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venerdì 30 luglio 2010

Lettera a un neolaureato rwandese

Caro amico,
finalmente hai coronato il sogno tuo e dei tuoi genitori e hai conseguito l'agognata laurea. Ora davanti a te si spalanca la vita. Per cominciare, sarà necessario pensare a mettere a frutto quanto hai appreso nelle aule dell'università e cercare un lavoro che ti consenta di dare concretezza al sogno che condividi con quella compagna di studi con la quale tante volte hai discorso del futuro insieme. Costituire una famiglia, avere una tua dimora, mettere al mondo dei figli dando loro una vita dignitosa.Cercare un lavoro? Più facile a dirsi che a farsi. E' la medesima cosa che dice il tuo giovane coetaneo italiano neolaureato in informatica, con alle spalle 18 anni di studio ( 5 alle elementari,3 alle scuole medie,5 al liceo e 5 (3+2) all'università) che appena conseguita la laurea si è sottoposto ad alcuni colloqui di lavoro per trovare un impiego. Purtroppo, forse anche causa la crisi economica che sta interessando un po' tutto il mondo, non ha avuto la fortuna di trovare un impiego, neppure a tempo determinato. Si è dovuto accontentare di uno stage presso una banca per un compenso di 700 euro mensili. Tieni conto che il vicino di scrivania con cui lavora, dipendente a tempo indeterminato con titoli di studio inferiori, percepisce almeno 500 euro in più con tutti i benefit aggiuntivi ( pensione, buoni pasto, mutua).
Per darti un'idea un professore laureato che insegna nelle scuole medie superiori percepisce uno stipendio netto di circa 1.500 euro.Il giovane neolaureto italiano spera che alla fine del periodo di stage, abbia avuto modo di dimostrare le proprie capacità e gli venga quindi offerta la possibilità di avere un contratto a tempo determinato che dopo un paio d'anni si potrà trasformare in un contratto a tempo indeterminato; a quel punto potrà dire di essersi sistemato.
Perchè ti dico tutto questo?
Perché ho appreso che l'offerta di una borsa di studio annuale di 750.000 Franchi rwandesi ( pari a più della metà dello stipendio annuo di un professore del tuo paese) che ti è stata offerta da una Onlus italiana, per usufruire delle tue prestazioni nel campo specifico dei tuoi studi, non ha incontrato il tuo interesse. Forse non hai ritenuto la cifra adeguata per una collaborazione che ti avrebbe visto impegnato nella gestione di progetti sul territorio, applicando le tue conoscenze professionali e acquisendo preziose esperienze confrontandoti con i volontari stranieri: uno scambio di conoscenze significative sicuramente utili per i tuoi impegni lavorativi futuri. Ti confesso candidamente che faccio fatica a comprendere questa tua scelta. Ritieni forse che non siano adeguatamente riconosciuti i tuoi studi? Che il lavoro che ti è proposto non sia consono allo status di neo laureato, in quanto rivolto verso i tuoi connazionali più bisognosi? Sei sicuro che i tuoi genitori, che con sacrificio ti hanno permesso di completare i tuoi studi, condividerebbero questa tua scelta? Certo, come per il tuo coetaneo italiano, l’ideale sarebbe di ottenere un posto sicuro e ben remunerato qui ( vicino a casa) e subito. Sai però che ciò non è facilmente possibile né in Italia né in Rwanda. Allora forse è il caso di guardare con occhi diversi quella proposta: potrebbe essere l’inizio di un cammino professionale dove cominci a misurarti con le tue conoscenze sul campo, lavorando per la tua gente, con un riconoscimento economico tutt’altro che disprezzabile.
Un caro saluto.
Il tuo amico muzungu.

mercoledì 28 luglio 2010

Leggere per crescere

Qualche tempo fa, parlando con un amico rwandese sull’ipotesi di allestire un piccola biblioteca di villaggio, mi sono sentito rispondere che in Rwanda c’è scarsissima propensione per la lettura e quindi quel progetto non era sicuramente tra le priorità. Quel colloquio mi è ritornato in mente dopo qualche mese leggendo un bellissimo reportage dalla Colombia in cui si raccontava il girovagare tra le montagne di un maestro rurale che arrivava nei villaggi più sperduti accompagnato da suoi due asini, significativamente chiamati Alfa e Beto, che portavano ai bambini di quei villaggi sillabari e dozzine di altri libri. Ancora mi riporta a quella vecchia conversazione l’intervento su The New Time di un direttore scolastico di una importante scuola rwandese che si lamenta della scarsissima propensione alla lettura degli studenti rwandesi , se si esclude lo stretto necessario per superare le prove scolastiche. Non c’è cultura delle lettura, spesso per colpa degli stessi insegnanti che da giovani erano abituati a festeggiare il conseguimento della laurea con un bel falò di tutti i libri e gli appunti. E’ così che secondo il direttore degli studi presso  la Nu Vision High School di Kabuga,  la malattia della non lettura si diffonde tra le giovani generazioni diventando una pandemia africana, seconda solo a quella del HIV, che escluderà da ogni possibile sviluppo gli africani senza lettura, senza conoscenza di quello che accade nel paese, nel continente, nel mondo. Non si può prescindere da un bagaglio conoscitivo costruito nel tempo, anche al di fuori degli stretti adempimenti scolastici, che interessi tutti gli ambiti della vita da quelli socio-culturali a quelli religiosi. L'autore conclude richiamando l'impegno di tutti a promuovere una cultura della lettura, in casa e a scuola, se si vogliono incrementare le opportunità di crescita e sviluppo nella vita scolastica e nella vita tout court. Come non condividere l'accorato richiamo del direttore scolastico rwandese!

martedì 27 luglio 2010

Se imparassimo dagli indiani...

"Questo attaccamento alla memoria e all'identità nazionale, miracolosamente in India si sposa con un rapporto altrettanto felice con l'Occidente. A differenza di quanto accade nel mondo arabo, e in settori dell'Africa e dell'America latina, l'India è l'unica grande nazione che ha "digerito" definitivamente il proprio passato di colonia senza conservare residui di rancore nè atteggiamenti vittimistici. Di fronte a qualunque problema di cui soffre oggi il paese, mai sentirete gli indiani recriminare sulle colpe degli inglesi. Il passato è passato, quel che l'India è oggi, nel bene e nel male, essa lo ascrive alle responsabilità delle proprie classi dirigenti, non cerca capri espiatori altrove" .
da:Federico Rampini: L'impero di Cindia, Ed. Mondadori

sabato 24 luglio 2010

Lake Angels.... Mondiali

Da Il Giornale di Barga on line:
Anche quest'anno il gruppo dei Lake Angels non si è risparmiato per reperire fondi da destinare in beneficenza. L'occasione è stata il Campionato del Mondo di calcio, trasmesso per intero con due megaschermi presso la Vignola del Duomo. Nonostante il tempo abbia fatto i capricci, per non parlare dello scherzetto che ci ha fatto la nostra Nazionale, c'è sempre stata una discreta affluenza, complici il luogo incantevole e la possibilità di gustare buoni piatti accompagnati da buon bere! Alla fine della manifestazione, i nostri sforzi sono stati premiati, infatti il ricavato netto è stato di 4000 euro: 2000 euro sono stati donati direttamente alla propositura di Barga e 2000 euro al gruppo Kwizera che opera in Rwanda; questo contributo, aggiunto ad una donazione di ulteriori 5000 euro servirà per contribuire alla costruzione di una scuola in Rwanda.Un grazie particolare al Proposto di Barga che ha messo a disposizione la Vignola ed un grazie ancora alla signora Elena Biagiotti per il suo contributo gastronomico.
Grazie anche a tutti coloro che hanno partecipato!
Alla prossima!           Lake Angels


                                            Sempre sorprendenti questi Lake Angels!

Caritas in veritate:prossima presentazione in Africa da parte del Consiglio giustizia e pace

In un'intervista all'ultimo numero di  "Segno", mensile dell'AC italiana, la dottoressa Flaminia Giovannelli, neo sottosegretario del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace, ha preannunciato che l'ultima enciclica papale Caritas in veritate formerà oggetto di un forte momento di discussione e approfondimento in terra d'Africa. Infatti, "il Pontificio consiglio organizzerà in Africa una riunione di presentazione dell'ultima enciclica di S.S. Benedetto XVI alla quale saranno convocati tutti i moltiplicatori -direttori dei centri per la dottrina sociale, responsabili delle conferenze episcopali, rappresentanti del mondo accademiso- ovvero soloro che porteranno il messaggio in tutto il continente, per farlo conoscere a livello lacale". Non  si conoscono ancora  modi e tempi di questo forte momento ecclesiale,  ma non possiamo che salutare con entusiasmo l'iniziativa tendente a portare il messaggio papale in materia di dottrina sociale  della Chiesa anche in terra africana. I nostri quattro lettori ricorderanno che avevamo segnalato con una certa sorpresa, nell'agosto 2009, come l'enciclica non fosse disponibile, a oltre un mese dalla sua pubblicazione, nella libreria della Caritas di Kigali, dove a detta del responsabile nessuno l'aveva ancora richiesta.

giovedì 22 luglio 2010

Alcuni indicatori economico-finanziari rwandesi

In Rwanda, nel mese di giugno l’andamento dell’inflazione ha fatto segnare un + 4,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.Le voci che hanno inciso in maniera più significativa, in termini di incremento sul giugno 2009, sono i costi di trasporto (+ 9,76%) dell’istruzione (+ 7,35%) dell’abbigliamento e delle calzature (+ 5,74 %) . A fronte di questo andamento inflazionistico la Banca centrale rwandese ha fissato nel 7% il tasso di finanziamento alle banche, in diminuzione dello 0,50% rispetto al mese precedente. A loro volta le banche commerciali erogano il credito alla propria clientela a tassi che vanno, mediamente, dal 17% al 22%. Gli impieghi bancari sono aumentati nel primo trimestre del 2010 del 14,6%, così come le sofferenze che a fine 2009 rappresentavano l’11% dei crediti in essere al di sopra della soglia del 7% fissata dalla Banca centrale rwandese. Da inizio anno il Franco rwandese si è significativamente rivalutato nei confronti dell'Euro: all'inizio di gennaio ci volevano 822 Frw per acquistare un Euro mentre ne bastavno 700 all'inizio di giugno, mentre in questi giorni il cambio è risalito al di sopra di 750 Frw/€:  da inizio anno si è avuto un valore medio di periodo di  761,958182 Frw/€ con un minimo di 696,19 all'inizio del giugno scorso e un massimo di  833,34 all'inizio di gennaio. Riteniamo utile  avere il polso dell'andamento dell'economia in cui si opera, per sapersi rapportare correttamente con la realtà locale.

mercoledì 21 luglio 2010

Iniziano i lavori per l'asilo di Kagera

L’infaticabile Don Paolo sta dando vita a una nuova iniziativa parrocchiale. A Kagera, una delle sottoparrocchie in cui si articola la parrocchia di Nyagahanga, sono iniziati i lavori per la realizzazione di una scuola materna in cui accogliere i bambini della comunità che attualmente vengono accuditi al meglio all’aperto. Si tratta di un edificio in mattoni cotti, articolato su tre aule, che prevede una spesa di circa 8.000 euro, di cui tremila già donati dal gruppo di Azione cattolica di Grosio (So). L’edificio dovrebbe essere pronto a breve, così che a partire dal prossimo autunno, i bambini potranno usufruire di una vera e propria scuola materna. Ricordiamo che in Rwanda la scuola materna, pur prevista dal governo in ogni unità amministrativa, non è da questi finanziata e quindi il relativo onere rimane a carico dei genitori che intendono mandare i propri figli all’asilo. Si capisce quindi come le scuole materne siano ancora estremamente limitate e principalmente concentrate in qualche centro urbano. Per la maggior parte sono iniziative di privati e raccolgono un numero estremamente ristretto di bambini; in pratica solo coloro che dispongono di mezzi adeguati possono mandare i loro figli alla scuola materna. Negli asili più organizzati si paga una retta che può andare dai 1500 ai 15.000 Frw al mese a seconda del livello del servizio; nei villaggi i genitori di possono organizzare per trovare una custode che prenda in consegna i bambini per un costo decisamente inferiore ( in un articolo dell’agenzia Syfia si parlava di 100 Frw al mese), con un servizio però proporzionale alla spesa: scuola all’aperto, seduti sull’erba, niente strutture, niente materiale didattico e, spesso, niente pasto di mezzogiorno. Si capisce quindi il desiderio di Don Paolo di fornire ai bambini di Kagera una struttura di accoglienza, primo passo per una vera e propria scuola materna.

martedì 20 luglio 2010

La Farnesina raccomanda cautela ai connazionali in Rwanda

Inizia oggi in Rwanda la campagna elettorale per le elezioni presidenziali che si terranno il prossimo 9 agosto. Con encomiabile tempestività,  l'Unità di Crisi del nostro Ministero degli Esteri ha fatto pervenire a tutti i connazionali che hanno segnalato la propria presenza in Rwanda un sms del seguente tenore: " In concomitanza con la campagna per le prossime elezioni, esercitare cautela evitando manifestazioni politiche ed assembramenti di persone".

Il Museo africano dei Padri Passionisti

Navigando sul web capita spesso di fare qualche interessante scoperta. Questa volta segnaliamo il sito http://www.museoafricano.it/ che supporta il Museo e villaggio africano che i padri Passionisti hanno aperto a Urgnano in provincia di Bergamo per far conoscere tradizioni, abitudini e principi di diversi popoli, così come far luce sulle trasformazioni sociali, artistiche e spirituali in atto nell'Africa subsahariana. Il sito illustra innanzitutto il Museo Africano dedicato all’esposizione dell’arte dell’Africa del passato reso “vivo” tramite esposizioni temporanee annuali, in cui uno sguardo all’Africa contemporanea e la trattazione di tematiche rivolte all’interculturalità lo hanno reso un “centro di ricerca sull’arte e sulle culture africane”, non solo quelle del passato ma anche quelle odierne. Il sito è arricchito di diversi supporti fotografici e video nonché di alcune agili pubblicazioni divulgative, destinate soprattutto al mondo della scuola, che possono essere lette con profitto da tutti gli amici dell’Africa. Segnaliamo in proposito "Il Tempo in Africa", che fornisce un primo approccio a uno dei temi  più intriganti per il muzungu. Il Museo organizza anche mostre su diversi aspetti della vita africana; attualmente è allestita “Kazi njema! Buon lavoro!" Guadagnarsi il pane a sud del Sahara. A fianco del Museo, è stato anche allestito il “Villaggio Africano”, un’esposizione “en plain air” di diverse tipologie di abitazioni africane appartenenti a popolazioni dell’Africa Occidentale e Orientale, per creare un luogo in cui si potesse toccare con mano la quotidianità della vita africana. Dopo la curiosità suscitata dal sito ci ripromettiamo di visitare personalmente questa realizzazione dei Padri Passionisti.

lunedì 19 luglio 2010

A Kigali, internet super veloce

Un rapporto curato da Ookla , una società Usa specializzata nel calcolare la velocità e la connessione a banda larga sul web, sulla base della situazione rilevata in180 paesi, ha certificato che il Rwanda si trova all’87 posto al mondo e al 3 ° in Africa in termini di velocità di download.
Il Rwanda con un download di 2,53MB/secondo sopravanza paesi africani più sviluppati come l’Egitto e il Sud Africa, mentre per quanto attiene la velocità di upload, con 2,03MB/secondo, si colloca al 36 posto al mondo al livello della Cina, Francia e Finlandia, alcuni dei paesi ICT leader a livello mondiale.
Naturalmente i dati illustrati si riferiscono alla capitale Kigali e forse a qualche altra città raggiunta dalla fibra ottica. Nelle campagne dove arriva il segnale portato dalle compagnie telefoniche, il collegamento inernet ha tempi ben diversi; nella sostanza nei villaggi coperti dal segnale si riesce a utilizzare l’e mail e, con un po’ di fatica, si può aprire un sito non particolarmente pesante o trasmettere fotografie. In questo, come in altri comparti, città e campagna viaggiano quindi a due velocità ben diverse.

giovedì 15 luglio 2010

Se vuoi investire all'estero, vai in Rwanda

Secondo un recente rapporto della World Bank dal titolo “Investing across borders 2010” il Rwanda è uno dei paesi al mondo, unitamente al Canada e alla Georgia, dove un investitore straniero trova le condizioni più favorevoli per intraprendere un’iniziativa economica. Il citato rapporto giunge a tali conclusioni sulla base di un’analisi comparata della legislazione locale regolante gli investimenti stranieri in 87 paesi al mondo.Secondo quanto rilevato dagli esperti della World Bank, in meno di due settimane chi volesse effettuare un investimento in Rwanda è messo nelle condizioni di essere operativo con la nuova impresa. Tali condizioni favorevoli possono portare, secondo quanto sostenuto dal Vice President del Financial and Private Sector Development della World Bank, signor Janamitra Devan, oltre naturalmente a nuovi investimenti, nuove tecnologie e stili manageriali, nuovi posti di lavoro e stimoli alla concorrenza con positive ricadute sui livelli di prezzo dei beni. Complessivamente la popolazione locale beneficerebbe di un più favorevole accesso ai beni e ai servizi. Naturalmente il Rapporto si limita a fare una fotografia del quadro di riferimento in cui un ipotetico investitore si verrebbe a trovare qualora decidesse di sbarcare in Rwanda per avviare nuove iniziative economiche. Si tratta di un presupposto importante che le autorità di Kigali sono state in grado di costruire in questi anni, ma che necessita anche di una cornice politico istituzionale stabile in grado di garantire sicurezza e certezza del diritto di cui ogni intrapresa economica necessita.

venerdì 9 luglio 2010

Dove finiscono i fondi raccolti dalle ONP

Da un'indagine, condotta dall'IID-Istituto italiano donazione tra i propri associati per verificare l'indice di efficienza con cui le ONP-Organizzazioni no profit utilizzano le risorse disponibili, sono emersi le seguenti risultanze: il 78,9% dei fondi disponibili sono destinati alla missione, il 9,4% alle attività di promozione e raccolta fondi e l’11,8% ai costi di supporto generale. Per le organizzazioni più piccole, quelle con una raccolta inferiore al milione di euro, i dati risultano i seguenti: il 76,3% dei fondi destinati alla missione, il  9,7% alle attività di promozione e raccolta fondi e il 14% per le spese di struttura.
A fronte di questi dati ci piace segnalare la situazione dell''Ass. Kwizera Onlus che evidenzia i seguenti parametri: 87,3% alla missione, 6,9% alla promozione e il residuo 5,8% alle spese di funzionamento.
Quella che si direbbe una gestione virtuosa.

mercoledì 7 luglio 2010

Mortalità infantile in diminuzione

In Rwanda su 1000 nuovi nati, 112  non raggiungeranno i cinque anni di vita. E' questo il dato che il Ministero della salute rwandese ha fornito in occasione della seconda conferenza internazionale sulla maternità e salute dei bambini in corso da ieri a Kigali.
Anche se, nell'ultimo decennio, il paese ha compiuto progressi significativi nella riduzione della mortalità infantile -nel 2000, infatti secondo le statistiche dell'OMS-Organizzazione mondiale della Sanità erano 186 i bambini che non arrivavano a cinque anni di vita- a detta dei responsabili della sanità rwandese è ancora molto il lavoro da fare per sconfiggere le principali  cause di mortalità infantile: diarrea, malaria, malnutrizione e polmonite. Ricordiamo che a livello africano, secondo le statistiche dell'OMS, sono ben  142 su 1000 i  bambini che non supereranno i cinque anni, più del doppio del dato a livello mondiale che è di 65.
 A fianco della mortalità infantile il Ministero sta monitorando con attenzione anche il dato della  mortalità materna, stimata in  750 casi per ogni 100.000 nati vivi, per ridurne quanto più possibile la portata.

martedì 6 luglio 2010

Buon viaggio Alberto

Ad Alberto che questa mattina è partito  per il Rwanda, per trascorrere un po' di tempo a Nyagahanga presso il Centro sociale A.G. dando una mano a Don Paolo, dedichiamo questa testimonianza di un altro Alberto, volontario dell'Ass. Granello di senape, che ieri mattina ci è stata segnalata da Google. L'esperienza del giovane  coetaneo, che tra i bambini e i giovani di Ruhengeri ha trovato ciò che cercava, probabilmente offre anche qualche risposta a taluni  interogativi che in questi momenti sorgono in chi parte. 
"Mi capita spesso di riflettere sui motivi che mi hanno spinto a venire in Rwanda e che mi legano a questo paese.A luglio 2007 fu la voglia di una nuova esperienza che non avrei immaginato si sarebbe protratta fino ad oggi e che mi avrebbe fatto cambiare opinione su tante situazioni e aspetti della vita sui quali, in Italia, non ho mai trovato il terreno giusto per una più profonda riflessione.A Ruhengeri, provincia Nord del paese, il progetto nel quale opero viene definito di sostegno agli orfani e ai ragazzi di strada; Sostegno…. : in Europa non mi sarei mai soffermato sul senso di questa parola ma, qui in Africa, fra tanta gente che te lo chiede continuamente, intorno a questo semplice termine ruotano tutta una serie di argomenti e punti interrogativi: perché sostenere, come farlo, è giusto farlo oppure si fa solo peggio…Oggi, penso che il sostegno non si possa definire semplicemente un atto di carità fine a se stesso, ma piuttosto un’azione che ha il preciso scopo di risvegliare un senso di fraternità e collaborazione nelle persone; sostengo te perché domani tu possa essere sostegno per qualcun altro.Spesso il rischio diventa quello che chi si trova ad essere aiutato, scopra questa condizione ideale a tal punto da rinunciare alla possibilità di camminare da solo e, ancor peggio, di credere che tale aiuto gli sia dovuto perché da solo non ce la potrà mai fare. È a questo punto che entra in gioco la dignità.Trovo che dignità non significhi essere indipendenti dagli altri, potercela fare da soli, ma avere la consapevolezza che, anche nelle condizione più miserabile, abbiamo sempre dentro di noi, qualcosa da dare agli altri e che ci rende unici.Il sostegno quindi deve essere un mezzo e non il fine, per raggiungere appunto l’obbiettivo finale e cioè permettere alla persone di riprendersi la propria dignità.Purtroppo, tante volte nel passato, ma come ancora oggi accade, chi opera in Africa a sostegno degli africani lo fa per autocompiacimento o per meri scopi economici (vedi il business degli aiuti umanitari) dando gratuitamente supporto materiale e nulla più. Se tale aiuto può essere considerato un compromesso accettabile in situazioni di effettiva emergenza, perde invece ogni valore in un contesto di sviluppo, come si dice esserlo quello Rwandese.

lunedì 5 luglio 2010

Onorificenza rwandese per Mariapia Fanfani

La signora Mariapia Fanfani, presidente della Croce Rossa Italiana dall’’83 al ’94, è stata  insignita a Kigali  dell'onorificenza rwandese UMURINZI   per l'attività umanitaria svolta nella primavera del 1994, in occasione della grande tragedia che sconvolse il paese. Durante due missioni mise in salvo 147 bambini, li fece caricare sul suo aereo e li portò fuori dal paese. Tra questi vi erano, oltre ad alcuni orfani di Muhura, anche tre giovani seminaristi: Cirillo, Paolo e Roberto. Sicuramente tutti  e tre nella santa messa che celebreranno domani ricorderanno quella signora che nel lontano 1994 li portò in Italia.

venerdì 2 luglio 2010

Scuola di cucito: prima fornitura

Alcune delle ragazze, che nei mesi scorsi avevano seguito  il corso di cucito tenutosi  presso il Centro sociale Alberto G. di Nyagahanga, volendo mettere a frutto le capacità acquisite, stanno cercando di dare vita a un laboratorio di confezionamento di divise scolastiche. Proprio in questi giorni hanno ultimato la loro prima fornitura  a favore della scuola di agricoltura-EFA che aveva richiesto 146 gonne per le divise delle proprie studentesse.Forti di questa prima loro fornitura, che ha dimostrato la bontà del loro apprendistato, vorrebbero essere aiutate a dare vita a una vera e propria attività artigianale nei locali del Centro. Come riferito in altra occasione ce ne sarebbero i presupposti vista la disponibilità degli spazi necessari, delle attrezzature (una decina di macchine per il cucito), delle lavoranti e di una potenziale domanda di divise scolastiche. Come noto, infatti, le scuole rwandesi di ogni ordine e grado richiedono ai propri alunni di presentarsi in aula in divisa. Alle elementari sono le famiglie che si procurano la divisa presso il sarto del villaggio, mentre per molte scuole superiori è la stessa scuola che provvede a fornire le divise più o meno sofisticate: a Kigali si vedono studenti che sembrano usciti da un college inglese, mentre nei villaggi, soprattutto alle elementari, le divise sono spesso malandate.
 La domanda non dovrebbe quindi mancare se si fosse in grado di fornire divise di buona qualità, per taglio, confezionamento e tessuti,  e a prezzi competitivi rispetto a quelli attualmente presenti sul mercato dei villaggi.Bisogna  quindi  predisporre un piccolo business plan per valutare la fattibilità dell'iniziativa e se poi, all'esito di una verifica circa i possibili sbocchi commerciali e la struttura dei costi, si dovesse pervenire alla conclusione circa la fattibilità del progetto si potrà procedere dando vita, solo se strettamente necessario secondo le normative commerciali rwandesi, a una piccola cooperativa. A quel punto, il laboratorio potrebbe fungere anche da luogo di apprendistato per nuove ragazze che, affiancando le più esperte, potranno con il tempo, come succede in ogni laboratorio artigianale, apprendere a cucire per utilizzare questa loro capacità a casa propria o per rafforzare il numero delle lavoranti del laboratorio se il successo arriderà all'iniziativa.
L'Associazione Kwizera non mancherà di dare il proprio appoggio e supporto tecnico per permettere che questo progetto decolli, per poi passare il testimone a queste giovani che dovranno  fare in modo che l'iniziativa proceda autonomamemnte, diventando protagoniste del proprio futuro. 

giovedì 1 luglio 2010

Parte il mercato comune della Comunità dell'Africa orientale-EAC

Entra in vigore da oggi , 1 luglio 2010, il mercato comune tra Kenya, Tanzania , Uganda, Burundi e Rwanda, così come stabilito dal protocollo firmato nel novembre scorso dai responsabili dei cinque paesi della Comunità dell’Africa orientale (EAC), come riferito in un nostro precedente post.Dopo la ratifica da parte dei rispettivi parlamenti, il protocollo trova ora  piena attuazione con l’avvio, anche se con qualche inevitabile gradualità, di un autentico mercato unico per 126 milioni di abitanti, dove dovrebbero circolare liberamente uomini, servizi, merci e capitali. E’ finora il primo esempio africano di zona di libero scambio tra paesi appartenenti a una comunità economica regionale. In alcuni settori come quello bancario , assicurativo , dei telefoni cellulari e del trasporto aereo , gli scambi erano già liberi tra alcuni paesi della Comunità . In termini di libera circolazione dei lavoratori, il Rwanda aveva già preso l'iniziativa di eliminare il requisito dei permessi di lavoro per i cittadini dei paesi membri del blocco, beneficiando così dell’ingresso di nuova manodopera professionalizzata, in particolare dal vicino Kenya che si appresta a diventare la locomotiva della comunità. Dal Kenya sono arrivati in Rwanda anche diversi nuovi investitori attratti dalle favorevoli condizioni create dalle autorità rwandese per quanto concerne l’avvio di nuove imprese. La sfida che attende i cinque paesi dell'EAC è indubbiamente impegnativa e vedremo alla prova dei fatti se le risposte che verranno dal mercato saranno positive. I protagonisti di questo importante passo sono però convinti di poter conseguire un’effettiva integrazione economica dei rispettivi paesi, tanto che già si sta studiando la creazione di una unione monetaria in Africa Orientale, a partire ufficialmente dal 2012 o, più realisticamente, dal 2016. Se questa sfida sarà vinta, qualcuno già accarezza un altro ben più impegnativo obbiettivo di lungo periodo: la  federazione tra i paesi dell'EAC.