Grosio, dopo che erano venuti in contatto con ragazzi della parrocchia, in occasione di un campo estivo a cui avevano partecipato per cominciare a imparare l’italiano. I rapporti con la comunità di Grosio si consolidano negli anni di seminario trascorsi a Roma. Dopo le ordinazioni sacerdotali, a cui presenziarono anche diversi grosini, don Cirillo e don Roberto rimasero in Italia, mentre don Paolo, con coraggio e non senza qualche rischio, fece ritorno in Rwanda. Altri seminaristi rwandesi vennero a studiare a Roma e conobbero l’ospitalità grosina. Proprio aderendo all’invito di uno di questi, Don Vicenzo, ad assistere alla sua ordinazione sacerdotale che si teneva in Rwanda, scaturì l’occasione per il primo viaggio africano. Così nell’agosto del 2003, con mia moglie Daniela partimmo per il Rwanda. Un viaggio che forse non poteva definirsi banalmente turistico, come passare una settimana a Malindi, ma che non era ancora alimentato dalla fiammella dell’impegno.

domenica 1 agosto 2010

Il proverbio rwandese della domenica

Aho inzovu ebyiri
zirwaniye, ibyatsi ni byo bihagwa.
Foto ripresa da:http://www.galassiaarte.it/viaggi/namibia_on_the_road.html
Dove due elefanti lottano tra di loro,
sono le erbe che subiscono le conseguenze.

Se i potenti litigano, ai poveri toccano solo guai.(Fedro)