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domenica 31 gennaio 2010

Il proverbio rwandese della domenica.

Inhingi iniwe ntigera inzu.


Non si costruisce una casa da soli.

sabato 30 gennaio 2010

Rassegna stampa

Dal settimanale Centrovalle

Crisi della diocesi di Kibungo: rinuncia del vescovo.

Il Santo Padre Benedetto XVI, in data 29 gennaio 2010, ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kibungo (Rwanda), presentata da Sua Ecc. Mons. Kizito Bahujimihigo, in conformità al canone 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico. La rinuncia dovrebbe essere messa in relazione a quanto riferito in un precedente post, circa la situazione economico-finanziaria della diocesi di Kibungo.

mercoledì 27 gennaio 2010

Il Rwanda protagonista all'Unitre di Tirano.

Un   pubblico  numeroso e interessato ha seguito la testimonianza resa da Martino Ghilotti, nell'ambito del ciclo di lezione dell'Unitre-Universita della terza età di Tirano, sulla sua esperienza in Rwanda. ( vedi fotocronaca).In quasi un'ora e mezza di conversazione, dal titolo"Un viaggio nel Rwanda, piccola Africa",   il relatore ha accompagnato gli ascoltatori alla conoscenza della realtà del paese delle mille colline. Con il supporto di un ricco apparato fotografico, sono stati illustrati gli aspetti ambientali  del paese percorrendo un viaggio ideale  dalla moderna capitale Kigali alla campagna profonda, dove ancora persistono, purtroppo, situazioni di degrado meritevoli d'intervento. Sono stati altresì offerti alcuni elementi di riflessione  sull'immane tragedia che ha sconvolto il popolo rwandese nel 1994. L'attività condotta sul terreno dall'Associazione Kwizera in questi anni ha formato oggetto dell'ultima parte dell'incontro che si è concluso con un forte richiamo alla speranza in un popolo riconciliato.

domenica 24 gennaio 2010

Il proverbio rwandese della domenica

Ababiri bajya inama, baruta umunani barasana.



 Due che vanno d'accordo valgono più di otto che litigano.

sabato 23 gennaio 2010

Unitre di Tirano: incontro sul Rwanda

Dal quotidiano La Provincia di Sondrio:
Ve lo spiego io il Rwanda. E' quanto farà martedì 26 gennaio il dottor Martino Ghilotti ai soci dell'università della terza età di Tirano. L'incontro è previsto alle ore 15 nella sala del Credito Valtellinese di Tirano "Un viaggio nel Ruanda, piccola Africa" è il titolo dell´incontro che offrirà uno spaccato del piccolo paese assurto tragicamente all´attenzione dell'opinione pubblica mondiale per gli eccidi che caratterizzarono, nel 1994, la conclusione della guerra civile iniziata quatto anni prima. Sulla scorta delle diverse missioni condotte nel paese delle mille colline, il relatore offrirà elementi di conoscenza della realtà del paese e della gente che lo abita, per poi effettuare un breve excursus nella recente storia rwandese, cercando di fornire alcuni elementi per tentare di comprendere quanto accaduto nel drammatico 1994.

giovedì 21 gennaio 2010

Gli alunni del catechismo di Grosio incontrano il Rwanda.

Gli alunni di prima e seconda media di Grosio, frequentanti il catechismo parrocchiale con le insegnanti Marilena, Martina, Mariuccia e Nadia, si sono confrontati con la realtà del Rwanda. In particolare, hanno ascoltato l'esperienza di Martino, un volontario dell'Associazione Kwizera Onlus, sulle iniziative intraprese in questi anni a favore delle popolazioni del paese delle mille colline. L'incontro s'inquadrava nell'ambito del percorso catechistico e, in particolare, sui diversi modi in cui si può esprimere la carità intesa "come forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell'umanità intera", così come recita l'ultima enciclica papale.
Saremmo ben lieti di ospitare brevi commenti dei giovanissimi partecipanti all'incontro.

mercoledì 20 gennaio 2010

The New Times: gravi difficoltà finanziarie per la diocesi di Kibungo.

L'edizione odierna de The New Times riporta la notizia di gravi difficoltà finanziarie in cui si sarebbe venuta a trovare la diocesi di Kibungo, nella parte orientale del Rwanda, retta dal 2007 da Mons. Kizito Bahujimihigo. Le banche starebbero facendo pressioni perchè la diocesi adotti le misure necessarie per fare fronte al più presto ai rilevanti debiti accumulati, prevedendo, se necessario, lo smobilizzo di talune proprietà. Nel frattempo, è partita una campagna per sollecitare un sostegno straordinario da parte dei fedeli. Secondo quanto sostenuto da The New Times, che cita Padre Cyprian Ntaganira, responsabile della parrocchia di Rwamagana, l'esposizione della diocesi ammonterebbe a circa un miliardo di franchi rwandesi ( pari a circa 1,2 miloni di euro).


I paesi dell'EAC puntano all'unione monetaria.

Gli esperti economici provenienti dai cinque partner dell'EAC-Comunità dell'Africa orientale, Rwanda, Burundi, Tanzania, Kenya e Uganda, sono attualmente riuniti nella capitale ugandese Kampala, per un workshop mirante a definire un progetto di creazione di un'Unione monetaria tra i paesi della stessa Comunità.L’obiettivo di una moneta unica fra i paese della Comunità dovrebbe portare a un ulteriore sviluppo dell’economia dell’area che ha già potuto beneficiare, dall’inizio anno, dell’abbattimento delle barriere doganali. Al workshop sono presenti anche esperti della Banca centrale europea che porteranno un contributo di conoscenza basato sull’esperienza dell’euro.

martedì 19 gennaio 2010

Allo studio un Servizio Nazionale per i giovani laureati rwandesi.

Il Ministero della Pubblica Istruzione (MINEDUC) del Rwanda sta valutando la possibilità di introdurre una forma obbligatoria di Servizio Nazionale per i laureati che, rifuggendo l’impegno nell’insegnamento piuttosto che in ambito sanitario o in altri settori di pubblica attività, si pongono all’immediata ricerca di un’attività professionale più remunerata rispetto all’impiego nella pubblica amministrazione. Secondo il ministro dell’Educazione Dr. Charles Murigande si pensa di rendere obbligatorio lavorare in ambito pubblico per un determinato periodo di tempo, prima di essere autorizzati a cercare lavoro nelle libere professioni.La misura in fase di studio mira in particolare a far fronte alla grave carenza di insegnanti, sia in termini quantitativi che qualitativi, che sta penalizzando seriamente la scuola rwandese.Anche se la misura sembra improntata a un certo dirigismo, ci sentiamo di condividerne lo spirito, anche se dovesse riservare risvolti negativi che, al momento, non riusciamo a individuare. Abbiamo, infatti, sperimentato più volte la scarsa disponibilità dei neo laureati a impegnarsi in attività di sviluppo a favore della loro gente, a fronte di remunerazioni allineate a quelle degli insegnanti.Credendosi dei professionisti affermati, per il semplice possesso di un diploma di laurea di cui non abbiamo mai avuto modo di verificare la piena validità professionale, rinunciano a esperienze lavorative remunerate e professionalmente arricchenti, come quelle di lavorare con organizzazioni internazionali, per difendere questo presunto status di affermati intellettuali. Cosa dovrebbero dire i giovani laureati italiani disponibili a fare degli stages annuali presso le aziende con un assegno pari a poco più della metà dello stipendio di un neo assunto. Il progetto del governo rwandese ci pare, quindi, quanto mai opportuno, anche per ricordare un qualche dovere di questi giovani rampanti nei confronti della propria comunità, senza inoltre dimenticare i costi sostenuti dal bilancio pubblico per concorrere a garantire il loro percorso formativo a livello universitario.

lunedì 18 gennaio 2010

Prezzo speciale per muzungu.

Un residente prenota per un ospite, che viene da fuori, una camera all'albergo Urumuli di Byumba, un ottimo albergo: prezzo concordato 15.000 franchi rwandesi per notte ( poco meno di 20 euro). Quando l'ospite si presenta alla reception, il prezzo lievita a 25.000 franchi rwandesi: trattamento speciale per muzungu; il quale, non amando essere preso per il naso, ringrazia e cerca un'altra sistemazione. Alla scuola alberghiera avrebbero suggerito di attendere le consumazioni al bar o al ristorante per applicare le tariffe speciali muzungu.

domenica 17 gennaio 2010

Il proverbio rwandese della domenica

Umukobwa atigisa ibere ntamenye ingaruka yaryo.

Una ragazza agita il suo seno senza conoscere
ciò che avverrà piu tardi.
La ragazza crede di rimanere sempre giovane. Meglio per lei pensare al suo futuro. Come tutti invecchierà.

sabato 16 gennaio 2010

L'istruzione prima emergenza per un miliardo di africani.

Segnalo l'articolo comparso sul blog di Padre Pietro Gheddo che celebra il traguardo di un miliardo di abitanti per l'Africa.Per leggerlo clicca qui. In particolare, ne riportiamo la conclusione con il forte richiamo che l'Autore rinnova circa il ruolo dell'istruzione per il riscatto dell'Africa. "Noi, ricchi e privilegiati del mondo non vogliamo ammettere che la povertà del’Africa dipende anzitutto e soprattutto, prima di qualsiasi altra causa (e ce ne sono molte altre), dalla scarsezza o mancanza di istruzione. Non è possibile che si sviluppi un continente con il 50% di analfabeti, oltre a circa il 25-30% di “analfabeti di ritorno”, cioè quelli che hanno frequentato qualche classe delle elementari, ma poi non sanno leggere né scrivere perché non hanno mai avuto la possibilità di esercitarsi. Di scuola e di istruzione-educazione, per aiutare l’Africa giovane, si parla e si scrive troppo poco perché chiama in causa i nostri paesi ricchi e cristiani, che dovremmo correre in aiuto ai fratelli e sorelle africani. Invece in Occidente diminuiscono le vocazioni missionarie, i volontari e gli organismi di volontariato internazionale. E’ un segno evidente, fra tanti altri, della crisi di umanità e di vita cristiana del nostro popolo."
Una raccomandazione che la Chiesa rwandese sembra aver storicamente ben presente e di cui abbiamo avuto conferma nei riconoscimenti segnalati nell'ultimo post.

Il Piccolo Seminario di Rwesero riconosciuto fra le migliori scuole rwandesi.

Alla vigilia del nuovo anno scolastico, che inizierà il prossimo 2 febbraio, il Ministro di Stato incaricato dell’ Istruzione primaria e secondaria, Mathias Harebamungu, ha fatto un bilancio del passato anno scolastico in Rwanda.
Fra gli altri, vorremmo sottolineare due dati emersi dal bilancio fatto dal Ministro.
Il primo, abbastanza scontato, è che le scuole elementari cittadine evidenziano risultati migliori rispetto alle scuole della campagna, aggiudicandosi quasi tutti i primi 23 posti delle migliori scuole del paese e che la maggior parte di esse sono scuole private. Il secondo riguarda le scuole del secondo ciclo, i cui risultati mostrano che le scuole religiose hanno superato le scuole pubbliche e private per la qualità dell’insegnamento. Delle 20 migliori scuole in questa categoria, 10 sono di matrice religiosa, in prevalenza Piccoli Seminari, e si trovano fuori Kigali.La classifica delle migliori scuole è aperta dal Piccolo Seminario di Rwesero che porta anche un suo studente, Jean Paul Iradukunda, fra i tre migliori studenti rwandesi del ciclo ordinario. Merita di essere sottolineato il riconoscimento ottenuto dalla scuola della Diocesi di Byumba, di cui possono essere orgogliosi il Vescovo Mons. Servilien, il suo Vicario, che è appunto il direttore del Piccolo Seminario di Rwesero, e i tanti sacerdoti che vi operano.

giovedì 14 gennaio 2010

L'Agenzia per le Onlus emana le Linee Guida per il sostegno a distanza.

L’Agenzia per le Onlus ha emanato sul finire del 2009 le Linee Guida per il Sostegno a Distanza di minori e giovani.
Le Linee Guida SaD sono il frutto di un lavoro collegiale ed elaborato con il supporto di un Comitato Scientifico e pur non avendo carattere vincolante costituiscono indubbiamente un quadro coerente di principi e regole di riferimento per le organizzazioni che operano nell’ambito del sostegno a distanza e rappresentano uno strumento per favorire la trasparenza, l’efficacia e l’efficienza nell’operare di tali organizzazioni, in un’ottica che mette al centro i temi della relazione e della reciprocità. Le Linee Guida contengono inanzitutto la definizione di “sostegno a distanza” inteso come una forma di liberalità consistente nell’erogazione periodica, entro un dato orizzonte temporale, da parte di una o più persone fisiche o di altri soggetti, di una definita somma di denaro ad una organizzazione, affinché la impieghi per la realizzazione di progetti di solidarietà internazionale, i quali:
a. abbiano come destinatari una o più persone fisiche minori o giovani in condizioni di rischio povertà ed emarginazione;
b. promuovano il contesto famigliare e le formazioni sociali, precisamente identificate, entro cui si svolge la personalità del minore;
c. favoriscano la relazione interpersonale tra sostenitori e beneficiari e/o la creazione di un rapporto di vicinanza umana e di conoscenza.
Le Linee prevedono altresì gli impegni generali che l’Oragnizzazione SaD deve assumere in via generale e verso il beneficiario e il sostenitore coinvolti.
E’ prevista da parte dell’Agenzia l’istituzione, l’aggiornamento e la pubblicizzazione dell’elenco delle organizzazioni attive nel Sostegno a distanza che vi potranno aderire liberamente. L’intero documento è scaricabile dal sito dell’Agenzia
cliccando qui.
Secondo i dati pubblicati dal settimanale Vita a corredo della notizia, in Italia operano 1000 realtà attive nel sostegno a distanza che hanno attivato più di un milione di adozioni, grazie a una raccolta per il 2008 di 260 milioni di euro.
Mediamente un’adozione prevede un versamento annuo di 270 euro da parte del sostenitore, di cui il 5% viene trattenuto, da oltre la metà degli enti, per spese di gestione.La durata del sostegno a distanza va da un anno a tre anni.
Ricordiamo che l'Associazione Kwizera Onlus richiede solo 115 euro annui per le adozioni in Rwanda, destinando l'intera somma al bambino beneficiario che viene seguito per almeno 5 anni.

domenica 10 gennaio 2010

Il proverbio rwandese della domenica

Umukobwa agira inzara ntagira inzigo.

La ragazza può provare la fame

ma non l’odio viscerale.

Le ragazze non condividono gli odi delle loro famiglie.

Sono capaci di sposare anche chi è ritenuto nemico dalle loro famiglie.

venerdì 8 gennaio 2010

Riconciliazione:l'attualità dell'insegnamento del Mahatma Gandhii

E' stato riproposto alcune sere fa su La 7 il film "Ghandi" del regista Richard Attenborough, che ripercorre la vita del profeta della non violenza il Mahatma Gandhi. E' stato particolarmente coinvolgente vedere la parabola terrena di questo piccolo grande uomo, con una parentesi anche africana, che con la forza della sua intuizione di lotta politica non violenta è riuscito a piegare il grande e potente impero britannico, ottenendo l'indipendenza per l'India. A far riflettere è stata una scena a cui si assiste nella parte finale del film. Ottenuta l'indipendenza, nel paese la comunità indù e quella mussulmana si scontrano violentemente, macchiandosi di gravi crimini di sangue, per definire i rispettivi ambiti di potere; la soluzone sarà la costituzione del Pakistan come paese a maggioranza musulmana. Stremato dal digiuno che aveva affrontato per far cessare gli scontri, Gandhi riceve una delegazione che lo implora di porre termine a questa sua forma di protesta che rischia di portarlo alla morte. Un gruppo di indù, fra i più facinorosi, depone ai suoi piedi le armi - nel film, quello che si fa portavoce impugna un machete- promettendo di por fine agli scontri. Tra i componenti di questo gruppo vi è un indù che, implorando il Mahatma di riprendere a mangiare, gli confessa di aver ucciso un bambino musulmano in maniera atroce, sbattendogli cioè la testa contro il muro, per vendicarsi dell'uccisione di suo figlio per mano dei mussulmani. Gandhi suggerisce a questo omicida reo confesso che per ottenere il perdono di Dio si faccia carico di adottare un bambino orfano musulmano, impegnandosi ad allevarlo come un figlio e, soprattutto, nella sua fede musulmana.
All'indomani, gli scontri fra le due comunità cesseranno e, qualche giorno dopo, Gandhi verrà ucciso da un giovane estremista indù.
Il suo messaggio gli sopravvive senza conoscere limiti di tempo e di luogo.

mercoledì 6 gennaio 2010

Cadono le barriere doganali tra Rwanda e paesi dell'EAC

Con l'inizio del 2010 è scattato il nuovo accordo doganale regionale che prevede la completa liberalizzazione degli scambi commerciali all’interno dei cinque paesi partner della Comunità dell'Africa orientale (EAC): Kenia, Tanzania, Uganda, paesi iniziatori dell’EAC nel 2005, oltre a Rwanda e Burundi, entrati a far parte della Comunità solo successivamente, nel 2007. Lo sviluppo segue la scadenza del periodo transitorio di cinque mesi conclusosi il 31 dicembre 2009, durante i quali Rwanda e Burundi avevano, peraltro, già dato attuazione alla liberalizzazione del loro interscambio. La speranza dei governanti dei paesi aderenti all'EAC è quella di rendere così appetibile per gli investitori stranieri un’area in libero scambio, con un mercato potenziale di oltre 120 milioni di abitanti.

lunedì 4 gennaio 2010

Inizio d'anno a Byumba nel segno della pace e dell'unità.


L'edizione odierna de The New Times riporta la cronaca della cerimonia d'inizio anno tenutasi nella cattedrale di Byumba.In particolare, viene dato ampio spazio all'omelia del vescovo Servilien Nzakamwita e al suo invito ai cristiani della diocesi a predicare il Vangelo della pace e dell'unità.
"Se vuoi che la pace si affermi nella società, è necessario ogni sforzo per rispettare la vita e la dignità umana", ha detto il vescovo che ha inoltre invitato i cristiani all'umiltà, all'amore e alla bontà per aiutare i membri più vulnerabili della società, aggiungendo che i veri cristiani devono dedicare il loro tempo per rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.

domenica 3 gennaio 2010

Il proverbio rwandese della domenica


Imana ihora ihoze

La giustizia divina arriva senza fretta.

sabato 2 gennaio 2010

Sulle strade del Rwanda:la provincia orientale

La provincia orientale è una delle 5 province in cui è suddiviso il Rwanda. La provincia è stata istituita il 1º gennaio 2006, accorpando le precedenti province di Kibungo e Umutara, parte della Provincia di Kigali Rurale, e parte della Provincia di Byumba. In quest'area l'Associazione Kwizera è attiva con progetti che riguardano principalmente la parrocchia di Nyagahanga, ma anche con iniziative che interessano Ngarama e la parrocchia di Matimba, all'estremo nord. Abbiamo trovato questa mappa molto dettagliata sul bel sito ufficiale della provincia che fa rivivere diversi viaggi fatti in zona, in jeep o a piedi, durante le missioni estive. Fa parte della provincia, assieme ad altri sei distretti, anche il distretto di Gatsibo in cui si trova appunto Nyagahanga.
Il distretto di Gatsibo, anch'esso dotato del proprio sito web su cui si trovano notizie particolarmente interessanti per quanto riguarda diversi progetti dell'amministrazione locale, è a sua volta suddiviso in 14 settori, 69 cellule e 603 villaggi, comunemente noti come "imidugudu". La sua popolazione è di circa 283.456 persone. I 14 settori sono: Gasange, Gatsibo, Gitoki, Kabarore, Kageyo, Kiramuruzi, Kiziguro, Muhura, Murambi , Ngarama , Nyagihanga, Remera, Rugarama, Rwimbogo.