"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


venerdì 30 ottobre 2015

Riforma costituzionale:Kagame al potere fino al 2034?

La riforma della costituzione rwandese marcia spedita verso la sua approvazione. Ieri ha raccolto l’approvazione unanime della Camera. Ma il testo licenziato riserva qualche sorpresa. Finora si  era parlato di una revisione costituzionale che, abolendo il vincolo dei due mandati, consentisse al presidente Kagame di concorrere per un terzo mandato. I deputati si sono però superati. Hanno infatti modificato l’articolo 101, prevedendo due mandati da cinque anni cadauno, ma hanno anche riscritto, in maniera sartoriale sulla taglia del presidente in carica, l’articolo 172 che, come spiegato   dal presidente della Camera dei Deputati Donatille Mukabalisa ( il testo approvato non è stato reso pubblico), consente a qualsiasi rwandese, Kagame compreso, di concorrere nel 2017 a un  mandato transitorio di sette anni e successivamente  a correre per due mandati di cinque anni previsti dalla nuova costituzione. Per essere adottato definitivamente, il nuovo testo deve ora passare all'esame del Senato e quindi essere sottoposta a referendum. All’entrata in vigore della nuova costituzione si  creeranno i presupposti perché Paul Kagame  invece di un ulteriore mandato, contro cui peraltro ci sono state diverse prese di posizione a livello internazionale, tra cui Usa e UE,   si troverebbe nelle condizioni di poter aggiungere ulteriori due mandati di cinque anni ciascuno, rimanendo al potere fino al 2034.

Nasce (fra qualche perplessità) la seconda banca rwandese

Il gruppo finanziario internazionale Atlas Mara ha annunciato ieri d’aver perfezionato gli accordi per  l’acquisizione di una quota di maggioranza della Banque Populaire du Rwanda. Secondo un comunicato dell'acquirente, "una volta che questo passaggio sarà completato, Mara Atlas intende fondere BPR e BRD Commercial Bank, la banca rwandese acquisita da Atlas nel 2014. pervenendo a detenere il 62% della nuova entità. Il residuo del capitale sarà detenuto da Rabobank, attuale azionista al 35% di BPR, e da altri attuali azionisti di BPR.  A operazione conclusa, dopo le autorizzazione delle autorità di vigilanza bancaria locali,  la nuova banca, che conserverebbe il nome di Banque Populaire, sarebbe il secondo operatore bancario del paese, dietro la Banca di Kigali, con un totale attivo di $ 246.000.000 al 30 giugno 2015. Per valutare la bontà dell’operazione merita spendere due parole sul protagonista dell’operazione, il gruppo Atlas Mara. Il gruppo  è stato fondato a Londra nel 2013  dal chiacchierato ex amministratore delegato della britannica Barclays, Bob Diamond, uscito di scena forzata dopo lo scandalo Libor, e dall’imprenditore di origini ugandesi, Ashish Thakkar, con l'ambizione di costruire un gruppo bancario panafricano. La holding, con una dotazione di 625 milioni di dollari raccolti fra investitori istituzionali e fondi,  da allora ha preso il controllo del gruppo BancABC Botswana, detiene una quota di minoranza in Union Bank of Nigeria e partecipazioni in Tanzania e Mozambico e, proprio ieri, ha perfezionato  l’acquisizione del controllo totale del capitale di Finance Bank Zambia, il sesto istituto bancario del paese. La gestione del gruppo ha sollevato qualche perplessità nella stampa finanziaria mondiale, si veda al riguardo questo articolo de The Wall Street Journal. Non convince del tutto anche la natura meramente finanziaria della capogruppo, il cui intervento si colloca a un livello  ben diverso da quello che potrebbe fornire, anche in termini di know how, un partner bancario storicamente consolidato. Al riguardo, sarà interessante guardare anche alle future mosse della Rabo Bank, socio di minoranza della nuova BPR, per capire come e per quanto rimarrà nell’azionariato della nuova banca a fianco dell'ingombrante socio di maggioranza. 

mercoledì 28 ottobre 2015

Rwanda: secondo al mondo per la facilità di accesso al credito

Il Rwanda  è il secondo paese al mondo per facilità di accesso al credito, secondo solo alla Nuova Zelanda e a pari merito con USA e Colombia.E’ questo uno dei dati che emerge dal rapporto Doing Business, rilasciato ieri Banca Mondiale.Doing Business, arrivato quest’anno alla sua 13° edizione, fornisce un giudizio sui diversi paesi sulla base di una serie di parametri che entrano in gioco nel momento in cui un imprenditore intende avviare una nuova impresa. Sono presi in esame dieci parametri: si va dalla facilità di avviare un'impresa, ai tempi di ottenimento di permessi di costruzione all’accesso all’energia elettrica, dalla registrazione dei titoli di proprietà all’accesso al credito fino alla tutela degli investitori di minoranza e alla risoluzione degli stati di insolvenza. In questa classifica che vede, anche per il 2016, al primo posto Singapore, il Rwanda si posiziona al 62° posto (in arretramento di sei posizioni rispetto al 2015 quando era 55° secondo un aggiustamento dei parametri utilizzati ex 46° posto). L’Italia è al 45° posto. Il confronto tra Rwanda e Italia è per noi penalizzante nell'accesso al credito 2° posto contro 97°, nella facilità di ottenere un permesso di costruzione (37° posto contro 86°) o nel carico fiscale complessivo (48° contro 131° posto).
Paese
Facilità di fare affari

Avviare un'impresa
Permessi per costruire
Allaccio rete elettrica

Registro proprietà
Accesso al credito
Tutela degli investitori
Fisco
Commercio con l'estero
Efficacia
dei contratti
Gestione fallimenti
Rwanda
62
111 (117)
37 (36)
118 (115)
12 (12)
2
(4)
88 (121)
48 (47)
156 (77)
127 (123)
72 (97)
IItalia
45
50
86
59
24
97
36
137
1
111
23

 Nell’ultimo anno il Rwanda nel suo complesso non evidenzia particolari scostamenti rispetto al dato dell’anno precedente riportato tra parentesi. Da sottolineare il prestigioso secondo posto per l’accesso al credito. Il Rwanda e' il secondo miglior paese dell’Africa sub sahariana dopo Mauritius e davanti al Botswana e al  Sud Africa.