"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


mercoledì 29 ottobre 2014

Più facile fare impresa in Rwanda che in Italia

Ogni anno, la Banca Mondiale stila una classifica dei paesi dove è più facile fare impresa. Il rapporto denominato Doing Business, arrivato quest’anno alla sua 12° edizione, fornisce un giudizio sui diversi paesi sulla base di una serie di parametri che entrano in gioco nel momento in cui un imprenditore intende avviare una nuova impresa. I parametri presi in esame sono dieci: si va dalla facilità di avviare un'impresa, ai tempi di ottenimento di permessi di costruzione all’accesso all’energia elettrica, dalla registrazione dei titoli di proprietà all’accesso al credito fino alla tutela degli investitori di minoranza e alla risoluzione degli stati di insolvenza. 
In questa classifica che vede al primo posto Singapore, il Rwanda si posiziona al 46° posto, in miglioramento di due posizioni rispetto all’anno precedente,  ben dieci posizione davanti all’Italia che è solo 56°. Il confronto tra Rwanda e Italia è umiliante nell'accesso al credito 4° posto contro 89°, piuttosto che nella facilità di ottenere un permesso di costruzione (34° posto contro 116°) o nel carico fiscale complessivo (27° contro141° posto).
 Nell’ultimo anno il Rwanda ha fatto i maggiori progressi nell’ottenimento dei permessi di costruzione e nell’accesso all’energia elettrica, mentre il vero punto di forza risulta l’accesso al credito  dove il Rwanda si posiziona al quarto  posto a livello mondiale.Il Rwanda e' il terzo miglior paese africano dove fare affari dopo Mauritius e Sud Africa. Non solo il Rwanda ma anche tutti gli  altri paesi dell'Africa sub-sahariana hanno migliorato il contesto normativo per le piccole e medie imprese, tanto che  nel corso degli ultimi cinque anni, ben 11 diversi paesi dell’Africa Sahariana sono apparsi nella lista annuale delle 10 economie che hanno compiuto i maggiori progressi.
Nonostante il buon risultato complessivo, le autorità rwandesi si sono però lamentate con la Banca Mondiale per aver modificato senza preavviso  la metodologia utilizzata nella stesura del Rapporto 2015, tanto da far dire a un responsabile rwandese " di aver spostato i pali della porta dopo che la palla aveva superato la linea". In particolare i nuovi criteri applicati hanno comportato una penalizzazione del Rwanda  che secondo i vecchi modelli si trovava in 32° posizione nella classifica complessiva, corrispondente al 48° posto con i nuovi criteri; pesantemente penalizzante è stata la modifica dei requisiti presi in considerazione per quanto attiene l’avvio di un’impresa che vede  il Rwanda  classificato al 112° posto  dal 72 ° precedente, che con la vecchia metodologia corrispondeva all’8 ° posto. Proprio su questo dato si sono incentrate le lamentele rwandesi.

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