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martedì 31 marzo 2015

La Fondazione Clinton investe in Rwanda per la produzione di alimenti per l'infanzia

Bill Clinton in una sua visita in Rwanda
La Fondazione dell'ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, ha promosso, unitamente ad altri due partner, la DSM, azienda di trasformazione alimentare olandese e ETG, un fornitore agricolo regionale, una joint venture da 60 milioni di dollari finalizzata alla realizzazione di una struttura industriale che produrrà alimenti arricchiti in Rwanda.L’impianto industriale  produrrà principalmente farina di mais, tratterrà cereali per l’infanzia e altri prodotti integrati per bambini. I primi prodotti saranno sul mercato all'inizio del 2016 e saranno in prevalenza destinati all’esportazione, dopo aver  soddisfatto la domanda interna della maggior parte dei prodotti della specie, compreso il latte in polvere, di soia e cereali,  al momento importati soprattutto da Uganda, Kenya e in Europa e solo parzialmente prodotti da Sosoma e Minimez, le due sole  aziende locali produttrici di alimenti per l’infanzia.Stante le elevate capacità produttive del nuovo impianto, le autorità  di governo sono impegnate a incentivare gli agricoltori perchè aumentino la produttività delle materie prime da trattare nel nuovo impianto.

sabato 28 marzo 2015

Il Progetto Mikan raggiunge quota 3000

Ieri a Matimba il Programma Mikan ha raggiunto il traguardo delle 3000 famiglie beneficiarie di una capretta. Erano 300 le coppie presenti alla cerimonia tenutasi nei locali della parrocchia retta dall'abbé Emmanuel Ndatimana: 150 quelle destinatarie di una capra e le altre 150 che attenderanno di ricevere, tra circa un anno, il primo capretto che partoriranno le capre consegnate ieri.I presenti sono stati intrattenuti dal responsabile locale del Progetto Mikan, il signor Jean Damascène Mupenzi, che ha illustrato la storia e le finalità del progetto che si inserisce nei percorsi di pastorale familiare  promossi a livello diocesano. Ha inoltre distribuito il manualetto  che l'Associazione Kwizera ha editato a supporto del Progetto, contenente le regole di funzionamento e le istruzioni di base per la cura delle capre.Come noto ai nostri lettori il Progetto Mikan è un progetto promosso, a partire dal 2009, dall'Associazione Kwizera che ha valorizzato l'idea di una giovane coppia italiana. Leggi qui la storia del Progetto Mikan .

mercoledì 25 marzo 2015

Secondo un sondaggio Gallup i rwandesi sono gli africani più felici

La classifica e le domande del sondaggio
Secondo un sondaggio condotto dalla nota società americana Gallup, in vista  della Giornata internazionale della felicità delle Nazioni Unite ( ogni santo giorno le Nazioni Unite festeggiano qualcosa!), i rwandesi risultano gli africani più felici e addirittura occupano al quindicesimo posto al mondo in questa particolare classifica. Un risultato particolarmente esaltante per il Rwanda; basti pensare che noi poveri italiani saremmo al 63° posto. Quando poi si va a guardare chi sono i paesi più felici e si analizza il metodo di ricerca, sorge però qualche dubbio. Partiamo dal metodo. I risultati sono basati su interviste telefoniche o dal vivo, condotte in 143 paesi nel corso del 2014, con circa 1.000 adulti ( oltre i 15 anni) intervistati in ogni paese. A ogni intervistato Gallup ha chiesto se avesse vissuto cinque esperienze positive il giorno prima dell'indagine ( si vedano le domande in inglese nella tabella). Più del 70% delle persone in tutto il mondo, ha detto di aver vissuto momenti di divertimento, di aver sorriso o riso molto, e di   essersi sentiti riposati e  trattati con rispetto. Inoltre, il 50% delle persone ha detto di aver imparato o fatto qualcosa di interessante il giorno prima del colloquio. Le risposte positive alle cinque domande concorrono a stabilire  un punteggio indice per ciascun paese. Il punteggio dell'indice per il mondo nel 2014 è 71, mentre quello del Rwanda è di 79. 
I dubbi sulla reale portata della misurazione dell’indice di felicità sorgono però quando si va a vedere chi siano i paesi più felici al mondo. A questo punto la sorpresa è grande, quando si scopre che i primi dieci paesi sono tutti sud americani con in testa il Paraguy seguito dalla Colombia e, via via, tutti gli altri come evidenziato nella tabella riportata.Se tanto mi dà tanto, anche il 15° posto del Rwanda ne esce, forse, un po' ridimensionato.
Anche se rimane pur sempre un'alternativa: che siano fallaci i criteri con cui misuriamo il nostro grado di felicità.

martedì 24 marzo 2015

Ecco il modello Singapore a cui guarda l’odierno Rwanda


Più volte, il presidente rwandese Paul Kagame ha additato la città stato di Singapore come esempio a cui ispirarsi per modellare il futuro del nuovo Rwanda. Abbiamo qualche volta avuto modo di fare riferimento al modello Singapore in precedenti post. In che cosa si sostanzi il "modello Singapore" ce lo spiega bene questo articolo, apparso sul quotidiano on line La Bussola quotidiana, a firma Stefano Magni, in cui viene rappresentata la città stato costruita su un'intuizione visionaria di Lee Kuan Yew, il padre-padrone del piccolo stato asiatico, morto ieri all'eta di 91 anni. Leggendo l'articolo che riproponiamo qui di seguito, si scoprono con curiosità le molte analogie, nel bene e nel male, già mutuate dal modello Singapore per l'edificazione del nuovo Rwanda, e, soprattutto, le possibili evoluzioni  che il Rwanda potrebbe avere, volendo seguire in toto l'esempio del presidente Lee Kuan Yew.
Il fragile gioiellino di Lee Kuan Wew
di Stefano Magni
Cosa resterà di Singapore dopo la morte del suo padre-padrone Lee Kuan Yew? Sconosciuto in Italia, poco citato nei nostri media, la morte di questo signore 91enne può anche sembrare una semplice ed esotica curiosità dei nostri media. Ma Lee Kuan Yew ha saputo creare, nel bene e nel male, con le buone e con le cattive, una società multiculturale funzionante ed è riuscito a trasformare un piccolo angolo malarico del terzo mondo in una piccola potenza economica, caso pressoché unico in tutta l'Asia. Da questo punto di vista, il personaggio non può passare inosservato.

lunedì 23 marzo 2015

Vescovi Rwanda: coltivare i terreni della Chiesa contro la fame


Coltivare i terreni che appartengono alla Chiesa per far fronte alla carenza alimentare e alla malnutrizione: è uno dei progetti discussi dai vescovi del Rwanda riuniti nei giorni scorsi a Kigali per la prima sessione plenaria del 2015, di cui riferisce la Radio Vaticana. L'idea è quella di dar vita nelle parrocchie a coltivazioni per contribuire alla lotta contro la fame, rispondendo anche all'invito del Papa che in diverse occasioni ha esortato l'intera Chiesa ad un maggiore impegno. Scelta quanto mai opportuna visti anche i potenziali rischi di esproprio a cui i terreni della Chiesa potrebbero essere esposti; si veda al riguardo un nostro vecchio post in cui si approfondiva la delicata materia, ripresa anche in un altro post con riferimento alle nuove normative catastali.

sabato 21 marzo 2015

Un libro per conoscere, al di là dell'emotività, il fenomeno migratorio


Cosa spinge i migranti a partire, quali effetti producono le migrazioni su chi resta e quali sulle popolazioni autoctone dei paesi ospitanti? Troverete la risposta a questi e ad altri interrogativi nel documentato saggio Exodus. I tabù dell'immigrazione (Laterza, pagg.286, euro 24). Ne è autore Paul Collier, grande esperto di economie africane, già ricercatore della Banca Mondiale e consulente per la Commission on Africa del governo Blair e, fatto non secondario, figlio di emigranti tedeschi. Siamo alle prese con un libro che incrinerà le certezze delle due opposte posizioni che sull'argomento immigrazione si scontrano , non solo in Italia ma un po' in tutto il mondo, su valori piuttosto  che confrontarsi su dati oggettivamente verificabili, come quelli forniti dall'autore. Un libro la cui lettura dovrebbe essere resa obbligatoria per chi si cimenta sull'argomento immigrazione in un dibattito televisivo, piuttosto che in un articolo o, magari, in una predica. Il perché è subito detto. Nel saggio troviamo un'analisi ricca e documentata della complessità del fenomeno migratorio in tutte le sue componenti, che sfugge alle semplificazioni, quasi  caricaturali, piuttosto che alle strumentalizzazioni che ne fanno i corifei "dell'ostilità nei confronti dei migranti, intrisa di accenti xenofobi e razzisti, ampiamente diffusa tra i comuni cittadini",da una parte,  o dell'imperativo etico delle porte aperte"  secondo "lo sprezzante ritornello delle élite imprenditoriali e liberali, condiviso dagli studiosi delle scienze sociali o, da ultimo, l'approccio solo emotivo di cui risentono certi interventi di qualche uomo di Chiesa.

giovedì 19 marzo 2015

A società italiana lo studio di fattibilità per mini impianti idroelettrici


La società italiana SC Sembenelli Consulting di Milano, in raggruppamento temporaneo con SGI Studio Galli Ingegneria S.p.A., sta sviluppando lo studio di fattibilità di 8 impianti idroelettrici di potenza compresa tra 500 e 4000 kW nel Nord-Ovest del Rwanda, sostanzialmente nelle provincia del nord, nei territori di Byumba e Musanze, per conto di REG-EDCL (Rwanda Energy Group). Lo studio prevede l'individuazione dei siti idonei, la stima della potenza esprimibile e il progetto preliminare delle opere civili ed elettro-meccaniche.


 

mercoledì 18 marzo 2015

Cresce l'economia rwandese e il franco si rafforza sull'euro


Secondo quanto riferito dalla Banca centrale e dall'Istituto Nazionale di Statistica del Rwanda, l'economia rwandese ha avuto un progresso del 7 per cento lo scorso anno, sostenuta dall'espansione in agricoltura, industria e servizi. Il prodotto interno lordo nel 2014 è aumentato a 5.390 miliardi di franchi (7,8 miliardi dollari) . Il settore dei servizi, che rappresenta circa la metà del PIL, è cresciuto del 9 per cento, l'industria del 6 per cento e l'agricoltura del 5 per cento. I dati hanno avuto un'indiretta conferma dalla Banca Mondiale che nel febbraio ha alzato le sue previsioni di crescita per il Rwanda di quasi un punto percentuale per quest'anno, portandolo al 7,5 per cento per il 2015.I tassi di riferimento della banca centrale  sono stati mantenuti al 6,5 per cento. Prezzi più bassi per le importazioni di petrolio hanno contribuito al rallentamento dell'inflazione al 0,7 per cento nel mese di febbraio dal 1,4 per cento nel mese di gennaio.Il franco rwandese ha saputo cogliere appeno il forte indebolimento dell'euro, evidenziatosi negli ultimi mesi sui mercati dei cambi, portandosi a 732 franchi per un euro da un massimo di 948,33 segnato all'inizio del maggio 2014.Un percorso importante per l'economia rwandese, ma con un significativo impatto negativo sugli aiuti finanziari inviati dalle organizzazioni umanitarie che hanno subito una proporzionale riduzione del relativo potere d'acquisto in loco.

sabato 14 marzo 2015

Al via il Progetto Amazi 2015

Una delle cisterne del Progetto Amazi 2015
Ha preso inizio in questi giorni, promosso dall'Associazione Kwizera Onlus, il Progetto Amazi ( acqua nella lingua kinyarwanda) per l'anno 2015. Già l'anno scorso erano state distribuite, alle parrocchie della diocesi di Byumba interessate, 46 cisterne da 10.000 litri cadauna, oltre  due da 5.000 litri, per la raccolta, durante il periodo delle piogge, dell'acqua piovana dai tetti degli edifici comunitari per poterla utilizzare nei periodi di siccità.Visto il grande interesse riscontrato, il Progetto Amazi è stato riproposto anche per il 2015, potendo contare sul sostegno finanziario della Fondazione della Cassa di risparmio di Lucca, che aveva sostenuto la passata edizione, a cui si è aggiunto un importante contributo dell'Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane.Per l'anno in corso le parrocchie avevano presentato richieste per oltre cento cisterne, molte delle quali da destinare alle centrali periferiche delle singole parrocchie e a diverse scuole parrocchiali. Sulla base dei fondi disponibili e delle entrate previste, l'Associazione Kwizera ha dato avvio alla consegna di 41 cisterne da 10.000 litri cadauna ( più una da 5000 litri), per un costo complessivo di 31 milioni di franchi rwandesi, pari a circa 41.000 euro.In questi giorni le parrocchie stanno ricevendo le prime consegne da parte del fornitore Afritank. 

domenica 8 marzo 2015

Dall'Africa un inno alle donne di tutto il mondo

Questa splendida poesia ci viene segnalata dal silenzio
claustrale di  un monastero di benedettine. E' l'inno alla donna africana
scritto da Elisa Kidane', una suora comboniana di origine eritrea. La poesia
viene qui  riproposta, in un video ripreso da You tube, sulla musica del
Padre nostro in swahili con una dedica particolare a tutte le mamme dei Paesi
in guerra  e in particolare alle madri del Kivu che con amore e coraggio
continuano a donare e custodire la vita dagli orrori della guerra avvolgendola
nei colori dei loro pagnes in un abbraccio di ostinata speranza.



Qui di seguito riportiamo il testo della poesia.

venerdì 6 marzo 2015

The Times contesta la "politica estera parallela" di Tony Blair in Rwanda


La "politica estera parallela" di Tony Blair in Rwanda mina l'azione del ministero degli Esteri britannico in quel Paese: è l'accusa che 'The Times' rivolge all'ex premier con la pubblicazione di alcuni dati relativi ai rapporti tra la sua fondazione l'AGI-African Governance Initiative (vedi post del 2011) ed il presidente rwandese Paul Kagame. Dopo che di recente il governo non aveva risposto alle richieste della stampa sull'attivismo dell'ex premier (vedi post) in Rwanda, ora il quotidiano londinese cita un telegramma dell'Alto commissario per il Rwanda, Nicholas Cannon, secondo cui l'ex primo ministro ha compiuto sei visite da quando ha lasciato Downing Street, "con un attivismo senza precedenti". E la sua fondazione, la "AGI-African Governance initiative",  ha dodici dipendenti, a fronte dei soli quattro della Alta commissione, tutti "bene inseriti nelle istituzioni locali", oltre a disporre di un budget non indifferente: un milione di sterline (1,2 milioni di euro) messi a disposizione da Lord Sainsbury, proprietario di una delle più grandi catene di supermercati nel Regno Unito. Un contributo grazie al quale, viene spiegato dal quotidiano, avrebbe avuto contatti ad alto livello in Rwanda per la conclusione di accordi economici e commerciali.     Una situazione che fa storcere il naso al Foreign Office: mentre la posizione ufficiale del Regno Unito è stata di condanna per il governo rwandese. "Così non si può andare avanti. Non è possibile avere politiche estere parallele", si lamenta David Amess del Partito conservatore, mentre in un corsivo il Times ribadisce che "una politica estera ombra non è una cosa salutare e rischia seriamente di danneggiare il peso del Regno Unito". Ma la Fondazione di Blair smentisce le accuse in una nota, in cui conferma di "lavorare al fianco del Rwanda per ridurre la povertà di quel Paese".

giovedì 5 marzo 2015

Di nuovo silurato il ministro Joe Habineza

Un twitter di Joe Habineza all'indomani del suo siluramento
La sua vicenda aveva fatto versare fiumi d'inchiostro a Marco Travaglio che su Il Fatto Quotidiano, prendendo spunto da un nostro post,  gli aveva dedicato l'apertura un editoriale, ora Joseph Habineza torna a far parlare di sé. Dopo aver dovuto rinunciare al posto di ministro della cultura e dello sport per qualche foto che la ritraevano in dolce compagnia e aver scontato un esilio dorato come ambasciatore del suo paese in Nigeria, Habineza era tornato trionfalmente al governo  nel luglio scorso, riprendendosi il vecchio posto di ministro dello sport, ritornando a contatto con i giovani di cui per funzione era il ministro di riferimento, ma soprattutto ne era un idolo. Nei giorni scorsi improvvisa è però arrivata la sua rimozione dall'incarico. Con un secco comunicato il primo ministro Anastase Murekezi ha annunciato un rimpasto di governo che riguardava però il solo Habineza, sostituito dalla parlamentare Julienne Uwacu. Le motivazioni della sostituzione non sono conosciute. Lo stesso giorno, Joe Habineza cinguettava su Twitter i suoi ringraziamenti al presidente Kagame al quale riconfermava piena lealtà, mentre due giorni dopo postava sul suo profilo la foto riprodotta qui sopra, riportante una celebre frase di Theodore Roosevelt.Sarà veramente al capolinea la carriera politica   del combattivo Joe?

martedì 3 marzo 2015

Progetto Mikan a Mutete


Mutete 17 febbraio:  cerimonia di consegna di cinquanta capre  nell'ambito del  Progetto Mikan. Alla presenza del parroco don Narcisse Rurenga, due gruppi inseriti nel percorso di pastorale familiare hanno consegnato ad altri due nuovi gruppi, ciascuno composto di 25 coppie,  le caprette frutto del primo parto della capre che avevano ricevuto un anno fa.

lunedì 2 marzo 2015

La BBC respinge le accuse rwandesi di negazionismo

La BBC ha respinto le conclusioni della Commissione d'inchiesta, presieduta dall'ex procuratore generale del Rwanda, Martin Ngoga, che aveva accusato l’emittente britannica  di aver  "abusato della libertà di stampa e di espressione (...) violato gli standard giornalistici e violato la legge rwandese, in particolare (le leggi) relative alla negazione del genocidio e di revisionismo (e) l'incitamento all'odio e alla divisione tra rwandesi " con la messa in onda del controverso documentario "La Storia mai raccontata del Rwanda" (vedi post),   chiedendo apertamente che  il governo avvii " un procedimento penale e civile" contro la BBC. "Respingiamo qualsiasi ipotesi che questo documentario possa costituire una negazione del genocidio", si sostiene in una   dichiarazione, in cui la BBC difende “il proprio buon  diritto di esercitare quel giornalismo indipendente che ne ha fatto la fonte più affidabile di informazioni in tutto il mondo." Indicando che il documentario è attualmente sottoposto al sistema editoriale di controlli posti in essere dal gruppo pubblico in caso di reclami, la catena assicura che "le conclusioni provvisorie indicano che il documentario non ha violato le linee guida editoriali della BBC." Ricordiamo che già all'indomani della messa in onda del documentario le autorità rwandesi avevano reagito duramente sospendendo le trasmissioni radio della BBC in Kinyarwanda.