"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


venerdì 5 novembre 2010

Indice di sviluppo umano (HDI) 2010 dell'ONU: Rwanda al 152esimo posto

Ogni anno, dal 1990, nel   Rapporto sullo Sviluppo Umano pubblicato dall'ONU viene  pubblicato l'Indice di Sviluppo Umano (HDI) che è stato lanciato come alternativa a misure convenzionali di sviluppo come il livello di reddito e il tasso di crescita economica. L'HDI tenta di definire lo stato di  benessere fornendo una misura composita di tre dimensioni fondamentali dello sviluppo umano: salute, istruzione e reddito. Nel Rapporto 2010, presentato ieri a Parigi, con il titolo « La vera ricchezza delle nazioni: I percorsi dello sviluppo umano", la situazione del Rwanda viene così sintetizzata:
"Tra il 1980 e il 2010 l' indice HDI del Rwanda è aumentato dell'1,5% all'anno, passando dallo  0,249 allo 0,385 di oggi, collocando il paese oggi al 152 esimo posto sui  169 paesi con dati comparabili. L' HDI dell'Africa subsahariana, come regione è aumentato dallo 0,293 nel 1980 allo  0,389 di oggi". Il Rwanda si lascia alle spalle 16 altri paesi africani,oltre all'Afghanistan; in compenso, cosa che dovrebbe far riflettere, ci sono altri trenta paesi africani  che hanno parametri migliori.
I principali indicatori riferentesi al Rwanda sono consultabili in francese cliccando qui.
Come si vede,  pur tra tanti innegabili progressi che in questi anni hanno spesso portato all'attenzione del mondo il piccolo paese delle mille colline, la situazione profonda del Rwanda necessita ancora di molti interventi per   risalire da quel non gratificante 152 esimo posto nella graduatoria mondiale, dove lo colloca il Rapporto ONU.
Anno         Rwanda         Africa subsahariana    Mondo
1980         0.249             0.293                       0.455
1990         0.215             0.354                       0.526
2000         0.277             0.315                       0.570
2005         0.334             0.366                       0.598
2006         0.344             0.372                       0.604
2007         0.355             0.377                       0.611
2008         0.373             0.379                       0.615
2009         0.379             0.384                       0.619
2010         0.385           0.389                     0.624

mercoledì 3 novembre 2010

La famiglia rwandese alla sfida del cambiamento

Fino a ieri, in Rwanda, la famiglia tradizionale era in grado si trasmettere ai bambini un adeguato bagaglio culturale e un patrimonio di valori , crescendoli come membri orgogliosi delle rispettive famiglie e comunità, infondendo loro un forte senso di appartenenza e di identità, concorrendo così a farne la spina dorsale della nazione. Oggi, secondo quanto contenuto nell'editoriale comparso sul numero di lunedì scorso  de The New Times, le cose stanno cambiando. Chiamata a misurarsi con i modelli culturali che stanno lentamente ma inesorabilmente affermandosi in una società fortemente interessata al cambiamento come quella rwandese, specie nelle sue componenti urbane, la famiglia sta cambiando pelle. Secondo l'editorialista, le famiglie stanno sempre più rinunciando al loro ruolo educativo, con una falsa convinzione che debba essere la scuola a svolgere questo ruolo. Molti genitori oggi tendono a pensare che il loro ruolo sia solo quello di pagare le tasse scolastiche e che il resto sia compito dell’insegnante. Ma l'editorialista sottolinea che gli insegnanti non possono sostituirsi ai genitori; il loro  contributo  dovrebbe essere visto come complementare ai doveri di padri e madri. Gli insegnanti sono pagati per impartire conoscenze e competenze, ma il ruolo dei genitori è molto più ampio; si tratta di plasmare bambini responsabili oggi  e  per farne cittadini esemplari per il futuro.
Quello sollevato dall'editoriale del quotidiano di Kigali è un problema indubbiamente importante che in prospettiva assumerà un rilievo sempre maggiore, man mano che la società rwandese sarà influenzata da modelli occidentali. Si pensi solo per un momento a cosa succederà quando si diffonderà la televisione come veicolo propagatore di valori  e stili di vita totalmente diversi e lontani da quello tradizionale rwandese.
Forse si potrebbe ritenere eccessivo e prematuro l'allarme lanciato dal giornale di Kigali. In realtà, l'esperienza insegna che la velocità con cui si diffondono certi valori, forse sarebbe meglio dire disvalori, non è necessariamente in linea con i sonnolenti ritmi africani: quando si percepiscono i primissimi sintomi di un certo fenomeno sociale, le sue dinamiche  si sono già impossessate dell'intero corpo sociale.
A una prima lettura dell'articolo, sembrerebbe che il problema proposto  riguardi solo le autorità civili, preoccupate della tenuta della famiglia e del suo ruolo educativo; in realtà, è probabile che simili avvisaglie interroghino  anche la Chiesa  locale chiamata a mettere  in campo una pastorale familiare adeguata a  raccogliere una sfida tanto impegnativa come quella  fatta propria dallo stesso Presidente rwandese che, in un recente intervento pubblico, ha fatto esplicito richiamo alla difesa del ruolo  sociale della famiglia e alla sua coesione.

martedì 2 novembre 2010

KLM sbarca a Kigali: ma i biglietti aerei non diminuiscono

La compagnia aerea olandese KLM Royal Airlines ha effettuato domenica il primo volo Amsterdam-Kigali, tratta che coprirà con cinque voli settimanali:  martedì, mercoledì, giovedi, venerdì e domenica, con una sosta intermedia presso l'aeroporto internazionale di Entebbe in Uganda. Finora KLM raggiungeva il Rwanda, attraverso il code-sharing con Kenya Airways,  con collegamenti con Kigali via Nairobi. L'arrivo di un nuovo operatore sulla tratta Europa-Rwanda non sembra comunque comportare grandi benefici per i viaggiatori.  Infatti, dalle prime simulazioni di viaggio effettuate, il costo del biglietto della KLM è addirittura superiore ai già altissimi prezzi della Brussels Airlines.Per ora la concorrenza non ha portato i benefici sperati; vedremo se in futuro il raddoppio dell'offerta di posti non obbligherà le compagnie a scendere a più miti consigli per non far viaggiare i propri aerei al di sotto di certe percentuali di riempimento. Attualmente, l'offerta più economica per viaggiare dall'Italia al Rwanda è quella dell'Ethiopian Airlines che però richiede uno scalo in più, con qualche rischio per i bagagli che a volte, ad Addis Abeba, vengono caricati sul volo del giorno dopo.