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lunedì 31 gennaio 2022

Mons. Catalan nuovo nunzio in Rwanda

Mons. Arnaldo Catalan
Il Papa ha nominato nunzio apostolico in Rwanda mons. Arnaldo Catalan, consigliere di nunziatura, elevandolo in pari tempo alla Sede titolare di Apollonia, con dignita' di arcivescovo.
Prenderà il posto di mons. Andrzej Jozwowicz, nominato nunzio in Iran nel giugno 2021. Mons. Catalan è nato a Manila il 18 settembre 1966. È stato ordinato sacerdote il 25 marzo 1994, incardinandosi nell’arcidiocesi metropolitana di Manila. È laureato in teologia e in diritto canonico. Entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° luglio 2001, ha prestato la propria opera nelle rappresentanze pontificie in Zambia, Kuwait, Messico, Honduras, Turchia, India, Argentina, Canada, Filippine e Cina (Taipei). Conosce l’italiano, l’inglese e lo spagnolo.  Al nuovo nunzio giungano i piu' fervidi auguri di buon lavoro nella nuova impegnativa missione da parte dell'Associazione Kwizera.                               

venerdì 28 gennaio 2022

La ricetta di Kagame sulle migrazioni

Il presidente Paul Kagame, intervenendo nel  dibattito Talking Africa Europe sulla migrazione e la mobilità nei partenariati Africa-Europa, organizzato dalla Fondazione Africa-Europa in preparazione al prossimo vertice Unione Africana-Unione Europea,  ha fatto conoscere il suo pensiero sul fenomeno migratorio, anche alla luce della propria esperienza di giovane rifugiato.Secondo il presidente rwandese, c’è bisogno di nuove idee e azioni per arrivare a porre fine ai viaggi pericolosi che continuano a causare perdite di vite umane e ad arricchire la rete criminale che gestisce i traffici, dando risposte ai  diversi motivi, "alcuni giustificati, altri no” per cui gli africani migrano in Europa.Per cominciare,  un ampio accesso alle competenze e alle tecnologie digitali sarebbe  uno dei modi più strategici per modernizzare il dibattito sulla politica migratoria così da offrire ai giovani africani la possibilità di sfruttare la tecnologia disponibile per creare posti di lavoro e integrarsi nel mercato del lavoro europeo senza necessariamente migrare in altri Paesi. Infatti, “non è più necessario trasferirsi in Europa per partecipare direttamente al mercato del lavoro europeo. I giovani africani possono farlo dall'Africa con investimenti tecnologici privati ​​e pubblici che creano posti di lavoro". Nel complesso, ha aggiunto, "il nostro punto di partenza è che ogni giovane africano dovrebbe essere in grado di condurre una vita dignitosa, produttiva e sicura nel continente africano, sia nel proprio Paese d'origine che altrove in Africa".

giovedì 6 gennaio 2022

La laurea di Delphine, uno schiaffo ai pregiudizi di cui sono vittima i Batwa

Delphine il giorno della laurea
Quella di  Delphine NYIRAMINANI è una piccola storia di riscatto sociale che merita di essere raccontata. Delphine è, infatti,  una giovane batwa della comunità di Kibali che, partendo da una situazione di grave degrado, quale quella in cui si trovava e, purtroppo si trova ancora a vivere l'intera sua comunità, è riuscita con impegno e dedizione a raggiungere un diploma di laurea in Land Survey -Rilevamento topografico al Dipartimento di Rilevamento del territorio dell'INES di Ruhengeri. Nata nel 1995, in una famiglia numerosa cui è venuto a mancare il padre, ha potuto seguire prima la scuola primaria di Kibali, quindi, anche grazie al sostegno dell'Ass. Kwizera, attraverso il programma adozioni, e della Croce rossa rwandese ha proseguito gli studi nella scuola secondaria di Byumba e Rukozo, dove nel 2016  si è diplomata in Costruzioni, titolo equivalente al nostro  diploma di geometra, con grande soddisfazione della mamma Maria Goretti. Avevamo incontrato Delphine in occasione della missione  Kwizera del 2017, scoprendo una ragazza sveglia e volitiva che non nascondeva l'aspirazione ad accedere all'università. In quella occasione le avevamo offerto qualche giornata di lavoro impegnandola, unitamente al fido Bernard, in una ricognizione sulla sistemazione e sull'utilizzo delle cisterne distribuite, nell'ambito del Progetto Amazi, in diverse parrocchie e comunità religiose della diocesi di Byumba. Successivamente Delphine è stata assunta dall’impresa realizzatrice, sempre per conto dell'Associazione, dell’acquedotto Rubaya-Kabugo dove ha dato prova di capacità e dedizione. Proprio nel periodo in cui era impegnata nei lavori dell'acquedotto a  Delphine era arrivata un'altra bella sorpresa: l'assegnazione di una borsa di studio per poter frequentare l'università a Ruhengeri. Occasione che Delphine non si è lasciata sfuggire e dopo quattro anni di studi eccola qua a festeggiare la sua laurea. Una laurea che è un vero e proprio schiaffo ai tanti pregiudizi di cui sono vittima i Batwa.

Le ragioni del successo della campagna vaccinale in Rwanda

A inizio 2022, il Rwanda aveva completamente  vaccinato, con doppia dose,  oltre 5,5 milioni dei suoi quasi 13 milioni di abitanti, mentre oltre 7,7 milioni avevano ricevuto la prima dose. Più di 213.000 persone hanno anche ricevuto il vaccino di richiamo. Questo rende il Rwanda tra i Paesi più vaccinati al mondo, con oltre il 40% della popolazione attualmente inoculata. Le ragioni di un simile risultato vanno ascritte, secondo gli esperti, a 5 fattori fondamentali. 
1. Un efficiente sistema di distribuzione  dei centri sanitari in tutto il paese.                                                    
I 416 Centri sanitari hanno favorito la rapida distribuzione dei vaccini ed un facile accesso anche per gli abitanti del più sperduto villaggio. Questa efficienza ha attirato molti donatori internazionali e Paesi partner che non hanno esitato a donare vaccini al Rwanda, il cui utilizzo era assicurato dalla solida pianificazione e dal coordinamento nell'utilizzo di tutte le dosi man mano che venivano consegnate.
2.Utilizzo di giovani volontari di tutto il Paese per sensibilizzare e coordinare le attività, compresa la vaccinazione.
Quando il Rwanda ha individuato il primo caso di Covid nel Paese, gli operatori sanitari, da soli, non erano sufficienti per affrontare l'emergenza, per questo le autorità hanno avviato l'uso di Youth Volunteers, un'iniziativa che già coinvolgeva i giovani di ogni ceto sociale in diverse attività di importanza nazionale. I volontari, presenti almeno in una ventina in ogni distretto del paese, si sono assunti il ​​compito di facilitare il settore sanitario e gli organi di sicurezza nell'applicazione delle misure Covid.
3.Strategia di comunicazione efficiente e innovativa.  
La popolazione è stata invitata a partecipare ai programmi di vaccinazione, attraverso un adeguato coordinamento di tutte le istituzioni del settore pubblico e privato, nonché della società civile.Fin dai  primi giorni della campagna di vaccinazione, i dipendenti pubblici di diverse istituzioni governative sono stati arruolati per sensibilizzare la popolazione a farsi vaccinare, spostandosi di porta in porta. Anche i droni, già da tempo utilizzati per la consegna di medicinali, e altri sistemi di diffusione sonora mobili hanno continuato a circolare nei villaggi facendo la stessa opera di sensibilizzazione. 
4. Collaborazione dei diversi stakeholder.
Durante la campagna di vaccinazione contro il Covid, diversi partner, a partire dai media,  hanno collaborato con le autorità sanitarie, private o pubbliche, per garantire un'efficiente campagna di vaccinazione.                                     
5. Investimenti in assistenza sanitaria di base e operatori sanitari di comunità.
Essenziali nella campagna di contrasto al Covid e di mobilitazione e sensibilizzazione della popolazione, sono stati gli operatori sanitari comunitari, presenti a tutti i livelli amministrativi del Paese, che sono stati fondamentali nel decentralizzare tutti i programmi sanitari, compresa l'assistenza domiciliare. Sugli operatori sanitari di comunità è gravata, infatti, la maggior parte delle cure primarie, semplificando così la somministrazione dei vaccini Covid nei rispettivi villaggi.