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martedì 30 marzo 2010

L'Institut Polytechnique de Byumba (IPB) diventa università riconosciuta.

Il governo rwandese ha riconosciuto l'Institut Polytechnique de Byumba (IPB), unitamente ad altri tre istituti di istruzione superiore, quali università accreditate cha vanno ad affiancarsi ad altri 22 tra università e istituti superiori di apprendimento attivi sul territorio rwandese.

L'IPB ha avuto origine all’inizio degli anni 2000 su iniziativa di un'associazione locale che coinvolgeva rappresentanti della società civile della zona di Byumba. Ben presto sono state coinvolte nell'iniziativa la diocesi cattolica, con il Vescovo monsignor Servilien Nzakamwita che assume la rappresentanza legale dell’IPB, e quella episcopale di Byumba. Individuata la sede in immobili resi disponibili dalla diocesi, negli anni si è provveduto a organizzare la nuova iniziativa dando avvio a due corsi di laurea: uno in Scienze sociali con indirizzo in Antropologia e Sociologia e uno di Gestione e scienza dello sviluppo con indirizzo in Contabilità e Sviluppo rurale, riconducibile sulla base delle materie di studio, alla nostra laurea in Economia e Commercio. Gli studenti che frequentano i quattro anni di corso previsti possono usufruire di insegnamenti di sicuro interesse di cui alcuni aventi una immediata applicazione sul terreno; ne è un esempio la materia dell’avvio e della gestione delle cooperative. In tal modo si cerca anche di rispondere a una delle finalità dell’IPB di porsi come motore di sviluppo della comunità locale. L’IPB ha una partenership, oltre che con un’istituzione universitaria finlandese e irlandese, anche con l’Università di Siena.
Essendo un’università privata, una delle fonti di sostentamento deriva dalle tasse universitarie che gli studenti devono sobbarcarsi: vanno dai 25.000 Frw ( 31 euro) per l’iscrizione cui si aggiunge una tassa annua che va da un minimo di 210.000 a un massimo di 300.000 Frw ( da 265 a 380 euro) a secondo del livello di studio. Maggiori informazioni sull’IPB potranno essere attinte al sito ufficiale.

lunedì 29 marzo 2010

Monsieur Sina: una bella storia rwandese.

Cosa hanno in comune la boccetta di olio aromatizzato Akabanga, il succo concentrato di macacuja che a volte consumiamo sul posto, il posto di ristoro di Nyarangarama sulla strada Kigali-Ruhengeri( nella foto), dove in occasione dell'ultima missione Kwizera si è tenuto il pranzo che fece seguito all'inaugurazione dell'acquedotto di Kiruri? Queste e tante altre realtà sono riconducibili a uno dei principali gruppi agro-industriali del paese: Urwibutso. Visitandone il sito http://www.sina.co.rw/ si ha con immediatezza la rappresentazione dei vari settori  rientranti nella sfera d'azione di questo gruppo industriale. Si va dall'agroalimentare ( allevamenti di diverse specie animali, produzione di succhi di frutta e marmellate e di diversi altri prodotti alimentari) alla produzione di materiali per l'edilizia ( mattoni, tegole), fino ai mobili , alla ristorazione e ai trasporti e al commercio di svariate merci. Dietro a questo conglomerato, di per sè interessante nella sua articolazione produttiva e nella sua filosofia industriale così rappresentata sul sito "crescita, innovazione, impegno per la qualità dei nostri prodotti e servizi e il rispetto delle norme ambientali ",  sta il signor Gérard Sina, proprietario del gruppo industriale, la cui storia merita di essere raccontata.Il signor Gérard era un ragazzo di strada di Kigali che fu adottato dal proprietario di un bar della capitale e di quello di Nyirangarama sulla strada per Ruhengeri. Da subito preferisce il lavoro alla scuola, dedicandosi giovanissimo a seguire gli affari del padre adottivo, in particolare gestendo i camion di proprietà per trasporto merci. Il ragazzo è sveglio e ci sa fare. Come in ogni storia di successo che si rispetti non manca il risvolto femminile; il signor Sina sposa una figlia del padre adottivo consolidando così i suoi legami familiari. Alla morte del padre adottivo eredita la gestione dell'impresa di famiglia che ben presto, dimostrando da subito di avere grandi capacità, forte spirito imprenditoriale e indubbio fiuto per il businness, riesce a diversificare nei vari settori che abbiamo visto all'inizio.
 Oggi il signor Sina è uno degli esponenti più rappresentativi dell'imprenditoria rwandese, conosciuto anche all'estero dove spesso si reca per partecipare a fiere internazionali, in cui, a volte, i suoi prodotti ottengono qualche riconoscimento.Monsieur Gérard.(qui a fianco a colloquio con il Presidente Paul Kagame)  è una figura indubbiamente di rilievo con la quale sarebbe intrigante poter scambiare qualche impressione, magari davanti a un piatto fumante di umufa, bollito di capra o manzo, piatto tipico servito nel suo ristorante di Nyirangarama. Lo metteremo in agenda per il prossimo viaggio in Rwanda. Anche noi, come i tanti  autisti che percorrono la statale Kigali-Ruhengeri  faremo tappa in quella specie di autogrill, aperto 24 ore su 24, che  funge anche da quartier generale del signor Sina. Per ora segnaliamo  questo figlio del Rwanda che, partendo da umilissime origini, ha saputo costruire una storia di successo.

sabato 27 marzo 2010

Kigali-Bujumbura in autobus a biodiesel.

Il primo autobus alimentato a biodiesel in Africa ha fatto ieri il suo viaggio inaugurale da Kigali a Bujumbura. Il biodiesel utilizzato è prodotto in Rwanda dall'Istituto di Ricerca Scientifica e Tecnologica (IRST) ed è ottenuto da olio di palma, di Jatropha e da alberi Moringa, materie prime attualmente importate dai paesi limitrofi del Burundi e Repubblica Democratica del Congo. L'Istituto ha attualmente una capacità produttiva giornaliera di soli 2.000 litri.Il Rwanda dovrebbe quindi  incentivare la coltura delle piante idonee a fornire le materie prime utilizzate nella produzione di biodiesel, senza che ciò comporti, secondo il Ministro delle foreste e delle miniere, Christopher Bazivamo, l'abbandono della produzione di colture alimentari.Secondo Bazivamo, la pianta come la jatropha può essere, infatti, coltivata lungo le strade e come recinzione in aziende agricole e potrebbe aiutare gli agricoltori a integrare i loro magri guadagni. I lettori di questo blog sanno molto della jatropha perché l’argomento è stato trattato ampiamente e da molto tempo, purtroppo senza riscuotere il necessario interesse presso gli amici rwandesi.
 Più volte abbiamo ventilato le potenzialità che la coltura della jatropha potrebbe avere; da ultimo nell’ultima missione 2009 abbiamo interessato la Scuola di agricoltura di Nyagahanga (EFA) perché desse vita a un vivaio per produrre piantine di jatropha da distribuire ai contadini della zona. Per ora si è provveduto alla semina su terreni della parrocchia di Nyagahanga, ottenendo le prime piante ( vedi foto a sinistra), avendo così la conferma sulla fattibilità del progetto. Ora sarebbe tempo che si desse avvio al vivaio presso l'EFA, provvedendo all'approvigionamento dei semi necessari.

mercoledì 24 marzo 2010

5 per mille 2008: 254 contribuenti scelgono Kwizera.

L'Agenzia delle Entrate ha reso noto, a fine della settimana scorsa, l'elenco delle associazioni impegnate nel volontariato ammesse al riparto del 5 per mille dell'IRPEF del 2008. Sono stati 254 i contribuenti  che in sede di denuncia dei redditi hanno destinato la quota del 5 per mille sull'Irpef corrisposta  all'Associazione Kwizera Onlus, cui sono stati così assegnati 7210,99 euro. A mero titolo informativo Kwizera Onlus si piazza in 5702 esima posizione su un totale di 26.596 onlus ammesse. Esiste anche un elenco di Onlus non ammesse per carenza di documentazione che, tuttavia, avranno tempo fino al 30 aprile per regolarizzare la propria posizione e vedersi quindi riconoscere gli importi loro spettanti sulla base delle scelte dei contribuenti.
Ai nostri quattro lettori ricordiamo che anche per il 2010 è possibile destinare il proprio 5 per mille a favore di un'Onlus; noi ci permettiamo di rinnovare l'invito a destinare questo sostegno all'Associazione Kwizera Onlus per quello che fa a favore della popolazione rwandese.
Basta una firma nell'apposito spazio della denuncia fiscale e l'inserimento del C.F. 90006470463. 

Consuntivo Kwizera 2009.


L’Associazione Kwizera Onlus ha destinato al Rwanda, nel corso del 2009, 88.530 euro su un totale di 101.358 euro raccolti nell’anno. La percentuale destinata direttamente agli aiuti in loco è pari quindi all’87,35% dei contributi raccolti; si tratta di una percentuale decisamente alta, ben superiore a quella di moltissime organizzazioni impegnate nel volontariato nei paesi africani, che scontano spesso apparati organizzativi piuttosto impegnativi da sostenere. Sul fronte delle entrate vanno segnalati i contributi per le adozioni a distanza per 35.700 euro ( 115 euro per ogni bambino adottato) e 20.000 euro di contributi da inserzionisti presenti sulla Rivista e sul calendario che annualmente l’Associazione edita. La parte rimanente delle entrate, pari a 45.454 euro, provengono da erogazioni liberali, donazioni e contributi vari.
Le spese di funzionamento dell’Associazione, che vanno dalle spese telefoniche, elettriche, postali e d’ufficio, hanno assorbito 3.653 euro, mentre la pubblicazione della rivista e del calendario ha richiesto 6.120 euro, coperti come abbiamo visto dalle inserzioni. Meno di mille euro, per la precisione 956 euro sono stati destinati a iniziative sociali e di promozione missionaria. Tenuto conto che i volontari partecipanti alle missioni in Rwanda si sobbarcano personalmente tutte le spese di viaggio e soggiorno, tutto il resto finisce nei progetti in terra rwandese.
Come sono stati spesi i fondi inviati in Rwanda?
I lettori del blog hanno seguito, quasi giorno per giorno, l’inizio, l’avanzamento e la conclusione dei singoli progetti che riportiamo qui di seguito:
  •  Sostegno all’infanzia:il Progetto Adozioni a distanza e la mensa per i bambini bisognosi di Nyagahanga;
  •  Acquedotto di Kiruri;
  •  Sostegno alla comunità Batwa di Kibali: terrazzamento della collina con la realizzazione di campi da semina e fornitura di sementi;
  •  Contributo per i lavori di ristrutturazione della scuola di Kibali;
  •  Completamento del Centro Parrocchiale di Nyagahanga;
  •  Avvio del Progetto MIkAN ( assegnazione di 100 capre ad altrettante giovani famiglie);
  • Corso di cucito a Nyagahanga;
  •  Realizzazione di un laboratorio artigianale a Bungwe;
  •  Fornitura materiale medicale ai Centri di Sanità di Bungwe e di Nyagahanga;
  •  Sostegno alle parrocchie “Celebrazione delle messe per i defunti”;
  •  Acquisto di un motociclo per i responsabili del progetto adozioni e contributo per l’acquisto di un fuoristrada a Nyagahanga.

martedì 23 marzo 2010

Il Progetto MIkAN fa scuola.

 Con una cerimonia  cui ha partecipato anche il Ministro della famiglia, Dott.ssa Jeanne d'Arc Mujawamariya, la Società per le donne e l'AIDS in Africa (SWAA) ha donato oltre 100 capre alle donne svantaggiate nei distretti di Kayonza, Ngoma e Kirehe. Il Ministro ha sostenuto il progetto sottolineando che "Le persone che hanno beneficiato oggi delle capre, saranno in grado di aiutare i bisognosi in futuro ... l'essenza è quella di rompere il ciclo della povertà, in modo da raggiungere la sicurezza nelle case". L’iniziativa ci ricorda molto da vicino il Progetto MIkAN, promosso dall'Associazione Kwizera nella diocesi di Byumba e rivolto alle giovani coppie: già cento famiglie hanno avuto una capra ( nella foto la consegna delle capre alle famiglie di Ngarama)  e altrettante stanno attendendo , a breve, la consegna di un capretto frutto del primo parto delle capre consegnate.Il progetto MIkAN proseguirà con l'individuazione di nuove famiglie beneficiarie.  

sabato 20 marzo 2010

Un sito di documentazione sulla recente storia rwandese.

Segnaliamo un interessante sito  http://rwandadelaguerreaugenocide.fr/ messo in rete in occasione delle pubblicazione del saggio  Rwanda, de la guerre au génocide. Les politiques criminelles au Rwanda (1990-1994), d'André Guichaouai, La Découverte, 622 pages,  €29. Opera che  Le Monde presenta in questi termini: "Le premier mérite de la somme que publie André Guichaoua, sociologue, professeur à l'Université Paris-I, est de montrer qu'au prix d'un immense travail historique, il est possible de mettre au jour les mécanismes complexes qui ont conduit à la tragédie. De décrypter la terrifiante alchimie entre volonté dominatrice, cynisme guerrier, calcul politique et solidarité clanique qui, sur fond d'instrumentalisation de la question ethnique héritée du colonisateur belge, a mené à la tentative d'extermination d'un peuple".
 Il supporto documentale alla ricerca storica dell'Autore viene ospitato nel sito segnalato; qui chi è interessato ad approfondire la conoscenza di quel tragico periodo della storia rwandese, andando alle fonti,  può trovare molti interessanti documenti: da quelli ufficiali e sempre citati  delle istituzioni rwandesi e internazionali ad altri, spesso inediti, fatti di comunicati ufficiali, discorsi, agende di protagonisti, verbali di riunioni e testimonianze varie.

venerdì 19 marzo 2010

Rwanda: solo il 10% della popolazione ha accesso all'elettricità.

Il fatto che l'allacciamento di 140 famiglie alla rete elettrica nazionale nella zona di Byumba   diventi una notizia per il The New Times indica come il problema della distribuzione dell'energia elettrica, al di fuori della capitale e delle restanti città, sia uno dei problemi ancora da risolvere in Rwanda. Secondo le statistiche ufficiali la rete elettrica serve attualmente  solo il  9,5 per cento della popolazione, percentuale significativamente analoga  a quella dei rwandesi residenti in città. Il governo ha in progetto di portare tale percentuale al 16 per cento entro il 2012. La percentuale sembra seguire il trend del processo di urbanizzazione, lasciando praticamente esclusa gran parte della popolazione delle campagne, dove è oggettivamente molto oneroso creare l'infrastruttura distributiva dell'energia elettrica.  D'altra parte lo sviluppo socio economico delle zone rurali del paese non può prescindere dall'accesso all'elettricità distribuita, essendo ancora eccessivamente oneroso il ricorso a forme autonome di produzione elettrica proveniente dai pannelli solari, che possono al massimo risolvere il problema di singole realtà come scuole, uffici pubblici. Nei villaggi resta l'alternativa di qualche raro elettrogeneratore funzionante a gasolio, che deve però scontare l'altissimo prezzo del combustibile che viaggia a livelli europei.  

Ci piace ricordare che uno dei protagonisti dell'elettrificazione  del Rwanda, per la parte di realizzazione delle linee elettriche, è stato l'amico Brunello Baldi che lavorò qui alla fine degli anni cinquanta, salvo ritornarci dopo il 2000 per seguire la distribuzione dell'elettricità nella città di Byumba e poi da volontario dell'Associazione Kwizera.

giovedì 18 marzo 2010

Il sistema bancario rwandese fattore di sviluppo .

Tanti piccoli segnali stanno mettendo in luce il dinamismo del sistema bancario rwandese, interessato da un rafforzamento patrimoniale e un riassetto organizzativo e regolamentare che lo stanno accreditando come uno dei fattori propulsivi dello sviluppo economico del paese. Due notizie di questi ultimi giorni. La prima è che il bancomat sta prendendo piede in Rwanda. Finora bisognava attendere mesi per avere dalla propria banca una carta di debito e gli ATM erano veramente pochissimi. Ora si sta avviando la produzione in loco delle plastiche e, dopo una sperimentazione con tre banche pilota, si dovrebbe essere in grado di soddisfare le richieste della clientela entro cinque giorni lavorativi. La seconda è l’introduzione di un Reference bureau sul credito, una sorta di centrale rischi, che dovrebbe consentire alle banche locali di conoscere il profilo della storia creditizia dei richiedenti il credito, così da evitare per tempo i debitori morosi. Il nuovo sistema di condivisione delle informazioni sul credito andrà a rafforzare anche il ruolo della Banca centrale quale controllore delle istituzioni finanziarie del paese. Sono queste solo le ultime innovazioni introdotte dalle banche rwandesi, già interessate a forti investimenti nell’automazione che hanno consentito alle principali banche di offrire ai propri clienti l’accesso a taluni servizi tramite web.                                                              
Tutto il sistema è inoltre interessato da investimenti provenienti dall’estero che si sono concretizzati o nell’entrata nel capitale delle banche locali ( come nel caso della Rabobank entrata nella centrale delle Banche popolari) o con l’apertura di nuove filiali locali. Va sottolineato come la presenza delle banche non si limiti alla sola capitale, in cui le sedi hanno architetture e organizzazione d’ufficio che hanno nulla da invidiare alle consorelle europee, ma interessi anche le altre città del paese e, nel caso delle popolari, anche i villaggi. Un bonifico dall’Italia arriva allo sportello di uno sperduto villaggio delle campagne rwandesi in poco più di una settimana. Con una presenza anche al di fuori delle città, le banche potrebbero avere un ruolo importante per tener agganciate le campagne alla locomotiva economica delle città e soprattutto della capitale attenuando così il forte divario esistente tra le due realtà del paese.

martedì 16 marzo 2010

Non è più tempo d'eroi!?

Pochi riconosceranno in questo ritratto, fatto dall'editorialista de The New Times di Kigali, quel Paul Rusesabagina, direttore del Milles Collines Hotel, la cui storia ispirò il  famoso film Hotel Rwanda.
"Durante lo scorso anno, Paul Rusesabagina, a cui piace autodipingersi come l'eroe che ha salvato migliaia di Tutsi durante il genocidio, è stato condannato da 2 tribunali di due diversi continenti, in quanto la sua testimonzianza sui fatti è stata giudicata falsa. Le sentenze sono dovute al fatto che Rusesabagina si era offerto volontariamente come testimone della difesa nei processi sul Genocidio nel Regno Unito e presso il Tribunale penale internazionale di Arusha. In quest'ultimo caso gli è stato impedito di testimoniare per ragioni simili, come nel Regno Unito, in quanto la sua testimonianza fu ritenuta falsa.Tuttavia, l'umiliazione e l'imbarazzo in tribunale non hanno messo fine ai suoi profitti dal genocidio.La famigerata sozzagine morale di Rusesabagina ha aperto nuove strade per la sua avarizia. Egli non esita a usare le disgrazie che hanno colpito molti bambini rimasti orfani per riempire le proprie tasche. Rusesabagina sostiene di aiutare gli orfani, ma questa presunta magnanimità è ancora tutta da dimostrare . Mentre lui sostiene che la sua fondazione è volta a prevenire futuri genocidi , si abbevera alla grande con i denari del genocidio e difende i criminali del Genocidio in varie sedi. Molte persone, che si rifugiarono nel Milles Collines Hotel durante il genocidio, hanno conosciuto fin troppo bene la menzogna vivente che è Rusesabagina. Ha estorto a questa gente molto denaro fino a che i proprietari dell'hotel gli hanno ordinato di fermarsi, ma lui continua ad andare in giro vendendo le sue bugie e inganna occidentali ignari cercando di fargli credere che si trovano davanti ad un  vero e proprio eroe.Se solo potessero arrivare a sapere che dopo il genocidio, ha fondato una società di trasporti in Zambia con i proventi del suo raket, il suo mondo immaginario scoppierebbe come una bolla di sapone.Paul Rusesabagina ha preso in giro il mondo per troppo tempo, ma non può essere in grado di nascondersi molto più a lungo, come i giudici del Regno Unito e di Arusha hanno dimostrato."

domenica 14 marzo 2010

Le piante di jatropha di Nyagahanga.

Le piante di Jatropha, seminate a suo tempo sui terreni della parrocchia di Nyagahanga,  sono cresciute e hanno fruttificato. Purtroppo, alcune sono anche state colpite da una malattia come si evince dalla foto dove  si vedono le foglie colpite da parassiti. Speriamo che le piante, che dovrebbero essere particolarmente resistenti, si possano riprendere e l'esperimento possa quindi proseguire fino ad arrivare a raccogliere i frutti da cui ricavare l'olio utilizzabile come bio carburante o come base per produrre saponi.

sabato 13 marzo 2010

Scuola di Kiruri: ultimata la posa del tetto.

Il nuovo edificio scolastico di Kiruri si sta avviando velocemente alla conclusione. Il dinamico comitato locale, composto dai signori Jules, Joseph e Athanase, che sta seguendo i lavori ci fa pervenire questa foto che documenta come si sia già arrivati alla posa del tetto e di tutti gli infissi.  

venerdì 12 marzo 2010

OGM: una forzatura del WWF.

Nel supplemento “Greenfiles”, pubblicato all’interno del settimanale Vita e curato dal WWF, viene attribuita a Benedetto XVI ( con tanto di foto a supporto) questa affermazione «La semina di Ogm pretende di assicurare la sicurezza alimentare.Ma rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici». Questa frase non è mai stata pronunciata dal Papa ma è, in realtà, contenuta nel documento “ Instrumentum laboris” predisposto per il sinodo dei vescovi africani tenutosi l’anno scorso, come peraltro correttamente riportato nello stesso numero di Vita in un articolo che tratta appunto degli OGM. Ci si chiede che bisogno avesse il WWF di commettere una simile forzatura per sostenere le proprie posizioni, che, visti i metodi usati a sostegno della propria posizione, sembrano più pregiudizialmente ideologiche che scientifiche. La posizione del Santo Padre sullo specifico problema si può tranquillamente ricavare leggendo il cap. 27 della Sua ultima enciclica “Caritas in Veritate” ( anche questo correttamente riportato da Vita) dove, tra l'altro, si trova questa affermazione: ".. potrebbe risultare utile considerare le nuove frontiere che vengono aperte da un corretto impiego delle tecniche di produzione agricola tradizionali e di quelle innovative, supposto che esse siano state dopo adeguata verifica riconosciute opportune, rispettose dell'ambiente e attente alle popolazioni più svantaggiate". L'argomento più che di dispute ideologiche merita, da una parte,  tutti gli approfondimenti scientifici necessari per fornire le garanzie   sollecitate anche dal Papa e, dall'altra, un approccio aperto alla solidarietà per superare la dipendenza commerciale dalle grandi multinazionali produttrici di OGM, come evidenziato dai vescovi africani nel loro documento.

Il maltempo fa impennare i prezzi dei prodotti agricoli.

Le continue pesanti piogge che hanno interessato il Rwanda hanno arrecato gravi danni a tutte le colture, provocando un generalizzato aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, soprattutto sui mercati della capitale. La scarsità di verdura, in gran parte marcita a terra nei campi, ha visto impennarsi i prezzi delle patate, passate da 100 a 130 Rwf al kilo, della manioca, da 150 a 200Rwf al kilo. Altri prodotti come il riso, arachidi e zucchero sono aumentati da 600 a 750 Rwf, da 500 a 1000 Rwf e da 600 a 800 Rwf per kg rispettivamente. Mentre i fagioli sono passati da 300 a 400 Rwf al kilo.

mercoledì 10 marzo 2010

L'Unitre di Tirano ha adottato Maltha.

Dal sito dell'UNITRE- Università delle tre età di Tirano.
L'UNITRE HA ADOTTATO MALTHA
Maltha è la piccola ruandese di 9 anni che l'UNITRE di Tirano "ha adottato", in seguito alla lezione tenuta dal dr. Martino Ghilotti sulla sua esperienza in Rwanda, piccola Africa, il paese dalle mille colline, uscito da poco da una tragica e feroce guerra civile.
Seguiremo nel corso degli anni tutte le vicende più importanti della vita di Maltha e potremo essere i compagni di viaggio nel difficile cammino della sua crescita.
E' bello che il "vivere la speranza", tema dell'anno della nostra Unitre, possa permettere a Maltha di studiare e sperare in un futuro migliore.
L'adozione è avvenuta tramite l'associazione Kwizera onlus (www.kwizera.it), che in ruandese significa speranza.

martedì 9 marzo 2010

Progetto MIkAN: si vedono i primi frutti.

Si è tenuto ieri  a Nyagahanga un incontro tra i vari responsabili del progetto Mikan, per fare il punto dell'andamento dell'intero progetto. Con il coordinamento di Don Paolo si sono ritrovati  i referenti dei quattro gruppi esistenti a Matimba,  Ngarama,  Nyabihu e Nyagahanga.Erano presenti anche Jean Damascene Mupenzi , Responsabile del Progetto, e il giovane veterinario che opera da un mese presso il Centro Sociale A.G.,Théogène Ukwishaka . E’ stato un momento di scambio di esperienze e di informazioni che ha consentito di redigere un quadro puntuale della situazione. Il progetto a Nyagahanga ha finito il suo periodo di un anno con la consegna di  23 caprette, su 25 ricevute.Mancano all'appello ancora due caprette dato che due   capre sono morte; si sta valutando come provvedere per sopperire a questa mancanza: qualora dopo un'ultima sollecitazione, le due famiglie interessate non provvederenno a consegnare due capretti, sarà l'intero gruppo che si farà carico della consegna. A Matimba, 9 capre hanno già partorito ( 3 maschi e 7 femmine) essendo tutte le altre in gestazione; si pensa di consegnare i capretti  al nuovo gruppo il prossimo 30 luglio. A Nyabihu, 16 capre  hanno partorito (11 caprette e 6 capretti) e si prevede la consegna  al nuovo gruppo di Ruhondo (una centrale vicina) il prossimo 15 agosto 2010.A Ngarama, 6 capre hanno già partorito e 19 sono in gestazione. Si è fissato il giorno della consegna per il  31 Luglio 2010. Nel frattempo si sono pianificati degli incontri di formazione per due gruppi di Matimba, il 15 marzo 2010, e per i gruppi gravitanti sulla parrocchia di Nyagahanga, il 22 marzo 2010: qui si incontreranno il gruppo in affiancamento, che è formato da famiglie provenienti da diverse  sottoparrocchie, e un nuovo gruppo proveniente dalla sottopoarrocchia di Kagera. Come si vede il Progetto ha preso campo e potrebbe quindi trovare ulteriore sviluppo dopo queste prime esperienze di test.

sabato 6 marzo 2010

Anche in Rwanda il calcio è più di un semplice gioco.

Ha destato molto interesse la visita del presidente del Barcellona Football Club, Joan Laporta, al campo profughi di Kiziba, nella regione occidentale del Rwanda, dove sono ospitati circa 20.000 profughi congolesi.Approfittando di questo avvenimento, la stampa locale, dopo aver dato il giusto risalto all’impegno umanitario della squadra spagnola che, ricordiamolo, porta sulle proprie maglie al posto del nome di uno sponsor generoso per le casse sociali, il logo dell’Unicef, ha sottolineato il ruolo che il calcio può avere nell’opera di unità e di riconciliazione nazionale, a partire dai tanti momenti sportivi vissuti sui campetti delle parrocchie da tantissimi ragazzi. In particolare, viene auspicato che anche i grandi club rwandesi e i personaggi dello sport nazionale si rendano disponibili a partecipare a iniziative comunitarie, dalle campagne per la salute al sostegno a orfanotrofi o semplicemente ponendosi come modelli positivi per i giovani che guardano a loro.Così conclude l’editoriale odierno de The New Times “anche se il club locale non può avere i soldi da donare ai più vulnerabili, come i ricchi club europei, le nostre organizzazioni sportive dovrebbero prestarsi a iniziative di raccolta fondi, compresi i giochi di beneficenza, a prescindere degli importi riscossi. E' il gesto che conta”.

mercoledì 3 marzo 2010

OGM: rischi e opportunità.

Come ampiamente riferito dai giornali, la Commissione Europea ha dato via libera, dopo quasi 12 anni di studi, alla coltivazione di patate Ogm, cioè geneticamente modificate, sul territorio della comunità. L'argomento è fonte di accese dispute fortemente connotate da pregiudiziali ideologiche che prescindono, spesso, anche da riferimenti scientifici ormai consolidati. L'argomento ha indubbi risvolti, oltre che nel nostro paese, anche e soprattutto in paesi come quelli africani. A tal proposito riproponiamo volentieri due brevi interventi, già segnalati in un nostro precedente post del 21 ottobre 2009 a cui rimandiamo, che tentano di fare luce sull'argomento.
"In Africa le nuove sementi porteranno a una vita migliore?"  e "Sementi migliorate per l'Africa, benedizione o maledizione?" in cui viene approfondito l'argomento, evidenziando i pro e i contro delle sementi geneticamente modificate, i rischi che ne potrebbero derivare, gli aspetti di dipendenza che potrebbero vincolare i contadini nei confronti delle multinazionali sementiere, ma anche i vantaggi di cui potrebbe beneficiare l'agricoltura africana. Per leggere i due interventi clicca qui.

In Rwanda, per ora,  non si ha notizia di uso di OGM; le autorità sono comunque  impegnate nella ricerca di una maggiore produttività dei terreni agricoli promuovendo la diffusione di sementi di qualità che garantiscano maggiori raccolti. In questo programma è stata recentemente inserita anche la fattoria di Nyinawimana cui è stato riconosciuta la qualificata di centro moltiplicatore di sementi di qualità.

lunedì 1 marzo 2010

Momenti di pastorale giovanile a Nyagahanga.

Da Nyagahanga riceviamo questa cronaca che testimonia il grande lavoro in atto per rivitalizzare  una parrocchia  che fino a qualche anno fa sembrava quasi  dimenticata. 

Si è tenuto in questo fine settimana presso il Centro Parrocchiale sant Agostino di Nyagahanga un “week-end dei giovani". L'incontro, che s'inserisce nell'ambito di un progetto di  pastorale giovanile, ha visto la partecipazione di  diversi giovani della parrocchia di Nyagahanga, comprese le sottoparrocchie,  e una rappresentanza di 16 ragazzi provenienti dalla parrocchia di Matimba. Quest'ultima  è una parrocchia  di recente costituzione e guidata da Don Emilien, in passato vicario a Nyagahanga. I giovani provenienti da Matimba, che si trova a diversi kilometri di distanza ai confini con l'Uganda e la Tanzania, sono stati ospitati nei nuovi locali-foresteria  del  centro pastorale restaurato di recente in memoria di don Piero Giannini.
L'incontro si è incentrato su alcuni momenti formativi che hanno visto Don Paolo approfondire  il tema della  riconciliazione con Dio e con i fratelli, e Don Emilien intrattenere i giovani sul ruolo della fede, della speranza e della carità  nella loro vita. I momenti formativi si sono alternati con momenti di lavoro comunitario, l'“Umuganda”,  il tradizionale lavoro comunitario rwandese che si tiene l’ultimo sabato del mese: ogni giovane ha piantato un albero lungo le strade che fiancheggiano il complesso parrocchiale.
Un incontro di calcio fra le rappresentative della due parrocchie, con vittoria 2 a 0 dei giovani di Nyagahanga, ha concluso questo breve week-end  di convivialità giovanile. L'esperienza, estremamente positiva, avrà un seguito; c'è la volontà di tenere un incontro ogni quattro mesi, alternativamente a Nyagahanga e a Matimba. Questo momento forte di pastorale giovanile viene ad affiancarsi alla pastorale familiale che le due parrocchie hanno avviato negli ultimi tempi e su cui si è innestato il progetto MIkAN. Don Paolo formula  anche l'auspicio di poter  ripetere un'esperienza  analoga, seppur a distanza, anche con i giovani dell'oratorio  della parrocchia di Sagnino della diocesi di Como, con cui l'oratorio di Nyagahanga è gemellato.